Sembrano navicelle spaziali, e per certi versi lo sono, ma non si tratta di mezzi pensati per l’esplorazione o la ricerca scientifica. A lavorarci non sono più soltanto Stati Uniti e Cina, ma anche Francia, Germania, India e Giappone, tutti impegnati nello sviluppo di programmi dedicati. Gli spazioplani che stanno attirando l’attenzione di governi e Forze armate nascono con un’altra funzione, quella di portare la superiorità militare in orbita in modi finora inesplorati
Difesa
Così l'Ucraina sperimenta operazioni "senza soldati"
L’uso esclusivo di sistemi unmanned in un’operazione offensiva, non più come semplici strumenti di supporto ma come protagonisti diretti del combattimento terrestre, rappresenta un indicatore sul possibile aspetto della guerra del futuro
Il blocco di Hormuz è una mossa che guarda a Pechino. L’analisi di Caruso
I colloqui di Islamabad si sono conclusi senza accordo, ma non senza significato. Ventuno ore di negoziati nell’albergo Serena della capitale pakistana – il più alto livello di contatto diretto tra Washington e Teheran dalla rivoluzione del 1979 – si sono chiuse domenica mattina con la dichiarazione del vicepresidente JD Vance: l’Iran ha scelto di non accettare i termini americani. Un esito che era nell’aria, ma che rivela dinamiche più profonde di quanto non appaia. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Libia, il Mediterraneo e la guerra nell’ombra. Gli interessi italiani secondo Caruso
L’inchiesta di Radio France Internationale del 3 aprile 2026 ha squarciato il velo su una realtà che i governi coinvolti preferivano tacere: oltre 200 militari ucraini sono dispiegati in Libia occidentale, con il consenso esplicito del governo di Tripoli, e da basi libiche vengono lanciati droni navali contro le petroliere della shadow fleet russa nel Mediterraneo. La notizia non è un fatto isolato. È il sintomo visibile di una partita geopolitica più profonda. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi
Canada interessato al Gcap? Ecco il primo test della Leonardo di Mariani. Scrive Serino
Il programma Gcap entra in una fase decisiva con l’ipotesi di allargamento a nuovi partner internazionali, tra cui Germania, Polonia e soprattutto Canada. Una prospettiva che apre interrogativi complessi sulla condivisione tecnologica, la ripartizione industriale e la gestione della sovranità tra i Paesi già coinvolti. Per l’Italia, si tratta di una prova cruciale. La riflessione del generale Pietro Serino
Dalla difesa antimissile alla guerra dei sistemi. Il caso Meads e il futuro della sicurezza
Oggi, osservando i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente, vediamo con chiarezza che la guerra è diventata una competizione tra sistemi adattivi, interconnessi e persistenti. In questo contesto, la superiorità non si misura più nella capacità di distruggere di più, ma nella capacità di resistere meglio. Il Meads, in fondo, anticipava proprio questo. L’intervento dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta e del generale Pasquale Preziosa
La nomina di Lorenzo Mariani apre una nuova fase per Leonardo. Soccodato spiega perché
La nomina di Lorenzo Mariani alla guida di Leonardo apre una nuova fase per il gruppo in un momento decisivo per l’industria della difesa e dell’aerospazio. La scelta di un manager cresciuto all’interno dell’azienda segnala la volontà di puntare su continuità industriale, rapidità di esecuzione e rafforzamento del posizionamento internazionale, mentre al gruppo viene chiesto di accompagnare la crescita del settore e dell’intera filiera nazionale. Per capire a pieno questo cambiamento Airpress ha intervistato Giovanni Soccodato, ex managing director di Mbda e già responsabile delle Strategie di Leonardo
Tutte le sfide di Mariani a Leonardo. Parla Nones
La nomina di Lorenzo Mariani alla guida del gruppo è un segnale che va oltre le vicende personali e segnala la necessità di un manager capace di accelerare la produzione in un contesto di emergenza strategica. La prospettiva di Michele Nones, vicepresidente dell’Istituto affari internazionali (Iai)
Il Canada bussa al Gcap e il progetto potrebbe cambiare forma
L’interesse del Canada per il Gcap segnala che il programma sul caccia di nuova generazione sta entrando in una fase più matura, capace di attrarre attenzione oltre il nucleo dei tre partner fondatori. La richiesta di Ottawa rafforza il profilo politico e industriale del progetto, ma riapre anche temi delicati come governance, accesso tecnologico e ritorni industriali, proprio mentre il Gcap prova a consolidarsi come piattaforma più ampia
Chi è Francesco Macrì nuovo presidente di Leonardo
La nomina di Francesco Macrì alla presidenza di Leonardo segna un passaggio rilevante per il gruppo in una fase di forte dinamismo dell’industria europea della difesa. Il suo profilo, maturato tra utilities, servizi pubblici e incarichi di governance, unito alla conoscenza già acquisita nel consiglio di amministrazione della società, accompagna Leonardo in un momento in cui pesano sempre di più visione strategica, tenuta industriale e capacità di presidiare le grandi partite continentali
















