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Se c’è qualcuno che tiene a cuore il Venezuela è Marisela Federici. Ogni volta che si nomina il Paese sudamericano, di cui la regina dei salotti romani è originaria, lei s’immerge nei ricordi e racconta con delicata nostalgia quella terra che tanto ama.

Ma non sempre lo fa con il sorriso. E durante una trasmissione di Domenica Live nel 2017 ha manifestato la sua rabbia di fronte alla conduttrice Barbara D’Urso. Si parlava dell’ostentazione del lusso e Federici era stata chiamata in causa: “Perché stiamo parlando di queste cose […] Io volevo parlare del mio Paese, il Venezuela, che era ricchissimo e oggi soffre la fame. E questa ignorante (De Lellis) ride pure”.

Federici viaggia spesso in Venezuela, anche se le condizioni non sono ideali. A Formiche.net aveva raccontato, sempre nel 2017, di avere visto un “Paese dove la miseria e la violenza corrono disperatamente per le strade al suono di un coro che canta con un filo di voce spezzato per la fame e la paura; un inno diventato un lamento alla libertà. Tristissimo”. Secondo lei, quella in corso “è una vera e propria guerra civile: muoiono anziani, bambini, giovani, tutti senza medicine e per le pallottole assassine dell’esercito. Nessuno si interessa e non prendono decisioni serie. Maduro soffoca la democrazia e come unica risposta a tutto questo balla un joropo davanti ad un video gridando ‘aqui no ha pasado nada’ (qui non succede nulla). Che vergogna”.

Oggi che da Caracas arriva uno spiraglio di speranza Federici gioisce. Con cautela. Sa che il percorso dei venezuelani per liberarsi del regime di Maduro non sarà facile né veloce, ma qualcuno doveva cominciare.

Il volto di quell’inizio (necessario) è di Juan Guaidó, giovane leader politico, deputato del partito Voluntad Popular. “Bisogna sostenere l’iniziativa di questo giovane ragazzo che tanto somiglia a Obama – racconta a Formiche.net Federici -. Se non altro per il coraggio che ha dimostrato affrontando il regime di Maduro”. Federici ricorda come Maduro “ha ridotto uno dei Paesi più ricchi del mondo alla totale rovina e ad un triste ed imbarazzanti esodo”.

E non risparmia pressioni sul governo italiano: “L’Italia non si è ancora pronunciata perché si sa che i 5 stelle sono da sempre vicini a quel regime, dove al posto della uguaglianza fra le persone regna l’odio sociale la corruzione e la povertà”.

Quel tipo di governo, secondo Federici, “non ha portato a nulla di buono neanche in Argentina quando Perón sosteneva il suo peronismo, che nascondeva il peggio della ideologia sotto le ampie è appariscenti toilette firmate Dior della mitica Evita”.

Federici teme che Guaidó sia solo una vittima sacrificale, ma si augura che questo sia l’inizio di un percorso per un Venezuela libero.

L'Italia sostenga il coraggio di Guaidó contro l’odio sociale. L’augurio di Marisela Federici per il Venezuela

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