Skip to main content

Il bilaterale a Tromsø con il sottosegretario di Stato alla Difesa norvegese, Andreas Flåm, è stato uno dei passaggi più rilevanti della mia missione in Norvegia, appena conclusa. Un confronto politico ed istituzionale che ha confermato la solidità del rapporto tra Roma e Oslo e la volontà comune di rafforzare la cooperazione nell’High North, in un momento storico in cui l’Artico sta assumendo un peso specifico crescente per la sicurezza europea ed euro-atlantica.

Non si è trattato soltanto di proseguire un dialogo consolidato ma di condividere strategie e prospettive. Italia e Norvegia guardano infatti all’Artico come ad un quadrante in cui si intrecciano sicurezza, innovazione, ricerca scientifica, libertà di navigazione e tutela delle infrastrutture critiche. La protezione delle infrastrutture – anche sottomarine – e delle linee di comunicazione è strategica nell’Artico; rafforzare il partenariato tra Roma e Oslo significa contribuire alla difesa del fianco Nord e alla sicurezza dell’intero spazio euro-atlantico.

Durante il colloquio sono stati approfonditi i principali dossier strategici relativi alla sicurezza dell’Artico e del fianco settentrionale dell’Alleanza Atlantica; è stata ribadita l’esigenza di rafforzare il coordinamento tra le due nazioni nel settore Difesa in un contesto caratterizzato da crescenti sfide geopolitiche e da minacce ibride nonché da posture assertive da parte dei big player globali per il controllo di rotte marittime – rese accessibili dallo scioglimento dei ghiacci – e delle materie prime critiche e strategiche di cui l’Artico è ricco. 

Il confronto con Andreas Flåm ha rafforzato anche un principio essenziale: la sicurezza dell’Artico e quella del Mediterraneo sono sempre più interdipendenti. In una Nato che deve guardare contemporaneamente al fianco Nord e al fianco Sud, la sicurezza non può più essere interpretata secondo rigide coordinate geografiche ma assi geopolitici. 

Gli Alleati nordici contribuiscono alla stabilità del Mediterraneo e l’Italia è chiamata a concorrere alla sicurezza dell’High North mettendo a disposizione le proprie capacità, secondo un principio di responsabilità condivisa, che rende l’Alleanza più coesa e credibile. In questa prospettiva si inserisce la proposta del ministro della Difesa Guido Crosetto di costruire un’Europa della difesa su scala continentale, non limitata ai soli Stati membri dell’Unione europea ma aperta anche ai Paesi europei che condividono gli stessi valori e obiettivi di sicurezza. Tra questi, la Norvegia, Alleato Nato e attore centrale nell’High North, è uno dei partner naturali di questa architettura più ampia. 

Il bilaterale si è svolto a bordo di Nave Alliance, unità della Nato con equipaggio e bandiera della Marina militare, piattaforma di eccellenza per la ricerca e la sperimentazione nell’High North. A bordo ho incontrato l’equipaggio, il personale del Centre for maritime research and experimentation (Cmre) della Nato e la componente scientifica impegnati nella campagna High North 2026 e nella Task Force X-Arctic. 

La campagna High North 2026, coordinata dall’Istituto idrografico della Marina – giunta alla decima edizione – comprende la mappatura dei fondali, essenziale per proteggere infrastrutture sottomarine e linee di comunicazione e per rafforzare la Maritime situational awareness. La collaborazione con e-Geos per l’analisi delle rotte navigabili e delle formazioni del ghiaccio valorizza inoltre le capacità spaziali italiane di osservazione satellitare.

Task Force X-Arctic, inserita nell’iniziativa alleata Arctic Sentry (Sentinella Artica), coordina le attività degli Alleati nell’Alto Nord per prevenire le minacce e proteggere le infrastrutture critiche. Task Force X-Arctic ne traduce gli obiettivi in capacità operative innovative. È una delle quattro iniziative del quadro “Nato Task Force X”, insieme a Baltic, Central Mediterranean (a guida italiana) ed Eastern Flank Deterrence Initiative: un modello che accelera l’integrazione delle tecnologie emergenti con le capacità convenzionali. Task Force X-Arctic sperimenta sistemi unmanned collegati in rete, condivisione dei dati, intelligenza artificiale e sorveglianza multidominio. 

Nave Alliance dimostra la complementarità tra Difesa, ricerca scientifica, innovazione tecnologica e industria nazionale, esempio di moderna diplomazia scientifica e navale, fondata sulla conoscenza e sulla presenza operativa. 

L’Artico non è soltanto una frontiera geografica. È il laboratorio nel quale si sperimentano le tecnologie del futuro, si misurano le nuove forme della competizione strategica e si costruiscono gli equilibri di domani. L’Italia ha la tradizione, le competenze e la credibilità per partecipare da protagonista a questa trasformazione e disegnarne la prospettiva strategica.

