La partnership tra Rheinmetall e Boeing porta il MQ-28 Ghost Bat al centro della competizione europea sui droni gregari. In un arena in cui non sembrano certo mancare gli avversari
Difesa
Cosa insegna Hormuz sul nuovo fronte sottomarino
Dal Nord Stream a Hormuz, il dominio sottomarino riveste ormai una sempre maggiore rilevanza tattica e strategica all’interno dei conflitti contemporanei. Il teatro operativo subacqueo, un tempo popolato unicamente dai sottomarini, si fa sempre più affollato. A questa moltiplicazione delle minacce non è ancora seguita un’evoluzione delle tecnologie di prevenzione e contrasto, ma, con le infrastrutture critiche sempre più bersaglio di attacchi, il tempo stringe
Perché il confronto con la crisi di Sigonella dell'85 oggi non regge. Scrive Caffio
La posizione italiana sul non uso da parte Usa di Sigonella per scopi offensivi verso l’Iran ha una sua coerenza da valutare col metro della neutralità nei confronti del conflitto in atto. Superare questa soglia vorrebbe dire essere coinvolti quantomeno come “non belligeranti”. Ci sarebbero problemi costituzionali. Il radicale disimpegno spagnolo, anche se più politicizzato, appare motivato da analoghe ragioni. Inappropriato è il confronto col caso Sigonella del 1985
A Washington manca la carta bollata, ma Roma usi i suoi costosi aerei. Parla Luttwak
Tra sarcasmo e critica frontale, Edward Luttwak, esperto di politica internazionale e consulente strategico del governo degli Stati Uniti d’America, liquida il caso Sigonella come un eccesso di formalismo
Sigonella, serve davvero l'autorizzazione del Parlamento? I dubbi di Minuto Rizzo
Il diniego italiano all’uso della base di Sigonella per attaccare l’Iran è un atto politico, ma dettato dalla necessità di tenere il Paese fuori dal conflitto in Medio Oriente. Non una rottura con gli Usa, ma un atto di tutela dell’interesse nazionale. L’intervista di Airpress all’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo
Sigonella rimane una base italiana. Le conseguenze del no agli Usa secondo Camporini
Più che una scelta politica, il caso Sigonella nasce da una richiesta arrivata fuori tempo massimo e che ha comportato un diniego inevitabile. Forse un po’ troppo rumore per nulla in Italia, ma le conseguenze, lato Usa, ci saranno. L’intervista di Airpress al generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato maggiore della Difesa
Sigonella una questione di sovranità, ma l'Europa deve parlare con una voce sola. L’opinione di Tricarico
Quanto accaduto riguardo la base di Sigonella segna uno scatto d’orgoglio dell’Italia nei confronti di Trump, ma resta un episodio isolato. Il vero nodo è un’Europa ancora sbilanciata a Est e troppo poco attenta al fronte Sud. La lettura rilasciata ad Airpress dal generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare
Quella di Sigonella è una decisione che guarda al consenso. La versione di Pelanda
Il diniego italiano all’uso della base di Sigonella si inserisce più in una dinamica procedurale che in una rottura politica. Mentre sullo sfondo emergono anche considerazioni di consenso interno e gestione del posizionamento internazionale. Intervista a Carlo Pelanda
L’alleanza è una cosa, l’automatismo operativo un’altra. Preziosa spiega il no a Sigonella
L’Italia sta evitando il coinvolgimento diretto nel conflitto con l’Iran pur restando alleata degli Stati Uniti. Sigonella è una base Nato per esigenze Nato, mentre le esigenze nazionali sono esigenze logistiche, non legate a teatri di guerra. Per questo non è stato un no agli Stati Uniti, ma a un uso non autorizzato in un contesto di guerra. Su richieste di questo tipo, proprio perché si entra in un ambito nuovo, è giusto che ci sia un passaggio parlamentare. Intervista di Aipress a Pasquale Preziosa, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare
Cavour, la Marina prepara l’impiego del TB3 e amplia il ruolo dei sistemi senza pilota
La scelta della Marina di far operare il Bayraktar TB3 dalla portaerei Cavour segna un passaggio rilevante nell’evoluzione dell’aviazione imbarcata italiana. Il drone amplia sorveglianza, persistenza e capacità d’intervento, rafforzando la continuità operativa della nave. Sullo sfondo c’è anche la dimensione industriale, con Leonardo e Baykar impegnate a costruire una filiera europea più solida nel settore unmanned
















