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Elvira Nabiullina, presidente della Banca Centrale russa, è in congedo di malattia. Una prassi comune, che però si presta a speculazioni e tensioni politiche in un ambiente carico di accuse e cambiamenti. La governatrice della principale entità economica e finanziaria della Russia ha annunciato di dover annullare due apparizioni pubbliche nell’ultima settimana, incluso l’importante appuntamento del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.

Nabiullina avrebbe dovuto intervenire nel panel principale insieme a Maxim Oreshkin, consigliere economico della presidenza; Anton Siluanov, ministro delle Finanze e Maxim Reshetnikov, ministro dell’Economia.

L’assenza per malattia di Nabiullina ha assunto connotazioni politiche giacché era stata oggetto di critiche da parte degli imprenditori russi per la decisione di aumentare i tassi al 21% nel 2024. Una misura che aveva come obiettivo frenare l’inflazione e ha purtroppo avuto come conseguenza il rallentamento della crescita economica dal 4,9% del 2023 all’1% nel 2025.

Il presidente Vladimir Putin ci ha tenuto ad assicurare che “la situazione (economica) è sotto controllo; è assolutamente evidente. E le misure adottate hanno prodotto i risultati sperati. “L’inflazione sta calando, è poco sopra il 5%. Pertanto, ritengo che abbiamo tutto il diritto di aspettarci sia una riduzione del tasso di riferimento sia il raggiungimento di altri parametri necessari”.

I giorni di Nabiullina alla guida della Banca centrale russa sono comunque contati. A giugno del 2027 il suo mandato dovrebbe scadere. Ma il fatto che non sia stata più vista in pubblico, e che l’ultima pubblicazione sui social network sia del 28 maggio, comincia a preoccupare la popolazione. Tuttavia, si spera si presenti alla conferenza stampa sui tagli dei tassi il 19 giugno, come sostiene l’agenzia Reuters.

Nabiullina è nata a Ufa nel 1963, e appartiene all’etnia tatara, il gruppo minoritario più grande della Russia. Secondo l’emittente britannica Bbc, è riconosciuta nei circoli di potere per recitare poesia francesi a memoria, essere amante dell’opera e per restare rigida nella gestione delle crisi. È la prima donna presidente della Banca Centrale della Russia, incarico che ha assunto dal 2013.

Ma la sua vicinanza al presidente Putin risale al 2000, quando il leader del Cremlino l’ha nominata ministra dello Sviluppo economico. Da quel momento Nabiullina fa parte dei consiglieri più fidati del presidente.

In questi anni l’economista ha superato momento di grande difficoltà – in primis l’imposizione delle sanzioni internazionali -, ma nessuno come la sfida attuale di recuperare l’economia di un Paese in guerra.

Donna di poche parole, la sua influenza nelle politiche economiche e monetaria della Russia è decisiva ma anche un mistero. Analisti, esperti e imprenditori cercano nel suo abbigliamento indizi sulle future linee e indicazioni dell’entità finanziaria. “Ho indossato un simbolo, ma non penso spiegarlo”, ha dichiarato in un’intervista tv. Piccole case, nuvole con pioggia, bicchieri, falchi… le sue spille catturano l’attenzione perché la scelta non è casuale. Anche il colore dei vestiti è una rappresentazione di cosa verrà. Prima dell’inizio della guerra in Ucraina, per esempio, si è presentata vestita completamente di nero, come in lutto.

Nel 2015 la rivista Euromoney l’ha nominata la migliore banchiere centrale del mondo, mentre la pubblicazione The Banker l’ha considerata la banchiera dell’anno in Europa nel 2017. Certo è che sotto la sua direzione la Banca Centrale della Russia ha accumulato la più grande riserva di valuta straniera della storia e questo permette ancora al Paese – e al governo di Putin – di restare in piedi.

Dove è finita la presidente della Banca Centrale russa?

L’economista è uno dei consiglieri più fidati di Putin, ma da giorni è in “congedo di malattia”. Aveva la tradizione di “comunicare” attraverso le spille. Le critiche per le decisioni sui tassi e le condizioni difficili dell’economia russa

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