La crisi attuale intercetta uno spazio più ampio di quello strettamente regionale. È il Mediterraneo allargato: dal Golfo Persico al Mar Rosso, dal Nord Africa all’Europa meridionale. Uno spazio in cui sicurezza militare, sicurezza energetica e stabilità finanziaria coincidono. L’analisi di Raffaele Volpi
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La ricerca (difficile) di una Delcy Rodriguez iraniana
Con la morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei, si apre la questione del futuro politico, con conseguenze non solo nel Paese islamico ma in tutto il Medio Oriente. Chi ha il potere ad interim, come sarà scelto il nuovo leader dall’Assemblea degli esperti e chi sono i candidati nella ricerca di una Delcy Rodriguez iraniana
Anche Cipro (Ue) nella ritorsione iraniana. Quali conseguenze?
L’isola ospita Typhoon inglesi e fa parte del cosiddetto triumvirato del Mediterraneo orientale con Israele e Grecia. Anche per questa ragione von der Leyen si è affrettata a telefonare al presidente cipriota. I commissari Kallas e Kubilius sono in stretto contatto con il governo di Nicosia, che nel frattempo già da questa notte aveva aumentato il livello di prontezza della Guardia Nazionale che ha proceduto a un richiamo parziale del suo personale oltre al rafforzamento della difesa antiaerea. Intanto la Grecia manda due fregate e due F16 a Cipro.
Non meno rinnovabili, ma un nuovo modello di rinnovabili. La riflessione di Atelli
L’energia è, nella contemporaneità, questione non semplicemente di competitività del sistema economico italiano, ma di sicurezza nazionale. Occorre poter disporre, stabilmente, di energia nella quantità che occorre, e a un prezzo sostenibile. Non meno. Ma fin quando il nostro approvvigionamento sarà, come oggi, fortemente dipendente da petrolio e gas altrui, per giunta transitanti in aree geopoliticamente instabili, il rischio non è solo di averne a un prezzo non sostenibile. È, anche, di non averne abbastanza. L’intervento di Massimiliano Atelli
Perché l’escalation iraniana nel Golfo è una mossa controproducente. L’analisi di Allouch
Secondo l’analista Mahmoud Allouch, l’escalation iraniana contro obiettivi legati agli Stati Uniti nel Golfo nasce dalla percezione di una battaglia esistenziale, ma rischia di rivelarsi strategicamente controproducente e di isolare ulteriormente Teheran
Una task force per gli italiani in Iran e domani Tajani in Aula. Le mosse della Farnesina
Dopo i raid Usa-Israele e la rappresaglia iraniana nel Golfo, l’Italia attiva una Task Force per assistere i circa 21mila connazionali tra Emirati e area limitrofa. Linee consolari potenziate e coordinamento rafforzato, mentre Tajani domani riferirà in Aula sulle iniziative del governo
Phisikk du role - A Sanremo ha vinto Tony Pitony
Da sempre l’Ariston rappresenta il luogo dove star e meteorine s’avvicendano senza criterio. Da qualche tempo la seconda categoria stellare sopravanza la prima, ma è un dettaglio: da quando gli album non si comprano più e la musica si può cliccare gratis anche soltanto per curiosità, un giro di valzer lo fanno più o meno tutti. Il che non basta per diventare danzatori provetti… La rubrica di Pino Pisicchio
Usa-Israele, fino a dove arriverà l’escalation in corso
Gli attacchi coordinati di Usa e Israele in Iran segnano il superamento di una soglia strategica: non l’inizio di una nuova guerra, ma l’evoluzione di un conflitto che dal 2023 erode deterrenza e tabù. Washington entra in prima linea, con effetti su mercati energetici, coesione atlantica e postura globale. Il rischio vero è la normalizzazione dell’escalation in un sistema frammentato, dove le soglie diventano elastiche e gli errori più probabili. Il commento di Marco Vicenzino
Perché l’eliminazione di Khamenei non cambia il controllo nel Paese. Scrive Jean
La struttura di controllo dell’Iran è abituata a mantenere l’ordine pubblico anche con brutalità, come dimostrano le migliaia di giovani dimostranti uccisi dalle Forze di Sicurezza, cioè dai Pasdaran e dai loro ausiliari. Entrambi non lottano solamente per il potere, ma anche per il benessere e sicuramente non sono disponibili a cederlo senza forti resistenze. Il punto più debole della strategia di Trump e di Israele consiste nel fatto che non si vede quali possano essere gli sbocchi definitivi della crisi. L’analisi del generale Carlo Jean
Iran, e adesso cosa succede? Le ipotesi dell'amb. Castellaneta
Un Iran libero, in grado di rientrare nel consesso internazionale e di creare una cornice di sicurezza allargata nell’intero Medio Oriente, sarebbe un obiettivo gradito non solo da Israele ma in tutta l’area mediorientale e mediterranea. Anche per l’Europa questa situazione potrebbe essere estremamente vantaggiosa, consentendo di riallacciare rapporti economici che una volta erano strategici per entrambe le parti. Gli scenari di Giovanni Castellaneta, già ambasciatore in Iran e poi Stati Uniti
















