Il dibattito alla Camera in vista del Consiglio europeo del 18 e 19 giugno ha riportato in superficie una questione che continuiamo a trattare come finanziaria, mentre è costituzionale. Senza chiarire mandato della Bce, regole fiscali e modello di crescita, il debito comune (“eurobond” più o meno esplicito) rischia di essere l’ennesima tappa del “failing forward”. L’opinione di Carlo Lombardi
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Libano, nel ginepraio dei non-cessate-il-fuoco. L'analisi di Cristiano
Il Libano esiste se è il Paese del vivere insieme, messaggio regionale fortissimo. Difficile, ancor di più se si continua a parlare in termini di comunità religiose chiuse e non di persone con proposte, visioni, che ci sono. Forse per questo molti vedono nel piccolo Libano un grande pericolo. L’analisi di Riccardo Cristiano
Gli Usa scommettono sul dialogo in Venezuela
Libertà di espressione, rafforzamento delle istituzioni e garanzie per la partecipazione politica libera. Il Dipartimento di Stato americano ha confermato le condizioni necessarie per sostenere lo svolgimento di elezioni nel Paese sudamericano
Stabilità politica, banche e Pnrr. Così l'Italia è diventata resiliente secondo Moody's
L’agenzia di rating, che lo scorso anno dopo 23 anni ha migliorato il giudizio sull’Italia, promuove la capacità di adattamento del Paese. Ma avverte, guai a mollare la presa sugli investimenti dopo la fine del Pnrr
L'arroganza di Trump è inaccettabile, difendiamo l'Italia. Parla Sensi
Il parlamentare del Pd, Filippo Sensi, interpreta lo scontro Meloni–Trump come il segnale di un equilibrio internazionale sempre più instabile e personalizzato. Sul G7 evidenzia qualche risultato diplomatico ma anche la fragilità dell’Europa nel contesto globale. In vista dei prossimi vertici, richiama alla prudenza su crisi come Hormuz e alla necessità di una linea europea più coesa
Verso Ankara, tutti i nodi irrisolti della difesa europea. Scrive Caruso
Quattro giorni e quattro passaggi, tra il Pentagono, il G7 di Evian, il question time alla Camera e la ministeriale Difesa della Nato a Bruxelles, hanno riportato allo scoperto lo stesso nodo. Alla vigilia del summit di Ankara, i dossier su spese Nato, adesione al Purl e ricorso a Safe mostrano tutta la difficoltà europea nel trasformare l’autonomia strategica da formula politica a capacità reale. L’analisi del generale Caruso, consigliere militare della Sioi
Dalla Cina all’Iran, fino alla Nato. Missiroli spiega perché cresce la pressione sugli alleati europei
Crisi a Hormuz: “Se questo è un accordo che indica una sconfitta dell’Iran saremmo credo tutti sorpresi. Gli attacchi di Trump all’Italia? Credo che faccia parte della personalità e del suo modo di operare che addirittura deride i propri alleati e si mostra come un bullo”. L’analisi di Missiroli, già direttore dell’European Union Institute of Security Studies e segretario generale aggiunto della Nato per le emerging security challenges
Da Conte a Fazzolari. Le reazioni della politica all’affondo di Trump contro Meloni
Le parole di Donald Trump su Giorgia Meloni, definite dalla premier “totalmente inventate”, scatenano una reazione politica ampia e trasversale in Italia. Dalla maggioranza alle opposizioni, da Conte a Calenda fino alla telefonata di Mattarella e i commenti di Fazzolari e Crosetto, si moltiplicano i messaggi di solidarietà alla presidente del Consiglio e di difesa della dignità del Paese
La Nato prepara ad Ankara una possibile svolta sulla deterrenza nucleare
Il dossier nucleare sta tornando al centro della riflessione Nato in una fase in cui l’Alleanza vuole rafforzare deterrenza, pianificazione e credibilità militare. Le aperture di alcuni Paesi europei a un coinvolgimento più diretto mostrano che la dimensione nucleare non è più un tabù come in passato e che il vertice di Ankara potrebbe consolidare una linea più ampia e più distribuita
Minerali critici, il G7 accelera sulla resilienza delle filiere
Al vertice di Evian, i leader del G7 hanno approvato una nuova dichiarazione sui minerali critici che fissa obiettivi di diversificazione delle catene del valore, rafforza il coordinamento industriale e apre alla creazione di nuovi strumenti di mercato. Sullo sfondo resta la preoccupazione per la concentrazione delle forniture globali e per l’uso delle materie prime come leva geopolitica
















