Skip to main content

Con l’Iran trasformato in un cimitero a cielo aperto, per decrittare quel che resta del regime degli ayatollah bisogna prestare attenzione a ciò che scaturisce dalle contraddizioni fra i suoi superstiti vertici, braccati fra i bunker e le macerie dai satelliti e dai droni di Stati Uniti e Israele. Una mortale caccia agli amamah, i turbanti dei religiosi più alti in grado, o ai comandanti dei pasdaran, talmente micidiale da costringere l’Assemblea degli 88 Esperti a tenere “coperto” il nome dell’appena scelta nuova Guida Suprema, successore del defunto Alì Khamenei, per evitare che sulla sua lapide venga scritto “ucciso prima di insediarsi”.

Come é avvenuto proprio oggi ad Abu-al-Qasem Baba’iyan, il nuovo capo dell’ufficio militare del leader supremo, nominato l’altro ieri dopo che il suo predecessore era stato eliminato la settimana scorsa. Da vari indizi sembrerebbe che la nuova Guida Suprema sia Mojtaba Khamanei, figlio del predecessore. Uno dei più autorevoli componenti del sinedrio degli 88 Esperti, l’ayatollah Mohsen Heidari Alekasir, si é lasciato infatti sfuggire che il prescelto ha prevalso sulla base del consiglio del defunto leader supremo, e sul fatto che il nuovo leader iraniano dovesse essere “temuto e odiato dal nemico. Tanto che persino il Grande Satana [ come gli iraniani definiscono gli Stati Uniti ] ha fatto il suo nome”, ha detto Heidari Alekasir riferendosi a Trump che nei giorni scorsi aveva definito il figlio di Khamenei una scelta “inaccettabile”.

Dietro l’apparente misticismo islamico della successione, si celerebbero però i mitra spianati dei pasdaran che hanno imposto Mojtaba, una guida suprema baby che nel novero del geronto-regime teocratico ha solo 57 anni e non ha né arte né parte, cioè non é neanche un ayatollah. Tra l’altro non si riesce a capire se Mojtaba sia stato ferito o meno in uno dei bombardamenti di questi giorni. L’habemus Guida Supremam sarà proclamato appena l’eletto, Kamenei figlio o altri, sarà messo al sicuro nel dedalo dei bunker sotterranei.

L’altra palese contraddizione dell’agonizzante regime é rappresentata dalla prosecuzione dei bombardamenti con missili e droni dell’Arabia Saudita il Kuwait gli Emirati Arabi Uniti nonostante l’assicurazione di 48 ore fa del Presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, assicurazione accompagnata dalle scuse, che gli attacchi ai paesi del Golfo sarebbero cessati. Contraddittorie con gli irridicibili proclami delle Guardie della Rivoluzione islamica appaiono anche le affermazioni del Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo il quale Teheran mira a una fine definitiva della guerra e non a un cessate il fuoco.

Intervenendo al programma della Nbc Meet the Press, Araghchi ha sottolineato che “la guerra dovrebbe finire definitivamente e, finché non ci arriveremo, penso che dovremo continuare a combattere per il bene del nostro popolo e della nostra sicurezza”. Il ministro degli Esteri iraniano ha poi confermato gli aiuti di Mosca a Teheran e ha ammesso “Ci stanno aiutando in molte direzioni diverse, ma non ho informazioni dettagliate”, ha detto. Affermazioni che confermano le ipotesi che fra il diluvio di missili e bombe in Iran si muovano confusamente tre fazioni che fanno capo al Presidente Pezeshkian, ai pasradan e agli ayatollah. Tre fazioni in fuga dai bombardamenti, ma che prima o poi si contenderanno gli ultimi bunker.

