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Zelensky rilancia l’adesione alla Nato, von der Leyen spinge l’Europa della difesa

Ad Ankara, von der Leyen e Zelensky hanno collegato il rafforzamento della difesa europea a tre obiettivi convergenti, aumentare la produzione interna, integrare più stabilmente le capacità sviluppate dall’Ucraina durante la guerra e rafforzare il legame operativo con la Nato. Nel discorso del presidente ucraino questo passaggio assume anche un valore politico più netto, perché l’esperienza maturata su droni, difesa aerea e innovazione militare viene proposta non solo come base per una cooperazione industriale, ma come argomento a favore dell’ingresso di Kyiv nell’Alleanza

La nuova vita delle scorie nucleari nei droni nel Pentagono. Cosa studia la Darpa

La Darpa sta finanziando lo sviluppo di batterie radioisotopiche ricavate dalle scorie nucleari. L’obiettivo è alimentare droni, satelliti e sistemi autonomi per decenni senza necessità di ricarica, riducendo uno dei principali limiti operativi della guerra tecnologica

La Nato cerca capacità produttiva, Ankara chiede spazio nell’industria europea

Dopo l’aumento dei bilanci, per la Nato si apre una fase più difficile, quella in cui la spesa deve diventare produzione, scorte e capacità effettive. Ad Ankara Rutte ha indicato i nodi che rallentano questo passaggio, mentre la Turchia si è proposta come una delle piattaforme industriali dell’Alleanza chiedendo in cambio meno barriere politiche e commerciali tra alleati

La Nato porta ad Ankara la sua agenda industriale per la difesa

Ad Ankara la Nato prova a trasformare la crescita della spesa militare in capacità concrete, produzione più rapida e programmi comuni tra alleati. Gli annunci su trasporto strategico, sorveglianza, droni, spazio, missili, difesa aerea e materie prime mostrano una linea chiara. Ridurre la frammentazione industriale e accorciare il passaggio dagli impegni politici a sistemi realmente disponibili

Perché il futuro della leadership americana nella Nato passa da Ankara

Di Cristina Martinengo

Il Summit di Ankara si svolge in un momento di profonda trasformazione dell’Alleanza, chiamata a confrontarsi con il rafforzamento della deterrenza nei confronti della Russia, la crescente competizione con la Cina e il riequilibrio delle responsabilità tra gli Alleati. In questo contesto, una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli europei è considerata essenziale per consentire a Washington di concentrare maggiori risorse sull’Indo-Pacifico. L’analisi di Cristina Martinengo, Programma Stati Uniti del Centro Studi Geopolitica.info

Summit Nato, cinque motivi per cui è già un vertice storico. Scrive Gilli

Di Andrea Gilli

Non è solo il vertice degli impegni sulla spesa militare. Da Ankara emergerà una Nato chiamata a ripensare la propria struttura, i rapporti tra alleati e il ruolo degli Stati Uniti. Tra il rafforzamento della posizione di Trump, il nuovo peso della Turchia e le sfide della deterrenza europea, il summit segnerà un passaggio importante per gli anni a venire. La riflessione di Andrea Gilli, lecturer in Studi strategici all’università di St Andrews e Non-resident fellow del Nato Defense College

Cosa faranno Leonardo e Thales per le forze speciali Nato. I dettagli

La Nato ha affidato al consorzio Thales-Leonardo la realizzazione di sistemi di comunicazione per il comando delle forze speciali. Il programma prevede sei nodi mobili dispiegabili per continuità operativa in scenari complessi, con reti sicure, interoperabilità e ridotta segnatura elettromagnetica. Per la prima volta, sarà introdotto anche il full motion video

Dalle trincee ucraine al mare. La Royal Navy testa il drone Nyan

La Royal Navy ha effettuato il primo lancio in mare del drone kamikaze Nyan, accelerando il programma per una “trasformazione ibrida” in cui navi tradizionali e sistemi autonomi opereranno insieme per aumentare capacità offensive e flessibilità operativa

Vi spiego la linea italiana tra Ucraina, fianco Sud e spesa Nato. Parla Calovini

Il vertice Nato di Ankara si apre tra le incertezze sul futuro dell’impegno americano, la necessità di sostenere l’Ucraina e la richiesta europea di dare maggiore peso al fianco Sud. In questa conversazione Giangiacomo Calovini, deputato di Fratelli d’Italia e membro dell’Assemblea parlamentare Nato, spiega come l’Italia può contribuire a tenere insieme il rapporto transatlantico, la centralità del Mediterraneo e il percorso verso un rafforzamento delle capacità europee di difesa

Crosetto punta su aiuti a Kyiv e rafforzamento dell’industria europea in vista del vertice Nato

Il nodo che l’Italia porta al vertice Nato è come continuare a sostenere l’Ucraina senza separare la spesa per la difesa dalla tenuta industriale europea. La linea rivendicata da Crosetto punta a tenere insieme aiuti a Kyiv, credibilità verso gli alleati e uso delle risorse in modo da rafforzare anche produzione, occupazione e autonomia strategica

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