Opaca, potentissima e legata ai vertici delle forze armate, Gaesa rappresenta il cuore economico del regime cubano. E Washington la considera il vero ostacolo a qualsiasi riforma dell’isola
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Perché passa da Roma l'allargamento dell'Ue
Due i punti della riunione “Amici dei Balcani occidentali”. Primo: Albania, Montenegro e Serbia sono “quasi” in Ue e immediatamente dopo sarà il turno dell’Ucraina. Secondo: forme di cooperazione come l’accordo italo-albanese sui migranti, se intrecciato strategicamente ad iniziative come il Corridoio 8 e la connettività di collegamenti come Trieste-Belgrado, producono un sistema di investimenti strategici, anticamera dell’Unione europea di domani
Da cosa nasce il (dis)equilibrio europeo tra Usa e Cina. Scrive Zeneli
La sicurezza europea è sempre più legata alla Cina: commercio e investimenti generano squilibri, con oltre un quinto delle importazioni Ue da Pechino e un deficit sopra i 400 miliardi. Sussidi, sovraccapacità e restrizioni su materie prime espongono a vulnerabilità. L’analisi di Valbona Zeneli, nonresident senior fellow presso Europe Center dell’Atlantic Council
La Francia porta la battaglia sull’ultra fast fashion di Shein e Temu a Bruxelles
Parigi ha chiesto a Bruxelles di accelerare e irrigidire l’offensiva contro Shein e Temu, iniziata per mano dell’Eliseo un anno fa, accusate di vendere nell’Unione europea prodotti pericolosi e non conformi alle norme europee
Trump vola a Pechino con Wall Street, ma lascia a casa Nvidia? Ecco perché
La delegazione che accompagnerà Donald Trump a Pechino riunisce i vertici di Wall Street, Big Tech e dell’industria americana, confermando quanto l’interdipendenza economica tra Stati Uniti e Cina resti profonda. Ma l’assenza del ceo di Nvidia, Jensen Huang, rivela il vero messaggio strategico del viaggio: Washington considera ormai l’intelligenza artificiale e i semiconduttori avanzati una questione di sicurezza nazionale e competizione geopolitica
Il commercio è la punta dell'iceberg, la vera sfida Usa-Cina è sistemica. L'analisi di Fatiguso
Il raggiungimento di un accordo credibile tra Usa e Cina sulle dinamiche commerciali potrebbe essere una prima pietra per ricostruire le fratture, per garantire quella stabilità necessaria a bilanciare un rapporto tra due culture profondamente diverse, in cui la distanza ideologica è diventata cruciale in uno scenario mondiale sempre più fragile. L’analisi di Rita Fatiguso, senior China correspondent de Il Sole 24 Ore
Dall’Islanda al Golfo, così il Mediterraneo ridisegna le priorità dell’Alleanza Atlantica. Parla Calovini (FdI)
“Una delle domande più curiose è arrivata da un delegato algerino, che aveva chiesto e auspicato una collaborazione maggiore tra Nato e l’Algeria sul contrasto all’immigrazione clandestina, con tutti i rischi legati al terrorismo. Considero questo un esempio concreto di come si debba pensare alla Nato di domani, non più solo come difesa dell’area atlantica, ma come presidio di un fronte sud sempre più strategico in un’area geografica importante come il Mediterraneo”. Conversazione con il deputato di Fratelli d’Italia, Giangiacomo Calovini
Dove (e come) il soft power cinese in Africa ha fatto cilecca. Report Brookings
Non tutti I Paesi africani sono contenti di aver spalancato le porte agli immensi capitali del Dragone. Gli obiettivi raggiunti, in termini di crescita, sviluppo e trasparenza, sono stati molto al di sotto delle aspettative. E il risultato è una perdita di consenso nel continente
Aerospazio, Manlio Di Stefano è il nuovo vicepresidente dell’americana Nebex. I dettagli
Nuovo incarico negli Stati Uniti per Manlio Di Stefano, nominato vicepresidente per i mercati globali di Nebex, società americana attiva nella costruzione di infrastrutture finanziarie per la space economy. Già sottosegretario agli Esteri, il suo obiettivo sarà rafforzare il collegamento tra industria, capitali e domanda pubblica in un mercato sempre più competitivo. Contestualmente, ha lanciato un avvertimento sul rischio di dispersione degli investimenti spaziali europei
Riciclaggio e immobili di lusso. Yermak finisce sotto indagine (di nuovo)
L’ex capo dell’ufficio presidenziale ucraino è finito (o almeno così pare) al centro di un’inchiesta per presunto riciclaggio di milioni di dollari attraverso un progetto immobiliare di lusso vicino alla capitale. Uno sviluppo che potrebbe pesare sulla posizione di Kyiv
















