Skip to main content
Il 57enne Mojtaba eletto successore del padre Alì Khamenei ? “Come se avessero eletto Pontefice un chierichetto”, commentano gli esperti di storia e tradizioni iraniane. Senza carisma e troppo giovane nel ruolo di Guida Suprema di un gerontoregime  teocratico, Mojtaba Khamenei sembra incarnare la celebre definizione di Sun Tzu sui perdenti “guerrieri già sconfitti che prima vanno in guerra e poi cercano di vincere”.  Vista da Washington e Gerusalemme é la scelta migliore perché, considerato molto più fondamentalista, terrorista e spietato del genitore e per questo imposto sembra con i mitra spianati dai pasdaran, nei quali si arruolò a 17 anni, la neo Guida Suprema baby giustifica addirittura più del Khamenei padre la personificazione del target perfetto da eliminare e nei confronti del quale é già scattata la caccia all’uomo.
Per l’orizzonte del nuovo Iran sarebbe una nuova e forse decisiva liberazione. Obiettivo sul quale sta convergendo l’ulteriore escalation dell’offensiva contro quel che resta del regime degli ayatollah scatenata dalle forze aero navali, cibernetiche e d’intelligence di Stati Uniti e Israele. Un’escalation progressiva che, scrive il Wal Street Journal, “sta facendo saltare in aria lo stato di polizia iraniano per aprire la strada alla rivolta”. Raid aerei, missili, droni e varie operazioni segrete, stanno prendendo di mira i reparti dei Guardiani della Rivoluzione e della forza paramilitare Basij, i vertici dei servizi segreti che hanno represso nel sangue le manifestazioni di protesta massacrando giovani e cittadini e arrestato in massa i manifestanti. L’intento é quello di decimare e disarticolare i bracci armati del regime in modo che la popolazione possa prendere il controllo da terra. Analoghi sistematici attacchi prendono di mira anche i pasdaran e i servizi di sicurezza di Teheran nelle aree curde dell’Iran occidentale, che sono tradizionalmente roccaforti anti-regime.
Nella città di Sanandaj, l’intelligence americana in particolare sta coordinando tutte le minoranze curde e altre etnie con i miliziani curdi in Iraq che potrebbero attraversare il confine con l’Iran e aprire una breccia nel fianco   dell’agonizzante Repubblica islamica. Secondo gli analisti di strategie militari non sarà facile sostenere eventuali insurrezioni  solo con la potenza aerea perché, anche se i raid aerei martellano il territorio, i militanti Basij pattugliano ancora le strade iraniane. Le eventuali  defezioni di massa dal regime, qualora dovessero verificarsi seguendo l’appello del Presidente Trump ad arrendersi in cambio dell’immunità, potrebbero cambiare la situazione.
Certo, é la scommessa che scatti il “si salvi chi può”,  ma le forze iraniane non hanno alternativa. Inoltre, il lancio indiscriminato di missili e droni iraniani contro l’Arabia Saudita, il Qatar, Bahrein Kuwait, Emirati Arabi e Oman potrebbe scatenare altrettanti attacchi contro Teheran da parte degli stati del golfo che si sentono traditi e gravemente danneggiati dal vicino che pure avevano sostenuto nel braccio di ferro con l’occidente. Mentre Israele sta azzerando nel Libano anche le residue forze degli alleati Hezollah.
Isolato e senza vie di scampo, con Russia, Cina e Corea nel Nord clamorosamente non pervenute, l’Iran che eredita Mojtaba Khamenei é ormai una Repubblica Islamica che non c’é più, che attacca alla cieca come un Polifemo ferito a morte e che non é in grado di difendersi. Non é da escludere che a Teheran qualcuno cominci chiedersi perché continuare a morire per un leader destinato a succedere al padre anche nella fine cruenta?

