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Dopo la tempesta la quiete. Non era scontato che arrivasse, visti i toni degli ultimi giorni. Ma a giudicare dalle dichiarazioni del governo italiano sembra che la crisi con Parigi sia al tramonto. Nella notte ci sarebbe stata una telefonata fra il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte. A dare la notizia una nota diramata da Palazzo Chigi. Non è chiaro se Macron abbia chiesto scusa direttamente al premier, ma, si legge nella nota, “ha sottolineato di non aver pronunciato alcuna espressione volta ad offendere l’Italia e il popolo italiano” e discutendo del caso Aquarius “ha ricordato di aver sempre difeso la necessità di una solidarietà europea accresciuta nei confronti dell’Italia”. Entrambi hanno convenuto che al Consiglio Europeo del 28-29 giugno sarà necessario trovare un asse comune per riformare il sistema di Dublino.

Rotto il ghiaccio, la visita di Conte a Parigi è stata confermata. Domani sarà accolto all’Eliseo da monsieur le president. Al pranzo di lavoro seguirà una conferenza stampa che darà il segno del disgelo. Questa mattina Luigi Di Maio ha espresso soddisfazione per il risultato del braccio di ferro in un’intervista a Rtl. “C’è sempre tempo per tornare indietro, chiedere scusa e ripartire” ha chiosato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, puntando invece il dito contro Malta: “La rabbia più grande è verso un paese come Malta che ha lasciato la nave Aquarius a poche miglia senza soccorrerla”.

La diplomazia francese e italiana in queste ore sta cercando di ricucire lo strappo causato dalle accuse dell’Eliseo. Prima di introdurre alla Farnesina l’incontro celebrativo dei 70 anni del programma Fulbright assieme all’ambasciatore americano Lewis Eisenberg, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha confermato il bilaterale parigino e ha rimbrottato l’Europa per la mancanza di un’effettiva solidarietà fra gli Stati membri: “Sul tema migratorio non si puo’ avere un’Europa latitante su una questione che è europea non da oggi, ma da anni”. Se per una discussione seria su una riforma di Dublino la sede opportuna è Bruxelles, “sta alla Francia vedere in che modo riportare la questione a toni più urbani”. L’Italia, ha continuato, non ha nulla da rimproverarsi, “ha sempre fatto il suo dovere e continuerà a farlo”. Nel frattempo il governatore della Lombardia Attilio Fontana si è incontrato con l’ambasciatore francese Christian Masset, primo faccia a faccia con una controparte francese dalla rottura. Il messaggio è di apertura e fa ben sperare per il vertice di Parigi. Il diplomatico ha infatti assicurato che Francia e Italia “sapranno trovare una soluzione”.

La quiete dopo la tempesta? Diplomazie al lavoro fra Roma e Parigi (e non solo)

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