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Non un lancio spaziale, ma un contratto del valore di oltre 100 milioni di euro. È questo il nuovo successo di Avio, l’azienda di Colleferro specializzata in lanciatori spaziali che “ci porta nello spazio”, diceva Paolo Gentiloni a giugno visitandone gli stabilimenti. La società guidata da Giulio Ranzo ha firmato oggi a Parigi, insieme a Europropulsion (joint venture con ASL), un contratto di fornitura per l’ultimo lotto di produzione di Ariane 5, il più grande trai lanciatori della famiglia europea, destinato dopo il 2020 ad essere sostituito da Ariane 6. Per la società italiana non è che una conferma della leadership nel settore, ben rappresentata dal piccolo Vega, detentore del record mondiale di 11 lanci di successo consecutivi dal volo di qualifica.

LE PAROLE DI RANZO

“Il contratto siglato a Parigi rappresenta il coronamento di un percorso industriale durato 30 anni che ha visto la nostra azienda cooperare efficacemente con i partner europei maturando così competenze uniche nel settore delle propulsione a solido e raggiungendo risultati ineguagliati in termini di affidabilità del prodotto”, ha commentato l’amministratore delegato di Avio Giulio Ranzo. Difatti, il contratto coprirà i prossimi quattro anni, rappresentando così il punto finale di un programma spaziale nato quasi tre decenni fa. A partire dal 2020, Ariane 5 verrà progressivamente sostituito da Ariane 6, nuovo e più performante lanciatore per cui Avio realizza a Colleferro i booster case in fibra di carbonio del P120C e, attraverso la controllata Regulus nella Guyana francese, il caricamento a propellente solido. “Dopo questa brillante esperienza – ha aggiunto Ranzo – affrontiamo con entusiasmo le nuove sfide di Ariane 6”.

DALL’ARIANE 5 ALL’ARIANE 6

Ariane 5 è un lanciatore spaziale progettato e realizzato per il posizionamento di satelliti in orbita di trasferimento geostazionaria (Gto), in cui ASL ricopre il ruolo di prime contractor. L’azienda italiana opera in qualità di sottocontraente avendo sviluppato e producendo la turbopompa ad ossigeno liquido (Lox) per il motore Vulcain 2 e, attraverso la joint venture Europropulsion, il motore a propellente solido P230. Per il 2020 si attende il volo di qualifica del suo successore, l’Ariane 6, per cui Avio resta sottocontraente sviluppando (per poi produrre) sia il motore a propellente solido P120C, sia la turbopompa ad ossigeno liquido per il motore Vinci, oltre a continuare la produzione della turbopompa ad ossigeno liquido per il motore Vulcain 2. Per Ariane 6, che dovrebbe sostituire interamente Ariane 5 nel 2023, sono state previste due diverse configurazioni chiamate Ariane 62 e Ariane 64 (a seconda dei motori laterali a solido, appunto i P120 C, due o quattro): rispettivamente progettare per un carico utile di 5 e di 10,5 tonnellate.

IL RUOLO DI VEGA E I NUMERI DI AVIO

Per l’azienda di Colleferro il contratto odierno non è che una conferma della leadership detenuta nel settore dei lanciatori spaziali. Lo stesso presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, durante la visita agli stabilimenti di Colleferro dello scorso giugno (in foto), aveva definito l’azienda “un gioiello italiano a due passi da Roma”. Tramite la controllata ELV (che per il 30% è detenuta dall’Agenzia spaziale italiana, Asi), Avio ha progettato e sviluppato Vega, fratello minore (per dimensioni) di Ariane 5. A ciò si aggiunge il ruolo di primo contraente per Arianespace, il più grande operatore di servizi di lancio. Allo sviluppo del piccolo lanciatore, progettato e realizzato per il posizionamento di satelliti in orbita bassa (Leo), partecipano sette nazioni europee, ma è in Italia che si concentra la produzione (ben il 65%). Tale ruolo da protagonista, ancora tramite la controllata ELV, resta anche per la nuova generazione della famiglia dei lanciatori: Vega C (il cui lancio di qualifica è programmato per metà 2019) e Vega E (per il quale sono iniziate le attività di studio preliminare). Per tali versioni Avio sviluppa, e successivamente produrrà, l’intero sistema di lancio, il nuovo secondo stadio (basato sul nuovo motore Z40) e, per quel che riguarda il Vega E, lo stadio superiore criogenico ad ossigeno liquido-metano. Continuerà inoltre a produrre i componenti comuni con la versione attuale del Vega.

Oltre ai lanci, a confermare i successi sono i dati finanziari. La società, che dallo scorso aprile è quotata al segmento Star di Borsa Italiana, ha registrato nel corso dei primi nove mesi 2017 ricavi pari a 228,4 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente.

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