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L’Europa guarda ad Aspides per rispondere alla crisi di Hormuz

La crisi di Hormuz spinge l’Unione europea a valutare un uso più ampio di Aspides, la missione navale già operativa nel Mar Rosso, come strumento rapido per rafforzare la sicurezza delle rotte energetiche e commerciali. Kaja Kallas ha indicato questa come la via più veloce per dare all’Europa una presenza più visibile nella regione, pur chiarendo che serviranno più navi e ulteriori decisioni politiche degli Stati membri

Dall’Islanda al Golfo, così il Mediterraneo ridisegna le priorità dell’Alleanza Atlantica. Parla Calovini (FdI)

“Una delle domande più curiose è arrivata da un delegato algerino, che aveva chiesto e auspicato una collaborazione maggiore tra Nato e l’Algeria sul contrasto all’immigrazione clandestina, con tutti i rischi legati al terrorismo. Considero questo un esempio concreto di come si debba pensare alla Nato di domani, non più solo come difesa dell’area atlantica, ma come presidio di un fronte sud sempre più strategico in un’area geografica importante come il Mediterraneo”. Conversazione con il deputato di Fratelli d’Italia, Giangiacomo Calovini

Fincantieri alza le stime per il 2026. Portafoglio ordini record e consegne fino al 2039

Il gruppo guidato da Pierroberto Folgiero chiude il primo trimestre con ricavi a 2,1 miliardi, Ebitda in crescita a 159 milioni e marginalità al 7,4%. Il carico di lavoro complessivo raggiunge il massimo storico di 74,2 miliardi, mentre la posizione finanziaria netta adjusted migliora grazie alla generazione di cassa e all’aumento di capitale completato a febbraio

Nato e Giappone studiano l’uso condiviso delle basi spaziali

La proposta Nato ai partner indo-pacifici di partecipare a StarLift segnala che la cooperazione con Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda si sta spingendo anche nel dominio spaziale. Il progetto punta a garantire il rapido ripristino delle reti satellitari in caso di crisi, ampliando la profondità geografica e operativa dell’Alleanza. Resta però il nodo più concreto, trasformare l’intesa politica in procedure, infrastrutture e compatibilità effettiva

Non solo Iran. Il futuro della Nato si gioca anche nel fronte sud

Fronte sud, sicurezza cooperativa e incertezza strutturale. Sono i tre indirizzi che il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha evidenziato nel suo saluto al trentesimo anniversario del Gruppo Speciale. “L’incertezza non è più un’eccezione, sta diventando la nuova normalità e occorre un approccio a trecentosessanta gradi, capace di leggere le minacce nella loro interconnessione e di anticiparle. È questa la cifra che l’Italia ha scelto di dare al proprio impegno nell’Alleanza atlantica”, ha spiegato

L’Italia (di nuovo) ferma sulle spese militari. L’esempio polacco a cui Roma dovrebbe guardare

L’Italia ha rivendicato il raggiungimento del 2% del Pil in spese per la difesa, ma il dato nasconde un equilibrio basato in larga parte su riclassificazioni contabili più che su investimenti effettivi. Nel frattempo, tutti gli altri corrono (persino la Spagna). Il debito eccessivo, la mancata uscita dalla procedura d’infrazione e gli impatti del conflitto in Medio Oriente riducono non di poco il margine d’azione di Roma. L’ultima opzione potrebbe essere rappresentata dai fondi europei del pacchetto Safe, dal valore potenziale di 15 miliardi

Essere umano e difesa al centro del ritorno sulla Luna. Cosa serve secondo Cinelli

A differenza della prima corsa allo spazio, stavolta non basterà solamente mettere piede sulla Luna per segnare il traguardo. Le potenze spaziali sono determinate a stabilire una presenza umana continuativa sul nostro satellite naturale nell’arco del prossimo decennio, ma si tratta di una sfida senza precedenti per complessità e rischi. Per la riuscita della missione e per garantire l’incolumità degli astronauti, la pianificazione dovrà mettere l’essere umano al centro. Ne abbiamo parlato con Ilaria Cinelli, esperta di medicina spaziale e di operazioni umane in ambienti estremi

Il mistero del drone a Lefkada. Quanti rischi se la guerra russo-ucraina è nello Ionio

Il ritrovamento conferma una iperattività militare e di intelligence a poche miglia dalle coste italiane, dove già si segnala la presenza di navi fantasma russe che trasportano greggio sotto sanzioni, di convogli dediti al contrabbando e a tutto un sommovimento di intelligence che deve monitorare le presenze “esterne” a cavallo tra una linea geopolitica maginot che va da Gibilterra al Bosforo

Non solo una nave scuola. Menia racconta la geopolitica di Nave Vespucci

L’intervento del vicepresidente della commissione Esteri/Difesa del Senato. Da un lato c’è la centralità marittima dell’Italia, con la dimensione subacquea sempre più importante e, dall’altro, il ruolo della Marina militare. Nel mezzo, sfide globali come la transizione energetica e la competizione geopolitica: in questo senso il peso specifico della Vespucci è nevralgico, perché si interseca sapientemente con gli sforzi della Difesa e del sistema Paese per la promozione dell’Italia all’estero.

Leonardo, Lorenzo Mariani e Gian Piero Cutillo visti da vicino da Soccodato

Il rinnovo della governance di Leonardo sembra aprire a una fase di continuità, con innesti mirati nelle aree più strategiche. La coppia formata da Lorenzo Mariani e Gian Piero Cutillo potrebbe garantire un equilibrio tra visione industriale e controllo gestionale. Sullo sfondo restano le priorità operative, dalle consegne dei programmi agli accordi internazionali. Intervista a Giovanni Soccodato, manager con lunga esperienza nel settore della Difesa e dell’aerospazio

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