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Angela Merkel è un genio. Del male o del bene, questo dipende dalle inclinazioni politiche di ognuno. Bisogna però darle atto di un aplomb straordinario. Mai un segno di nervosismo, di apprensione da quanto l’ex presidente del Parlamento europeo, il socialdemocratico Martin Schulz è sceso in campo per sfidarla. Non ha fatto una piega anche quando i sondaggi trasformavano Schulz in una sorta di taumaturgo, capace con la sola presenza di tirare fuori il partito dalle secche nelle quali si trovava infilato da tempo (quasi) immemore. E poi, quando il vento è cambiato, quando per Schulz è iniziata la parabola discendente nemmeno un accenno di “Schadenfreude” (di contentezza per la sfortuna altrui).  Anzi, Merkel anche per le elezioni regionali tenutesi ieri nel Nordrhein-Westfalen, Merkel aveva ripetuto che elezioni regionali restano elezioni regionali, non vanno intese come pronostico per quelle nazionali. E sì che Schulz non era stato altrettanto generoso con lei in passato. Anzi si era sbilanciato nel dire che, se l’Spd avesse vinto nel Land più popoloso della Germania, allora anche la conquista del governo federale sarebbe stata pressoché certa.  Peccato che i 13 milioni di elettori hanno deciso diversamente. E così ieri sera, già dopo le prime proiezioni, i commentatori si chiedevano: “E ora che succede?”. Non si è sempre detto che senza una vera opzione di vittoria nazionale, l’Spd non sarebbe riuscita ad attirare nuovi elettori? E ieri quella opzione sembra essersi allontanata definitivamente.

Ma prima di procedere nelle congetture sul futuro, ecco i risultati delle regionali di ieri nel NRW dove hanno votato 13 milioni di cittadini.  La Cdu si è posizionata prima con il 33 per cento, l’Spd seconda con il 31,2, terzi i liberali dell’Fdp con il 12,6 per cento. Anche i Verdi hanno perso, quasi metà degli elettori del 2012, attestandosi al 6,4 per cento.

Tornando all’Spd che ieri, con uno scarto di 8 punti rispetto al 2012, ha incassato il peggior risultato da sempre nel NRW. Schulz non ha scansato i microfoni, ammettendo senza giri di parole “sono profondamente colpito dall’esito di queste elezioni. È una batosta notevole”. Alla domanda se sia stato un errore restare defilato in questa elezione, come peraltro l’aveva pregato di fare la governatrice uscente, la socialdemocratica Hannelore Kraft (un tempo nella lista dei possibili sfidanti di Merkel, mentre ieri si è dimessa subito da tutti gli incarichi direttivi) Schulz si è rifiutato di accollarle la responsabilità. Dopo l’entusiasmo che aveva accompagnato la sua discesa in campo in gennaio, anche lui aveva pensato che fosse meglio stare un po’ dietro le quinte. Certo, ha ammesso, con il senno di poi è stata una decisione sbagliata. Ancora più determinante per la sconfitta dell’Spd sembra essere stata però la vaghezza delle sue intenzioni, visioni politiche. Lo slogan “più giustizia sociale” non sembra fare veramente presa sugli elettori. A confermarlo sono i due partiti che hanno maggiormente guadagnato in questa elezione: da una parte la Cdu, dall’altra l’Fdp. I cristianodemocratici hanno registrato un più 8 per cento, i liberali un più 3,6 per cento. Dunque, l’elettorato sembra più orientato verso un governo di centro destra.

Il perché si può comprendere tenendo conto dei temi che hanno dominato queste elezioni. Innanzitutto l’istruzione: c’era molto scontento per l’eccesso di sperimentazione in questo campo da parte del governo rosso verde uscente. In secondo luogo la sicurezza: il NRW ha accolto 300 mila profughi; Colonia, la città dove due capodanni fa si sono verificati le aggressioni contro numerose donne da parte di giovani stranieri, in particolare nordafricani, si trova in questo Land; sempre nel NRW si trova una grande “roccaforte” salafista; infine l’attentatore al mercatino di Natale di Berlino, il tunisino Anis Amri, era registrato in questo Land.

Tornando all’affermazione di Merkel che elezioni regionali sono elezioni regionali e basta, un sondaggio fatto poco prima di questa domenica, tra elettori della Cdu, in parte però la smentivano: il 29 per cento diceva di votare cristianodemocratico per la politica scolastica, il 22 per cento però in considerazione di uno scenario mondiale sempre più incerto, il 17 per cento perché vorrebbe anche in futuro Merkel come Kanzlerin, e infine il 15 per cento per la politica di sicurezza.

Insomma, stando a queste risposte, la politica regionale ha ovviamente pesato, ma anche quella nazionale. Unico dato positivo per tutta la compagine politica tedesca è che anche nel NRW, come già nelle due elezioni regionali precedenti di quest’anno: è vero che i nazionalisti dell’Alternative für Deutschland (AfD) sono riuscit a entrare anche in questo parlamento regionale, ma con il 7,8 per cento, hanno ricevuto meno voti di quanto loro speravano. Il che dimostra, che quando i due grandi partiti popolari tornano ad avere fisionomia distinta, possono tornare a essere gli attori principali.

 

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Perché Schulz e Spd hanno ricevuto un ceffone elettorale in Germania

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