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Un lanciamissili o una portaerei spaziale? Cos’è l’orbital carrier a cui lavorano gli Usa

Tra le aziende inserite nei contratti governativi per il Golden Dome figura la startup Gravitics, che sta lavorando a un obiettivo ambizioso: dimostrare la fattibilità di una “nave madre” orbitale capace di ospitare satelliti, droni e missili intercettori. Un progetto che appare fantascienza, ma la cui logica trova sempre maggior riscontro negli odierni e futuri programmi spaziali militari

Più risorse per fregate, sottomarini e droni. Tutti i numeri della difesa giapponese

Il ministero della Difesa giapponese ha chiesto 8.900 miliardi di yen per l’anno fiscale 2027, il livello più alto mai raggiunto, ma il valore finale potrebbe aumentare perché circa 160 programmi devono ancora essere quantificati. Una parte rilevante della richiesta riguarda la componente navale, dalle nuove fregate e dai sottomarini ai SeaGuardian, fino ai missili stand-off e alle nuove capacità subacquee

Crosetto nomina Fedorov consulente della Difesa italiana. Ecco cosa farà

L’ex ministro della Difesa ucraino sarà consulente di Guido Crosetto per l’innovazione militare. Droni, sistemi autonomi, difesa aerea e digitalizzazione al centro del nuovo incarico, che porta nell’orbita della Difesa italiana l’esperienza maturata da Kyiv sul campo di battaglia. La nomina arriva mentre Roma prepara nuovi investimenti nelle capacità militari e per Fedorov si apre così un nuovo capitolo internazionale dopo l’uscita dal governo Zelensky

Mosca alza la gittata degli Iskander e mette Kyiv davanti a una nuova sfida

L’Iskander-1000 porta a circa 550 chilometri la gittata del missile balistico russo, ampliando sensibilmente l’area dalla quale Mosca può colpire l’Ucraina. Per Kyiv, alle prese con la scarsità di intercettori Patriot, diventa così ancora più difficile trovare e distruggere i lanciatori russi

Tra startup e big tech, ecco come prende forma la nuova industria militare nell’era dell’IA

L’IA sta entrando nell’ecosistema globale della difesa attraverso una filiera sempre più ampia, che va dai contractor tradizionali alle startup, fino alle big tech e ai laboratori di ricerca. Un settore in rapida espansione, ma difficile da governare e ancora più complesso da regolamentare

La nuova arma di Kyiv è una “mothership” per droni navali. Ecco il Magura Mv11

Il nuovo Magura Mv11 segna un’evoluzione nella guerra navale ucraina, introducendo una grande piattaforma unmanned capace di trasportare, rifornire e rilasciare altri sistemi. Grazie a questa “mothership”, l’Ucraina potrebbe allargare ulteriormente il suo raggio d’azione

La sicurezza europea passa per la mobilità. Ecco perchè

Di Raffaele E. D'Uonno

Spesa militare e nuovi sistemi restano al centro del dibattito europeo. Ma la deterrenza dipende anche da una domanda più concreta: l’Europa saprebbe muovere rapidamente uomini, mezzi, munizioni, carburante e materiali attraverso il proprio territorio? La mobilità militare diventa così il punto d’incontro tra logistica, infrastrutture critiche, burocrazia e sicurezza europea

La Turchia varerà la sua prima portaerei nel 2027. Come cambia la geografia militare mediterranea

I vertici politici e militari turchi annunciano una nuova fase per la Marina di Ankara, di cui il varo della prima portaerei interamente nazionale rappresenterà il simbolo. La nuova nave sarà un assetto multiruolo, con una componente aerea, di superficie e subacquea unmanned importante. Nel frattempo, procede anche l’ammodernamento del resto della flotta. Così la Turchia si ritaglia il suo spazio nel Mediterraneo

Saab porta la Svezia nella corsa ai droni gregari. Svelato ufficialmente l'Acp

Con l’Autonomous Collaborative Platform Saab porta la Svezia nella corsa europea ai Collaborative Combat Aircraft. Secondo le previsioni, il velivolo potrebbe volare nei primi anni Trenta e diventare uno dei più avanzati Cca europei

Volenterosi o pragmatici? L'Ucraina come laboratorio dell'AI militare occidentale. L’opinione di Caruso

Il 24 agosto, giorno del 35simo anniversario dell’indipendenza ucraina, Kyiv ha sfilato con mezzi terrestri, aerei e navali interamente a guida remota, mentre a poche ore di distanza Londra firmava con con l’Ucraina l’accesso a cinque milioni di immagini di combattimento e Roma decideva di restare fuori dalle esercitazioni della Coalizione dei Volenterosi. Tra estrazione tecnologica e primi episodi di decisione letale delegata alla macchina, la guerra in Ucraina sta scrivendo le regole dell’AI militare del futuro. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

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