Tecnologia, sicurezza e geopolitica sempre più intrecciate. All’evento Eu-Us Tech Agenda 2030 istituzioni e imprese discutono su come rafforzare la partnership tecnologica transatlantica per affrontare la competizione globale
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Ecco come la Cina alza il livello dello scontro su Panama
Ck Hutchinson, probabilmente sull’onda del pressing di Pechino, chiede un risarcimento di due miliardi al governo panamense, reo di averle strappato di mano le concessioni per i due scali di Balboa e Cristobal. Mentre BlackRock stringe il cerchio sui restanti porti in mano cinese
La lezione americana che serve all’Europa del defense-tech
Nel confronto sul defense-tech è emersa l’urgenza per l’Europa di colmare il divario tecnologico con una strategia comune che unisca industria, sicurezza e innovazione. Tra eccesso di regole, frammentazione produttiva e lentezza nei processi, i relatori hanno indicato tre priorità: accelerare l’adozione delle tecnologie, rafforzare competenze e filiere, costruire fiducia tra pubblico, imprese e difesa
Convergenza industriale e difesa. L'asse vincente tra Roma e Washington
Non può esistere alcuna autonomia strategica europea, in particolare per quanto riguarda le tecnologie abilitanti, o strategic enablers, in assenza di una stretta complementarietà con gli Stati Uniti, sia sul piano industriale che su quello tecnologico. Carmine America, founder & ceo di Prima Sidera, racconta la conferenza “EU US Tech Agenda 2030”, organizzata a Roma da Formiche presso la sala del Refettorio della Camera dei Deputati
L’arsenale della democrazia rischia di svuotarsi. L’allarme di JPMorgan
Gli Stati Uniti stanno affrontando un momento critico per la loro industria della difesa. Il modello sviluppato dopo la Guerra fredda mostra limiti evidenti, dalla concentrazione dei produttori alla riduzione della forza lavoro e dei fornitori. In un contesto di competizione globale con Cina e alleati più autonomi, l’innovazione tecnologica e la capacità produttiva devono trovare un nuovo equilibrio. Le conclusioni del nuovo report di JPMorgan sull’industria della difesa statunitense
Non solo Turchia, perché è la Siria il possibile obiettivo dell'Iran
Poco si parla della Siria nella crisi in corso in Iran, mentre invece è un pezzetto strategico del puzzle geopolitico che si sta componendo in Medio Oriente: sia perché investe direttamente il rapporto tra il nuovo corso a Damasco e Washington, sia perché tocca inevitabilmente la diatriba infinita tra sunniti e sciiti. In più il nuovo ruolo di al-Jolani (ora Ahmed Al-Sharaa) è fumo negli occhi per Teheran che da tempo vede scemare i propri obiettivi
Nella crisi in Iran serve il pragmatismo di Erdogan e Meloni. Parla Politi
“Il drone contro Cipro? Non contro l’isola, ma contro due basi inglesi che per di più sono territorio sovrano britannico. A Teheran c’è un derby tra chi capisce che deve mantenere delle strade aperte e chi dice che bisogna andare allo scontro duro senza paura. L’articolo 5 è stato costruito con gli americani, i quali non avevano nessuna voglia di essere trascinati automaticamente in qualche guerra. Questo è un elemento importante da sottolineare”. Intervista al direttore della Nato Defense College Foundation, Alessandro Politi
L'intelligence Usa torna in Mali. Buona notizia per l'Italia
Secondo un’esclusiva Reuters Washington punta a riprendere missioni di sorveglianza sul Mali per monitorare i gruppi jihadisti. Il possibile ritorno operativo americano segnala la crescente centralità strategica del quadro securitario del Sahel, una regione cruciale anche per gli interessi europei e italiani
Dall'Ucraina all'Iran, la sfida più grande è la manipolazione dell'informazione. Scrive Terzi
La tecnologia al servizio dello Stato è l’esatto opposto della concezione occidentale di tecnologia libera. Ecco perché vi è la necessità di affrontare dossier come questi nella cornice atlantica. Pubblichiamo l’intervento del senatore Giulio Terzi di Sant’Agata al convegno Eu-Us Tech Agenda 2030, organizzato da Formiche presso la Camera dei deputati
L’Iran recluta spie in Europa tramite Telegram per sorveglianza e sabotaggi
Secondo fonti dell’intelligence britannica citate da The i Paper, Teheran starebbe utilizzando bot su Telegram per arruolare criminali e civili europei in operazioni di sorveglianza e potenziali attacchi, replicando modelli già sperimentati dall’intelligence russa
















