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Il bilancio Usa 2027 per la difesa segna un cambio di passo strategico. Ecco i focus

La proposta di bilancio della difesa Usa per il 2027 segna un salto che va oltre la crescita della spesa e ridefinisce le priorità strategiche americane. Difesa missilistica, cantieristica navale e F-35 diventano i cardini di un rafforzamento pensato per l’Indo-Pacifico e per ricostituire le scorte consumate nei conflitti recenti. Ora però il passaggio decisivo sarà in Congresso, chiamato a tradurre l’impianto politico in risorse effettive

Contratto da 686 milioni. Il Gcap stringe i tempi e rafforza la corsa al sesto caccia

Il primo contratto internazionale assegnato dall’Agenzia Gcap a Edgewing segna un passaggio decisivo per il programma sul caccia di nuova generazione. Più del valore economico conta il salto di struttura, perché attività finora gestite separatamente dai tre partner entrano in una cornice comune. In un contesto europeo più incerto, il Gcap rafforza così la propria credibilità industriale, politica e strategica

Droni gregari, la competizione europea vede un nuovo concorrente. Ecco quale

La partnership tra Rheinmetall e Boeing porta il MQ-28 Ghost Bat al centro della competizione europea sui droni gregari. In un arena in cui non sembrano certo mancare gli avversari

Cosa insegna Hormuz sul nuovo fronte sottomarino

Dal Nord Stream a Hormuz, il dominio sottomarino riveste ormai una sempre maggiore rilevanza tattica e strategica all’interno dei conflitti contemporanei. Il teatro operativo subacqueo, un tempo popolato unicamente dai sottomarini, si fa sempre più affollato. A questa moltiplicazione delle minacce non è ancora seguita un’evoluzione delle tecnologie di prevenzione e contrasto, ma, con le infrastrutture critiche sempre più bersaglio di attacchi, il tempo stringe

Perché il confronto con la crisi di Sigonella dell'85 oggi non regge. Scrive Caffio

La posizione italiana sul non uso da parte Usa di Sigonella per scopi offensivi verso l’Iran ha una sua coerenza da valutare col metro della neutralità nei confronti del conflitto in atto. Superare questa soglia vorrebbe dire essere coinvolti quantomeno come “non belligeranti”. Ci sarebbero problemi costituzionali. Il radicale disimpegno spagnolo, anche se più politicizzato, appare motivato da analoghe ragioni. Inappropriato è il confronto col caso Sigonella del 1985

A Washington manca la carta bollata, ma Roma usi i suoi costosi aerei. Parla Luttwak

Tra sarcasmo e critica frontale, Edward Luttwak, esperto di politica internazionale e consulente strategico del governo degli Stati Uniti d’America, liquida il caso Sigonella come un eccesso di formalismo

Sigonella, serve davvero l'autorizzazione del Parlamento? I dubbi di Minuto Rizzo

Il diniego italiano all’uso della base di Sigonella per attaccare l’Iran è un atto politico, ma dettato dalla necessità di tenere il Paese fuori dal conflitto in Medio Oriente. Non una rottura con gli Usa, ma un atto di tutela dell’interesse nazionale. L’intervista di Airpress all’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo

Sigonella rimane una base italiana. Le conseguenze del no agli Usa secondo Camporini

Più che una scelta politica, il caso Sigonella nasce da una richiesta arrivata fuori tempo massimo e che ha comportato un diniego inevitabile. Forse un po’ troppo rumore per nulla in Italia, ma le conseguenze, lato Usa, ci saranno. L’intervista di Airpress al generale Vincenzo Camporini, già capo di Stato maggiore della Difesa

Sigonella una questione di sovranità, ma l'Europa deve parlare con una voce sola. L’opinione di Tricarico

Quanto accaduto riguardo la base di Sigonella segna uno scatto d’orgoglio dell’Italia nei confronti di Trump, ma resta un episodio isolato. Il vero nodo è un’Europa ancora sbilanciata a Est e troppo poco attenta al fronte Sud. La lettura rilasciata ad Airpress dal generale Leonardo Tricarico, già capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare

Quella di Sigonella è una decisione che guarda al consenso. La versione di Pelanda

Il diniego italiano all’uso della base di Sigonella si inserisce più in una dinamica procedurale che in una rottura politica. Mentre sullo sfondo emergono anche considerazioni di consenso interno e gestione del posizionamento internazionale. Intervista a Carlo Pelanda

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