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Con la Coppa del mondo Fifa 2026, il Canada sta vivendo un momento storico e profondamente emozionante. Siamo co-organizzatori, insieme a Messico e Stati Uniti, del più grande e seguito evento sportivo globale, pronti ad accogliere il mondo a Toronto e Vancouver in uno spirito di apertura, inclusione e cooperazione che riflette pienamente la nostra identità. È la prima volta che il Canada ospita un mondiale di calcio maschile: un traguardo che viviamo con orgoglio e senso di responsabilità. Questo appuntamento si inserisce nella lunga tradizione canadese nell’organizzazione di grandi eventi sportivi internazionali: dai Giochi olimpici e paralimpici invernali di Vancouver 2010 ai Giochi panamericani e parapanamericani di Toronto 2015, fino alla Coppa del mondo femminile Fifa dello stesso anno.

In ogni occasione il Canada ha puntato non solo all’eccellenza organizzativa, ma anche a lasciare un’eredità duratura: promuovere l’inclusione, tutelare l’ambiente e generare benefici concreti per le comunità che ospitano le competizioni. Gli stessi principi guidano anche questo torneo, che consideriamo un’occasione per produrre ricadute economiche significative: dalla crescita del Pil all’aumento dei redditi da lavoro, dalla creazione e tutela dei posti di lavoro alla capacità di attrarre visitatori da tutto il Paese e dall’estero. La Coppa del mondo Fifa 2026 non è soltanto una competizione. Come ho detto di recente a un gruppo di studenti italiani coinvolti nel “torneo delle nazioni” che abbiamo sostenuto a Roma, il Mondiale è un punto di incontro tra culture e generazioni. Un momento in cui si rafforzano i legami tra Paesi e si riportano al centro valori che oggi meritano maggiore attenzione: collaborazione, rispetto, spirito di squadra.

In questo quadro, le relazioni tra Canada e Italia trovano nel calcio un terreno particolarmente fertile. Questo sport è uno dei ponti più vivi tra i nostri due Paesi e, grazie agli oltre 1,5 milioni di canadesi di origine italiana, è diventato un linguaggio condiviso capace di avvicinare le nostre comunità. Questo legame è evidente in queste settimane, mentre il Canada scende in campo nel pieno del mese del patrimonio italiano, durante il quale celebriamo gli straordinari contributi dei canadesi di origine italiana. Un legame che si riflette anche nei tanti calciatori e calciatrici canadesi che vivono e giocano in Italia, militando in Serie A: tra loro i nostri nazionali Jonathan David (Juventus), Ismaël Koné (Sassuolo) ed Evelyn Viens (Roma). Inoltre, recentemente, il primo ministro Mark Carney ha reso omaggio ad Alessandro Nesta, campione del mondo 2006 ed ex giocatore del Montréal Impact, un gesto che testimonia ancora una volta la profondità dei rapporti tra i nostri Paesi.

Accanto a questi scambi umani e culturali, Canada e Italia stanno vivendo una fase di straordinaria vitalità nelle relazioni bilaterali. Commercio e investimenti crescono in modo significativo in settori-chiave come energia, nuove tecnologie, spazio, aerospazio, scienze della vita e manifattura avanzata. Gli scambi di beni tra i due Paesi sono aumentati del 73% rispetto al 2016, anche grazie all’applicazione provvisoria del Ceta, l’accordo economico e commerciale globale tra Canada e Unione europea, che confidiamo possa essere presto ratificato anche dall’Italia. Si tratta La scommessa di Ottawa di un partenariato solido e in continua evoluzione, fondato su valori condivisi e su una visione comune di crescita sostenibile e innovazione al servizio dei cittadini.

Il ruolo del Canada è chiaro: siamo un partner affidabile e complementare, con una delle economie più stabili al mondo, ricca di risorse naturali, sostenuta da una forza- lavoro altamente qualificata e da un ecosistema dell’innovazione solido e dinamico. Per le imprese italiane il Canada rappresenta non solo un mercato aperto e in crescita, ma anche una piattaforma strategica per l’espansione internazionale, una porta d’accesso a 51 Paesi e a oltre 1,5 miliardi di consumatori. La Coppa del mondo Fifa 2026 rappresenta dunque un’opportunità concreta per costruire relazioni, promuovere il dialogo e rafforzare la collaborazione tra Paesi e persone. Per il Canada è una responsabilità che assumiamo con convinzione: accogliere il mondo nel rispetto dei nostri valori, dentro e fuori dal campo, inclusione, diversità e rispetto, e lasciare un’eredità positiva che vada ben oltre il torneo.

Formiche 226

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