Con il round seed da 30 milioni di dollari, Nebex punta a costruire l’infrastruttura finanziaria che oggi manca a molte aziende spaziali impegnate in grandi programmi pubblici. L’idea è collegare governi, imprese e capitali per rendere più gestibili contratti sovrani complessi, flussi di cassa irregolari e fabbisogni di investimento iniziali, in un settore dove la crescita industriale dipende sempre di più anche dalla capacità di finanziare l’esecuzione
Difesa
Cos’è ArsenalOS, il nuovo software di Anduril per digitalizzare l’industria della difesa
L’ultima novità di Anduril non è un drone né un nuovo sistema d’arma, ma un software per ripensare il modo in cui si progettano e si costruiscono le tecnologie militari. Una trasformazione che va oltre il singolo caso e offre uno sguardo su come il paradigma Defence-Tech stia rivoluzionando il settore e il suo funzionamento
Il Regno Unito costruisce la forza armata del futuro. Cosa c'è nel Defence Investment Plan
Con un investimento record di 5 miliardi di sterline in droni e tecnologie autonome, il Defence Investment Plan ridisegna le forze armate britanniche, instradandole verso un futuro sempre più unmanned
L’interdizione profonda di Kyiv punta ai nervi della macchina russa. L'analisi di Caruso
Non è più una sequenza di colpi isolati, ma una strategia di attrito sistemico che punta a colpire la Russia nelle retrovie, nei bilanci e nella capacità industriale. Gli attacchi ucraini contro raffinerie, depositi, nodi ferroviari e impianti della difesa non vanno letti come episodi tattici separati, ma come l’applicazione coerente di una logica di deep operations condotta con mezzi asimmetrici e a basso costo nel quadro di una strategia di medio-lungo periodo. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Cessate il fuoco, pace o conflitto? Tutte le opzioni in Ucraina secondo Jean
Le fiamme e le nuvole di fumo degli incendi provocati dai droni ucraini a San Pietroburgo hanno riportato l’attenzione sulla guerra. Le loro immagini hanno rafforzato la volontà degli europei di continuare a sostenere la resistenza ucraina. Il fattore decisivo per ristabilire un equilibrio strategico che genererebbe il successo di Kiev è la crescita dell’industria bellica. L’analisi del generale Carlo Jean
Ankara, il vertice della verità. Cosa rischia la Nato (e l’Italia)
Il 7 e 8 luglio i leader dei 32 Paesi alleati e di numerosi partner si riuniranno al Complesso Presidenziale di Beştepe per il summit Nato. La scelta di Ankara, alla seconda ospitalità dopo Istanbul 2004, riflette l’intreccio tra ridefinizione del rapporto transatlantico, divisioni europee sul sostegno a Kiev e crescente centralità del fianco sud-orientale dell’Alleanza. Per l’Italia, il vertice arriva nel momento meno favorevole. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Fermare i raid russi, ecco la gara globale lanciata da Nato e Ucraina
L’Alleanza Atlantica e Kyiv coinvolgono startup e industria della difesa per trovare soluzioni innovative in grado di paralizzare gli aeroporti militari russi. Con l’obiettivo conclamato di colpire alla fonte la capacità di Mosca di condurre attacchi contro l’Ucraina
Il ministro della Difesa canadese conferma l’interesse per il Gcap
Il continuo interesse del Canada conferma che il Gcap sta diventando il principale punto di attrazione per i Paesi che guardano ai sistemi di combattimento aereo di nuova generazione. La possibile apertura a nuovi partecipanti può rafforzare il programma sul piano politico, industriale e finanziario, ma riapre anche il nodo più delicato: allargare la base del progetto senza compromettere gli equilibri raggiunti e il calendario fissato da Italia, Regno Unito e Giappone
Confindustria mette in rete la filiera italiana di Difesa e aerospazio
Confindustria prova a rafforzare la filiera italiana dell’aerospazio, della difesa e dello spazio mettendo in relazione grandi gruppi, Pmi, università e territori. L’obiettivo è ampliare la capacità produttiva nazionale, far emergere nuove competenze e trattenere in Italia ricerca, sviluppo e valore industriale. La posta in gioco è chiara: evitare che l’aumento della spesa si traduca soprattutto in acquisti all’estero invece che in una crescita più solida della base industriale del Paese
Iran-Usa, la Difesa precisa. L’appoggio logistico e i 500 voli di Rutte
In un’intervista a Fox News, Mark Rutte ha dichiarato che dall’Italia sarebbero partiti oltre 500 per supportare l’operazione Epic Fury contro l’Iran. Dichiarazione in aperto contrasto con quanto affermato in più occasioni dall’Italia, secondo cui la ricostruzione del segretario della Nato è “totalmente fallace”
















