Skip to main content

Trasformare le scorie nucleari in una fonte di energia capace di alimentare droni, satelliti e sistemi militari per decenni senza necessità di ricarica. È questo l’obiettivo del programma “Rads to Watts” della Darpa, l’agenzia del Dipartimento della Difesa statunitense responsabile dello sviluppo delle tecnologie più avanzate per la difesa.

L’iniziativa ha recentemente compiuto un passo avanti con l’assegnazione di un contratto da 3,37 milioni di dollari destinato alla realizzazione di un prototipo di batteria radioisotopica leggera, in grado di erogare oltre 10 watt per chilogrammo e di mantenere la propria efficienza per decenni.

Alla base del progetto vi è un principio diverso rispetto alle batterie convenzionali. Anziché immagazzinare energia chimica, questi dispositivi convertono direttamente le radiazioni emesse da isotopi radioattivi in elettricità. Come i pannelli solari trasformano la luce del Sole in energia, queste celle sfruttano la radioattività per generare corrente in maniera continua.

A sviluppare il generatore sarà Project Omega, azienda specializzata in sistemi di alimentazione radioisotopici. Il combustibile sarà ottenuto riciclando isotopi presenti nelle scorie nucleari, in particolare lo Stronzio-90, considerato meno problematico sotto il profilo della sicurezza rispetto al Plutonio-238 utilizzato nei tradizionali generatori radioisotopici impiegati nelle missioni spaziali. Il programma coinvolge anche Morgan State University, che coordina la ricerca di base, il Pacific Northwest National Laboratory, responsabile della gestione dei materiali nucleari e dei test, oltre a Northrop Grumman, Applied Research Associates (Ara) e Widetronix, impegnate rispettivamente nella modellazione computazionale e nello sviluppo dei semiconduttori che convertono la radiazione in energia elettrica.

L’obiettivo è quello di arrivare a un prototipo funzionante entro l’inizio del 2027. Nei prossimi diciotto mesi il programma si concentrerà sull’aumento dell’efficienza di conversione energetica, sulla verifica dell’affidabilità a lungo termine e sulla gestione degli effetti delle radiazioni sui componenti elettronici.

Le possibili applicazioni militari sono numerose. Una batteria con un’autonomia di decenni consentirebbe ai droni di lunga permanenza, ai sensori remoti, ai satelliti e ad altri sistemi autonomi di operare senza sostituzioni o ricariche frequenti. Il vantaggio sarebbe particolarmente rilevante in ambienti ostili o remoti, dove la logistica rappresenta uno dei principali limiti operativi. Queste celle, inoltre, sono progettate per funzionare anche in condizioni climatiche estreme, caratteristica che potrebbe renderle particolarmente interessanti per le operazioni militari nell’Artico, nei deserti o nello spazio.

L’iniziativa si inserisce in una più ampia strategia del Pentagono volta a risolvere uno dei principali problemi emersi con la crescente diffusione dei sistemi senza equipaggio, ovvero quello di un fabbisogno energetico estremamente alto. Con l’aumento del numero di droni impiegati sui campi di battaglia e la necessità di mantenerli operativi per periodi sempre più lunghi, disporre di fonti di energia ad altissima autonomia rappresenta un fattore strategico.  Se il programma raggiungerà gli obiettivi prefissati, le batterie radioisotopiche potrebbero contribuire a cambiare il paradigma dell’alimentazione dei sistemi autonomi, riducendo drasticamente la dipendenza dalle batterie tradizionali e aprendo la strada a una nuova generazione di piattaforme militari caratterizzate da una persistenza operativa senza precedenti.

