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L’obiettivo minimo del summit Ue-Cina, che inizia domani e prosegue venerdì, è evitare lo scenario Anchorage. Lo sostengono gli analisti del Merics, il più grande centro studi europeo focalizzato sulla Cina.

“Il dialogo per l’amore del dialogo”, l’ha definito Abigaël Vasselier, a capo del programma politica estera, durante un incontro con i giornalisti alla vigilia dell’incontro. Un obiettivo “importante per l’Europa”, come insegna il gelo seguito all’incontro di alto livello tra Stati Uniti e Cina di Anchorage, in Alaska, a inizio 2021, primo dall’insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. “È necessario evitare di tagliare i canali di comunicazione con la Cina”, spiega l’esperta sottolineando l’importanza di comprendere i limiti dell’altro e in particolare, da parte europea, di rassicurare la Cina in vista delle prossime elezioni nell’Unione europea e negli Stati Uniti sulla coerenza strategica.

Le aspettative per il primo vertice Ue-Cina dal 2019 non sono molto alte per Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, e Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, attesi oggi a Pechino e con in agenda per giovedì l’incontro con il presidente cinese Xi Jinping.

Tante le richieste dei leader europei: che Pechino impedisca alle aziende cinesi di aiutare la Russia a importare beni dual use aggirando le sanzioni e che inizi a fare i conti con l’enorme deficit commerciale (raddoppiato in due anni) consolidato da restrizioni cinesi sulle importazioni e da sussidi per le sue esportazioni chiave. Difficile che non si parli anche dell’oleodotto danneggiato visto che secondo due Stati membri, Finlandia ed Estonia, è difficile credere che il sabotaggio sia stato accidentale o che sia avvenuto all’insaputa di Pechino. Un evento che potrebbe rappresentare un nuovo livello del confronto tra Unione europea e Cina.

L’obiettivo cinese è evitare il de-risking europeo. Come farlo? Ristabilendo la fiducia reciproca, è la risposta di Pechino che allo stesso tempo tenta di impedire un ulteriore consolidamento dell’asse transatlantico. Ma, come emerso durante il briefing del Merics e in particolare dall’analista Grzegorz Stec, le parole non bastano all’Unione europea.

La Cina potrebbe essere propensa a un approccio più morbido viste le difficoltà interne – economiche e politiche. Tuttavia, le stesse potrebbero anche spingere a investire più risorse nei settori strategici e l’incremento della domanda interna potrebbe tradursi in una nuova spinta alle esportazioni, come ha spiegato François Chimits, analista del Merics.

Per questo, il summit potrebbe seguire lo schema del recente incontro tra Biden e Xi: aspettative basse in attesa del 2024.

Evitare lo scenario Anchorage. Il summit Ue-Cina secondo il Merics

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