Il Dipartimento della Guerra statunitense ha annunciato l’Autonomous Warfare Command (AutoWarCom), un nuovo comando dedicato ai sistemi autonomi e unmanned. AutoWarCom, operativo entro il 2027, si concentrerà su procurement, sperimentazione e impiego operativo di queste tecnologie, cercando di colmare il divario tra innovazione tecnologica e acquisizione militare. L’obiettivo è creare un ecosistema flessibile, capace di adattarsi rapidamente alle esigenze operative, spostando parte del potere decisionale verso una struttura più agile
Difesa
Kyiv usa per la prima volta un missile balistico "made in Ukraine"
L’Ucraina annuncia il primo impiego in combattimento del missile balistico FP-7, sviluppato da Fire Point. Zelensky parla di avvio alla produzione, ma l’esordio non è stato verificato in modo indipendente e mancano dettagli su obiettivo e numero di missili
Aspides, guerra ibrida e sicurezza marittima al centro degli incontri di Kallas a Roma
Kaja Kallas ha incontrato a Roma Guido Crosetto e Antonio Tajani per fare il punto sulle principali sfide della sicurezza europea. Al centro dei colloqui il rafforzamento di Aspides, la protezione delle rotte nel Mar Rosso e nel Mediterraneo e il futuro della presenza internazionale in Libano. Sul tavolo anche il sostegno all’Ucraina, le capacità di difesa dell’Ue e la risposta alle minacce ibride e cyber
Dopo l’F-47, Boeing si aggiudica anche il caccia di sesta generazione per l’Us Navy
La US Navy ha scelto Boeing per sviluppare l’F/A-XX, il futuro caccia imbarcato di sesta generazione, con un contratto iniziale da 20 miliardi di dollari. Destinato a sostituire progressivamente i Super Hornet e ad affiancare gli F-35C, il velivolo dovrà aumentare il raggio operativo delle portaerei americane. Per Boeing è il secondo grande programma di nuova generazione dopo l’F-47 dell’Air Force
Made in Europe, verso quale modello industriale per la difesa europea? Scrive Braghini
La difesa europea accelera sui nuovi progetti comuni, ma il confronto sul Made in Europe resta aperto. A dividere i Paesi è soprattutto il grado di apertura verso partner come Regno Unito, Norvegia, Canada e Ucraina. Italia e Germania sostengono una linea più flessibile, mentre Parigi insiste su un’autonomia strategica fondata su criteri più restrittivi. L’analisi di Fabrizio Braghini
Space Shield, l’Europa cerca una nuova architettura per la sicurezza spaziale
Lo Space Shield è il progetto con cui l’Ue punta a rendere più integrati e resilienti i sistemi spaziali da cui dipendono sicurezza e difesa. Non una nuova costellazione, ma un’architettura federata capace di far dialogare satelliti, sensori, dati e infrastrutture nazionali ed europee. La sfida sarà trasformare queste capacità in uno strumento interoperabile, sicuro e operativo, mantenendo al tempo stesso la sovranità degli Stati. L’analisi di Marco Florissi, ufficiale superiore dell’Aeronautica militare in servizio presso l’Ufficio del Consigliere militare della presidenza del Consiglio
Più mezzi per Aspides, più capacità per l’Europa. Le direttrici del Consiglio Difesa Ue
Il Consiglio Affari Esteri Ue in formato Difesa rilancia la readiness europea, sblocca 6,6 miliardi dell’European peace facility e proroga Eumam Ukraine. Nel Mar Rosso Kallas chiede più mezzi per Aspides, soprattutto fregate per la difesa aerea e la scorta dei mercantili. Due Stati valutano nuovi contributi, mentre l’Italia mantiene una presenza navale continuativa e si dice pronta ad aumentare il proprio impegno
Manovrabilità, la prossima parola d’ordine dello spazio militare spiegata dal gen. Bianchi
Per decenni i satelliti sono stati progettati per occupare una posizione. Oggi, in uno spazio sempre più conteso, devono invece spostarsi, reagire ed eludere le minacce. Dalla propulsione elettrica ai sistemi chimici ad alta spinta, fino alla prospettiva dei combustibili criogenici e della logistica orbitale, la capacità di manovra sta ridefinendo il progetto stesso dei satelliti e le future operazioni militari in orbita. L’analisi del generale Lucio Bianchi
Più Europa nella Nato per costruire l’autonomia strategica. La proposta di Serino
Con gli Stati Uniti sempre più concentrati sulla competizione con la Cina, l’Europa deve assumersi una quota maggiore della propria difesa. Non attraverso un improbabile Esercito europeo o il ritorno a soluzioni nazionali, ma costruendo dentro la Nato un secondo pilastro capace di garantire autonomia strategica al continente, a partire dalle capacità satellitari, antimissile, logistiche e di comando. L’analisi del generale Serino, già capo di Stato maggiore dell’Esercito
Fairford e la minaccia ibrida, chiamiamo le cose con il loro nome. Scrive Caruso
Sabotaggi, attentati e operazioni di influenza non sono guerra: sono attività sotto soglia, vecchie quanto la politica di potenza. Il nome conta perché da esso dipende la risposta. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi















