Bonino, e prima di lei Pannella, hanno fatto politica persino con il loro corpo, seguendo l’insegnamento del Mahatma Gandhi e del suo Satyāgraha, la disobbedienza civile intesa come strumento di lotta politica anche attraverso scioperi della fame e della sete. Una politica alta che oggi ha lasciato il posto ad un cicaleccio continuo da social. La rubrica di Pino Pisicchio
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La transizione da Calvino a Cetto Laqualunque attraverso il pensiero trumpiano
Dalla dottrina di Giovanni Calvino al populismo di Donald Trump fino alla caricatura di Cetto Laqualunque: un percorso provocatorio che intreccia etica del successo, culto del leader e promesse elettorali, mostrando come un’idea religiosa possa trasformarsi in demagogia politica. L’opinione del generale Nicola Cristadoro
Preferenze, ma non troppo. Gli effetti reali della riforma elettorale
La riforma elettorale reintroduce le preferenze, ma il loro impatto resta limitato. Le simulazioni mostrano che solo i partiti più grandi ne trarranno un beneficio reale, mentre per molti seggi continueranno a essere decisive le scelte dei vertici di partito. L’opinione di Salvatore Di Bartolo
Ecco la bomba Houthi sulla la rotta del petrolio. L'analisi di D'Anna
Piange il telefono fra Riad e Washington. Bin Salman ha parlato due volte al telefono con Donald Trump per esortarlo a fermare gli Houthi. E per due volte il presidente americano ha fatto orecchie da mercante, nonostante ormai le milizie islamiche filo iraniane controllino di fatto la costa yemenita del Mar Rosso. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Questione sociale, la politica deve riscoprire Donat-Cattin e Marini. La proposta di Merlo
Tra assistenzialismo e ricette liberiste, le nuove disuguaglianze richiedono una cultura politica capace di coniugare lavoro, welfare e crescita. Riscoprire la lezione di Donat-Cattin e Marini può restituire concretezza al dibattito e credibilità all’azione dei partiti
L'Europa giochi duro con la Cina e metta i dazi se vuole sopravvivere. Parla Forchielli
Appalti, investimenti, pannelli, va tutto bene per contrastare il Dragone. Ma l’unica vera arma rimane il caro vecchio dazio ed è ora che l’Ue faccia una scelta di campo, sposando la causa della guerra commerciale contro Pechino. I Brics non sono immuni dalla crisi di Hormuz, chiederanno l’immediato stop alla guerra contro l’Iran. Conversazione con l’economista, saggista e imprenditore Alberto Forchielli
Medio Oriente, lo stallo armato che trasforma il disordine in sistema. L'analisi di Dentice
Il Medio Oriente è in uno “stallo armato”, con un equilibrio coercitivo che impedisce a qualsiasi attore di imporre il proprio ordine. Raid, deterrenza, cessate il fuoco fragili e negoziati convivono nello stesso spazio strategico. Le potenze regionali si comportano sempre meno come costruttori di ordine e sempre più come gestori del rischio, cercando di ridurre la dipendenza da un singolo garante e aumentare la propria capacità negoziale. L’analisi di Giuseppe Dentice, analista dell’Osservatorio sul Mediterraneo (Osmed) dell’Istituto di Studi Politici San Pio V.
Delhi al centro del mondo. La scommessa indiana sui Brics
Tra Putin, Xi, Pezeshkian e le fratture che attraversano l’ordine globale, il vertice Brics mette alla prova l’autonomia strategica dell’India. La sfida di Modi è fare della multipolarità uno spazio di dialogo, evitando che diventi soltanto una nuova politica dei blocchi
Xi, Putin e la crisi in Iran. Al via il vertice Brics nel segno dell'India
A Nuova Delhi il diciottesimo vertice del blocco di Paesi antagonista al G7, con Narendra Modi padrone di casa. Xi e Putin si parleranno, ma al momento non è previsto nessun bilaterale. Hormuz e la crisi petrolifera al centro dei lavori
Deficit di immaginazione. Cosa rivela il sondaggio Ecfr-Ecf sugli europei
L’Europa che molti cittadini vorrebbero riescono già a descriverla: più unita, più sicura, più autonoma e capace di proteggere prosperità e benessere. Ciò che una parte consistente di loro non riesce ancora a immaginare è come l’Ue di oggi possa diventare quella di domani. Il nuovo report Ecfr-Ecf fotografa il “deficit di immaginazione” che pesa sul futuro dell’Unione
















