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Chi sono i “pessimi maestri”, testimonial referendari. Il ritratto liberale di Sterpa

Di Alessandro Sterpa

Per alcuni la battaglia referendaria non è fatta di milioni di persone che si informano e decidono, ma dall’uso di testimonial ossia di figure tanto lontane dal tema della organizzazione della giustizia quanto popolari e ritenute in grado di influenzare il voto: pessimi maestri. In genere nati tra il 1950 e il 1960. L’eterogenesi dei fini: prima in piazza per il cambiamento, ora fiancheggiatori della conservazione. E se il referendum ci regalasse, come nel 1974 e nel 1981, il ritratto di un Paese più libero di quello che una parte della sua élite si ostina a ritenere e a cui farebbe comodo che fosse così? L’opinione di Alessandro Sterpa, costituzionalista e professore dell’Università della Tuscia

Kabul, incubo mai superato. La riflessione di Arditti

Le parole di Trump sull’Afghanistan riaprono le frizioni nella Nato, tra messaggi per il pubblico interno e parziali correzioni diplomatiche. L’Italia respinge la lettura che sminuisce il ruolo degli alleati e, con Giorgia Meloni, difende il sacrificio dei militari italiani. Sullo sfondo resta il fallimento del ritiro del 2021 e la necessità di rilanciare la coesione dell’Alleanza con maggiore realismo. L’analisi di Roberto Arditti 

Creatività o sottomissione? Il nuovo paradigma del lavoro letto da Polillo

Il libro di Massagli e Sacconi analizza l’IA come rottura definitiva del modello fordista. Contrastarla è inutile: va governata per liberare creatività e sviluppo. Italia ed Europa, ancora legate al passato, devono riformare lavoro, welfare e regole sociali per non restare indietro. La recensione di Gianfranco Polillo 

Phisikk du role - Vannacci, il generale all’attacco. Le geografie politiche neotolemaiche di oggi

Casa Pound ottiene una sala della Camera, suscitando polemiche. Dietro c’è la spinta di Vannacci per creare un’area sovranista alternativa, che potrebbe frammentare la Lega e rafforzare Fratelli d’Italia, scuotendo il centrodestra senza cambiare il quadro generale. La rubrica di Pino Pisicchio 

Ricerca e geopolitica. L'intesa con Berlino e la visione di Bernini tra università e sicurezza

I ministri Bernini e Bär firmano a Roma una Dichiarazione per rafforzare la cooperazione scientifica Italia-Germania. Obiettivi: infrastrutture di ricerca, mobilità accademica e Piano d’azione entro settembre 2026. La ricerca diventa leva strategica per innovazione, stabilità e sicurezza, anche in Artico. L’accordo consolida reti, partnership industriali e internazionalizzazione del sistema accademico

Il Sì è in vantaggio, ma gli indecisi saranno determinanti. Parla Cianfanelli (YouTrend)

Il Sì alla riforma della giustizia resta stabilmente in vantaggio nei sondaggi, con un consenso che va oltre i confini dei partiti. Il voto segue linee politiche nette, ma gli elettori rivendicano motivazioni soprattutto tecniche. Affluenza stimata alta e partita finale tutta da giocare su indecisi e mobilitazione. L’analisi del sondaggista di YouTrend, Francesco Cianfanelli

Il selfie di Meloni e Takaichi, la sigaretta di Renzi, il casco di Salvini. Queste le avete viste?

Selfie stile manga per Meloni e la premier giapponese, mentre il leader di Italia Viva si accende una sigaretta in solidarietà con il popolo iraniano. E Salvini armato di caschetto presidia i cantieri romani del Pnrr. Ecco le foto politiche delle ultime due settimane

Difesa, industria e geopolitica, tutti gli accordi tra Italia e Germania

In qualità di membri fondatori dell’Unione Europea e Alleati della Nato, Italia e Germania condividono una responsabilità comune per la libertà, la pace e la sicurezza in Europa, anche alla luce delle crescenti sfide e minacce globali che mettono a repentaglio la stabilità e la pace duratura nel continente europeo. Questa la premessa che racconta una dichiarazione di intenti caratterizzata dal fortissimo tratto geopolitico e aderente a tematiche strategiche come sicurezza, difesa e resilienza

L’Italia e il Board di Gaza. Il precedente della Mfo raccontato da Caffio

Qualcosa non torna nello Statuto del Board of Peace (BoP) a cominciare dal suo carattere di organizzazione internazionale con funzioni globali, nonostante l’approvazione ricevuta dal Consiglio di sicurezza sia legata alla crisi di Gaza. Più che legittime le perplessità italiane. Eppure, per certi versi il Board ripete la vicenda della creazione della Multinational Force and Observers (Mfo), operante con successo in Sinai dal 1982, unica Forza di peace-keeping svincolata dall’Onu, con cui noi collaboriamo dall’inizio

Il lodo Bettini, ovvero quando la politica scompare. La versione di Merlo

Le proposte o le riforme, secondo il singolare “lodo Bettini”, non si giudicano dal merito ma solo e soltanto dal tasso di simpatia e di disprezzo che si nutre nei confronti di chi le propone. E se si detesta o si odia il proponente anche il miglior progetto politico, legislativo e di governo va battuto e respinto pregiudizialmente

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