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Con Pomicino finisce quella politica fatta di garbo e Dc. Il ricordo di Stefano Andreotti

Con la morte di Paolo Cirino Pomicino è venuto meno l’ultimo vero democristiano della cosiddetta Prima Repubblica: ha sempre mantenuto questa patente di ‘democristiano’ alla quale non ha mai rinunciato fino all’ultimo. Una vera memoria storica che adesso viene purtroppo meno… Intervista a Stefano Andreotti, già manager Siemens e figlio del sette volte presidente del Consiglio Giulio

Il cretto di Burri sulle riforme? È di argilla. Le pillole liberali di Sterpa su Pareto

Di Alessandro Sterpa

Il doppio referendum non chiude la stagione delle riforme: smentisce piuttosto il mito dell’intangibilità della Costituzione. Fermarsi ora sarebbe un errore. Il voto sulla giustizia non blocca il resto dell’agenda: la maggioranza deve andare avanti, cercando un confronto senza subire veti. Sullo sfondo, la crisi delle élite e il carattere plebiscitario dei referendum: colpiscono i leader, ma non sostituiscono le riforme. L’analisi di Alessandro Sterpa, costituzionalista e professore di diritto pubblico all’Università della Tuscia

Dopo il No al referendum, il Sì alla coalizione progressista. La strada verso il voto secondo Patuanelli (M5S)

La grande partecipazione al voto dà speranza che i cittadini vogliano di nuovo scendere in campo per ciò in cui credono, soprattutto i giovani, spiega Stefano Patuanelli a Formiche.net. La maggioranza non ha mai voluto dialogare sulla riforma, ma così non si vince e gli italiani lo hanno detto chiaramente. Il campo progressista? Lavora già assieme tutti i giorni in Parlamento, presto arriverà il programma. Conversazione con il senatore del Movimento 5 Stelle, già ministro dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole

Referendum, le ragioni più profonde di una sconfitta non annunciata. Il commento di Polillo

Oggi Giorgia Meloni, come in precedenza i leader degli altri partiti, negli anni passati, si trova nella difficile situazione di dover far fronte a un segnale che non può essere sottovalutato. Risalire la china, dopo il referendum sulla giustizia, in vista delle prossime elezioni, dipenderà dalle future scelte politiche, ma soprattutto dalla postura che vorrà dare al partito di cui è leader

Dal rimpasto al governo tecnico, purché Meloni passi all'attacco

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata l’unica della maggioranza a uscire con una dichiarazione. Onore al merito. Ma ciò non risolve il problema. In teoria il governo non è finito. Può rimettersi in sesto con un rimpasto e riassetto coraggioso. L’opinione di Sisci

Il campo largo mobilità di più, ma è presto per dire Palazzo Chigi. Parla Vernetti (YouTrend)

Il referendum sulla giustizia si è trasformato in un test politico, con una netta vittoria del No trainata soprattutto dal Sud, mentre il Sì tiene nelle roccaforti del centrodestra. Il voto ha seguito logiche di schieramento più che di merito e segnala un possibile riequilibrio nei collegi del Centro-Sud a favore del campo largo. Sullo sfondo, il nodo della legge elettorale e le incognite sulle prossime politiche. Colloquio con Alessio Vernetti, sondaggista di YouTrend

Se il referendum rimescola le carte. Tutti i contraccolpi negli schieramenti

Agli italiani la Costituzione piace così com’è. Lo dimostra l’affluenza al voto e la netta prevalenza dei No alla riforma della giustizia del governo. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Oggi si apre la campagna per le politiche (e Meloni rischia). Parla Nicodemo

Il referendum sulla giustizia si trasforma in un passaggio politico di prima grandezza, con quasi 30 milioni di votanti e la vittoria del fronte del No. Per Francesco Nicodemo è un voto che boccia il governo Meloni, intercetta la protesta di un Paese arrabbiato e segna l’ingresso nella campagna per le politiche, con un esecutivo ora più fragile e senza il suo presunto tocco magico

Referendum giustizia, vince l’Italia che c’è. Il commento di Arditti

Oggi ha vinto l’Italia che c’è. Un’Italia forse anche solida, rassicurante, capace di stare in piedi senza scossoni. Ma anche un’Italia che rischia di perdere, giorno dopo giorno, la capacità di immaginare sé stessa diversa.
E questo, più del risultato in sé, è il vero nodo che la politica dovrà sciogliere

Nuovi flussi di gas e Piano Mattei. L'Italia continua a rafforzare le relazioni con l'Algeria

Roma e Algeri vantano già un nesso programmatico assoluto alla voce energia, lo dimostra l’interlocuzione di Eni e Snam con Sonatrach e Sonelgaz su progetti primari, come il corridoio South H2 e il nuovo cavo elettrico sottomarino Algeria-Italia. Il Piano Mattei è sempre più pendolo geopolitico, a maggior ragione in questa fase legata alla crisi iraniana. Il viaggio del premier di mercoledì prossimo servirà per confermare la partnership

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