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Lockheed Martin si è aggiudicata un contratto del valore di 524 milioni di dollari per il supporto ai caccia di quinta generazione F-35 italiani. A darne notizia un comunicato del dipartimento della Difesa americano, che ha registrato la modifica che aumenta il massimale per l’approvvigionamento di materiali, parti, componenti e sforzi a lungo termine per la produzione di sette velivoli F-35A e due F-35B del lotto 15 e sette F-35A e due F-35B del lotto 16 destinati alle Forze armate del nostro Paese. Il lavoro sarà svolto principalmente negli Stati Uniti, ma vedrà la partecipazione anche del sito produttivo italiano di Cameri, in Piemonte, dove si trova una delle uniche due Faco al di fuori degli Usa (l’altro è in Giappone) e si prevede che sarà completato nel giugno 2025. L’Italia ha fino ad oggi ordinato sessanta caccia a decollo e atterraggio convenzionale F-35A e trenta nella variante a decollo corto e atterraggio verticale F-35B. Finora sono stati consegnati una ventina di aerei.

L’accordo con il Pentagono

A luglio, inoltre, il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha raggiunto un accordo con Lockheed Martin per la costruzione di ulteriori 375 caccia F-35 per un periodo di tre anni. L’accordo è un punto di partenza per la definizione dei prezzi e l’assegnazione vera e propria del contratto, che probabilmente avverrà nei prossimi mesi. Il suo valore finale è ancora incerto, ma dovrebbe essere di circa trenta miliardi di dollari. Secondo il Pentagono, la quantità finale di velivoli potrebbe cambiare in base a eventuali “aggiustamenti apportati dal Congresso degli Stati Uniti nel bilancio 2023 e a eventuali ordini richiesti dai partner internazionali”. Un precedente acquisto in blocco su base triennale da parte del Pentagono, firmato nel 2019, aveva riguardato 478 caccia, consentendo alla Lockheed di ridurre i costi di circa l’8%.

Il successo europeo degli F-35

In Europa, tra l’altro, sono anche aumentati i Paesi che hanno scelto di affidare la propria difesa aerea agli F-35, con la decisione di Germania, Finlandia, Svizzera e Grecia di aderire al programma del Joint Strike Fighter, attestando F-35 quale miglior caccia a livello di vendite, in particolare in Europa. La Confederazione elvetica prevede l’acquisto di 36 velivoli di quinta generazione, tutti in versione A, mentre Helsinki ha ordinato 64 velivoli. A luglio, invece, il primo ministro ellenico, Kyriakos Mitsotakis, ha inviato una richiesta ufficiale agli Stati Uniti per l’acquisto di venti caccia della Lockheed Martin. Infine, per Berlino l’obiettivo è sostituire i Tornado della sua aviazione entro il 2030, garantendo la continuazione della capacità di Nuclear sharing, la “condivisione nucleare” tra Paesi della Nato. L’anno scorso, inoltre, è stato consegnato il primo caccia alla Danimarca e l’Aeronautica militare olandese è diventata ufficialmente la nona nazione al mondo a dichiarare operativa la propria flotta di caccia.

L’attenzione dell’Italia

Le adesioni europee all’F-35 sono un segnale positivo anche per l’industria del nostro Paese, che ha a Cameri, in Piemonte, uno dei due soli stabilimenti di assemblaggio e verifica finale del programma dell’F-35, le Final Assembly and Check-Out (Faco), fuori dagli Stati Uniti (l’altra è in Giappone), e l’unico in Europa. Qui già vengono assemblati i velivoli destinati all’Olanda, e a marzo anche la Svizzera ha deciso di far assemblare i suoi F-35A presso lo stabilimento piemontese. Di recente, poi, un F-35A norvegese è arrivato in Italia per effettuare alcune misure di manutenzione, riparazione, revisione e aggiornamento (Mrou). L’ulteriore adesione dei Paesi europei al progetto potrebbe rappresentare per le industrie del nostro Paese un ulteriore momento di partecipazione, dal momento che già si trovano in una posizione privilegiata per inserirsi nella linea di produzione dei caccia destinati alle nazioni del Vecchio continente.

Supporto agli F-35 italiani. Nuovo accordo con Lockheed Martin

Il Pentagono annuncia l’accordo con Lockheed Martin per l’aumento del massimale per l’approvvigionamento di materiali, parti e componenti per la produzione degli F-35 italiani. Nel nuovo accordo prevista anche la partecipazione del sito produttivo italiano di Cameri

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