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Pochi ricordano che Vladimir Putin nella sua famosa intervista al Financial Times diceva di ispirarsi al modello di Pietro il Grande e in modo sincero sostenne che “l’idea liberale è diventata obsoleta”. Da qui la sua indubbia mania di grandeur da cui è nato l’attacco, che presenta però anche aspetti di follia per come è condotto, all’Ucraina. E se non fosse che Putin, come può capitare a certi dittatori, è affetto anche da turbe psicologiche o psichiche?

La questione è stata recentemente affrontata dal Daily mail, un quotidiano britannico non sempre affidabile ma molto informato, basandosi su fonti di intelligence occidentali che conoscono molto bene il Cremlino: in particolare su rilievi di funzionari esperti del Five eyes. I “cinque occhi” propri dell’alleanza di intelligence che coinvolge Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti.

Dietro ai comportamenti del nuovo Zar che vorrebbe una nuova grande Russia ci potrebbero essere quindi problemi di natura psicologica o psichica e anche medica? Uno degli indizi sta nel notevole distanziamento fisico imposto negli ultimi mesi ai capi di Stato e di governo stranieri durante le visite al Cremlino. Sembra che alcuni di essi abbiano rilevato una sua minore chiarezza nel parlare e nel capire. Come ha spiegato il quotidiano britannico d’altronde questa difficoltà, o per certi versi mancanza di comprensione dei fatti reali, sarebbe dovuta anche all’assenza di pareri discordanti nel suo circolo ristretto. Forse una delle ragioni per cui non capisce il sostanziale fallimento per ora dell’invasione ucraina sta nel fatto che semplicemente non viene informato.

Oltretutto, abbastanza recentemente, già a novembre del 2020, un politologo ex professore di Relazioni internazionali all’istituto statale di Mosca dal Cremlino allontanato perché considerato troppo critico aveva confermato al Corriere della sera che il presidente soffre di Parkinson.

Fonti occidentali confermerebbero che le scelte di Putin potrebbero essere influenzate dal Parkinson o da qualche forma di demenza senile, oppure da altre tipologie di cure che ne avrebbero alterato l’equilibrio.

Da altre fonti accertate, sembra che il nuovo Zar possa aver seri disturbi alla colonna vertebrale se non una neoplasia al midollo spinale che creerebbe problemi posturali a Putin. Se così fosse, va considerato che quel tipo di tumore viene trattato con corticosteroidi che sono com’è noto farmaci che possono indurre, specie se usati in quantità elevate e per periodi prolungati, alterazioni dell’umore a spettro molto largo, secondo le reazioni successive, con possibile alternanza di seri toni depressivi ed esaltazioni maniacali.

Nelle dittature, a differenza che nelle democrazie, il capo ha sempre ragione (sino al momento in cui può essere deposto) e non esiste certo controllo diffuso sul suo stato di salute. Tutto quanto sin qui scritto sta sotto lo schermo del dubbio, e va considerato con le molle, ma c’è anche la probabilità che un comportamento dittatoriale così eccessivo e prolungato possa dipendere dal genere di turbe sin qui ipotizzate, che insieme con la presenza di un inner circle che per principio dà sempre ragione al dittatore, potrebbero motivare l’attitudine quasi ossessiva nella gestione dell’aggressione all’Ucraina.

Tutti i dubbi sulla salute di Putin

Di Cristiano Mischia

Dietro ai comportamenti del nuovo Zar che vorrebbe una nuova grande Russia ci potrebbero essere problemi di natura psicologica o psichica e anche medica? Gli indizi

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