La nomina di Francesco Macrì alla presidenza di Leonardo segna un passaggio rilevante per il gruppo in una fase di forte dinamismo dell’industria europea della difesa. Il suo profilo, maturato tra utilities, servizi pubblici e incarichi di governance, unito alla conoscenza già acquisita nel consiglio di amministrazione della società, accompagna Leonardo in un momento in cui pesano sempre di più visione strategica, tenuta industriale e capacità di presidiare le grandi partite continentali
Difesa
Vi spiego perché JP Morgan ha puntato su Magnaghi Aerospace. Parla Graziano
Una financing facility fino a 157 milioni di euro per sostenere crescita organica, acquisizioni e struttura finanziaria, ma senza aprire il capitale. L’accordo tra Magnaghi Aerospace (MAGroup) e JP Morgan è anche il segnale di un cambio di stagione. La finanza sta tornando a guardare alla difesa e premia chi ha programmi di lungo periodo e capacità industriali difficili da replicare. L’intervista di Airpress a Paolo Graziano, ceo della società
Chi è Lorenzo Mariani, il nuovo amministratore delegato di Leonardo
La nomina di Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo apre una fase nuova per il gruppo in un passaggio delicato per l’industria europea della difesa. Manager cresciuto all’interno della galassia Finmeccanica-Leonardo e con una lunga esperienza anche in Mbda, Mariani porta al vertice un profilo che unisce continuità industriale, conoscenza dei mercati internazionali e familiarità con i grandi programmi della cooperazione europea
Italia e Turchia accelerano sulle piattaforme navali ibride
L’accordo tra Piloda Defence, Havelsan e Vn Maritime porta la cooperazione tra industria italiana e turca su un piano più concreto, con l’obiettivo di produrre in Italia piattaforme navali ibride per il mercato istituzionale. Il progetto punta su mezzi flessibili, utilizzabili con o senza equipaggio, e prova a trasformare una collaborazione industriale già avviata in una capacità operativa spendibile per Marina, Guardia di Finanza e altre amministrazioni
A Roma il nuovo approccio americano alla sicurezza in Africa
Il summit di Roma segna la trasformazione della strategia americana in Africa, sempre più orientata a integrare sicurezza, tecnologia e capitale privato in una logica di “trade, not aid”. La scelta dell’Italia come sede riflette il suo ruolo crescente di ponte euro-africano, in linea con un modello di cooperazione più paritario promosso dal Piano Mattei
Spese militari, investire senza innovare non basta. Scrive Serino
La fotografia della spesa militare nel 2026 mostra un’Europa ancora sbilanciata sugli acquisti e in ritardo sulla ricerca, con un gap crescente rispetto agli Stati Uniti. L’Italia incarna questa tendenza, destinando risorse limitate all’innovazione tecnologica. Più che un semplice squilibrio, emerge una dipendenza strutturale che riduce i margini di autonomia strategica europea. In questo contesto, il rafforzamento della difesa passa non solo da maggiori risorse, ma da una diversa qualità della spesa e da una capacità condivisa di orientarla. La riflessione del generale Pietro Serino
Cosa ha detto Crosetto alla Camera sulle basi americane in Italia. I dettagli
Il ministro Crosetto ha riferito al Parlamento circa il caso Sigonella e il tema dell’utilizzo delle basi militari sul suolo nazionale da parte delle Forze armate statunitensi. Il titolare di Palazzo Baracchini ha richiamato ai governi precedenti, affermando che quanto avvenuto le scorse settimane non è in rottura con il passato ma in continuità con gli impegni assunti in sede internazionale
Ala affida a Giacinto Carullo la nuova fase di crescita del gruppo
La nomina di Giacinto Carullo ad amministratore delegato segna per Ala l’avvio di una fase nuova, legata alla crescita del gruppo e al rafforzamento della governance dopo l’ingresso di H.I.G. Capital. Più che un semplice cambio al vertice, la scelta punta a sostenere l’espansione con una guida forte sul piano industriale, capace di tenere insieme filiera, processi e qualità dell’esecuzione nei mercati dell’aerospace & defense
L’Europa è già dentro la guerra, ma continua a non riconoscerla. Scrive Preziosa
L’Europa continua a leggere la guerra come una parentesi, mentre ormai è diventata una condizione stabile del sistema internazionale. Dall’Ucraina al Medio Oriente, passando per energia, tecnologia e dominio cognitivo, il conflitto agisce su più piani e mette alla prova la tenuta delle democrazie. In questo scenario la sicurezza non può più essere vista come un settore separato, ma come l’architettura che tiene insieme autonomia, resilienza e capacità di reggere una competizione permanente
Le parole di Trump sulla Nato riportano al centro la tenuta del legame transatlantico. Parla Alli
Le parole di Trump sulla Nato non sono solo una provocazione elettorale, ma il riflesso di una visione che mette in discussione il patto transatlantico e il multilateralismo. Intervista con Paolo Alli, già presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato
















