Al 2026 Africa ceo Forum a Kigali, tenutosi sotto il tema “Scale or Fail”, l’Italia si è presentata come un sistema nazionale integrato nel quadro del Piano Mattei, concentrandosi su partnership a lungo termine tra energia, infrastrutture, produzione, finanza e innovazione. In questa intervista, Fabrizio Lobasso – ex ambasciatore italiano in Sudan e capo della delegazione italiana a Kigali – spiega perché l’Africa dovrebbe essere vista non semplicemente come un mercato, ma come un partner strategico per le traiettorie di crescita condivise
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Hormuz, tutti i dilemmi di Trump. Il punto di Castellaneta
Il vero punto della questione, e che sta probabilmente disturbando il sonno dell’inquilino della Casa Bianca, è come uscire da questo cul de sac dichiarandosi vincitore. È evidente che il Presidente non può permettersi di perdere la faccia, soprattutto nei confronti di un’opinione pubblica interna che approva sempre meno il suo operato, mentre le elezioni di mid-term continuano ad avvicinarsi. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta
L’Ue potrà anche reagire contro il Dragone e il suo sistema di mercato distorto e malsano. Ma Pechino potrà sempre indurre le imprese europee che si riforniscono di prodotti cinesi a tentare di aggirare le regole di Bruxelles. Ecco come e perché
Molte di queste aziende operano in settori strategici per il Paese e rischiano di finire in mani estere. La mancanza di alternative nei passaggi generazionali è un vuoto che il golden power difficilmente riesce a intercettare, perché interviene troppo tardi e su soglie troppo alte. La riflessione di Mario Caligiuri presidente della Società italiana di intelligence e direttore del master in Intelligence (Università della Calabria)
L’ansia occidentale per i minerali viene di solito inquadrata come un problema di accesso alle materie prime: troppa dipendenza da geografie instabili, troppo rischio geopolitico, troppa Cina. L’analisi di Maddalena Procopio, senior policy fellow nel programma Africa presso European council on foreign relations
Non solo shopping, la multa a Temu e la strategia Ue sulla Cina
La multa milionaria comminata al colosso della moda cinese, reo di danneggiare l’ambiente, vendere prodotti illegali e distruggere l’industria del fashion, è solo l’ultima plastica dimostrazione di come in Europa non sia più tempo di porgere l’altra guancia a Pechino
Varsavia vuole diventare la nuova potenza militare europea. Ecco come
Investimenti record, nuovi sistemi d’arma occidentali e un piano per portare le forze armate a 500 mila uomini. Ecco come la Polonia punta a diventare la principale potenza terrestre europea della Nato entro il 2030

Il nuovo Khamenei non è un moderato, e il discorso dell'Hajj ne è la prova
La nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha rivendicato nel discorso dell’hajj la piena continuità con il regime teocratico del 1979 e la fine di Israele entro il 2040, mentre l’incertezza domina i negoziati con Washington. Un testo che i leader politici occidentali farebbero bene a leggere con attenzione
Il monito di Panetta: non basta comprare la dinamo. L'analisi di Cerra
Il deficit europeo, prima ancora che di idee, è di esecuzione. Panetta ha consegnato la diagnosi e ha posto l’esecuzione a misura della credibilità di un’Europa che annuncia molto e conclude poco. Il commento di Rosario Cerra, fondatore del Centro economia digitale
La mossa geniale di Prevost che parla alla Silicon Valley ma scommette sull’uomo. Parla padre Larrey
Stiamo costruendo un mondo che ci fa bene? La riflessione di Monti
La salute mentale emerge come una delle grandi sfide del nostro tempo. I dati pubblicati su The Lancet, basati sul Global Burden of Disease Study, mostrano un aumento del 95% dei casi prevalenti tra il 1990 e il 2023, con circa il 14% della popolazione mondiale interessata da un disturbo mentale. Numeri che impongono una riflessione non solo sanitaria, ma anche sociale e culturale: dal peso dell’urbanizzazione agli effetti della pandemia, fino al ruolo che la fruizione culturale potrebbe svolgere come strumento di prevenzione e promozione del benessere collettivo. La riflessione di Stefano Monti
Codice, cloud, satelliti: la dimensione strategica della difesa che l'Europa non dovrebbe esternalizzare
Con l’Europa che si riarma, la vera vulnerabilità non riguarda carri armati o missili, quanto più i software e le reti che li gestiscono. L’Unione Europea può anche importare armi, ma non può permettersi di esternalizzare sistemi digitali che costituiscono il presupposto stesso del potere militare moderno
Se i valori di libertà e democrazia sono universali, devono valere per tutti, indipendentemente da chi è il carnefice. Non si può invocare la dignità umana per i palestinesi oppressi dal governo israeliano e tacere sulla stessa dignità calpestata dagli ayatollah, ai danni di giovani laici, donne, minoranze, senza incorrere in una contraddizione che ha un nome: ipocrisia. La riflessione di Alberto Pagani
La crisi dello Stretto di Hormuz ha mostrato quanto le rotte energetiche globali restino esposte alla pressione geopolitica. La riduzione dei transiti e il ricorso a corridoi terrestri, ferroviari e portuali alternativi indicano che l’intermodalità non è più solo efficienza, ma resilienza
Aumentano coloro che non si presentano in cabina elettorale. È successo anche in occasione delle recenti elezioni amministrative. Si paga una disaffezione verso la politica che fatica essere decisiva sulle questioni fondamentali del presente. Una marcata assenza a partire dall’intelligenza artificiale affrontata solo da Papa Leone nella sua ultima enciclica ai ritardi dell’Europa a risolvere lo shock energetico. L’opinione di Maurizio Guandalini
Michele Mariotti e l'orchestra sinfonica della Rai. Il ritratto di Girelli
Artista affermato, estraneo a qualunque atteggiamento da divo. Ovvero calato nella sua autenticità quando, negli spazi consentiti dai suoi impegni, passeggia per le vie di Pesaro con maglietta e jeans, fermandosi al bar a fare due chiacchiere con amici e conoscenti. Il ritratto di Giorgio Girelli, presidente emerito del Conservatorio Rossini
Quando sorridi sorge il sole. Happy Birthday, Marilyn!
