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Il quadro descritto dal Factbook quest’anno, nella sua XX edizione, rivela la continua dinamica del trasporto aereo. Gli scorsi venti anni ci hanno regalato una nuova forma di mobilità di massa, che ha ampliato le possibilità per tutti e ridotto l’isolamento di interi territori. Si sono aperte nuove dinamiche sociali che solo il mezzo aereo ha consentito, divenendo in molti casi insostituibile. Le merci, inoltre, hanno fatto crescere il mondo.

È nata quindi una nuova forma di mobilità che si configura come un bene, per così dire, “primario” per la società. Il traffico aereo non è inoltre solo un bisogno per tanti, ma è anche sinonimo di pace e di rapporti positivi tra gli Stati e i Continenti.

Le prospettive italiane per i prossimi 10 anni, con quasi 100 milioni di passeggeri in più dai 230 di oggi, richiedono immediati investimenti: occorre accorciare i tempi e trovare le condizioni per una loro bancabilità, visto che non gravano sui contribuenti ma sono pagati dagli utenti. Si può agire sulla durata delle concessioni sotto la regia di Enac e del Governo, perché si tratta di un bene strategico per il futuro del nostro Paese.

I numeri del rapporto ci dicono che questa è una vera emergenza. Come giustamente ha sottolineato il vice Ministro Rixi, bisogna accompagnare la crescita dove c’è. E il trasporto aereo ha le prospettive migliori da questo punto di vista. Tuttavia, gli investimenti pagano un ritardo cronico rispetto alla domanda, come ha sottolineato Costantino Pandolfi. Tempi minori e bancabilità degli investimenti sono un’occasione che il Governo non può perdere. Ed è a costo zero per le risorse pubbliche.

Non si parla solo dei passeggeri, ma anche delle merci. Queste ultime valgono più di un quarto del totale delle esportazioni extraeuropee, pur rappresentando solo il 3% del volume. Ne va dell’export italiano, che oggi alimenta altri aeroporti europei.

Il Factbook inoltre rivela la corsa della Turchia, ormai vero hub verso l’Asia. È la dimostrazione che la competizione è come andare nel bosco con un amico e incontrare l’orso: per salvarti devi solo correre più dell’amico, non più dell’orso. L’Europa non è sola al mondo, ma compete con altri. Lo stesso vale per l’Italia verso gli altri Paesi europei. Ognuno deve fare il massimo nel quadro di regole condivise.

L’Italia si è caratterizzata nel trasporto aereo per una crescita diffusa, “democratica”, che ha beneficiato interi territori, dando linfa al nostro sistema produttivo ed economico, come i livelli record di export testimoniano. Gli aeroporti e tutto il settore sono poi start-up tecnologiche permanenti, capaci di assorbire le innovazioni a beneficio del servizio.

La crescita futura dovrà coniugare anche il tema della sostenibilità con un approccio fondato sui dati e non su narrative che, anche se ripetute, non corrispondono alla realtà. La green transition è in atto da tempo nel mondo del trasporto aereo e la crescita delle emissioni è molto inferiore a quella del traffico. Deve essere completata e anche qui il tema degli investimenti è vitale.

Il trasporto aereo è ormai un’infrastruttura essenziale del Paese. Scrive Paleari

Di Stefano Paleari

Il Factbook conferma che il trasporto aereo è diventato una componente strutturale della mobilità, della coesione territoriale e della competitività economica. Per l’Italia, la crescita attesa nei prossimi anni rende urgente sbloccare investimenti su aeroporti e cargo, riducendo i ritardi infrastrutturali e creando condizioni più favorevoli alla bancabilità. Su questo sfondo, la sfida è accompagnare l’espansione del settore senza perdere terreno nella competizione internazionale e mantenendo un approccio realistico alla sostenibilità. L’analisi del professor Stefano Paleari, del Centro ICCSAI-ITSM dell’università di Bergamo

Aerei, passeggeri e hub. Dove sta andando il trasporto aereo italiano

Il trasporto aereo europeo ha consolidato nel 2025 il recupero oltre i livelli pre-Covid, con l’Italia che cresce più della media continentale e punta a rafforzare il proprio ruolo tra domanda passeggeri, lungo raggio e centralità mediterranea. Il quadro emerso dal Fact Book segnala però anche alcuni nodi ancora aperti, dalla tenuta del cargo ai ritardi infrastrutturali, fino all’impatto delle tensioni geopolitiche e delle nuove regole sulla sostenibilità

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