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Dal 15 al 17 giugno 2026, Giorgia Meloni sarà al G7 che si svolgerà a Évian-les-Bains, in Francia alla presenza dei capi di Stato e di governo di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti. La Francia detiene la presidenza del gruppo fino al 2026. Donald Trump ha dichiarato che parteciperà al vertice, per questa ragione Emmanuel Macron potrebbe far precedere il G7 da un bilaterale con il presidente americano, si parla o di una cena a Versailles o di una partita a golf. Sul tavolo ci saranno vari dossier, tutti complicati e per certi versi interconnessi: lo stallo nella guerra in Iran, l’accusa americana agli alleati della Nato di averlo deluso in Medio Oriente, le relazioni con Canada e Giappone da calibrare, il caso Ucraina.

Verso il G7: i temi in agenda

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è stato invitato dalla Francia al vertice del G7, ma non si sa se sarà presente e soprattutto non si sa come potrà reagire Trump. Un altro fronte delicato è quello relativo ai dazi che si mescolerà verosimilmente con l’intelligenza artificiale e con le catene di approvvigionamento di minerali critici. Sul primo punto il presidente ha detto agli amministratori delegati delle aziende tecnologiche che gli Stati Uniti potrebbero acquisire una piccola quota di proprietà nei giganti dell’intelligenza artificiale, “in modo che il popolo americano possa beneficiare dei vantaggi derivanti dalla crescita di quelle che diventeranno aziende da mille miliardi di dollari”. Sul secondo, è ormai chiaro che Ue e Stati Uniti dipendono quasi interamente dalla Cina per l’approvvigionamento della maggior parte dei minerali utilizzati nelle loro catene di produzione per la difesa: una criticità su cui il G7 dovrà dare risposte. Sul punto si segnala l’iniziativa di India e Regno Unito che hanno lanciato l’Osservatorio globale sulla catena di approvvigionamento dei minerali critici per migliorare la cooperazione e la condivisione tecnologica.

Crosetto a Washington

Il ministro della Difesa Guido Crosetto avrà un vertice bilaterale con il Segretario alla Guerra degli Stati Uniti, Pete Hegseth, il 15 giugno. Un’occasione per ragionare sulla gestione delle spese per gli armamenti, sulla crisi in Ucraina e sull’utilizzo delle basi americane in Italia. Intervistato pochi giorni fa dal New York Times, ha fornito un’anticipazione delle questioni più importanti, con in cima l’idea di un patto, accanto alla Nato, a guida europea, senza gli Usa. Si rende necessario “costruire un’Europa continentale della difesa”, ha detto. Per cui il suo viaggio negli Stati Uniti abbraccia il rilancio della proposta italiana per il nuovo disegno della difesa europea, nel solco della convinzione che è alla base delle policies di Palazzo Chigi, ovvero implementare il pilastro europeo dell’alleanza senza far regredire di un millimetro il legame transatlantico. Tutti temi che, di fatto, anticipano il Nato Summit in programma nel luglio prossimo ad Ankara.

Di nuovo Tajani-Rubio

La missione di Crosetto a Washington precederà di pochi giorni l’Italy-Us Business, Investment, Science and Innovation Forum in programma a Miami il 22 giugno a cui parteciperà il ministro degli esteri Tajani. In Florida ci sarà anche intervento del segretario di Stato Marco Rubio, che celebrerà la robustezza commerciale dei rapporti bilaterali fra Italia e Stati Uniti. Ad aprile 2026 l’export italiano extra Ue ha fatto registrare un corposo balzo in avanti, verso paesi come Usa, Cina e Mercosur: la crescita è dell’11,3% su base annua. Le vendite verso gli Stati Uniti segnano un +12,1%. Il mercato a stelle e strisce rimane il primo saldo commerciale positivo per l’Italia grazie ad un avanzo di 2,832 miliardi di euro ad aprile.

Quattro le aree tematiche del meeting di Miami: tecnologie di frontiera per il futuro come IA, quantistica, cybersecurity, energia e spazio; industria avanzata, ovvero automazione, robotica industriale, agritech, medicale e biotecnologie; mobilità e infrastrutture resilienti come energia; trasporto aereo, marittimo e terrestre; creatività e lifestyle, ovvero agroalimentare, design&arredo, moda, cultura e sport. Tra l’altro il mercato statunitense è parte integrante del Piano d’Azione per l’Export varato dalla Farnesina tra i mercati maturi ad alto potenziale, nella consapevolezza che i rapporti economici con gli Stati Uniti sono improntati ad una forte integrazione commerciale, industriale e tecnologica.

Tutti gli incroci (geopolitici e commerciali) tra Italia e Usa

Meloni-Trump, Crosetto-Hegseth, Tajani-Rubio. Ovvero tre incroci sull’asse Italia-Stati Uniti che ci saranno nei prossimi 13 giorni. In attesa del G7, dove la premier incontrerà Donald Trump, i ministri italiani sono attesi in Usa per una serie di incontri: tutti delicati e tutti con un unico comune denominatore. Il rafforzamento delle relazioni tra le due sponde dell’Atlantico all’interno dei dossier più stringenti che sono sul tavolo del Vecchio continente

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