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La terra è tornata a tremare in America latina. Dopo il doppio terremoto che ha messo in ginocchio il Venezuela lo scorso 24 giugno, questa volta è toccato alla Colombia. Un forte sisma di 7,4 gradi nella scala di Richter si è registrato in molte delle principali città del Paese sudamericano. Si tratta del movimento tellurico più significativo in mezzo secolo.

Molte vittime si trovano ancora sotto le macerie e la recente esperienza venezuelana dimostra che non è ancora tardi per cercare di portare in salvo le persone ancora vive. Per questo, tutto il mondo si sta mobilitando, ancora una volta, per inviare il più velocemente squadre di ricerca e salvataggio, così come personale sanitario, assistenza umanitaria e tutto il materiale tecnologico necessario per sostenere i lavori di soccorso.

Uno dei primi aiuti internazionali è arrivato dall’Ecuador. Il presidente Daniel Noboa ha messo a disposizione dei colombiani 47 specialisti e cani addestrati per lavorare durante sette giorni a tempo pieno. Questi specialisti sono preparati a intervenire in caso di crolli e sono preparati per aiutare persone incastrate sotto le macerie.

Anche El Salvador ha inviato medici, personale di soccorso, paramedici e medicine per sostenere le autorità colombiane. ” La Colombia ha tutto il necessario per aiutare nell’emergenza e salvare le persone”, ha scritto su X il presidente Nayib Bukele,tuttavia, da El Salvador siamo in comunicazione e pronti per sostenere con la nostra squadra di medici, paramedici, personale di salvataggio, materiale e qualsiasi altra cosa possa servire ai nostri fratelli colombiani”. Anche  Messico, Cile, Cuba, Francia, Venezuela e il Brasile hanno detto di essere a disposizione per tutto quanto possa essere utile in queste ore.

Dagli Stati Uniti l’aiuto è anche economico. Marco Rubio, segretario di Stato americano, ha detto che il governo di Donald Trump segue con attenzione la situazione ed è pronta ad offrire sostegno. Ha anche annunciato uno stanziamento di 15,5 milioni di dollari in aiuti per i colombiani, che saranno destinati a creare “alloggi di emergenza, cibo, misure di protezione e valutazione dei danni dopo il devastante”.

Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha annunciato l’attivazione di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, per collaborare nelle operazioni post-terremoto: “Il cuore dell’Europa è con il popolo della Colombia dopo il terribile terremoto nella regione di Chocó. Abbiamo già mobilitato Copernicus, il nostro servizio di satelliti per sostenere le operazioni di salvataggio”. Copernicus ha un servizio di gestione di emergenza che usa immagini satellitari per produrre informazione geospaziale dopo terremoti, alluvioni, incendi, tsunami e altre catastrofi naturali.

Le Nazioni Unite hanno confermato l’arrivo di aiuti attraverso diverse agenzie, tra cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, l’Organizzazione Panamericana della Sanità e l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Anche l’Italia si è detta pronta ad aiutare i colombiani in questo drammatico momento. Antonio Tajani, ministro degli Affari esteri, ha dichiarato che esprime, “anche in nome del governo italiano, la più sincera solidarietà con tutta la popolazione colombiana in questo momento di grande dolore”.

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L’Unione europea, le Nazioni Unite e tanti Paesi singoli hanno messo a disposizione personale di ricerca e soccorso, assistenza sanitaria e materiale tecnologico per i lavori di salvataggio e sostegno umanitario, nonché risorse economiche

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