Il lampeggiare inatteso e meravigliato dello sguardo, il riso spontaneo, la camminata naturalmente erotica: divenne diva senza accorgersene. Il 1° giugno 1926 nasceva Norma Jeane Mortenson, che prenderà sul set il nome di Marilyn Monroe
Legge elettorale, perché le preferenze non sono da santificare. La riflessione di Merlo
Le preferenze non sono lo strumento migliore per garantire più partecipazione, più trasparenza – soprattutto sui costi delle campagne elettorali – e, in ultima istanza, più credibilità per la scelta della futura rappresentanza parlamentare. È bene pensarci bene prima di lanciarsi in sentenze definitive ed inappellabili. La riflessione di Giorgio Merlo
Hormuz e la fine dell'accesso garantito. Ecco la nuova posta in gioco
La vera questione non è più se lo Stretto resterà aperto, ma chi avrà il potere di condizionare l’accesso a una delle arterie strategiche dell’economia mondiale. L’analisi di Marco Vicenzino
Al meeting Digital Renaissance promosso a Firenze dalla fondazione New Direction, la parola d’ordine è data center: ovvero come abilitare nuove tecnologie e servizi innovativi per cittadini, imprese e turisti. Ecco chi c’era e cosa si è detto
Venezuela, l’opposizione apre ai negoziati con il regime. La proposta di Machado
Dopo decine di tentativi falliti, la leader dell’opposizione venezuelana, e Premio Nobel per la Pace 2025, Maria Corina Machado, ha confermato di essere disposta a sedersi a un tavolo con i rappresentanti della dittatura chavista. “Il proposito centrale di questa negoziazione – ha specificato – sarà svolgere elezioni presidenziali libere, trasparenti e sovrane”
Non solo Venezuela. Gli affari cinesi di Zapatero
Nuova indagine in Spagna. Un’impresa cinese avrebbe usato l’ex presidente spagnolo per ricevere un compenso, del settore petrolifero, dal regime venezuelano. L’azienda voleva raccogliere informazioni su governi e società private e pubbliche sulle materie prime
Il prezzo di Hormuz e quello della Cina. L'Europa letta da Panetta
Il governatore di Bankitalia, alle sue terze Considerazioni finali, detta un’agenda che è un po’ un vademecum di sopravvivenza. Inimmaginabile una vera Europa senza un titolo di debito comune, la transizione energetica non può essere messa in discussione. La Cina distorce il mercato ma il vero problema rimane Hormuz. L’IA è una grande leva per la crescita ma va governata e non subita. E attenzione a nuove strette sui tassi
Il ritratto di Vannacci, la Ferrari di Mattarella, il cantiere di De Luca. Queste le avete viste?
Il fondatore di Futuro Nazionale posa con un suo ritratto, mentre il Presidente della Repubblica vede in anteprima la nuova Ferrari Luce. Mentre il di nuovo, per la quinta volta, sindaco di Salerno fa una serie di sopralluoghi ai cantieri della città. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni
Il convoglio che non c'era. Mosca, Tartus e le tecniche di occultamento navale
Un convoglio di tre navi russe sanzionate e una fregata di scorta ha raggiunto la base navale di Tartus l’11 maggio, dopo un viaggio all’insegna del depistaggio. L’episodio conferma la centralità di Tartus nella proiezione mediterranea di Mosca anche dopo il collasso del governo Assad
Tutte le perplessità sui negoziati Usa-Iran. L'analisi di D'Anna
Abbiamo le basi per un accordo sostiene la Casa Bianca “tutto dipende da cosa vuole fare il Presidente”. In linea di massima l’accordo prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e l’impegno da parte dell’Iran a ridurre alcune attività nucleari. Molte e non tutte positive le reazioni a Washington, L’analisi di Gianfranco D’Anna
Il nuovo gioiello della Silicon Valley. Anthropic supera OpenAI e vale quasi 1.000 miliardi
Dopo l’ultimo round di finanziamenti, la startup di Dario Amodei raggiunge un valore di 965 miliardi, superando quella di Sam Altman ferma a 852 miliardi. Molto lo deve a Claude, che ha trainato la crescita negli ultimi mesi. Ma anche alla sua credibilità. Ora entrambe puntano a quotarsi in Borsa
Iran, perché Washington rischia di negoziare con il potere sbagliato. Scrive Teti
La crisi iraniana non riguarda più soltanto il nucleare. Dopo la scomparsa di Khamenei, il vero nodo strategico è capire chi comandi davvero a Teheran: il governo formale, la Guida suprema o l’apparato militare-ideologico dei Pasdaran. Il commento di Antonio Teti, esperto di intelligence, cybersecurity e intelligenza artificiale, docente dell’Università G. d’Annunzio
La Cina aggiorna la sorveglianza di massa. Ora l’occhio dello Stato usa l’IA
Secondo il Financial Times, Pechino sta integrando Intelligenza Artificiale, modelli linguistici e chip più potenti nella rete di videosorveglianza già più estesa al mondo. L’obiettivo? Rendere più efficiente la sicurezza pubblica. Il risultato? Una capacità più rapida e automatizzata di leggere comportamenti, folla e movimenti urbani




































































