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I contatti tra la Casa Bianca e Anthropic vanno avanti, nonostante lo strappo recente. Secondo quanto riportato da Axios, l’amministrazione di Donald Trump starebbe cercando di tornare a rapporti amichevoli con l’azienda di intelligenza artificiale. Un modo, dice una fonte del sito, per “salvare la faccia e riavvicinarsi all’azienda”. Il governo starebbe infatti stilando una lista di linee guida per consentire alle agenzie governative di aggirare la classificazione di rischio della catena di approvvigionamento – che comporta lo stop alla collaborazione con i vari Dipartimenti – e integrare i nuovi modelli della startup. Tra tutti, l’ultimo arrivato, Mythos.

È stato il modello più efficiente di tutti a far cambiare idea a Trump e la sua squadra. Quando Anthropic è stato costretto ad annunciarlo per via di una fuga di notizie, l’azienda ha spiegato che non poteva metterlo a disposizione di tutti. Troppo potente, e troppo rischioso, per essere utilizzato da chi non è esperto. Meglio piuttosto affidarlo a una cerchia di società tecnologiche che hanno la capacità di maneggiarlo. Mythos infatti ha capacità talmente elevate che è in grado di scovare vulnerabilità vecchie di decenni anche nei sistemi considerati più sicuri. Nelle mani degli hacker, insomma, potrebbe rappresentare un vero pericolo. In quelle del governo, invece, potrebbe essere molto utile per difendere le infrastrutture strategiche.

Per questo la Casa Bianca lo vorrebbe. Ma c’è un problema: il Pentagono ha rotto con Anthropic, in quanto quest’ultimo si è rifiutato di acconsentire all’utilizzo del suo modello Claude per scopi militari. E, dentro al Dipartimento della Difesa (o della Guerra, come è stato ribattezzato) guidato da Pete Hegseth, ci sarebbero diversi funzionari contrari alla marcia indietro. Al contrario, quelli delle altre agenzie richiedono a gran voce di poter utilizzare gli strumenti di Anthropic, da Claude a Mythos. Privarsene sarebbe del tutto controproducente.

L’operazione di riavvicinamento è però partita da qualche settimana. La capa di gabinetto Susie Wiles e il segretario al Tesoro Scott Bessent hanno incontrato l’amministrazione delegato Dario Amodei. L’incontro è andato bene, affermano, ma bisognerà ancora capire a dove porterà. Anche Trump si sta spendendo in prima persona. “È possibile. Vogliamo le persone più intelligenti”, ha detto il presidente alla Cnbc, rispondendo alla domanda se ci fosse la possibilità di arrivare a un accordo. Rimane però da capire come poter far convivere le richieste governative con i paletti etici dell’azienda, il vero nocciolo della diatriba tra Anthropic e il Pentagono.

L’arrivo di Mythos sembra aver l’intero comparto. La sua tecnologia fa gola a molti. Non solo negli Stati Uniti. A chiedere  alle istituzioni europee  la sua integrazione è la Bundesbank, secondo cui il modello dovrebbe essere sfruttato da tutte le banche comunitarie. Altrimenti, afferma il responsabile della vigilanza Michael Theurer, “se non si ha accesso a questa tecnologia, è naturale trovarsi in acque molto difficili”.

Troppo importante per perderlo. Come la Casa Bianca cerca di riavvicinarsi ad Anthropic

Lo scontro con il Pentagono è tutt’altro che dimenticato, ma dalle altre agenzie federali arriva a gran voce la richiesta di integrare i modelli dell’azienda, a cominciare da Mythos. Così, secondo Axios, l’amministrazione Trump starebbe lavorando a delle linee guida per aggirare l’etichetta di rischio per la catena di approvvigionamento

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