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“Il manifesto è in pratica pronto, tra poco lo consegneremo nelle mani del segretario, che farà le sue valutazioni”.

Il manifesto di cui parla Giuseppe Valditara è il programma tecnico-politico leghista con cui il segretario del Carroccio Matteo Salvini lancerà il guanto di sfida a Matteo Renzi.

Professori, giuristi e anche qualche storico si sono infatti riuniti in queste ultime settimane in una sorta di grande pensatoio salviniano, coordinato dallo stesso Valditara, per redigere proposte alternative alla politica del Pd.

Valditara, docente di Diritto romano all’Università di Torino, già senatore di Alleanza Nazionale e della finiana Futuro e Libertà, esperto di riforme costituzionali, ricerca e istruzione e curatore di un blog sul Fatto Quotidiano.it, ha animato il gruppo telematico “Crescita e Libertà” fondando infine la rivista think-tank Logos, che riunisce molte altre firme più o meno vicine alla Lega.

Dice Valditara a Formiche.net:  “Fisco, sanità, sicurezza, immigrazione e revisione della spesa: ma le pare possibile che questo governo parli da mesi di spending review e finora non abbia tagliato un bel niente? Questo esecutivo non è all’altezza della situazione. Noi siamo tecnici qualificati che stiamo redigendo un programma che è la base di una vera alternativa a Renzi e alla sinistra”.

“Questa – precisa Valditara – non è un’iniziativa politica, quelle le fa il segretario. Noi siamo tecnici, ci occupiamo di programmi, le cose più politiche non spettano a noi”. Sarà, ma dalle parole di Valditara trapela un progetto chiaro e definito, il cui sapore è quello della sfida.

Con Renzi intralciato dalla minoranza dem e gli intoppi sulla via della riforma del Senato, “questo – secondo l’intellettuale salvianiano – è infatti il momento di affondare la lama. I cittadini sono esasperati, il governo non è all’altezza. Guardi all’immigrazione per esempio. O alla pressione fiscale inaudita che schiaggia il Paese. La verità è che Renzi e i suoi vanno avanti solo per spot. Per questo il manifesto è un segnale di protesta forte e chiaro verso Palazzo Chigi. Un segnale di protesta che incarna lo stato d’animo della gente”.

Nel frattempo i politici del Carroccio hanno lanciato “Bocca Italia”, la tre giorni con cui Salvini addormentando l’Italia per 72 ore come segno di protesta contro Renzi. Tre giorni di sciopero dei servizi, di tasse non pagate (con picchetti davanti le sedi dell’Agenzia delle Entrate e delle banche) persino di boicottaggio verso tutti i prodotti rei di “finanziare lo Stato”, come ha detto Salvini inneggiando a una sorta di disobbedienza i cui dettagli non sono però ancora del tutto noti. La provocazione (ma fino a un certo punto) è stata per ora snobbata da Forza Italia e respinta sonoramente al mittente dal Pd. Dice Valditara: “Sono scelte politiche che non spettano a me, però le dico una cosa. Una forma di protesta ci vuole, perché la gente non ne può più. Poi vedremo chi l’appoggia o meno, non mi preoccupa che Forza Italia sia rimasta un po’ fredda”.

Così Salvini sfiderà Renzi. Parla il prof. (salviniano) Valditara

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