Skip to main content

Sì, sui minerali critici, la Cina ha il coltello dalla parte del manico. Ma no, la partita non è chiusa. L’estate del 2025 verrà ricordata, tra le altre cose, come quella della lunga corsa verso l’approvvigionamento di terre rare. Il Dragone, non è un mistero, è due passi avanti rispetto all’America. Ma la gara non è persa, anzi, spiega Daleep Singh, per anni consigliere economico della Casa Bianca. Da dove ripartire?

“Dobbiamo ricostruire l’infrastruttura che sostiene i mercati e quindi le catene di approvvigionamento: i contratti di riferimento che stabiliscono la trasparenza dei prezzi, gli scambi fisici che supportano la produzione, il trasporto e lo stoccaggio di metalli e minerali critici e la liquidità del mercato necessaria per ridurre il rischio di investimento, sono tutte operazioni da mettere a terra”, chiarisce Singh. “Consideriamo il caso di Albemarle, la più grande azienda americana di litio. Il suo amministratore delegato ha recentemente scartato la possibilità di costruire la più grande raffineria di litio del Paese. I calcoli non funzionano, ha spiegato, i prezzi sono troppo bassi e il mercato è troppo volatile”.

Cosa c’è dietro il successo della Cina sulle terre rare? La presa del Dragone sulle infrastrutture critiche del mercato minerario non è avvenuta per caso. Dopo la crisi finanziaria globale, riforme normative ben intenzionate hanno spinto i capitali fuori dai mercati occidentali delle materie prime. Questo vuoto è stato esattamente l’occasione di cui Pechino aveva bisogno per inserirsi come nuovo market-maker del mondo. La Cina si è mossa rapidamente. Ha lanciato borse nazionali esplicitamente progettate per aumentare il potere di determinazione dei prezzi del Paese o nuovi contratti sui metalli nelle borse esistenti. A un anno dal lancio, il contratto sul nickel di Shanghai ha iniziato a superare il London Metal Exchange per volume di scambi”.

Insomma, “il manuale di Pechino è semplice: accettare perdite a breve termine per far fallire i rivali, per poi dominare le esportazioni a valle di alto valore, come le batterie. Con i prezzi distorti da una deliberata sovrapproduzione, le aziende statunitensi faticano ad attrarre capitali o a sostenere le attività. E questo è l’approccio di cui gli Usa hanno bisogno per i minerali critici. Ripristinare i segnali di prezzo, affollare i capitali. Lasciare che siano gli investitori privati a guidare l’offerta, non il governo. Ma perché questo funzioni, la politica deve essere condotta da istituzioni credibili e isolate dal ciclo politico”. Il rischio è alto, spiega Singh. “Senza mercati funzionanti per i minerali critici, i produttori americani dovranno affrontare costi di produzione più elevati, interruzioni delle forniture e una crescente dipendenza dalle imprese estere sostenute dallo Stato. Il capitalismo di Stato cinese non si batte copiandolo. Lo si sconfigge ricostruendo i mercati che Pechino ha cercato di smantellare”.

Contro il capitalismo di Stato cinese c'è l'arma del mercato. La corsa per le terre rare secondo Singh

Se vogliono avere una possibilità di assicurarsi minerali critici sufficienti per le imprese, gli Stati Uniti debbono convincere mercati e capitali a tornare dalla loro parte. Solo così batteranno il Dragone

1995, l'anno di svolta della tv commerciale. Intervista ad Alberto Mingardi nella nuova puntata di Radar

1995, l'anno di svolta della tv commerciale. Intervista ad Alberto Mingardi L’11 giugno 1995 gli italiani dissero no a chi voleva regolamentare la TV commerciale. Ma perché oggi nessuno ricorda quel referendum? Ne parliamo con Alberto Mingardi, Direttore Generale dell'Istituto Bruno Leoni e autore del libro "Meglio poter scegliere" (Mondadori). Conduce: Roberto Arditti

Giuliano Berretta, storia ed eredità del Musk italiano che ha fondato Eutelsat. Scrive Lisi

Di Marco Lisi

Giuliano Berretta è stato molto più di un dirigente d’azienda. Ha plasmato Eutelsat, trasformandola in un player globale del settore satellitare. Dotato di visione tecnica e spirito imprenditoriale, ha anticipato la trasformazione digitale e l’uso strategico dello spazio, in modi oggi associati a figure come Elon Musk. La sua storia, oggi quasi rimossa dal dibattito nazionale, invita a ripensare il ruolo dell’Italia nella nuova economia spaziale e il prezzo dell’aver perso una leadership che avevamo contribuito a fondare. La riflessione del professor Marco Lisi, inviato speciale per lo Spazio del Maeci e membro del board dell’Agenzia spaziale italiana

International Digital Strategy. Ecco come l'Ue vuole esportare il suo modello nel mondo

Durante il dibattito organizzato dall’European Council on Foreign Relations (Ecfr), Olivier Bringer, head of unit policy outreach and international affairs della Commissione europea, e Anne Marie Engtoft Meldgaard, ambasciatrice digitale per il ministero degli Esteri danese, hanno sottolineato in che modo l’Europa intende essere competitiva e attraente mantenendo saldi i suoi valori e la sua visione umanocentrica della tecnologia. Perché regole e sviluppo possono convivere

Così il Dalai Lama avvia la sua trascendentale reincarnazione

La guida spirituale del Tibet ha ribadito con forza che, nonostante le trame della Cina comunista, la secolare istituzione religiosa buddista riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo perpetuerà la sua azione anche dopo la sua morte. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Legge elettorale, perché l’iniziativa popolare è una scossa salutare

Un gruppo di cittadini ha deciso di raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentare una proposta di legge di iniziativa popolare. Mattia Orioli con il comitato ha già formalizzato giorni fa l’iniziativa da intraprendere presso la Corte Suprema di Cassazione. I punti centrali sono reintrodurre il proporzionale puro; restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti attraverso le preferenze; istituire il “cancelleriato alla tedesca”

Fed e Bce si spaccano sulle stablecoin

Da Sintra, dove si è appena chiuso il Forum delle banche centrali organizzato da Francoforte, emerge la frattura tra Lagarde e Powell. Per la prima le valute virtuali ancorate alla moneta sovrana sono un rischio. Ma per il secondo no. Ora palla a Trump

Ponti e geopolitica. La missione di Salvini in Giappone e Cina

Il vicepresidente del Consiglio in missione tra Giappone e Cina: in agenda Expo, incontri istituzionali e il modello del Ponte di Akashi. Sullo sfondo, il progetto dello Stretto di Messina e il nuovo approccio verso Pechino

Più controlli, un solo veto (sulla Cina). I numeri del Golden Power 2024

Nel 2024 le operazioni soggette a Golden Power sono aumentate del 15%, con 835 casi tra notifiche e prenotifiche. La maggior parte è stata autorizzata senza condizioni e solo un veto è stato esercitato: la joint venture italo-cinese per velivoli passeggeri, bloccata per motivi di sicurezza nazionale. I settori più coinvolti sono difesa, energia e comunicazioni, con tempi decisionali tra i più rapidi in Europa

Legami pericolosi. Cosa c'è dietro la cooperazione tra Russia e Iran sui droni

Un’analisi pubblicata dal Nato Defense College svela i dettagli della cooperazione tra Russia e Iran nel campo dei droni. Un rapporto tecnologico, militare ed economico che rafforza entrambi i Paesi, indebolisce l’azione deterrente dell’Occidente e alimenta la proliferazione di tecnologie belliche non convenzionali

×

Iscriviti alla newsletter