Dal 2,8% del Pil rivendicato da Meloni alle richieste di stop al riarmo di M5S e Avs, passando per le ritrosie della Lega sui conti pubblici e la linea europeista del Pd, la difesa è il terreno su cui la politica italiana mostra la sua massima frammentazione. Con il vertice Nato di Ankara alle porte e Trump pronto a chiedere il conto, l’Italia si presenta senza una posizione condivisa
Difesa
In Ucraina l'IA ha ucciso in autonomia. Ecco come
Secondo una testimonianza raccolta da New Scientist, un test effettuato qualche mese fa con droni completamente guidati dall’IA avrebbe portato alla morte di soldati russi senza che un operatore autorizzasse l’attacco. In quello che sarebbe il primo episodio simile ufficialmente registrato in cui un’IA uccide un essere umano
Healey rompe con Starmer e si dimette per i fondi alla Difesa
Le dimissioni di John Healey aprono una frattura politica nel governo britannico sulla difesa e sulla capacità di sostenere con risorse adeguate le ambizioni strategiche del Paese. Lo scontro sul Defence investment plan mette in discussione la capacità di Londra di sostenere nel tempo i propri impegni operativi, dalla Nato all’Ucraina, fino ai teatri più esposti come Hormuz e l’High North
Ila Berlin 2026, l’Italia porta in vetrina difesa e spazio
Ila Berlin 2026 conferma il peso crescente dell’aerospazio e della difesa europea in una fase segnata da riarmo, cooperazione industriale e salto tecnologico. In questo quadro, la presenza italiana si distingue per una filiera che va dagli elicotteri allo spazio fino alla difesa elettronica, con l’AW249, Sentinel-1 NG e ELT Group come segnali di una partecipazione che punta a tradurre visibilità industriale in programmi e capacità concrete
Così Irini diventa il volto della nuova assertività europea in mare
Tre ispezioni in meno di un mese a navi sospettate di operare con false bandiere hanno riportato sotto i riflettori l’operazione europea Irini. Dietro questi episodi emerge però un cambiamento più profondo: Bruxelles sta trasformando la missione in uno strumento sempre più centrale della propria presenza marittima nel Mediterraneo
La nuova Leonardo riparte da Bromo, Gcap e Usa
Con l’arrivo di Lorenzo Mariani, Leonardo prova a tenere insieme tre direttrici decisive, consolidamento europeo nello spazio, cooperazione internazionale nei grandi programmi della difesa e rilancio delle aree industriali più esposte. Il progetto Bromo è il banco di prova più visibile di questa linea, perché misura la capacità europea di fare massa nello spazio, mentre Gcap, Leonardo DRS e il dossier aerostrutture mostrano quanto il nuovo corso dipenda dall’equilibrio tra integrazione, tempi industriali e tenuta delle alleanze
Dai dibattiti alla volontà di agire. La vera sfida italiana della Difesa
Dal V Forum Machiavelli emerge una priorità strategica: tecnologie e risorse non bastano senza leadership, coscienza nazionale e capacità di trasformare le decisioni in azione
Fcas e il limite dell'integrazione strategica europea. Il commento di Castellaneta e Preziosa
Fcas non è fallito per mancanza di tecnologie, finanziamenti o competenze industriali. È fallito perché mancava una visione comune della sovranità strategica europea. E se l’Europa non riesce a costruire insieme il velivolo destinato a difenderla, sarà ancora più difficile costruire insieme una deterrenza capace di proteggerla. Il commento di Giovanni Castellaneta e Pasquale Preziosa
Difesa e consenso, la partita che l’Italia ha smesso di giocare
In una fase segnata da conflitti ibridi, minacce cyber e competizione strategica, il tema della difesa non riguarda più soltanto lo strumento militare. Senza una narrazione pubblica coerente e condivisa, l’Italia rischia di lasciare ad altri il compito di definire il significato stesso della sicurezza. Il punto di Nicola Bonaccini, esperto di comunicazione alla presidenza del Consiglio dei ministri, già consigliere di due ministri della Difesa
Tajani e Crosetto ridisegnano la mappa delle missioni italiane
Nella relazione alle Commissioni Esteri e Difesa, Tajani e Crosetto hanno delineato una linea che conferma la presenza italiana nei principali teatri di crisi, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino a Iraq e Somalia. Il governo tiene insieme sostegno a Kyiv, sicurezza dei contingenti, tutela delle rotte strategiche e stabilizzazione di aree sensibili, dentro una cornice che continua a privilegiare il mandato internazionale e la proiezione multilaterale dell’Italia
















