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Alla Scuola di formazione dell’intelligence spetta il compito “di curare l’addestramento operativo” dei funzionari ma “prima ancora la formazione a 360 gradi perché ormai è a 360 gradi che si presenta la minaccia alla nostra sicurezza nazionale, dal terrorismo internazionale alla criminalità organizzata, alla minaccia ibrida, dalla proliferazione al cyber”. Lo ha dichiarato il sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, intervenendo, alla presenza del Presidente Sergio Mattarella, all’inaugurazione dell’anno accademico della scuola presso la sede unitaria di Piazza Dante. “La sua presenza ci richiama ai valori della nostra Costituzione che siamo chiamati a proteggere ed alla missione di tutelare la sicurezza nazionale nella sua accezione più ampia e articolata: non solo prevenzione della minaccia ma anche promozione dell’interesse nazionale”, ha dichiarato Elisabetta Belloni, direttrice generale del Dis, la struttura della presidenza del Consiglio dei ministri che coordina le attività delle agenzie d’intelligence.

“In un contesto dominato dai sociale e con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, la laboriosa ricerca del vero si impone come esigenza non solo esistenziale ma anche sociale e politica”, ha aggiunto Mantovano intervenendo dopo la lectio del professor Giulio Maira sull’intelligenza artificiale. Questa, ha spiegato il sottosegretario, è “una forza trasformativa simile ai cambiamenti innescati durante il Rinascimento e il potenziale per riformulare profondamente il nostro modo di vivere, lavorare e interagire”. L’introduzione del suo discorso è stata una sintesi di un esperimento, un elaborato commissionato all’intelligenza artificiale a disposizione dell’intelligence, come ha raccontato lo stesso sottosegretario. Un risultato notevole, come ha riconosciuto. Ma non mancano le sfide di questa tecnologia. “Formare coscienze capaci di capire è un modo per declinare un approccio antropocentrico”, ha aggiunto. “Un approccio essenziale per trarre dalle nuove tecnologie e quindi dall’intelligenza artificiale il massimo beneficio contenendo al minimo i rischi che esse pongono alla sicurezza di tutti noi”, ha osservato.

Nel suo intervento il sottosegretario Mantovano ha ricordato le caratteristiche dell’operatore dell’intelligence. In particolare quelle “comprovate doti di riservatezza” citate anche nell’avviso di ricerca diffuso nei giorni scorsi. “Il nostro modus operandi è riservato, si svolge nell’ombra e dovrebbe sempre sfuggire dalla ricerca di visibilità o da logiche di ritorno”, ha spiegato l’ambasciatrice Belloni, la cui struttura ha recentemente ha stipulato due protocolli con i ministeri dell’Istruzione e dell’Università.

La cerimonia odierna è stata la prima uscita pubblica per Bruno Valensise (qui il ritratto di Formiche.net), da oggi direttore dell’Aisi. Il sottosegretario Mantovano ha ringraziato il precedessore Mario Parente che “ha concluso una carriera prestigiosa al servizio della nazione” guidando l’agenzia interna negli ultimi 8 anni e ha rivolto il “più affettuoso in bocca al lupo” al suo successore. Presenti anche il generale Giovanni Caravelli, direttore dell’Aise, e Maura Taschler, direttrice della Scuola di formazione.

Il discorso di Mantovano con l'IA e l'importanza della formazione nell'intelligence

Davanti a terrorismo internazionale, criminalità organizzata, minaccia ibrida, proliferazione e cyber la Scuola ha un ruolo ancor più centrale, ha spiegato il sottosegretario inaugurando l’anno accademico alla presenza del presidente Matarella. Belloni (Dis): siglati due protocolli con i ministeri dell’Istruzione e dell’Università. Prima uscita pubblica per Valensise direttore dell’Aisi

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