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Il razzo con cui Jeff Bezos punta a consolidare la presenza di Blue Origin nello spazio si è fermato sulla rampa, proprio mentre la società preparava il ritorno al volo di New Glenn. Durante un test statico a Cape Canaveral, l’accensione dei sette motori Be-4 del primo stadio è stata seguita da una grande esplosione che ha avvolto il Launch Complex 36. Il veicolo, destinato alla missione Ng-4 per la costellazione broadband di Amazon, è stato distrutto.

Blue Origin ha parlato di “anomalia” e ha confermato che tutto il personale è stato messo in sicurezza. Non risultano feriti. La causa non è ancora nota e l’indagine dovrà chiarire se il problema sia nato dal razzo, dai motori, dai sistemi di terra o dall’interazione tra veicolo e rampa.

Rampa danneggiata e calendario commerciale in bilico

L’esplosione ha colpito un’infrastruttura essenziale per New Glenn. I video mostrano danni rilevanti al sito di lancio, compresa la perdita di una delle torri parafulmine. La portata reale dell’impatto dovrà però essere verificata prima di definire tempi e costi del ripristino.

Il razzo era destinato alla missione Ng-4, con satelliti Amazon Leo a bordo. Per Blue Origin, Amazon è il principale cliente commerciale di New Glenn, con una serie di lanci previsti per dispiegare la costellazione broadband in orbita bassa.

Lo stop arriva dopo il problema del volo Ng-3, quando un malfunzionamento dello stadio superiore aveva lasciato un satellite in un’orbita bassa non recuperabile. La Federal aviation administration aveva appena autorizzato la ripresa dei lanci dopo la chiusura di quell’indagine. Ora Blue Origin dovrà aprirne un’altra, riparare il sito e ricostruire la fiducia operativa attorno al vettore.

Le ricadute sui programmi lunari della Nasa

L’incidente pesa anche sui piani della Nasa. New Glenn è collegato al lancio del lander lunare Blue Moon Mark 1 e, più avanti, al trasporto del rover Viper. Il vettore rientra inoltre nell’architettura prevista per Blue Moon Mark 2, il lander con equipaggio sviluppato da Blue Origin.

Jared Isaacman ha definito il volo spaziale un’attività che “non perdona” e lo sviluppo di nuovi lanciatori pesanti un compito “straordinariamente difficile”. La frase riassume il vincolo principale per Blue Origin. La ripartenza dipenderà dalla capacità di individuare la causa dell’esplosione, ripristinare la rampa e dimostrare che New Glenn può tornare a volare con margini di affidabilità adeguati.

Il razzo di Blue Origin esplode e complica i piani di Bezos

L’esplosione sulla rampa durante il test statico di New Glenn interrompe il tentativo di Blue Origin di rilanciare il proprio vettore pesante e apre una fase delicata per il programma. Lo stop colpisce insieme il calendario commerciale con Amazon, la disponibilità del sito di lancio e le prospettive dei programmi lunari legati alla Nasa, lasciando la ripartenza appesa all’esito dell’indagine tecnica e al ripristino della rampa

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