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Non c’è difesa senza Europa, non c’è Europa senza difesa. Scrive Nones

In un sistema internazionale dominato dalle grandi potenze, l’Europa rischia di restare un gigante economico privo di un’autentica capacità politica e militare. Dalla costruzione di una difesa aerea integrata alla gestione dei flussi migratori, le sfide comuni mettono in evidenza i limiti delle risposte nazionali. Per affrontarle serve un salto nell’integrazione europea, fondato sulla tutela degli interessi collettivi e su una maggiore responsabilità politica. L’analisi di Michele Nones vicepresidente dello Iai

La Liaoning attraversa le Filippine. Il messaggio strategico della Cina

Il passaggio della portaerei cinese nello Stretto di Basilan segnala la crescente capacità di Pechino di operare oltre la prima catena di isole. Per Manila, la sfida riguarda tanto la deterrenza quanto il controllo dello spazio marittimo

La guerra sotto il mare è già iniziata. La sfida della sicurezza nei fondali

Dalla vulnerabilità dei cavi sottomarini alle difficoltà di attribuire i sabotaggi, fino alle nuove tecnologie di sorveglianza. La presentazione a Roma di The Undersea War di Elisabeth Braw ha riunito Marina militare, istituzioni e industria per discutere delle minacce ai fondali, delle risposte della Nato e del ruolo dell’Italia nella protezione delle infrastrutture critiche

Bombardieri al centro della guerra aria-aria. La scommessa dell'Air Force

Per oltre un secolo i bombardieri hanno colpito a terra lasciando i cieli ai caccia. Ma ora le nuove tecnologie potrebbero cambiare le regole. E negli Stati Uniti si sta già riflettendo sulla questione

Missili da crociera low cost da Kyiv. La Bundeswehr punta sul Bars

Berlino si prepara ad acquistare un primo lotto di missili Bars, già prodotti in Germania da una joint venture con Kyiv. Una scelta che riflette il nuovo approccio tedesco al procurement e la ricerca di alternative economiche ai Tomahawk

Dagli Usa alla Germania, ecco chi sta puntando sul combattimento spaziale (e perché)

Dagli Stati Uniti alla Russia, passando per la Cina e l’Europa, diversi attori militari stanno sviluppando capacità per operare direttamente nello spazio e contro gli assetti avversari in orbita. La nascita di nuove formazioni dedicate, le dichiarazioni americane sulle armi spaziali e il caso del satellite russo Kosmos 2612 sono tutti segnali di un fenomeno comune: lo spazio sta diventando il prossimo campo di battaglia

Mediterraneo orientale. Le giravolte di Turchia, Libia ed Egitto spiegate da Caffio

Il contestato Memorandum del 2019 Turchia-Libia sulla delimitazione della piattaforma continentale, con la ratifica dell’Assemblea di Bangasi, irrompe sulla scena del Mediterraneo orientale. Apparentemente si aggrava la contrapposizione tra i due assi Turchia-Libia e Grecia-Turchia. In realtà s’intravede la mano di Ankara per favorire l’unificazione libica, riappacificarsi con Haftar e forse concordare un confine della Zee col Cairo. L’Italia, in ogni caso, è interessata agli sviluppi della questione

La pace da difendere, la sicurezza da costruire. Tutti i protagonisti della festa di Airpress a Villa Blanc

Una serata di confronto tra chi definisce le scelte politiche, chi opera nella difesa e chi sviluppa le tecnologie necessarie a sostenerla. A Villa Blanc, “Arsenale per la pace” ha riunito esponenti delle istituzioni, vertici militari e rappresentanti dell’industria in occasione della festa annuale di Airpress. Sullo sfondo, le sfide della sicurezza europea e la necessità di rafforzare la deterrenza per preservare la pace

Orbita bassa, tensione alta. Cosa sappiamo sul "caso Kosmos 2612"

Mosca ha condotto il primo rendezvous non consensuale in orbita bassa contro l’Iceye X36, risorsa chiave per l’intelligence di Kyiv. Una manovra coerente con il manuale russo dei satelliti ispettori e con la crescente militarizzazione dello spazio

Gli italiani e la difesa, un rapporto ancora da costruire. Coticchia e Mazziotti spiegano perché

Un sondaggio YouGov condotto su oltre 1.500 persone racconta un Paese che si fida delle Forze armate, ma che le preferisce quando impegnate in compiti di polizia piuttosto che in missioni all’estero. L’opposizione alle spese militari rimane generalizzata, mentre su temi come la reintroduzione della leva la discriminante è anagrafica. Sullo sfondo, un dibattito pubblico ideologizzato che fatica a scendere nei dettagli e che pone gli italiani in controtendenza rispetto al resto d’Europa. Conversazione con Fabrizio Coticchia e Matteo Mazziotti di Celso

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