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La US Space Force vuole un “telefono rosso” con Pechino, esattamente come quella nata tra Washington e Mosca dopo la Crisi dei Missili Cubani. E i motivi sembrano essere pressoché gli stessi.

“Dobbiamo ottenere il consenso dei nostri alleati e partner, ma è anche importante avere una comprensione condivisa con i potenziali avversari, in modo che non ci siano errori di calcolo… Questo è il valore della hotline, perché le norme internazionali non sono ancora ben stabilite, nonostante gli sforzi degli Stati Uniti per assumere un ruolo di leadership in questo settore”. Come riportato da DefenseOne, con queste parole il generale Anthony Mastalir, comandante delle forze spaziali statunitensi nell’Indo-Pacifico, ha commentato all’Air & Space Forces Association Warfare Symposium, la necessità di stabilire una linea di comunicazione diretta con Pechino per prevenire l’emergere di crisi nello spazio. Una necessità emersa alla luce del proliferare delle capacità anti-satellite cinesi, e della sfida che esse rappresentano per gli Stati Uniti.

Soprattutto considerando come, rispetto alle norme nei domini marittimo e aereo, le regole di ingaggio nello spazio rimangano piuttosto “immature”, come lo stesso Mastalir ha dichiarato. “Quando si pensa a un atto ostile o a una dimostrazione di intenti ostili nello spazio, cosa si intende? E tutte le nazioni hanno una visione condivisa di simili atti?”

Le armi antisatellite in orbita (comunemente note come Asat) della Cina rappresentano una fonte di grande preoccupazione per gli Stati Uniti; così come lo sono anche le capacità di disturbo e i sistemi ad energia diretta che la Cina sta costruendo. “Ciò che mi preoccupa maggiormente sono le capacità da cui dipendono le capacità di joint combined warfare nell’area dell’Indo-Pacifico, e molte di queste sono messe a rischio dalle capacità di energia diretta che la Cina sta costruendo, non solo per ‘abbagliare’, ma per essere distruttive” ha dichiarato il militare americano.

Nella memoria delle forze armate americane è ancora nitido il ricordo di quanto, nel 2007, la Repubblica Popolare decise di distruggere uno dei suoi stessi satelliti.

I leader militari statunitensi e cinesi hanno recentemente ripristinato le comunicazioni, dopo che la Cina le aveva interrotte nel 2022 a seguito della significativa visita condotta dall’allora presidente della Camera Nancy Pelosi sull’isola di Taiwan. Tuttavia, una linea diretta per le operazioni spaziali rappresenterebbe un nuovo e più canale di comunicazione tra funzionari cinesi e americani. Anche se non è la prima volta che una proposta simile viene mossa: già in passato infatti la US Space Force aveva sottolineato quanto fosse importante istituire una “red line” che tenesse in continuo contatto Washington con Pechino e Mosca, per evitare che si verificassero incidenti di sorta nell’orbita terrestre ed extraterrestre.

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