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Intelligenza artificiale e robotica sono destinate ad avere un impatto sempre maggiore anche in campo bellico. Il tema è stato al centro dell’Aisd 2019, conferenza internazionale tenutasi a Beirut e organizzata dal ministero della Difesa libanese, con la collaborazione di importanti aziende del settore.

LA CONFERENZA

Prima conferenza di questo tipo in Libano, l’Aisd – acronimo di Artificial Intelligence in Security e Defence – ha riunito e messo a confronto sullo stesso tema accademici, aziende, militari di tutto il mondo per fare il punto della situazione, analizzarne le criticità e le opportunità e, infine, definire gli ipotetici e probabili scenari futuri su sviluppo, adattamento e utilizzo delle Intelligent Technologies nei settori della Sicurezza e della Difesa.

I NUMERI

Quarantadue i Paesi che hanno preso parte alla cinque giorni libanese. Centosei i paper scientifici presentati, quarantanove quelli selezionati sulla base della peer-to-peer review anonima e ammessi alla presentazione pubblica. Oltre cento i rappresentanti dei governi invitati e gli esperti civili e militari, imprenditori del settore libanesi e stranieri, accademici e tecnici provenienti dalle massime istituzioni che a vario titolo si occupano di intelligenza artificiale.

CHI C’ERA

Alla giornata inaugurale della conferenza hanno preso parte il capo di Stato maggiore dell’esercito libanese, il generale Joseph Aoun, e Nicola De Santis, capo della sezione Mena della Divisione affari politici e sicurezza della Nato. È stato un evento che, nel complesso, ha offerto alla comunità internazionale che si occupa di IA l’opportunità di incontrarsi, condividere idee e proposte, in particolare sui temi cloud computing, blockchain, IoT/IoE, big data, trasformazione digitale, utilizzo di droni in sciami e machine teaming, per citare i principali, e le dirette applicazioni e implicazioni per i settori della sicurezza e della difesa con uno specifico focus sul potenziale impatto dei sistemi intelligenti a livello strategico, operativo e tecnico-tattico.

LE SESSIONI

Gli esperti e i rappresentanti hanno preso parte alle quattro sessioni principali che hanno consentito un confronto trasversale sulla ricerca, lo sviluppo e l’applicazione, anche giuridica ed etica, dell’intelligenza artificiale come parte fondante del sistema infrastrutturale di sicurezza e difesa nazionale, attraverso il coinvolgimento e la collaborazione, come più volte evidenziato, di soggetti pubblici e privati.

LA PRESENZA ITALIANA

Due gli invitati appartenenti a realtà italiane. Paola Todini, dell’università E-Campus di Milano, chiamata a relazionare sugli strumenti legali e normativi inerenti l’intelligenza artificiale, la loro efficacia e applicabilità nel contesto delle strategie nazionali di cyber security volte a contrastare minacce criminali verso soggetti privati e pubblici come azione di difesa degli stessi sistemi nazionali.
Claudio Bertolotti, che scrive, ha rappresentato l’Italia in qualità di capo dei ricercatori del Ce.Mi.S.S. (Centro Militare di Studi Strategici) del ministero della Difesa, insieme a Chiara Sulmoni, presidente della società svizzera Start InSight, argomentando sulle applicazioni militari dell’intelligenza artificiale nel contesto dell’evoluzione della guerra contemporanea (Revolution on Military Affairs – Rma, con uno specifico approfondimento sull’impiego coordinato di unità multiple (swarming, sciami) di droni e robot comandate da remoto o in grado di operare in maniera autonoma (machine teaming). Una relazione frutto della collaborazione e del confronto avviato da DefTech per Armasuisse, l’Ufficio federale dell’armamento della Confederazione elvetica.
Un terzo italiano, sebbene in qualità di docente dell’università svizzera di Neuchatel, è stata Cinzia Dal Zotto con la sua relazione sulla trasformazione digitale all’interno delle organizzazioni e l’impatto delle nuove tecnologie sulle relazioni e sui processi lavorativi, premiato come miglior paper nel contesto del tema “Risorse umane, tecnologia e Difesa”.

L’APPROCCIO LIBANESE ALL’IA

La risonanza mediatica dell’evento è stata rilevante a livello nazionale, sia per il livello di partecipazione internazionale sia per la presenza di importanti aziende straniere che, con ogni probabilità, avranno un ruolo determinante per accompagnare le forze armate libanesi verso un processo di integrazione tra i sistemi tradizionali e quelli “del futuro”. Una volontà di investimenti importanti che è stata manifestata dallo stesso ministro della Difesa libanese, Elias Bou Saab, nel suo discorso di apertura: “Stiamo per espandere l’infrastruttura cibernetica militare, i suoi strumenti e la nostra expertise inserendo l’intelligenza artificiale all’interno della nostra strategia nazionale, e negli equipaggiamenti militari”.

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