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Noi siamo impegnati a tutelare tutti gli addetti impegnati nel gruppo Ilva, sia i lavoratori diretti che quelli indiretti. E crediamo fermamente che occorra raggiungere i massimi livelli di produzione ancor prima del 2024. Su queste basi è partita la trattativa sull’Ilva tra sindacati metalmeccanici e il nuovo acquirente Am Investco Italy.

Ribadiremo la posizione del sindacato nel corso del  negoziato che partirà presso la sede del dicastero dello Sviluppo dal prossimo 13 settembre. Da quel che abbiamo percepito nell’incontro preliminare svolto lo scorso 20 luglio, sempre al ministero, è che il passaggio dell’Ilva in un gruppo mondiale come Arcelor Mittal non significherà chiusura, nè ridimensionamento. Considerati gli investimenti di 4 miliardi tra prezzo di acquisto, interventi ambientali e investimenti industriali.

Insomma, anche dalle intenzioni espresse dal management di Am Investco Italy  la società acquirente intende produrre al massimo della capacità, massimizzando le attività di finissaggio. Gli investimenti rappresentano la scelta per governare il futuro, acquisendo impianti tecnologicamente efficienti, come quelli presenti nello stabilimento dell’Ilva di Taranto.

Si scrive molto sulla crisi produttiva dell’acciaio, ma l’emorragia della produzione siderurgica nel mondo si è arrestata, salendo a circa 270 milioni di tonnellate, soprattutto grazie alla spinta dei Paesi emergenti come Cina, India e Turchia. Anche l’Italia viaggia col segno più, a differenza di Francia e Spagna che segnano produzioni in calo. È l’India quella che, tra i Paesi emergenti, corre più degli altri, avvicinandosi al Giappone, al secondo posto assoluto tra i maggiori produttori mondiali di acciaio. Quindi, l’acciaio tira (come dimostra la richiesta registrata nel settore delle costruzioni, per esempio) nonostante una probabile decelerazione del consumo da parte dell’industria dell’auto, degli elettrodomestici e della produzione di tubi.

Per tornare ai contenuti ascoltati nell’incontro del 20 luglio tenuto al Mise, il management di Am Investco ha confermato l’investimento complessivo di 4,2 miliardi di euro, di cui circa 1,137 miliardi per l’ambientalizzazione e 1,25 miliardi per gli investimenti tecnici. Il piano industriale (2018-2024) presentato nel corso della riunione prevede, nella prima fase, una produzione di acciaio grezzo di 6 milioni di tonnellate annue con gli attuali altoforni (Afo 1-2 e 4) ed il rimanente fabbisogno di bramme e laminati con prodotti provenienti da altri stabilimenti Am; alla realizzazione del piano ambientale (2023), l’Afo 5 verrà riattivato per raggiungere una produzione di 8 milioni di tonnellate di acciaio liquido a Taranto e con un organico complessivo dell’intero Gruppo di 10mila addetti rispetto agli attuali 14.200.

La direzione del gruppo acquirente ha riconfermato la realizzazione, a Taranto di un centro di Ricerca e Sviluppo che potenzierà la qualità dei prodotti e ne amplierà la gamma attraverso l’accesso a tutte le proprietà intellettuali di ed al know-how di ArcelorMittal. Previsti interventi di “upgrade” degli impianti di Genova e Novi Ligure. Sono state confermate le missioni produttive degli altri centri di trasformazione e logistica. La Uilm ha espresso le proprie riserve sulle criticità che permangono dopo questa prima illustrazione del piano industriale e sugli interventi ambientali per i quali si dovrebbero prevedere tempi più ristretti di realizzazione, anche per anticipare la risalita della produzione di acciaio grezzo rispetto al 2024. Inoltre abbiamo ribadito la nostra contrarietà e le nostre perplessità sulla determinazione dei livelli occupazionali previsti dal piano che evidenzia una contraddizione fra il decremento degli attuali addetti rispetto ad una previsione di incremento della produzione.

La Uilm continua a ritenere inaccettabile la dichiarazione di esuberi e ripropone la richiesta del passaggio di tutti i lavoratori nella nuova società subentrante. Abbiamo quindi richiesto un confronto di maggior dettaglio sui singoli temi per poter effettuare una valutazione più compiuta sulla proposta aziendale. A fronte delle nostre sollecitazioni la controparte si è resa disponibile anche a modificare le impostazioni previste dal piano, anche rispetto ai tempi di realizzazione, tenendo fermo,però, l’obiettivo della piena produzione e l’incremento della produttività sui modelli organizzativi già adottati negli altri stabilimenti del gruppo senza escludere investimenti aggiuntivi.

ArcerlorMittal (Am investoCo) rappresentata da Geert Van Poelvoorde ceo ArcelorMittal Europa per i prodotti piani è stao chiaro coi sindacati sulle buone intenzioni del gruppo. Noi lo siamo stati altrettanto per quanto riguarda la posizione sindacale. Anche il governo ha espresso una posizione che condividiamo. “Abbiamo avviato – ha ribadito il viceministro allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova “un confronto di merito e tutti siamo consapevoli, il governo per primo, che sarà un percorso non facile. Allo stesso tempo siamo consapevoli di come tutti condividiamo lo stesso obiettivo: rafforzare la struttura e i posti di lavoro. Per questo è bene ribadire in premessa come non ci siano lavoratori o siti di serie A e di serie B: in questa trattativa tutto è sullo stesso piano con uguale rilevanza e priorità. È  importante che tutti i punti emersi nel corso della discussione trovino il giusto tempo per essere affrontati e discussi in un confronto di merito che si avvalga anche delle specifiche competente maturate sul campo da ognuna delle parti presenti al tavolo. Ritengo ci siano tutte le condizioni perché accada, condivido l’esigenza emersa e rappresentata da più parti di darci un metodo di lavoro, credo utile che già da metà settembre partano gli incontri con l’auspicio di arrivare quanto prima alla sottoscrizione dell’accordo. Per questo chiedo anche alle parti sociali di farci pervenire in tempi rapidi una proposta di punti che possano poi essere fissati come temi di trattativa”.

Il 13 settembre ci siederemo al tavolo del dicastero romano  ubicato in via Molise per trattare il tema dell’occupazione, uno dei punti nodali determinanti per capire se al termine della trattativa in questione  ci potrà essere, o meno, un accordo sindacale sulla cessione dell’Ilva all’Am Investco. Il sindacato ancora una volta agirà con lealtà, determinazione, responsabilità.

Rocco Palombella, metalmeccanici

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