Nel discorso che De Gasperi fece a Bruxelles nel 1948 ciò che colpisce oggi è il nesso che lega valori e scopi dell’impegno personale alla capacità di innalzare la visione e l’azione di chi fa politica. Un simile nesso solleva in noi la domanda se nella causa per cui il cristiano risponde alla vocazione per la politica non stia il fondamento stesso della sua capacità di interpretare e cercare di orientare tutto ciò che interessa la vita di un popolo. L’analisi di Lorenzo Ornaghi, presidente dell’Alta Scuola di economia e relazioni internazionali e già rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore
Politica
L'arte di costruire e coltivare le alleanze. Dove falliscono i capi, la parola agli elettori
Per mettere insieme due elettorati che, in partenza, condividono solo l’opposizione al governo delle destre, appare indispensabile rinunciare alla reciprocità del fuoco che è proprio fuori luogo chiamare “amico”. Vincere sulle carni del proprio indispensabile alleato significa solo continuare a perdere. Il commento di Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica, socio dell’Accademia dei Lincei
Il futuro dell'Africa si chiama formazione. La visita di Mattarella in Ghana
Il Capo dello Stato ha visitato il Centro di formazione Don Bosco di Ashaiman, accompagnato dalla figlia Laura e dal viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli, proprio per lanciare il progetto “Ghana”, che oltre al Volontariato internazionale per lo Sviluppo coinvolge Confindustria Alto Adriatico, ente ideatore e promotore del progetto, Umana SpA e i Salesiani di Don Bosco
Qual è la vera sfida del dibattito tra Meloni e Schlein su Instagram. Scrive Carone
Sta prendendo forma l’ipotesi che le due leader politiche possano trovare online, su Instagram, la piattaforma più adatta per il dibattito di cui da tempo si parla. Se così fosse, sarebbe certamente un unicum, ma in gioco non ci sarebbe lo spostamento del bacino elettorale, anzi… L’analisi di Martina Carone
Conte, Schlein e il teatrino della politica pugliese. Il commento di Cangini
Tutti sapevano, tutti hanno fatto finta di nulla. Salvo poi, a scandalo conclamato, esibire mani pulite scaricando sul vicino di partito la responsabilità morale di un andazzo che da decenni costituisce una regola
Le vacche di Lollobrigida, la grigliata di Marattin, la bici di Marino. Queste le avete viste?
Il ministro dell’Agricoltura dà l’esempio e consuma carne vera (non coltivata) a Pasquetta e poi va a salutare una mucca ad Agriumbria, il deputato Marattin segue l’esempio di Lollobrigida, mentre Ignazio Marino pedala verso le prossime europee insieme a Fratoianni e Bonelli. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni
Più politiche del lavoro e meno mozioni di sfiducia. Il suggerimento di Bazoli
“L’Europa? La naturale collocazione dei problemi più rilevanti che abbiamo davanti a noi, solo a livello europeo possiamo parlare di pace, di sviluppo sostenibile e di difesa della democrazia. Cambiare il Jobs act? Ci sono altre priorità”. E sulla sfiducia a Santanché… Intervista al deputato dem bresciano
Cresce la distanza dai populisti grillini e leghisti? L'interrogativo di Merlo
Se la politica vuole ritrovare, e soprattutto riscoprire, la sua vera “mission” nella nuova stagione che si è aperta dopo l’esplosione prima del grillismo e poi del leghismo salviniano, diventa sempre più necessario ed indispensabile isolare in modo irreversibile il populismo. La riflessione di Giorgio Merlo
Il Centro Italia modello di innovazione sostenibile. Ecco come secondo Cianciotta e D'Adamo
Quindici anni fa il terribile terremoto che sconvolse l’Italia centrale, distruggendo parte de L’Aquila. Nel 2016 e nel 2017 le calamità colpirono Lazio, Abruzzo e Marche. Oggi, insieme con Molise e Umbria, queste regioni stanno collaborando allo sviluppo del Centro Italia. Il gap Nord-Sud va ridotto ed occorre unire la costa tirrenica a quella adriatica. Il commento di Stefano Cianciotta, ad della Finanziaria regionale abruzzese e Idiano D’Adamo, docente alla Sapienza ed esperto internazionale di sostenibilità
Così l'Italia può essere gancio dell'Africa verso l'Ue. L'auspicio di Giro
“È molto importante il sostegno politico dell’Italia a due democrazie che devono resistere in un quadro complesso. Penso agli Stati vicini del Sahel che confinano con questi Paesi in un momento in cui la Francia non può più esercitare la sua influenza e non ci sono altri soggetti. Quindi l’Italia può, non dico sostituirsi, ma in qualche modo rappresentare un aggancio alla democrazie europee”. Intervista all’ex viceministro degli Esteri
















