“L’intesa rafforza la funzione dell’Italia come cerniera tra Stati Uniti, Unione europea, Mediterraneo e Africa. Ma Roma deve presentarsi con una strategia e obiettivi industriali precisi. L’allineamento politico non basta: in cambio della partecipazione italiana alla nuova architettura tecnologica occidentale servono accesso ai progetti, contratti di acquisto, investimenti e trasferimento di competenze. Il rapporto sarà davvero più solido e paritario soltanto se l’Italia passerà dal ruolo di cliente a quello di coprotagonista industriale”. Conversazione con il consigliere del ministro della Difesa, Gianclaudio Torlizzi
Difesa
Come si prepara la Nato alle minacce sotto soglia. Le sfide secondo Cavo Dragone
Dalle attività ibride attribuite alla Russia alla mobilità militare, fino alla necessità di trasformare gli investimenti in capacità disponibili. In un’intervista a Tgcom24, Giuseppe Cavo Dragone fa il punto sulle priorità della Nato e sul ruolo crescente dell’intelligenza artificiale, destinata ad accorciare ulteriormente i tempi della risposta militare
Contro la demagogia sulle armi. Perché produrle è necessario per garantire la sicurezza
Ogni volta che si discute di industria della difesa, il confronto scivola rapidamente su un piano moralistico: produrre armi sarebbe, di per sé, un atto che alimenta la guerra. Le guerre non nascono dalle catene di montaggio, bensì dalle decisioni di leadership politiche revansciste, di regimi autoritari o di movimenti fanatici che scelgono la violenza come strumento di affermazione. Confondere la causa con lo strumento è un errore analitico che produce politiche sbagliate. L’analisi di Alberto Pagani, docente di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna ed esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Governare l’IA militare partendo dal carrello della spesa. Cosa dice il report Sipri
Tempi da decenni contro cicli di settimane: gli appalti della difesa faticano a stare al passo con l’Ia. Il Sipri analizza i casi di Ucraina, Usa e Regno Unito e indica come accelerare senza perdere garanzie
Defense tech, così Helsing gioca la partita della nuova difesa tecnologica. Intervista a Frank Dirksen
La rivoluzione industriale del defense-tech si basa principalmente su due fattori: velocità e scalabilità. Comprendere questo cambio di paradigma è indispensabile per non restare indietro e immaginare un’Europa in grado di competere con le altre potenze. L’intervista a Frank Dirksen, chief commercial officer di Helsing
Perché l'elezione di Breuer rafforza il ruolo della Germania nella Nato
A Copenaghen i capi di Stato Maggiore dei 32 Alleati hanno scelto il generale tedesco per succedere all’ammiraglio Cavo Dragone dal luglio 2027. Cosa significa per l’Alleanza e per i Paesi europei. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Baltico, Golfo e Mar Rosso. La continuità della politica di difesa italiana secondo Marrone
Baltico, Golfo e Mar Rosso fanno parte dello stesso complesso di sicurezza. La linea italiana resta multilaterale dove possibile, bilaterale dove necessario. Ma anche in questo caso, l’ottica rimane comunque quella europea e transatlantica. Intervista ad Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa, sicurezza e spazio dell’Istituto Affari Internazionali
Difesa, energia e cyber. Ecco la nuova resilienza delle infrastrutture energetiche
Dal Festival della Sicurezza di Cagliari emerge la necessità di un approccio più integrato alla protezione del Paese. Nel confronto tra industria e istituzioni, il nodo è tenere insieme continuità operativa, capacità produttiva e controllo delle tecnologie strategiche, rafforzando la cooperazione tra pubblico e privato
Pechino potenzia la base di Gibuti e amplia lo sguardo sul traffico del Mar Rosso
Pechino potenzia le capacità di comunicazione e intelligence della base militare di Gibuti, avamposto strategico affacciato su Bab al-Mandab. L’upgrade arriva mentre l’avanzata degli Houthi e la crescente presenza militare internazionale rendono il Mar Rosso un teatro sempre più conteso
Ta’if, l’attacco che porta la crisi regionale dentro il perimetro italiano
Gli attacchi contro la base aerea di Ta’if hanno raggiunto anche il dispositivo italiano. Un F-2000 dell’Aeronautica è stato colpito mentre si trovava in un’area decentrata dell’installazione. Nessun militare è rimasto coinvolto, mentre la Difesa valuta ora l’evoluzione del quadro operativo
















