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L’Italia può essere protagonista di una nuova architettura della sicurezza, cercando un equilibrio tra autonomia strategica europea e impegno nella Nato. Mosca e Pechino si muovono con strategie precise, mentre Washington chiede un maggiore impegno europeo, anche nel Mar Rosso. Le sfide non mancano, e il tempo stringe. Davanti alle Commissioni Esteri e Difesa riunite di Camera e Senato il ministro della Difesa, Guido Crosetto ha ribadito come nel mondo di oggi, la difesa è sinonimo di sicurezza e stabilità. “Fino a qualche anno fa nessuno in Europa riteneva prioritario investire nella difesa, contando sull’ombrello americano. Ora la Germania ha persino cambiato la Costituzione per farlo”. Il nodo centrale rimane la Nato: “Se domani gli americani non ci fossero più, perderemmo il 60% della nostra capacità difensiva e il 100% della deterrenza”, ha affermato Crosetto. Concorde anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Non esiste alternativa alla Nato. Pensare di sostituirla con altre alleanze è pura fantasia”. Tajani, da parte sua, ha sottolineato l’urgenza di un maggiore impegno europeo nella difesa, ma senza illusioni: “Non possiamo garantire la sicurezza dell’Europa senza gli Stati Uniti. Da soli non andiamo da nessuna parte”. Il vicepremier ha insistito sulla necessità di un secondo pilastro Nato a guida europea: “Dobbiamo fare di più, ma senza essere piegati alle richieste altrui”.

L’Africa, la Cina e la Russia

L’attenzione italiana si estende al Sahel, dove la competizione tra Russia e Cina è già realtà. “Se si sovrappongono le cartine geopolitiche, la loro influenza copre l’intero continente africano”, ha avvertito Crosetto. Mosca garantisce sicurezza con la presenza militare, Pechino costruisce infrastrutture e lega i Paesi al debito. L’Italia, invece, punta sulla stabilità: “Abbiamo scelto di restare in Niger perché se fossimo andati via, avremmo lasciato campo libero a Russia e Cina”, ha spiegato il ministro della Difesa, sottolineando come il nuovo governo nigerino non abbia mostrato ostilità verso Roma. Situazione diversa in Burkina Faso, dove la sicurezza non consente una presenza italiana, ma “abbiamo previsto una missione bilaterale, qualora le condizioni lo permettano”.

Mar Rosso e Indo-Pacifico

L’Italia guarda anche oltre il Mediterraneo. La missione Aspides è il primo passo verso una difesa europea, ha dichiarato Tajani: “Proteggere il traffico mercantile nel Mar Rosso è essenziale: il 40% dell’export italiano passa da Suez”. La minaccia degli Houthi resta alta, e la collaborazione con gli Stati Uniti è cruciale. “Aspides e Atalanta hanno obiettivi diversi, ma si può pensare a un comando comune per migliorarne l’efficienza”, ha aggiunto Crosetto. L’attenzione strategica si sposta anche nell’Indo-Pacifico, dove la Cina mostra un atteggiamento sempre più assertivo. “La nostra posizione su Taiwan rimane quella della ‘One China Policy’, ma difendiamo lo status quo”, ha ribadito Tajani, ricordando le recenti pressioni cinesi sulle Filippine e le provocazioni nordcoreane contro il Giappone. La Marina italiana è già presente nella regione per garantire la libertà di navigazione.

Verso una nuova strategia europea?

Crosetto e Tajani convergono sulla necessità di rafforzare la difesa europea, ma il cammino è complesso. “Una difesa comune può esistere solo con l’unanimità degli Stati membri dell’Ue, e al momento questo non è all’ordine del giorno”, ha spiegato il ministro della Difesa. Tuttavia, Roma ha già avanzato proposte concrete, come la creazione di un centro di comando comune europeo. “Dobbiamo investire di più e meglio, raggiungere il 2% del Pil in spesa militare: è un passo fondamentale per consolidare il pilastro europeo della Nato”, ha sottolineato Tajani.

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L’Italia si trova di fronte a sfide cruciali per la sicurezza europea e globale. Tra il rafforzamento della Nato, il confronto con Russia e Cina in Africa e l’impegno nel Mar Rosso, il governo ribadisce la necessità di una strategia chiara: autonomia strategica europea, ma senza rinunciare al pilastro atlantico. Crosetto e Tajani lanciano un messaggio netto: “Senza gli Usa, l’Europa da sola non può difendersi”

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