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Chissà se a Washington sono d’accordo. Forse sì, visto che da quando Nicolas Maduro è stato deposto dalla guida del Venezuela, il Paese sudamericano che sotto i suoi piedi ha un quinto delle riserve globali di petrolio è entrato in una nuova dimensione di mercato. E questo proprio grazie alla manina degli Stati Uniti che hanno chiamato a raccolta le grandi compagnie petrolifere d’Occidente per rimettere in sesto un comparto fino a quel momento schiacciato da 25 anni di socialismo. Il gioco ha funzionato, grazie all’azione degli Usa il Venezuela ha ricominciato a esportare greggio, complice la sete di oro nero scoppiata all’indomani della chiusura semi-permanente dello Stretto di Hormuz.

Ora però per il Paese guidato dall’ancora non troppo popolare ma decisamente in sintonia con Donald Trump, Delcy Rodriguez, il colpo di scena. Il Venezuela starebbe valutando di uscire dall’Opec, una decisione che potrebbe rappresentare un nuovo duro colpo per il cartello petrolifero che Caracas ha contribuito a fondare più di sessant’anni fa, riferisce l’agenzia Bloomberg. L’ipotesi di un’uscita è stata discussa con funzionari statunitensi e non è stata ancora presa alcuna decisione definitiva, hanno dichiarato alcune delle fonti all’agenzia.

Ora un’eventuale uscita del Venezuela dall’Opec potrebbe aprire la strada a un maggiore ruolo delle compagnie petrolifere internazionali, in particolare quelle americane, nella ricostruzione dell’industria petrolifera del Paese, contribuendo potenzialmente tuttavia all’eccesso di offerta globale di petrolio che, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia e altri importanti analisti, persisterà nei prossimi anni. E che soprattutto oggi regola l’Opec. Senza considerare che un eventuale addio, rileva la stessa agenzia americana, sottolineerebbe il profondo riallineamento politico in corso a Caracas. Cambiamento che ha fatto seguito proprio alla rimozione di Maduro da parte degli Stati Uniti.

Una cosa è certa. Per l’Opec sarebbe il secondo pezzo pregiato perso in pochi mesi. Lo scorso aprile furono gli Emirati arabi uniti a lasciare l’Organizzazione. Una decisione che fu letta come un modo per rendersi autonomi e per poter gestire autonomamente la propria capacità produttiva, aumentata significativamente negli ultimi anni, in un momento in cui la guerra con l’Iran ha causato uno choc energetico storico e destabilizzato l’economia globale. Adesso, forse, è arrivato il turno del Venezuela.

Opec addio? La tentazione del nuovo Venezuela

Caracas, tornata al centro dello schacchiere petrolifero mondiale dopo la riapertura del mercato e l’arrivo delle grandi compagnie chiamate a raccolta dagli Stati Uniti, potrebbe decidere di uscire dall’Organizzazione dei Paesi produttori. Il che potrebbe aumentare il peso delle big oil occidentali. Ma attenzione al fattore offerta

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