L'Iran e quella sceneggiata della Guida Suprema top secret

“Vogliamo assicurarci di non dover tornare indietro ogni dieci anni”, ha affermato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump quando è stata resa nota la scelta della nuova Guida Suprema dell’Iran. “Non durerà a lungo”, ha detto il tycoon all’emittente Abc. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Meno difesa, più tecnologia. Il nuovo baricentro cinese

L’ultimo piano quinquennale approvato dal partito, porta in dote una nuova scala di valori. Quantistica e Intelligenza Artificiale saranno le frontiere del futuro, a discapito degli investimenti in armamenti. E la natalità torna al centro del villaggio

La competizione biotech non si vince solo nei laboratori. Torlizzi spiega perché

Di Gianclaudio Torlizzi

Nel nuovo scenario globale le biotecnologie sono diventate un mercato strategico che intreccia venture capital, politica industriale e competizione tra potenze. Stati Uniti e Cina consolidano ecosistemi integrati, mentre l’Europa deve superare frammentazione e sotto-capitalizzazione per restare competitiva. Il punto di Gianclaudio Torlizzi, consigliere del ministro della Difesa e fondatore di T-Commodity

Quale futuro per l'arte iraniana

Ciò che sarà estremamente importante, per il futuro del Paese, è evitare che ci sia un appiattimento della narrazione artistica contemporanea verso una narrazione dei soli vincitori. E qui, il fattore “mercato” può avere un ruolo umano importante. La riflessione di Stefano Monti

L'IA, una nuova umanità e Giorgia Meloni. L'opinione di Pedrizzi

Dobbiamo chiederci cosa c’è al di là dei nostri limiti e come possiamo controllare un’intelligenza eventualmente superiore alla nostra? E come potremo convivere con questa nuova intelligenza? Una prima risposta ce la fornisce la premier Giorgia Meloni. Il racconto di Riccardo Pedrizzi

Cyberattacco contro le reti dell'Fbi. Il sospetto cinese

Attività sospette rilevate a febbraio su una rete che gestisce metadati di intercettazioni e strumenti investigativi. Coinvolte Nsa e Cisa. Gli investigatori parlano di tecniche “sofisticate”. Washington mobilita Nsa e Cisa, si diffonde il sospetto cinese ma l’attribuzione resta incerta

Non solo Trump, chi e perché premia i leader dominanti e conflittuali. L'analisi di Becchetti

La crisi della democrazia non riguarda solo una leadership, ma l’intero ecosistema informativo e politico che la seleziona e la amplifica. Se il problema fosse solo un uomo, basterebbe attendere il prossimo ciclo elettorale. Ma se il problema è la macchina che premia quel tipo di leadership, allora la questione è molto più profonda. Il commento di Leonardo Becchetti

Giustizia, perché la riforma può rafforzare il sistema. Parla Porena (Csm)

La riforma della giustizia vista da dentro il Csm. Il costituzionalista Daniele Porena analizza i nodi della revisione costituzionale: separazione delle carriere, correnti della magistratura e nuova Alta Corte disciplinare. Un confronto sul terreno del diritto più che delle polemiche politiche

Realtà on demand. Quando gli algoritmi riscrivono i fatti

Di Antonio Scala

Le piattaforme digitali non diffondono soltanto informazioni: organizzano il contesto in cui gli eventi vengono interpretati. Lo stesso fatto può apparire come provocazione, reazione o complotto a seconda dell’ambiente algoritmico in cui circola. La disinformazione non nasce più solo da contenuti falsi, ma dalla frammentazione della realtà condivisa prodotta dagli ecosistemi informativi online. L’analisi di Antonio Scala, dirigente di ricerca presso l’Istituto dei Sistemi Complessi del Cnr

Così risorse e rotte ridisegnano la geopolitica. L'analisi di Billi

Di Simone Billi

Dalla pietra al petrolio fino alle terre rare: la storia del potere passa sempre dai materiali strategici. Oggi la competizione globale si gioca tra minerali critici, rotte artiche e nuove infrastrutture, mentre Cina e altre potenze rafforzano la loro presenza nelle regioni polari. La riflessione di Simone Billi, capogruppo della Lega in Commissione Esteri

×

Iscriviti alla newsletter