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I maggiori quotidiani internazionali hanno fornito ulteriori dettagli sulla teoria israeliana di cui vi abbiamo parlato la settimana scorsa, legata alla decapitazione del regime, ovvero che quest’ultima avrebbe potuto essere determinante nell’innescare una rivolta all’interno dell’Iran. Come avevamo sottolineato, non era chiaro chi avesse elaborato questa teoria e l’avesse presentata al primo ministro israeliano e il presidente USA; oggi ne conosciamo l’autore: il Mossad, il servizio di intelligence estera israeliano.

Tra gennaio e febbraio, mentre USA e Israele si preparavano a entrare in guerra con l’Iran, il direttore del Mossad, David Barnea, presentò al Primo Ministro Netanyahu e al presidente Trump un piano: entro pochi giorni dall’inizio della guerra, dopo aver eliminato i principali leader iraniani, il Mossad avrebbe attivato una serie di risorse all’interno del paese per galvanizzare l’opposizione, scatenando rivolte e disordini potenzialmente in grado di portare al crollo del regime, ponendo fine rapidamente alla guerra.

Ovviamente non siamo in grado di avanzare ipotesi sulla qualità dell’intelligence alla base della proposta avanzata da Barnea ai due leader, né sulla qualità della valutazione. È possibile, dato l’alto livello di capacità di raccolta informativa del Mossad in Iran, che esse fossero di prima qualità, così come è possibile che il Mossad abbia formulato la proposta in termini cauti e probabilistici, ovvero affermando esplicitamente che lo scenario delineato era possibile, ma non necessariamente probabile. Possiamo tuttavia analizzare la notizia nel quadro di quanto noto circa la “cultura professionale” del Mossad nonché le capacità analitiche di tale agenzia.

Il Mossad, come rivela il nome “Mossad” (“Istituto” in italiano) che è l’abbreviazione di “Istituto per l’intelligence e servizi speciali”, è primariamente un’agenzia operativa. Benché in diversi periodi, come ad esempio durante la guerra del Libano del 1982 o durante la direzione di Ephraim Halevy, tra il 1998 e il 2002, il Mossad abbia svolto primariamente attività di diplomazia segreta, nel corso della sua storia la “cultura professionale” dell’agenzia è sempre rimasta incentrata sulle due funzioni originarie: operazioni speciali e raccolta informativa clandestina (in quest’ordine). La funzione analitica all’interno del Mossad è rimasta praticamente inesistente dalla fondazione, nel 1951, fino al 1989, e il reclutamento e lo sviluppo di risorse nei successivi 36 anni non sono certo stati incentrati sul rafforzarla. Il Mossad ha una storia di fallimenti analitici non indifferenti: fu colto per esempio di sorpresa nel 1978 dal rovesciamento dello Shah proprio in Iran, e nuovamente dallo scoppio dell’intifada palestinese in Cisgiordania e a Gaza nel 1987. Si consideri da ultimo che l’”intelligence socio-politica” ovvero l’analisi relativa agli sviluppi sociali e politici è ampiamente considerata uno dei campi più difficili dell’analisi d’intelligence.

Tutto ciò lascia spazio all’ipotesi che, per quanto eventualmente basata su informazioni accurate e espressa in termini cauti, l’analisi del Mossad sulle possibili ricadute delle operazioni militari, e in particolare della decapitazione, sugli equilibri politici interni dell’Iran potrebbe essere stata basata in buona parte su informazioni prodotte da fonti e reti reclutate per la condotta di operazioni speciali, ovvero eliminazioni mirate, di fatto la principale attività portata avanti (con successo) dal Mossad in Iran negli ultimi 20 anni, e per questo essere stata poco accurata.

Il Mossad e l’analisi degli equilibri interni iraniani. Scrive Petrelli

L’analisi del Mossad sulle possibili ricadute delle operazioni militari, e in particolare della decapitazione, sugli equilibri politici interni dell’Iran potrebbe essere stata basata in buona parte su informazioni prodotte da fonti e reti reclutate per la condotta di operazioni speciali, ovvero eliminazioni mirate, di fatto la principale attività portata avanti (con successo) dal Mossad in Iran negli ultimi 20 anni, e per questo essere stata poco accurata. Tutti i dettagli nell’edizione di Spy Games in uscita domani

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