Skip to main content

L’Asia ha un problema. L’ultimo piano quinquennale messo a terra dalla Cina, ha sancito la gravissima crisi dei consumi interna al Dragone, dove si produce troppo e si compra poco. E tutto quello che non si vende, se ne va all’estero. Film già visto, l’Europa paga sulla propria pelle da almeno un decennio la cosiddetta sovracapacità produttiva cinese e le ripercussioni sul mercato dell’auto elettrica, con l’ascesa di marchi quali Byd, ne sono la prova più lampante.

Il discorso è però più ampio e riguarda altre realtà, molto più vicine al Dragone. Anche molte economie asiatiche, infatti, stanno facendo le spese di una crisi domestica, quella cinese, diventata benzina per l’aggressività all’estero. Gli economisti del Lowy Institute, imputano infatti al gigantesco surplus commerciale cinese (la differenza tra quello che si vende all’interno e all’esterno) la causa dei guai di troppe economie asiatiche. “La Cina, che ha registrato un surplus commerciale record di 1,2 trilioni di dollari nel 2025 e reindirizzando gran parte di queste esportazioni verso l’area Asia-Pacifico, anche e non solo per aggirare i dazi occidentali. Nazioni come Nepal, Bangladesh e Indonesia sono poste di fronte a una scelta difficile: ricorrere ai prodotti cinesi che indeboliscono l’industria locale, oppure optare per quelli occidentali”.

Il Centro studi non ha dubbi. “Il motore di questa pressione è la trappola dei consumi interni della Cina, impantanata in una crisi sistemica, che ha minato la spesa delle famiglie. Con la debole domanda interna, Pechino ha raddoppiato il suo dominio sul lato dell’offerta. Per questo senza un autentico sostegno alla produzione locale, il definitivo deterioramento del futuro economico dei Paesi in via di sviluppo lontani e vicini alla Cina diventerà l’eredità definitiva di questa nuova guerra commerciale”.

Il risultato è un’involuzione commerciale in cui le aziende cinesi “tagliano i prezzi quasi a zero per conquistare i mercati esteri. Questa politica di prezzi predatori sta smantellando i settori manifatturieri intermedi, come il tessile, i macchinari leggeri e la componentistica, che tradizionalmente fungono da scala industriale per i paesi in via di sviluppo. In Nepal, ad esempio, i marchi cinesi hanno conquistato oltre il 75% del mercato dei veicoli elettrici nel 2025. Ed è proprio così che si svuota il potenziale di un ecosistema industriale nazionale”.

Danni collaterali (cinesi). Così Pechino inguaia i suoi vicini di casa

Da almeno dieci anni l’Europa paga sulla propria pelle il prezzo dell’aggressività industriale cinese, figlia della crisi dei consumi che attanaglia il Dragone e dei sussidi che manomettono la concorrenza. Un atteggiamento di cui ora, secondo il Lowy Institute, anche le piccole e fragili economie asiatiche stanno facendo le spese

Arsenale a due teste. Su cosa poggia la strategia stand-off iraniana

La campagna missilistica iraniana perde intensità mentre i droni kamikaze continuano a rappresentare una minaccia persistente per le difese occidentali. Sullo sfondo si inserisce il coinvolgimento dell’Ucraina, che offre a Washington competenze maturate sul campo nel contrasto ai droni

Perché la riforma Nordio è un ritorno ad un passato pre-costituzionale. Parla Morosini

Per il presidente del Tribunale di Palermo, Pier Giorgio Morosini, sono la storia e la coscienza Costituzionale del Paese a dire No ad una riforma della giustizia che condizionerebbe l’assetto e l’indipendenza della magistratura

Trump riceve (ancora) Machado alla Casa Bianca. Cosa si sono detti

Ancora una volta, il presidente americano ha accolto la leader dell’opposizione venezuelana, e premio Nobel per la Pace 2025, per discutere alcuni temi che riguardano la nuova fase politica ed economica del Venezuela. All’incontro hanno partecipato il segretario di Stato americano e il capo del gabinetto della Casa Bianca. L’ipotesi del rientro di Machado in Venezuela

Chi è il nuovo leader iraniano e perché non sarà una Delcy Rodriguez

Nonostante sia un personaggio di basso profilo, e fino ad oggi anche con una posizione poco rilevante nel sistema clericale iraniano, il nuovo leader sarebbe la mente dietro la linea dura del padre scomparso. Con la morte della madre, del padre e della moglie, sarà guidato probabilmente dalla vendetta e la paranoia, indebolendo qualsiasi eventuale negoziato

Furia americana e attrazioni nordcoreane. L'analisi di Sisci

L’ascesa della multipolarità e le richieste statunitensi di resa incondizionata dell’Iran potrebbero far precipitare gli eventi. Le Borse sono in caduta, il prezzo del petrolio è in ascesa e c’è attesa sul dollaro. L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute

L'Iran e quella sceneggiata della Guida Suprema top secret

“Vogliamo assicurarci di non dover tornare indietro ogni dieci anni”, ha affermato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump quando è stata resa nota la scelta della nuova Guida Suprema dell’Iran. “Non durerà a lungo”, ha detto il tycoon all’emittente Abc. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Meno difesa, più tecnologia. Il nuovo baricentro cinese

L’ultimo piano quinquennale approvato dal partito, porta in dote una nuova scala di valori. Quantistica e Intelligenza Artificiale saranno le frontiere del futuro, a discapito degli investimenti in armamenti. E la natalità torna al centro del villaggio

La competizione biotech non si vince solo nei laboratori. Torlizzi spiega perché

Di Gianclaudio Torlizzi

Nel nuovo scenario globale le biotecnologie sono diventate un mercato strategico che intreccia venture capital, politica industriale e competizione tra potenze. Stati Uniti e Cina consolidano ecosistemi integrati, mentre l’Europa deve superare frammentazione e sotto-capitalizzazione per restare competitiva. Il punto di Gianclaudio Torlizzi, consigliere del ministro della Difesa e fondatore di T-Commodity

Quale futuro per l'arte iraniana

Ciò che sarà estremamente importante, per il futuro del Paese, è evitare che ci sia un appiattimento della narrazione artistica contemporanea verso una narrazione dei soli vincitori. E qui, il fattore “mercato” può avere un ruolo umano importante. La riflessione di Stefano Monti

×

Iscriviti alla newsletter