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La svolta unmanned di Mosca adesso sembra essere in procinto di arrivare a toccare anche la guerra sottomarina. Secondo quanto dichiarato dall’ammiraglio Alexander Moiseyev, comandante in capo della Marina Militare di Mosca, il progetto di un Unmanned Surface Vessels (Usv) di circa 500 tonnellate concepito per svolgere funzioni Asw (anti-submarine warfare) è stato inserito nell’attuale Programma statale di armamento (Gosudarstvennaya Programma Vooruzheniya) della Russia, ed è già entrato nella fase di realizzazione. “È già in fase di costruzione e diventerà la prima imbarcazione di questo tipo. Getterà le basi per l’ulteriore sviluppo dei sistemi senza equipaggio”, ha dichiarato Moiseyev.

Una novità che non arriva ex-abrupto. La guerra in Ucraina ha impresso una forte accelerazione allo sviluppo delle capacità unmanned delle forze armate russe nel loro complesso, processo che però ha assunto una velocità diversa nei vari domini in base alla necessità emerse sul campo di battaglia, con il dominio aereo che ha visto più rapidamente registrare progressi in questo senso. Ma seppure con minor urgenza, e ispirandosi nettamente alla controparte ucraina che invece ha investito molte risorse in questo frangente, anche le forze navali di Mosca hanno avviato la loro “trasformazione unmanned”, sia stimolando la progettazione di nuovi sistemi che adattando il proprio apparato organizzativo.

Non a caso, nella stessa intervista in cui ha parlato del nuovo Usv anti-sommergibile, Moseyev ha anche annunciato che la Flotta del Nord ha già costituito il suo primo reggimento di sistemi senza equipaggio, composto da due divisioni che gestiscono navi di superficie senza equipaggio e da una divisione dotata di veicoli subacquei senza equipaggio, aggiungendo che nel 2027 dovrebbe essere istituito un secondo reggimento con la stessa struttura all’interno della Flotta del Pacifico.

Nelle stesse ore dell’annuncio di Moseyev Mosca ha presentato il “Plot-40”, una piattaforma galleggiante sperimentale di supporto al fuoco progettata per proteggere le basi navali e i porti dalle minacce moderne e per contrastare Usv e Uav. Secondo i funzionari regionali, il progetto è stato avviato a seguito dell’analisi dei recenti attacchi ucraini, e finalizzato proprio a difendersi contro queste minacce. Stessa logica che sembra essere dietro al nuovo prototipo in fase di elaborazione da parte del Nevskoye Design Bureau, un Usv equipaggiato con il sistema missilistico guidato multiuso Pantsir-M o Hermes-K, oltre che con un ponte di volo per il lancio di droni. Entrambi ulteriori riprove di come all’interno della cornice del conflitto in Ucraina l’evoluzione del warfare continui a seguire una traiettoria sempre più unmanned.

Così il Cremlino accelera la trasformazione unmanned della sua flotta

Il comandante della Marina russa annuncia il primo vascello senza equipaggio Asw russo e l’istituzione di un reggimento di sistemi unmanned nella Flotta del Nord. Segnalando l’intenzione di Mosca di continuare a modernizzare il proprio dispositivo militare marittimo sulla base delle nuove realtà emerse in Ucraina

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