Skip to main content

Se da un lato l’Ue e gli Stati Uniti guardano all’Africa come fonte per aiutare la differenziazione europea dalla dipendenza dalle fonti energetiche russe – come dimostra il viaggio del presidente del Consiglio, Mario Draghi, e del ministro Luigi Di Maio ad Algeri, per conto tanto di Roma quanto di Bruxelles – dall’altro si materializza la necessità di affrontare fenomeni di instabilità a potenziale ricaduta regionale. Su tutti, la massima attenzione riguarda ciò che sta accadendo in Tunisia e in Libia.

Semplificando, i due Paesi si trovano ad affrontare la fase più critica di questi ultimi, complicati, 12 mesi. A Tunisi, la decisione del presidente Kais Saied di sciogliere il parlamento sembra una stretta autoritaria che tendenzialmente può aprire a scenari di protesta e disordini, le cui ricadute potrebbero essere ben più ampie rispetto alle semplici dinamiche dirette del Paese. In Libia, il governo di Abdelhamid Dabaiba è stato sfiduciato dal parlamento, che a sua volta ha affidato l’incarico a Fathi Bashaga (conseguentemente a un accordo tra le varie anime del Paese), ma il premier uscente si rifiuta di lasciare l’ufficio: inutile ricordare che situazioni del genere hanno già portato a derive armate, che hanno coinvolto attori esterni in scontri per procura.

Senza affrontare queste situazioni diventa difficile approcciarsi alla regione, dove – spiegano con discrezione i nordafricani – è impossibile non pensare a “policy ampie”, ossia a un “framework” che affronti nel completo tutti i dossier. Senza stabilità tutto il resto assume valore relativo. “L’amministrazione [Biden] finora ha rifiutato di assumere un ruolo di leadership visibile [e ha tralasciato il] tentativo di mediare due delle peggiori crisi del Nord Africa”, sostiene James Cafarnao della Heritage Foundation (mai tenero con le politiche scelte dal democratico alla Casa Bianca). Anche alla luce di questo, tra i corridoi governativi nordafricani credono che un ruolo centrale tocchi all’Ue.

L’instabilità connessa a questi due dossier potrebbe essere una problematica molto articolata, perché creerebbe un clima regionale complicato per accordi, cooperazioni e investimenti. Di più. La Libia è un produttore di petrolio (i cui impianti sono operati da società europee e americane) che ha già pagato il blocco militarizzato delle produzioni, per esempio durante l’ultimo conflitto civile – che è in fase di cessate il fuoco dall’autunno 2020. La Tunisia ospita sul suo territorio il tracciato del gasdotto “Enrico Mattei”: noto come Transmed è l’infrastruttura che l’Italia e l’Europa puntano a potenziare per aumentare le forniture di gas naturale algerino.

Vale la pena allargare ancora il quadro, perché l’instabilità nordafricana si lega anche alle tensioni tra Algeria e Marocco per l’annosa questione del Sahara Occidentale; tensioni che hanno già avuto sfoghi sull’Europa e sul mondo del gas: si veda la chiusura del gasdotto Gme diretto in Spagna e le tensioni di Algeri contro Madrid per aver sposato la sovranità marocchina nel territorio conteso. Ma va anche considerato che questa instabilità lungo la quarta sponda dell’Italia si prolunga più a sud, nel Sahel – che la rappresentante speciale Ue, Emanuela Del Re, definisce la frontiera meridionale dell’Europa.

Là, tra Mali, Ciad e Burkina Faso, in mezzo alle destabilizzazioni istituzionali hanno trovato ampi spazi di infiltrazione competitor rivali dell’Europa, come la Russia (con effetti deleteri, a quanto pare). O la Cina: come dimostra l’invio di armamenti pesanti in Serbia, diventa impossibile lasciare sguarnite regioni come quella balcanica o quella africana, in quanto aree chiave di disturbo globale da parte della Cina, “che colpisce sia la pace e la prosperità del continente che gli interessi occidentali”, sottolinea un’altra fonte politica europea che muove un appello ad affrontare in modo proattivo certe questioni.

“Le guerre innescano sempre un effetto domino di destabilizzazione”, commentava lo scorso mese il generale italiano Claudio Graziano, presidente del Comitato militare europeo: la politica estera non prevede vuoti, “li colmano altri”, avvisava. Gli Stati Uniti sembrano interessati ad affrontare questi intricati dossier, ma senza priorità in agenda, ed è qui che nascono anche maggiori spazi e opportunità per mettere in azione le politiche europee.

