La Nato continua a rappresentare uno strumento indispensabile di pace, sicurezza e deterrenza, in un contesto internazionale segnato da crisi e conflitti: “Le sfide che abbiamo davanti sono tre: rafforzare la capacità di deterrenza dell’Alleanza, consolidare il contributo europeo alla sicurezza comune e migliorare la qualità della spesa per la difesa. Conversazione con il senatore democratico, eletto vicepresidente dell’Assemblea Parlamentare Nato
Difesa
Rinnovare la Repubblica per affrontare le nuove minacce. La riflessione di Giancotti
La Festa della Repubblica di oggi è molto diversa per temi e contesto da quelle di non molti anni fa. Festeggiarla oggi, oltre ai simbolismi necessari, richiede di comprenderne le sfide attuali e promuoverne le prospettive. Il pensiero del generale Fernando Giancotti
Il 2 giugno ci ricorda il patto solenne tra le Forze armate e la Repubblica. L'augurio di Cavo Dragone
Non potendo essere presente oggi, a tutte le donne e gli uomini in uniforme che oggi sfileranno, o che si troveranno lontani in qualche posto del mondo che sulla cartina pochi saprebbero indicare, ma anche a chi, per difendere quei valori che oggi celebriamo, ha sofferto, talvolta sino all’estremo sacrificio: grazie. Il pensiero che l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ha condiviso con Formiche.net in occasione della Festa della Repubblica
Vi spiego perché si festeggia la Repubblica con una parata. Scrive Serino
La sfilata del 2 giugno non è soltanto una tradizione cerimoniale. Dalla democrazia ateniese alla Repubblica romana, dalle milizie comunali alla Rivoluzione francese, il rapporto tra cittadinanza e difesa dello Stato attraversa la storia dell’Europa. Un legame che la Costituzione italiana ha fatto proprio e che ogni anno si rinnova lungo via dei Fori Imperiali davanti al capo dello Stato. Il pensiero del generale Pietro Serino per la Festa della Repubblica
Cosa significa sicurezza oggi? La lezione britannica e la sfida italiana
La vera novità della strategia britannica è aver compreso che la sicurezza nazionale non riguarda soltanto la difesa del territorio, ma la capacità complessiva della nazione di preservare la propria libertà di decisione e di azione in un ambiente strategico sempre più instabile. Mentre in Italia… Il commento del generale Pasquale Preziosa
Senza una difesa europea rafforzata, l'Ue rischia di essere una colonia. Parla Borghi
“Chi non crede all’Europa in termini di valori e di ideali deve crederci in termini di convenienza. L’alternativa rispetto a questa ipotesi è una sola: diventare una colonia”. Secondo il senatore di Italia Viva Enrico Borghi, l’Unione europea deve fare passi avanti verso la cooperazione rafforzata nella Difesa, per non restare schiacciati da Cina, Russia e Stati Uniti. E l’Italia può e deve fare la sua parte
Il volto della Repubblica passa anche dalle sue uniformi. Scrive Monteforte
A ottant’anni dalla nascita della Repubblica, il 2 giugno richiama insieme il percorso del Paese, l’evoluzione delle Forze armate e il significato che queste continuano ad avere oggi. La parata diventa così l’occasione per cogliere una trasformazione ancora in corso, che non si esaurisce nei mezzi esibiti ma si riconosce soprattutto nella qualità umana e professionale di chi serve l’Italia in uniforme. L’analisi dell’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte
Navi, alleanze e industria. Come l'Italia costruisce la sua presenza nell'Indo-Pacifico
In occasione dello Shangri-La Dialogue, il ministro della Difesa ha incontrato i vertici politici e militari di Australia, Vietnam, Singapore e altri partner regionali. Una missione che conferma la crescente attenzione italiana verso la regione destinata a plasmare gli equilibri strategici dei prossimi decenni
La Cina ha un piano per dominare la terra e lo spazio
Pechino ha presentato il quindicesimo Piano Quinquennale che segna una svolta anche nella strategia spaziale, da una logica di affermazione di potere geopolitico alla totale integrazione economica e industriale. In Europa non sembra ci sia stata sufficiente attenzione a questo evento, sintomo di superficiale manchevolezza
Così Hormuz cambia la logistica dell’energia
La crisi dello Stretto di Hormuz ha mostrato quanto le rotte energetiche globali restino esposte alla pressione geopolitica. La riduzione dei transiti e il ricorso a corridoi terrestri, ferroviari e portuali alternativi indicano che l’intermodalità non è più solo efficienza, ma resilienza
















