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Piccole furbizie e grandi ideali. Le proteste pro Palestina viste da Polillo

L’unità sindacale è ormai un ricordo e lo sciopero per Gaza voluto da Landini divide ulteriormente il fronte, mentre il Parlamento sul Medio Oriente trova una rara convergenza. In questo clima infuocato, dovrebbe prevalere la diplomazia piuttosto che la contrapposizione. L’opinione di Polillo

Il sorriso di Bocchino, il brindisi di Foti, la bandiera di Schlein. Queste le avete viste?

Un primissimo piano dal sapore pizziano per Italo Bocchino al convegno dei conservatori, mentre il ministro Foti brindava alla riunificazione tedesca a Roma. Intanto Elly Schlein in piazza portava la bandiera della Palestina. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni

Le piazze per Gaza non sono (tutto) il Paese. Pregliasco spiega perché

Sarebbe un errore confondere la voce delle piazze per Gaza con quella della maggioranza. Come confondere le parole d’ordine di chi manifesta con la sensibilità dell’elettorato nel suo complesso, che è molto meno militante e nella gran parte dei casi in piazza non è mai andato in vita sua. Negli anni di Piombo le tensioni si sviluppavano su tempi lunghi e conflitti di lungo respiro, oggi viviamo un’iper-accelerazione mediatica. Colloquio con il fondatore di YouTrend, Lorenzo Pregliasco

Sciopero generale, a chi giova l'attivismo del "spacchiamo tutto"? La riflessione di Bonanni

La distrazione della Cgil appare non solo fuori tempo, ma fuori luogo: proprio mentre il mondo cerca una strada nuova per la pace, un sindacato storico si rifugia nel rituale del conflitto, indebolendo grandemente la propria missione di rappresentanza sociale. Il commento di Raffaele Bonanni

Mozione per Gaza in Parlamento, il Pd si astiene e converge sul Piano Trump

In occasione delle comunicazioni del ministro Tajani nei due rami del Parlamento, spicca la linea del Nazareno che di fatto isola le sinistre di Avs e M5s. L’obiettivo è, nel giorno dell’attacco alla sinagoga di Manchester, spingere sulla linea che porti ad una soluzione per Gaza. Il senatore del Pd Alfieri ha certificato la postura dei dem quando ha detto sul piano che “ora si apre uno spiraglio di pace, andiamo a sperimentarlo fino in fondo, senza dubbi”

Bene le alleanze, ma ora Schlein deve mettere mano al Pd. Parla Ignazi

Quella nelle Marche non è una sfida decisiva, è una delle tante. Il campo largo è l’unica soluzione possibile per un’alternativa di governo e tentare di scardinare il centrodestra. Ora Schlein dopo aver perseguito l’unità a tutti i costi in maniera lodevole, deve mettere mano agli equilibri interni del partito. Colloquio con il politologo Piero Ignazi

Ingerenze cinesi e russe. Così gli assistenti parlamentari diventano bersagli ideali

Sono circa duemila per legislatura, scrivono dossier, filtrano agende, selezionano incontri. Gli assistenti parlamentari sono la linfa del Parlamento europeo e in tempi di guerra ibrida, ingerenze esterne e disinformazione crescenti occorre lavorare affinché non diventino vulnerabilità o potenziali asset per attori ostili

Mattarella a Baku dopo il Kazakistan. L'Italia rafforza le sue relazioni con Caucaso e Asia centrale

I significativi incontri del Capo dello Stato ad Astana e Baku testimoniano una relazione privilegiata che Roma può vantare con due Paesi altamente strategici. Al contempo è tramite il comun denominatore delle relazioni commerciali e degli intrecci legati al ruolo globale, che l’Italia punta ad ottenere corsie preferenziali in settori chiave come le energie rinnovabili, l’agricoltura, il turismo, la farmaceutica

Il Centro e l’offerta politica. Riflessione del post voto marchigiano di Giorgio Merlo

Il voto nelle Marche mostra il fallimento del “campo largo” guidato dal PD, incapace di attrarre il Centro, e la crescita di Forza Italia nel centrodestra, meno radicale rispetto agli alleati. Con un astensionismo elevato e un Centro frammentato (Renzi fermo all’1,9%), l’unica opzione credibile sembra oggi l’iniziativa di Calenda

Da Roma ad Ancona, la stabilità premia. La vittoria nelle Marche secondo Campi

La riconferma del governatore marchigiano uscente Francesco Acquaroli rappresenta una vittoria importante per il centrodestra anche sul piano nazionale, benché fosse abbastanza annunciata. Cresce l’afflato moderato di Forza Italia, mentre il campo largo paga un’offerta politica radicale e poco omogenea. Conversazione con il politologo Alessandro Campi

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