Gli ayatollah di padre in figlio verso la rovina dell'Iran

Iran di male in peggio, isolato e senza vie di scampo, con Russia, Cina e Corea nel Nord clamorosamente non pervenute. Mentre sotto i raid degli attacchi di Usa e Israele la tenuta del regime sta crollando in tutto il Paese. L’analisi di Gianfranco D’Anna

Gas e terre rare, così Russia e Cina ricattano il mondo

Dal lavoro di analisi svolto sui fronti critici individuati nel corso del 2025 dagli 007 italiani, emerge la chiara consapevolezza che ormai ci sono tanti modi per tenere in ostaggio investimenti e risparmi. Mosca e Pechino hanno agito su terreni diversi, seppur con lo stesso fine. Le criptovalute sono ormai una nuova forma di finanza, ma per l’Italia il vero rebus è l’energia. Lo sprint del golden power

Cina e Russia, minacce allo specchio dell'intelligence italiana

“Governare il cambiamento”. Questo il titolo della Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026, che analizza uno status quo globale che, caratterizzato dall’erosione della distinzione concettuale tra guerra e pace, tra vero e falso, si muove all’interno di una competizione ibrida permanente e totalizzante

Perché le tecnologie civili con ricadute militari sono un fenomeno da presidiare

La Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026 fotografa una trasformazione in cui le tecnologie strategiche nascono sempre più nel mercato civile e approdano rapidamente alla difesa. Una dinamica che accelera innovazione e riduce i costi, ma moltiplica le vulnerabilità lungo le filiere e nella tutela del know how. Al centro emerge il nodo del dual use e il ruolo dell’intelligence economica nel presidiare investimenti, acquisizioni e dipendenze critiche

Lo Spazio è ormai una questione di sicurezza nazionale

La Relazione annuale dell’Intelligence italiana dedica un’intera sezione allo spazio, comprensiva di scenario simulato tramite intelligenza artificiale, confermando come il settore sia ormai inscindibile dalla sicurezza nazionale. Proiettando lo scenario al 2035, l’orbita bassa viene descritta come un’infrastruttura critica segmentata in aree di influenza, con una conflittualità sempre più pronunciata. Per l’Italia, le implicazioni sono numerose. Tutti i dettagli

Cina, attore e minaccia. L’intelligence italiana spiega perché

La Cina è un attore centrale della competizione globale, capace di utilizzare strumenti ibridi, tecnologici ed economici per espandere la propria influenza. Il rapporto del comparto intelligence italiano analizza in particolare le strategie di influenza, la corsa alle tecnologie emergenti, l’uso delle materie prime critiche come leva geopolitica e le tensioni nel quadrante Indo-Pacifico

Allarme Balcani, droghe e armi verso l'Europa passano da lì

L’interesse dell’intelligence si è concentrato anche su quelle strutture criminali straniere (in particolare quelle cinesi, nigeriane, albanesi e montenegrine) che presentano modelli organizzativi flessibili, una spiccata vocazione internazionale integrata con le consorterie italiane. Per questa ragione la conclusione del report è che i traffici illeciti restano la primaria fonte di alimentazione degli affari gestiti dalla criminalità

Minaccia interna e terrorismo, cosa dice la relazione annuale dell’Intelligence

Nella Relazione annuale sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2026, i capitoli rispettivamente dedicati alla minaccia interna e alla minaccia terroristica offrono un’analisi puntuale di come l’ecosistema digitale stia incidendo sui processi di radicalizzazione e sulle dinamiche estremiste e di come questi si stiano muovendo all’interno della Repubblica

L’arco delle crisi, il Mediterraneo allargato secondo gli 007 di Roma

La Relazione annuale dell’intelligence italiana fotografa un Mediterraneo allargato attraversato da crisi interconnesse, dal Sahel al Levante fino al Golfo. L’escalation militare attorno all’Iran conferma e amplifica uno scenario in cui sicurezza energetica, rotte marittime e competizione tra potenze incidono direttamente sugli interessi strategici dell’Italia. Un quadro valutato dai servizi nel loro documento

Tecnologia, rotte migratorie e conflitto ibrido nella Relazione 2026 dei Servizi

La Relazione annuale 2026 sulla Politica dell’Informazione per la Sicurezza costruisce una lettura sistemica e un quadro interpretativo capace di analizzare con metodo e visione d’insieme le nuove leve geopolitiche globali, dalla tecnologia alle dinamiche migratorie irregolari, fino allo sviluppo della minaccia ibrida. Sciogliendo la complessità dei molti vettori di pressione strategica che minacciano l’integrità e la sicurezza della Repubblica

×

Iscriviti alla newsletter