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Nessun vertice “segreto” questo fine settimana in Grecia, ma tre appuntamenti mirati e alla luce del sole come l’Europe-Gulf Forum a Navarino, nel Peloponneso, il meeting con i leader del sud Ue, e il bilaterale a Cipro, concordato già lo scorso febbraio, in occasione dell’incontro a Roma con il presidente Christodoulides. Giorgia Meloni è attesa da due giorni molto intensi nel Mediterraneo orientale, dove interverrà alla piattaforma di dialogo politico tra i Paesi europei e del Golfo, che si riunirà per la prima volta su impulso dell’Atlantic Council e di Antenna Group.

Si tratta di un evento che la leader di Palazzo Chigi aveva già sostenuto in un intervento in video in occasione del suo lancio ufficiale nel settembre 2025. Meloni aprirà i lavori insieme al primo ministro del Qatar. Fonti italiane fanno sapere che i leader presenti a Navarino (non solo del Sud Europa ma anche di paesi più a nord, come il presidente della Finlandia Stubb) rifletteranno a più cervelli con i primi ministri del Qatar e del Kuwait, alla presenza dei vertici di alcune Istituzioni Finanziarie internazionali quali Fmi e Bce. Non sono invece coinvolti gruppi quali BlackRock o JP Morgan, come apparso erroneamente su alcuni organi di stampa.

Perché la visione italiana è utile al dibattito con il golfo? Tutto parte dal Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo che si svolse lo scorso dicembre, in cui Meloni gettò le basi di una strategia di lungo periodo, ovvero creare degli ambiti di discussione e cooperazione che mettano insieme Europa, Mediterraneo e Golfo. Proprio in quest’area si muove una quota straordinariamente decisiva del commercio globale, del fabbisogno mondiale di petrolio e gas naturale, dei fertilizzanti che sostengono la produzione agricola.

Per cui, è la tesi di Roma, da questa direttrice dipendono non soltanto la sicurezza energetica e alimentare dei singoli Paesi, ma in ultima analisi la stabilità dell’intero sistema internazionale. In queste responsabilità condivise la presidente del Consiglio vede il possibile fondamento di una nuova cooperazione tra Mediterraneo e Golfo: una cooperazione capace di unire Occidente e Oriente, Europa, Africa e Asia, superando le divisioni di un contesto geopolitico sempre più competitivo. Meloni in quel vertice venne ribattezzata la nuova regina del golfo e oggi prosegue con quell’impegno disegnando traiettorie a cui l’Ue sta guardando con sempre maggiore interesse.

Va ricordato che l’Europe Gulf Forum riunisce capi di Stato, primi ministri, responsabili politici, investitori di alto livello e leader aziendali per fornire spunti per l’elaborazione delle politiche; rafforzare il consenso sulle sfide geopolitiche globali; consolidare le relazioni economiche tra le regioni; e promuovere gli investimenti transfrontalieri nei settori chiave dell’economia. A guidare i Forum ci saranno Fred Kempe, presidente e amministratore delegato dell’Atlantic Council, e Theodore Kyriakou, presidente del Gruppo Antenna.

In Grecia, inoltre, Meloni sarà presente al tavolo dei Leader del Sud Europa per focalizzare le iniziative coordinate da attuare per la gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo centrale e orientale, una mossa che segue quanto messo nero su bianco nella dichiarazione a 4 (Italia, Grecia, Cipro, Malta) concordata a margine del Consiglio europeo informale di Cipro del 24 aprile. Il giorno successivo partirà per Cipro per il bilaterale con Christodoulides.

Europa-Golfo, migrazioni e stabilità. I tre dossier della missione di Meloni tra Grecia e Cipro

Perché la visione italiana è utile al dibattito con il golfo? Tutto parte dal Vertice del Consiglio di Cooperazione del Golfo che si svolse lo scorso dicembre, in cui Meloni gettò le basi di una strategia di lungo periodo, ovvero creare degli ambiti di discussione e cooperazione che mettano insieme Europa, Mediterraneo e Golfo. Proprio in quest’area si muove una quota decisiva del commercio globale, del fabbisogno mondiale di petrolio e gas naturale, dei fertilizzanti che sostengono la produzione agricola

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