Dal V Forum Machiavelli emerge una priorità strategica: tecnologie e risorse non bastano senza leadership, coscienza nazionale e capacità di trasformare le decisioni in azione
Difesa
Fcas e il limite dell'integrazione strategica europea. Il commento di Castellaneta e Preziosa
Fcas non è fallito per mancanza di tecnologie, finanziamenti o competenze industriali. È fallito perché mancava una visione comune della sovranità strategica europea. E se l’Europa non riesce a costruire insieme il velivolo destinato a difenderla, sarà ancora più difficile costruire insieme una deterrenza capace di proteggerla. Il commento di Giovanni Castellaneta e Pasquale Preziosa
Difesa e consenso, la partita che l’Italia ha smesso di giocare
In una fase segnata da conflitti ibridi, minacce cyber e competizione strategica, il tema della difesa non riguarda più soltanto lo strumento militare. Senza una narrazione pubblica coerente e condivisa, l’Italia rischia di lasciare ad altri il compito di definire il significato stesso della sicurezza. Il punto di Nicola Bonaccini, esperto di comunicazione alla presidenza del Consiglio dei ministri, già consigliere di due ministri della Difesa
Tajani e Crosetto ridisegnano la mappa delle missioni italiane
Nella relazione alle Commissioni Esteri e Difesa, Tajani e Crosetto hanno delineato una linea che conferma la presenza italiana nei principali teatri di crisi, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino a Iraq e Somalia. Il governo tiene insieme sostegno a Kyiv, sicurezza dei contingenti, tutela delle rotte strategiche e stabilizzazione di aree sensibili, dentro una cornice che continua a privilegiare il mandato internazionale e la proiezione multilaterale dell’Italia
Difesa aerea, ecco perché la Svizzera guarda al sistema italo-francese Samp/T
Il segretario di Stato per la Sicurezza svizzero ha indicato il sistema franco-italiano come possibile complemento ai Patriot statunitensi, le cui consegne sono state rinviate di almeno cinque anni. L’eventuale decisione di acquistare il sistema italo-francese non implicherebbe però l’abbandono del programma Patriot
Scaf, il caccia franco-tedesco non volerà mai. Ora Berlino guarderà al Gcap?
Dopo anni di tensioni e divergenze, Francia e Germania avrebbero deciso di archiviare definitivamente il programma Scaf. La chiusura del progetto, da oltre cento miliardi di euro, apre ora scenari diversi per Parigi e Berlino, da un possibile ritorno francese a una soluzione nazionale fino all’ipotesi di un avvicinamento tedesco al Gcap. Una svolta che ci si aspettava, ma la cui ufficialità cambia tutte le carte in tavola
Al Forum Machiavelli prende forma la nuova equazione della difesa
Il Forum Machiavelli Difesa ha messo in evidenza una trasformazione ormai chiara. La superiorità tecnologica non basta senza capacità produttiva, continuità negli investimenti e massa sufficiente a sostenere crisi prolungate. In uno scenario segnato da droni, spazio, cyber e minacce ibride, la credibilità della difesa dipende dalla capacità di tenere insieme innovazione, industria e velocità di adattamento
La maxi commessa rumena spinge Rheinmetall e valorizza anche l’Italia
La maxi commessa firmata in Romania conferma la capacità di Rheinmetall di proporsi come fornitore integrato in una fase in cui la difesa europea chiede sistemi, produzione e filiera dentro la stessa architettura industriale. Il contratto rafforza la presenza del gruppo tedesco nell’Europa orientale e assegna a Rheinmetall Italia un ruolo rilevante nel segmento della difesa aerea ravvicinata e anti-drone
IA, semiconduttori, droni e spazio. Cosa racconta il budget Difesa Usa per il 2027
Non solo navi, aerei e missili. Nella proposta di budget del Pentagono per il 2027 trovano spazio sistemi autonomi, software, dati, quantum computing, produzione avanzata, energia e sicurezza delle catene di approvvigionamento. Un documento che, pur dovendo completare il percorso legislativo, mostra già quali tecnologie Washington considera decisive in caso di guerra con la Cina
Per tornare a contare l’Europa deve costruire nuovi strumenti comuni. L'analisi di Preziosa e Velo
Nel nuovo contesto internazionale, l’Europa non può limitarsi a discutere di autonomia strategica o difesa comune senza chiarire quali strumenti servano davvero per renderle possibili. Per farlo si può tornare alla lezione di Jean Monnet, cioè trasformare vulnerabilità condivise in istituzioni e investimenti comuni, indicando nell’integrazione finanziaria e nella capacità di mobilitare capitale europeo una condizione decisiva per rafforzare sicurezza, innovazione e potenza del continente. L’analisi di Pasquale Preziosa e Dario Velo
