 

 

La nuova vita delle scorie nucleari nei droni nel Pentagono. Cosa studia la Darpa

La Darpa sta finanziando lo sviluppo di batterie radioisotopiche ricavate dalle scorie nucleari. L’obiettivo è alimentare droni, satelliti e sistemi autonomi per decenni senza necessità di ricarica, riducendo uno dei principali limiti operativi della guerra tecnologica

La Nato cerca capacità produttiva, Ankara chiede spazio nell’industria europea

Dopo l’aumento dei bilanci, per la Nato si apre una fase più difficile, quella in cui la spesa deve diventare produzione, scorte e capacità effettive. Ad Ankara Rutte ha indicato i nodi che rallentano questo passaggio, mentre la Turchia si è proposta come una delle piattaforme industriali dell’Alleanza chiedendo in cambio meno barriere politiche e commerciali tra alleati

All'Europa serve una Bce più lungimirante e meno impostata. L'appello di Panetta

Il governatore di Bankitalia invita Francoforte a non ripetere l’errore del 2022, quando per timore di uno tsunami inflattivo, l’Eurotower varò una raffica dei rialzi dei tassi, affossando l’economia. Ora serve leggere gli shock globali senza troppi preconcetti

Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione. Il video

 “Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione”, organizzato in collaborazione con SWG e Brightstar Lottery, si è tenuto mercoledì 1 luglio presso il MoMeC a Roma. L’incontro rappresenta un nuovo appuntamento con l’Osservatorio sul gioco pubblico di SWG, “Giocare da grandi”, attivo dal 2020 per approfondire in chiave empirica i principali aspetti del gioco pubblico. Grazie…

Energia, giovani e lavoro. Il Piano Mattei si rafforza con Enel Foundation

Siglato un protocollo d’intesa fra la struttura di missione per l’attuazione del piano voluto dal governo Meloni ed Enel Foundation per supportare la formazione in ambito energetico in Africa. Tutti i dettagli

Amici mai. La Cina compra petrolio dal Golfo (e non dalla Russia)

Nelle settimane in cui Mosca finisce il carburante per colpa della raffinazione quasi azzerata, l’alleata Pechino si rivolge alla concorrenza, aumentando la richiesta di petrolio. Lasciando l’ex Urss in balìa di se stessa

La Nato porta ad Ankara la sua agenda industriale per la difesa

Ad Ankara la Nato prova a trasformare la crescita della spesa militare in capacità concrete, produzione più rapida e programmi comuni tra alleati. Gli annunci su trasporto strategico, sorveglianza, droni, spazio, missili, difesa aerea e materie prime mostrano una linea chiara. Ridurre la frammentazione industriale e accorciare il passaggio dagli impegni politici a sistemi realmente disponibili

Dopo terra e mare, il cielo. L'ultimo fronte della guerra in Ucraina secondo Zelensky

L’ottimismo del leader ucraino sulla guerra si accompagna a nuove richieste all’Occidente. Per il presidente ucraino la vittoria dipenderà dalla capacità di conquistare il dominio dei cieli, ma senza ulteriori sistemi di difesa aerea il percorso resta in salita. Mentre si comincia a mormorare la parola “elezioni”

Quanto mi costa? Ecco la raccolta firme contro le promesse irrealizzabili in campagna elettorale

Di Marco Cruciani

La Fondazione Einaudi e l’economista Carlo Cottarelli hanno lanciato oggi in Senato la campagna “Quanto mi costa?”: una raccolta di firme online, con relativa mobilitazione social di cittadini e volti noti, a sostegno del disegno di legge “Misure per la trasparenza dei programmi elettorali dei partiti”, depositato a inizio legislatura proprio da Cottarelli, nella sua breve esperienza da parlamentare

Dietro le bandiere, i dubbi dell’America. Il racconto di Zecchini

Nel 250° anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, Washington celebra la storia e la potenza degli Stati Uniti tra parate, simboli patriottici e retorica presidenziale. Ma non tutti gli americani in realtà hanno inneggiato a un Presidente in caduta di popolarità. Salvatore Zecchini racconta la giornata di celebrazione vissuta a Washington

×

Iscriviti alla newsletter