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Revoca sì, revoca no? Tutti d’accordo nel governo? Oggi pare di sì, forse. Tanto che la procedura sembra già esser stata avviata. E mentre i due vice premier cercavano di mettersi d’accordo la mossa del governo ha causato ieri pesantissime perdite in Borsa ad Atlantia, che a Piazza Affari ha visto crollare il titolo del 22,26% a 18,3 euro, bruciando 4,2 miliardi di euro di capitalizzazione.

“In consiglio dei ministri abbiamo approvato l’iter per la revoca della concessione, il percorso non durerà 15 giorni, ci saranno le controdeduzioni di Autostrade, i pareri, passeranno settimane, se non mesi ma sono evidenti le colpe della società, che ha incassato centinaia di milioni di euro di utili e non ha fatto quello che doveva. Mi sembra il minimo avviare le pratiche per rescindere il contratto”, ha detto il vicepremier e ministro degli Interni, Matteo Salvini, intervenendo a Tgcom24 in riferimento alla procedura, avviata da Palazzo Chigi, per revocare le concessioni ad Autostrade per l’Italia, società controllata da Atlantia dopo il crollo del ponte Morandi avvenuto il 14 agosto.

Dopo le prime contraddizioni dei giorni passati oggi l’esecutivo si mostra più quindi compatto: “Lo dico chiaramente, c’è una volontà politica certa: Vogliamo revocare la concessione ad Autostrade per l’Italia. Non si può continuare a far finta che nulla sia accaduto. Questa gente continua a far pagare il pedaggio senza portare manutenzione ordinaria e straordinaria ed è ora di dire basta! Hanno scritto che il Governo frena, falso, il Governo accelera e revocherà le concessioni”, ha scritto il leader pentastellato Luigi Di Maio su Facebook. Lui che sulla questione era già stato abbastanza chiaro: “La nostra intenzione è quella di revocare la concessione, la posizione del governo è questa e chi non vuole deve passare sul mio cadavere perché qui ci sono 40 morti”.

Revocare la concessione però, lo abbiamo documentato in questo sito, non è semplice, e non converrebbe a nessuno, tanto meno allo Stato che si troverebbe a sborsare una cifra non inferiore ai 20 miliardi di euro.

Di Maio però ha voluto mettere le cose in chiaro, come a rispondere alla frenata di Salvini che rinviava a un secondo momento l’eventuale revoca della concessione per puntare subito a ottenere risorse per l’emergenza da parte di Atlantia.

Anche Francesco D’Uva, capogruppo di M5S alla Camera, assicura che “il governo è compatto, nessun dubbio sulla procedura di revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia. Conte sta facendo un ottimo lavoro, smentiamo categoricamente le fantasie giornalistiche circolate nelle ultime ore. I cittadini sono con noi e noi lavoriamo per tutelarli”.

A destabilizzare lo stesso Di Maio era stato Salvini, forse intento più che a togliere la concessione ad Autostrade, a mettervi la mano in tasca: “Stiamo facendo di tutto perché #Autostrade APRA IL PORTAFOGLI per aiutare i parenti delle vittime, le persone coinvolte, gli sfollati e la città. #Genova non può aspettare, i feriti non possono aspettare”, sono le parole del collega leghista di Di Maio.

Le richieste di Salvini alla società che gestisce il 70% della rete autostradale italiana sono state più concrete: “Faccio un appello ad Autostrade: mi aspetto che già da oggi vengano sospesi i pagamenti dei pedaggi a Genova e dintorni”, ha scritto ieri su Twitter. E nella spasmodica ricerca di un capro espiatorio, intravede una possibile responsabilità anche nelle istituzioni europee: “L’Italia deve poter spendere i soldi necessari per mettere in sicurezza fiumi, scuole, autostrade e ospedali, senza che ci siano folli vincoli europei ad impedirlo. Prima viene la sicurezza degli italiani”, ha detto ieri. Parole su cui è intervenuto per portare chiarezza il capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Ue, Beatrice Covassi, in questa intervista su Formiche.net. 

Non solo vincoli europei. In alcuni casi, ha detto Salvini, la colpa è anche di certe politiche italiane: “Ci sono alcune regioni che hanno usato e speso tutti i fondi europei, altre regioni che non l’hanno fatto. C’è, quindi, qualcuno che va premiato e qualcuno che va punito”.

L’intenzione del governo di proseguire sulla strada di una revoca della concessione ad Atlantia, ha avuto i suoi effetti in Borsa. Dopo lo scivolone di ieri, Atlantia ha messo a segno un primo rimbalzo dopo lo scivolone della vigilia in Piazza Affari a seguito del crollo del Ponte di Genova. Il titolo, ieri sotto del 22%, ha guadagnato oggi il 5,68% a 19,34 euro, esprimendo una capitalizzazione di 15,97 miliardi, vale a dire 770 milioni in più che nella seduta precedente. Lo spread fra Btp e Bund tedeschi rimane ancora sui livelli di allarme e chiude a quota 281 punti, con il rendimento del decennale al 3,12%.

Ieri era stata la Consob a mettersi in contatto con palazzo Chigi per far presente come anche nel pretendere provvedimenti ritenuti giusti ci siano precise regole da rispettare, trattandosi in questo caso di una società quotata. “Il mondo della Borsa sta dimostrando quali siano gli effetti di una inadeguata presa di posizione del governo. Gli investitori non sono solo i principali azionisti, ma sono anche migliaia e migliaia di piccoli risparmiatori che hanno visto bruciare parte del valore del titolo nel quale avevano investito”.

 

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