“LEuropa ha bisogno di una difesa autonoma e di una propria capacità di proiezione anche per diventare il punto di riferimento di unarea strategica più ampia, che coinvolge il Mediterraneo, lAfrica e il Vicino Oriente”, ha detto il presidente della Fondazione Med-Or, Marco Minniti, parlando di autonomia strategica con il settimanale greco Parapolitika. “Cè un legame tra quanto sta accadendo in Ucraina e il futuro del Mediterraneo, e non capirlo sarebbe un tragico errore”, ha aggiunto.

Senza stabilità non c’è energia in Nordafrica

La stabilità di due crisi complesse, come Tunisia e Libia, così come le destabilizzazioni nel Sahel non possono essere trattate separatamente dalle necessità energetiche emerse dal conflitto russo in Ucraina. Anzi, tutto ciò che accade nel Mediterraneo allargato si tiene insieme

Ritorno sulla Iss. AstroSamantha svela i dettagli della missione Minerva

In vista del lancio della missione Minerva, che riporterà l’astronauta italiana dell’Esa Samantha Cristoforetti sulla Stazione spaziale internazionale, è lei stessa a raccontare i dettagli della sua nuova avventura oltre l’atmosfera. Con lei, a fare il punto sullo spazio europeo e italiano, il ministro con delega per l’aerospazio Vittorio Colao, il direttore generale dell’Esa, Josef Aschbacher, e il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia

Accordo sul gas, cosa si aspettano gli algerini

Gli analisti algerini spiegano a Decode39 quali sono i vantaggi che Algeri si aspetta di ottenere dall’accordo con Roma sull’aumento delle forniture di gas

Primi default in Russia. Saltano le ferrovie

La compagnia statale Russian Railways è stata dichiarata inadempiente da una commissione di controllo sui derivati dopo aver mancato il pagamento di interessi su un bond. Il nodo del finanziamento di Unicredit

Draghi fa le prove di addio a Mosca. L'accordo Italia-Algeria

Il governo italiano sigla un accordo che punta a portare a quasi 30 miliardi all’anno i metri cubi di gas importati dal Paese africano. Ma per salutare Mosca serve di più. Il commento di Diego Gavagnin e le parole di Draghi ad Algeri

Putin, Xi e la deterrenza nucleare. Parla Stokes (Cnas)

Intervista a Jacob Stokes, esperto del think tank Cnas e già consigliere di Joe Biden. La sfida cinese una priorità per l’amministrazione Usa, preoccupante la crescita dell’arsenale nucleare di Pechino. Taiwan? In Ucraina un assaggio, ma qui gli Stati Uniti interverrebbero

A Shanghai scattano rivolte per il cibo. E le autorità cedono

Dopo giorni di chiusure per lo zero Covid, che hanno causato decine di proteste anche violente, nella capitale economica cinese si allentano le misure di contenimento e si divide la popolazione in tre categorie, per permettere ad alcuni di tornare a lavorare e non paralizzare la vita sociale. Qui i video delle rivolte

Berlaymont Commissione Ue

Gas, Bruxelles arranca sull’embargo ma accelera sull’approccio comune

Manca ancora il consenso europeo per l’embargo su gas e petrolio russi, che secondo un consigliere di Putin potrebbe far finire la guerra in un mese. Bruxelles rimanda il confronto ma intanto studia come combattere il caro-bollette: ecco la “Piattaforma energia” per acquisti e stoccaggio comuni

Olimpiadi dello Spazio. Saccoccia, Pasquali e Leone raccontano le avventure lunari

All’Agenzia spaziale italiana la cerimonia di premiazione delle Olimpiadi dello spazio, un gioco interscolastico con l’obiettivo di offrire suggestioni al talento e alle intelligenze dei giovani alle quali affidare il futuro dell’esplorazione spaziale, quella che porterà l’umanità oltre l’atmosfera verso altri corpi celesti, a partire dalla Luna (e Marte)

Pakistan, nuovo primo ministro e vecchi problemi

Nuovo primo ministro in Pakistan. Ora l’incognita è capire come reagiranno i sostenitori di Khan, che l’ex premier ha già invitato a protestare contro un governo che denuncia essere frutto di una cospirazione di Washington

×

Iscriviti alla newsletter