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Cirino, l’Andreottiano del Regno di Napoli. Il ricordo di Pisicchio

Ci sono politici importanti che verranno ricordati per la loro capacità di visione e altri che eccelsero nel pragmatismo. Pochissimi misero insieme l’una e l’altra attitudine. Cirino Pomicino fu un pragmatico doc, che seppe annusare il tempo e dare risposte coerenti al bisogno della gente. Il ricordo di Pino Pisicchio

Phisikk du role - Il caso Delmastro e la performance di Giorgia Meloni

Torna il solito psicodramma di una irriducibile solitudine della Meloni. Si dice: “lei sa fare il suo mestiere ma non è così con chi le sta attorno”. C’è una verità in questo, ma occorre assumerla fino in fondo. L’opinione di Pino Pisicchio

Il saluto di Bossi, la mappa di Salvini, la panchina di La Russa. Queste le avete viste?

Si è spento a 84 anni il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi, ricordato da Umberto Pizzi con una serie di foto d’archivio. Intanto Salvini fa sopralluoghi nei cantieri e Lorenzo La Russa propone “la panchina Tricolore”. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni

Umberto Bossi e il come eravamo della Lega. Il racconto di D'Anna

“Trasformò protesta in proposta, malumore in politica” così la politica, tutta la politica, acclama lo scomparso leader della Lega Umberto Bossi, riconoscendogli il merito di aver individuato nella “questione settentrionale”, il disagio di un Nord ormai stanco della Dc, e insofferente verso i partiti romanocentrici. Il ricordo di Gianfranco D’Anna

La politica come passione comunitaria. Ippolito ricorda Umberto Bossi

Con la morte di Umberto Bossi si chiude una stagione che ha segnato il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Il “Senatur” ha rotto gli schemi della politica tradizionale, imponendo un modello fondato su leadership carismatica, comunicazione diretta e centralità dei territori. Tra federalismo, critica al centralismo e difesa delle identità locali, la sua eredità resta decisiva per comprendere le trasformazioni del sistema politico italiano e le successive evoluzioni del populismo. Il ricordo di Benedetto Ippolito 

Pace e gas, come sta lavorando il governo in vista del vertice Ue

La tradizionale colazione al Quirinale ha permesso al Capo dello Stato di fare il punto con il governo alla vigilia di un Consiglio europeo quantomai delicato. Non solo la crisi bellica, al centro anche le ripercussioni energetiche con il rischio che i produttori non trovino conveniente vendere ai Paesi membri dell’Ue

Meno Trump, più Ue. La linea (giusta) di Meloni sull'Iran. Parla Diletti

La guerra in Iran rappresenta, secondo il politologo Mattia Diletti, un conflitto contrario agli interessi nazionali ed europei, destinato a produrre instabilità politica ed economica. L’esperto invoca un rapido ritorno alla diplomazia e sollecita l’Unione europea ad assumere un ruolo più coraggioso e integrato sul piano della difesa e della politica estera. In questo contesto, l’Italia rischia ricadute significative mentre la leadership occidentale, da Washington a Bruxelles, è chiamata a scelte strategiche che potrebbero segnare un vero punto di svolta

Magistrati per il sì, una riforma per rafforzare la giustizia. Scrive Bertolini

Di Isabella Bertolini

La riforma non nasce contro qualcuno, ma per qualcosa. Per rafforzare la terzietà del giudice, chiarire i ruoli e ricostruire la fiducia dei cittadini nella giustizia. L’intervento di Isabella Bertolini, consigliere laico al Consiglio Superiore della Magistratura e curatrice dell’instant book “Magistrati per il Sì”

Meloni da Fedez, non solo un'operazione pop. L'analisi di Carone

Meloni non va da Fedez per cambiare pelle. Va da Fedez per estendere il raggio del suo messaggio in una fase in cui il problema centrale non è solo convincere, ma farsi ascoltare. È una differenza decisiva. Perché nelle campagne contemporanee, soprattutto quelle a rischio disaffezione, la prima battaglia non è quella dell’argomento: è quella dell’attenzione. L’analisi di Martina Carone

Diplomazia prudente, più autonomia e Golden Power. Cosa chiedono gli italiani secondo Swg

Il sondaggio Swg evidenzia un calo del gradimento degli italiani sulla politica estera del governo, pur riconoscendo alla premier abilità e coerenza. Cresce la richiesta di maggiore coraggio e di un posizionamento più vicino all’Unione europea e meno dipendente dagli Stati Uniti. Parallelamente, il Golden Power raccoglie un ampio consenso trasversale, visto come strumento essenziale per difendere occupazione, tecnologie e sovranità economica. In un contesto geopolitico incerto, l’opinione pubblica appare orientata a coniugare apertura internazionale e tutela degli asset strategici nazionali 

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