Vi racconto la mia missione nell’Artico a bordo di nave Alliance. Scrive Rauti

L’Artico è ormai uno dei quadranti più sensibili della competizione strategica globale. Tra nuove rotte marittime, infrastrutture critiche, innovazione tecnologica e sicurezza alleata, il Grande Nord assume un ruolo sempre più centrale per la sicurezza europea e atlantica. In questo scenario, Nave Alliance, battente bandiera ed equipaggio della Marina militare, rappresenta uno dei principali strumenti del contributo italiano nell’High North. Il racconto di Isabella Rauti, sottosegretaria di Stato alla Difesa con delega all’ambiente Artico, Sub-Artico ed Antartide, dalla sua missione in Norvegia

Iran e Pakistan, il domino nucleare che Washington non può ignorare

Le vulnerabilità di Iran e Pakistan seguono traiettorie differenti, ma potrebbero convergere in una crisi regionale capace di mettere sotto pressione la sicurezza nucleare dell’Asia meridionale. Per Washington, prepararsi a questo scenario è ormai una priorità strategica

Perché l'elettrificazione è la nuova politica industriale europea

Di Nicola Rotolo, Francesco Salustri e Carmine Soprano

Non solo decarbonizzazione. Shock energetici e nuove tensioni geopolitiche hanno cambiato il significato della transizione energetica. L’elettrificazione diventa oggi una sfida di sicurezza economica, competitività e politica industriale. Prosegue il dibattito legato al volume Una bussola per l’Europa, a cura di Luigi Paganetto, che raccoglie i contributi di un anno di attività del Gruppo dei 20

Il Portogallo sceglie le Fremm Evo italiane per modernizzare la Marina. I dettagli

Lisbona punta sulle fregate italiane per il futuro della propria Marina militare. L’intesa appena annunciata prevede l’acquisto di tre Fremm Evo prodotte da Fincantieri che andranno a sostenere il rilancio delle capacità navali portoghesi

Dai mini-pacchi ad AliExpress, così l’Ue stringe la presa sull’e-commerce cinese

Dopo aver messo nel mirino le piattaforme Temu e Shein e aver eliminato l’esenzione doganale sui pacchi di piccola taglia, adesso Bruxelles mette sotto accusa il gigante cinese dell’e-commerce. Reo di non aver fatto abbastanza per contrastare la commercializzazione di prodotti illegali

AI, mercato e democrazia. L'avvertimento di Bloomberg contro la proposta di Sanders (e Trump)

Dopo la proposta di Bernie Sanders di destinare il 50% del capitale dei laboratori Ai a un fondo sovrano, e l’apertura di Donald Trump, arriva la replica di Michael Bloomberg. Secondo l’ex sindaco di New York questa misura sarebbe molto negativa, poiché comprometterebbe concorrenza, innovazione e libertà di espressione

Defense tech, come evitare la frattura tra Europa e Usa. Il paper Gmf

Un nuovo paper del German Marshall Fund lancia l’allarme sul futuro del defense tech transatlantico. Dietro i numeri record di investimenti e contratti incrociati tra Usa ed Europa vanno allargandosi due faglie strutturali, sovranità e intelligenza artificiale militare, che rischiano di spaccare proprio l’ecosistema che dovrebbe garantire il vantaggio tecnologico dell’Occidente

Il caso Roggero tra consenso, vincoli giuridici e politicizzazione. La lettura di Di Bartolo

La vicenda mette in luce una tensione che riguarda la politica contemporanea: la tentazione di trasformare ogni conflitto sociale in un simbolo immediatamente spendibile sul piano elettorale. Ma la politica non può limitarsi a intercettare il malcontento: la provocazione, pur rappresentando uno strumento legittimo del confronto democratico, non può sostituire il principio di realtà né cancellare la complessità delle vicende umane. L’analisi di Salvatore Di Bartolo

L’esplosione di New Glenn non ritarderà il lancio di Artemis III. Parola di Isaacman

La Nasa non cambia i piani e conferma Artemis III nel 2027, malgrado i ritardi che hanno interessato Blue Origin. La missione che vedrà a bordo della capsula Orion anche l’italiano Luca Parmitano avrà il compito di testare in orbita terrestre i sistemi e le tecnologie che, con Artemis IV, riporteranno l’essere umano sulla Luna

La sicurezza europea non dipende dalla Russia, ma dalla credibilità della deterrenza. Scrive Preziosa

L’assenza di un attacco diretto russo contro la Nato non dimostra che la minaccia non esista, ma può essere letta come il risultato di una deterrenza ancora credibile. La guerra in Ucraina ha però mostrato che la sicurezza non dipende più soltanto dagli armamenti, ma dalla capacità di integrare tecnologia, industria, logistica, infrastrutture critiche e resilienza nazionale. Per l’Italia, esposta nel Mediterraneo e centrale nelle reti euro-atlantiche, investire nella difesa significa quindi proteggere anche sviluppo economico, servizi essenziali e coesione sociale. Il commento del generale Pasquale Preziosa

×

Iscriviti alla newsletter