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Il 29 dicembre 2016 può essere una data fondamentale per le indagini sul cosiddetto Russiagate del procuratore speciale Robert Mueller che lavora senza sosta sui possibili rapporti del team di Donald Trump con il Cremlino e sulle interferenze russe nella scorsa campagna presidenziale.

A quasi un anno di distanza, l’incriminazione di Michael Flynn per i contatti con l’ambasciatore russo a Washington diviene il punto di partenza per un filone d’indagine che potrebbe coinvolgere direttamente Trump, all’epoca presidente eletto, e lo staff a lui più vicino.

Siamo nel periodo di transizione tra l’amministrazione Obama e l’insediamento del nuovo presidente alla Casa Bianca. Il transition team, con non poche difficoltà, è a lavoro e gli uomini più fidati del neopresidente degli Stati Uniti lo seguono nei suoi spostamenti.

Come riportato dai media statunitensi, il 29 dicembre Trump è a Mar-A-Lago, nel suo resort, per incontrare personalità del mondo dell’economia, dello spettacolo e amici che lo avevano sostenuto in campagna elettorale. Nei ritagli di tempo, tra un incontro e l’altro, è al telefono o si confronta con il suo staff sulle strategie da seguire in vista dell’insediamento.

Nelle stesso ore da Washington Barack Obama, ormai in uscita dalla Casa Bianca, impone una nuova tornata di sanzioni contro la Russia per i presunti tentativi di ingerenze nella campagna elettorale. Il fatto provoca non poche tensioni con il presidente eletto e il team di Trump discute su come affrontare la decisone di Obama.

Non tutti gli uomini del presidente sono nel resort di Mar-a-Lago. Michael Flynn in particolare, prossimo consigliere per la sicurezza nazionale, è in vacanza in Repubblica Dominicana e segue a distanza l’agenda dei lavori. A sostituire Flynn per il briefing quotidiano è K. T. McFarland e l’agenda sui temi della sicurezza segue una conversazione a tre, nella quale McFarland fa da sponda quando Flynn non può interfacciarsi direttamente con Trump.

Al momento di discutere l’argomento sanzioni, Trump ed il transition team sono concordi su una strategia di basso profilo: la Russia non deve cedere alla tentazione di escalation e rispondere all’attacco di Obama. In questo momento chiave, secondo alcune ricostruzioni all’attenzione del procuratore speciale, Flynn si mette in contatto con l’ambasciatore russo a Washington, confrontandosi con la controparte sulle sanzioni e concordando una strategia di silenzio, accettata dall’ambasciatore. Tale conversazione potrebbe essere stata riferita a Trump o al suo team dalla McFarland. Circostanza che, se confermata, potrebbe essere un punto di svolta per le indagini.

Il procuratore Mueller dovrà accertare se Trump potesse essere a conoscenza del filo diretto tra Michael Flynn e i russi e finanche se avesse potuto concordare per interposta persona la strategia di basso profilo in risposta alle sanzioni promulgate da Obama.

Se la ricostruzione riportata fosse confermata, si potrebbe profilare tra l’altro un’incriminazione per possibile violazione del Logan Act, provvedimento che vieta a privati cittadini di sostituirsi senza autorizzazione al governo americano per assumere decisioni di politica estera.

Sebbene si tratti di un’accusa assai difficile da provare e che non ha una solida giurisprudenza alle spalle, potrebbe essere una prima significativa crepa nel muro di difesa dietro cui si è trincerato il vertice dell’amministrazione sin dall’inizio delle indagini.

Il procuratore Mueller dovrà, più in particolare, dimostrare se l’informazione sui contatti tra Flynn e Sergey Kislyak fosse stata effettivamente condivisa, quali persone dello staff presidenziale ne fossero a conoscenza e se Trump abbia potuto avallare l’intermediazione con i russi.

Dalle ricostruzioni di stampa si apprende, tra l’altro, che alcuni tra i più vicini collaboratori del presidente non erano a Mar-a-Lago il 29 dicembre. Jared Kushner ed Ivanka sarebbero stati in vacanza alle Hawaii e il vicepresidente eletto Pence a casa in Indiana. Agli investigatori il difficile compito di dimostrare un eventuale collegamento e la circolazione delle informazioni sui contatti con i russi.

Russiagate

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