Più che una svolta di contenuto, l’annunciata accelerazione sul nuovo decreto Sicurezza appare come un segnale di attivazione politica: la necessità di mostrare che qualcosa si muove, che il tema non è solo presidiato simbolicamente ma anche tradotto in iniziativa di governo. Una dinamica già vista in passato, con provvedimenti (come il decreto Rave) che hanno avuto un forte impatto comunicativo, ma risultati operativi limitati. L’analisi di Martina Carone
Politica
Gli antagonisti sono una nuova versione del terrorismo anni ’70? L'opinione di Cazzola
A tutte le forze politiche e sindacati di opposizione che hanno condannato quegli eventi va posta una domanda: ormai è assolutamente prevedibile che, in coda alle pacifiche manifestazioni, avranno luogo devastazioni, guerriglia urbana, assalti preordinati. Fino a che punto allora è consentito prendere le distanze, condannare le violenze a posteriori, come se ci fosse da stupirsi perché le cose sono andate esattamente come era previsto?
La sinistra e gli scontri di Torino, troppo poco e troppo tardi
Oggi le parole di Schlein e Lo Russo sono condivisibili. Ma arrivano tardi. Serviva coraggio prima, per rompere con un passato di connivenze silenziose. Solo così la sinistra può credibilmente difendere la democrazia, senza ipocrisie. Altrimenti, rischia di apparire opportunista: condanna quando la violenza esplode, ma tace quando fermenta
Scontri di Torino, la condanna trasversale di politica e istituzioni
Più di cento gli agenti feriti, decine i manifestanti che hanno avuto bisogno di cure. La manifestazione di ieri a Torino contro lo sgombero della sede di Askatasuna, avvenuta il 18 dicembre scorso, è degenerata in serata con scontri tra forze dell’ordine e le frange violente presenti durante il corteo. Queste azioni “non sono dissenso né protesta: sono aggressioni violente con l’obiettivo di colpire lo Stato e chi lo rappresenta”, ha detto la premier Giorgia Meloni
Phisikk du role - Fenomenologia del Centro, tra correnti, tentativi e un futuro tutto da scrivere
Vorrei chiedere alla Direttora di Formiche.net di riservare nel prossimo tempo che andrà da adesso alle prossime elezioni politiche, un osservatorio temporaneo sui movimenti interni all’area del Centro. Di quel Centro che si snoda dal bandolo morbido della Destra a quello, altrettanto soffice, della Sinistra. La rubrica di Pino Pisicchio
Legge sulle Lobby, un bilancio chiaroscuro. Parla Velardi
Primo via libera della Camera dei deputati alla proposta di legge che regola l’attività di lobbying, ora tocca al Senato. Secondo Claudio Velardi, “è un bilancio in chiaroscuro”. È un bene che la legge ci sia, “ma va orientata molto di più su principi liberali. Così com’è, rischia di regolare troppo e male, invece di accompagnare un’attività che esiste e continuerà a esistere”. Conversazione con il direttore del Riformista
La visita di Mattarella, il quadro di Calenda, la spilla di Fratoianni. Queste le avete viste?
Sembra quasi un fotomontaggio quello di Mattarella in visita negli Emirati Arabi Uniti, mentre Calenda si fa prendere dall’ispirazione davanti all’Ultima Cena. Mentre Fratoianni indossa la spilla “ICE OUT” a un convegno sullo stato dell’informazione. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni
Evitiamo narrazioni fuorvianti su Ice. Antinori spiega il suo raggio d'azione a Milano-Cortina
La presenza dell’Ice nel dispositivo di sicurezza di Milano-Cortina diventa il pretesto di una polemica politica che rischia di deformare la realtà operativa. Arije Antinori ricostruisce ruolo e funzioni dell’agenzia americana, ridimensionando allarmismi e narrazioni propagandistiche, e richiama l’attenzione sui rischi di strumentalizzazione del dissenso e sulle dinamiche di infiltrazione nei movimenti antagonisti e anti-sistema in un contesto geopolitico ad alta tensione
L'Ue e Trump? Possono comunicare tramite Meloni. Garantisce Metsola
La giornata nella Capitale è iniziata con l’incontro con Papa Leone XIV, con il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, con il presidente del Senato Ignazio Larussa e con quello della Camera Lorenzo Fontana, tutte interlocuzioni in cui il numero uno dell’eurocamera ha caratterizzato le sue riflessioni con un riferimento preciso al sentimento europeo
L'obbedienza è il valore perduto dell'Occidente. Ippolito spiega perché
La crisi dell’Occidente affonda nella perdita dell’obbedienza come virtù fondante: rifiutata in nome dell’individualismo, ha spezzato il legame con verità, autorità e ordine naturale. Da Donoso Cortés a Pio XII, la tradizione indica nell’obbedienza il rimedio alla deriva moderna. L’analisi di Benedetto Ippolito
















