I democratici americani sono riusciti a imporsi anche in Stati che erano da sempre dei repubblicani. Per i candidati dem non ha votato soltanto il loro elettorato, ma anche un pezzo ampio di quello repubblicano. Siamo di fronte a un paradigma nuovo: il voto oggi è sempre più libero e di opinione e sempre meno di sola appartenenza. Conversazione con Piero Fassino, vicepresidente della Commissione Difesa della Camera e membro dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa
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IA, il costo di non innovare. Il confronto tra governo e imprese
Alla Camera un confronto tra le aziende e il viceministro Valentini in occasione del convegno “Innovazione e IA: nuove regole, nuove opportunità”, promosso dall’Osservatorio sul Diritto all’innovazione della Fondazione Luigi Einaudi. Ecco chi c’era e cosa si è detto
L'anti-Trump della fede. Come Talarico ribalta quarant'anni di teopolitica conservatrice
James Talarico, seminarista presbiteriano e politico texano, propone una fede lontana dall’integralismo religioso che ha segnato la destra americana. Difende pluralismo, dialogo e attenzione ai poveri, offrendo ai Democratici una visione evangelica alternativa al trumpismo
Vi spiego perché il voto in Usa farà riscoprire alle destre l'europeismo. Parla Minzolini
Con Trump ci sono delle difficoltà oggettive nel rapporto tra le due sponde dell’Atlantico: non è che la sua sconfitta aiuta o meno le destre ma le fa riflettere e forse può determinare delle modifiche di linea e anche di evoluzione dei diversi partiti che la compongono. L’ubriacatura sovranista è passata. Il futuro dell’Ue? Senza diritto di veto e con un esercito europeo. Intervista ad Augusto Minzolini, già direttore del Tg1
La sconfitta di Trump può cambiare il vento politico. Tocci spiega l’effetto midterm sull’Europa
La sconfitta di Trump alle midterm americane apre nuovi interrogativi sugli equilibri internazionali e sulle prospettive della sua politica estera. Per Nathalie Tocci, mentre sull’Ucraina Washington potrebbe accentuare il riavvicinamento a Mosca e Pechino e in Medio Oriente resta l’incognita Netanyahu, la partita più significativa si gioca in Europa. Qui il voto americano può innescare un effetto emulativo, restituendo alle forze democratiche fiducia nella possibilità di fermare l’avanzata dell’estrema destra
Guerra cognitiva, il nuovo rapporto Nato sulle minacce alla capacità decisionale
La Science & Technology Organization dell’Alleanza dedica un rapporto alla Cognitive Warfare. Intelligenza artificiale, neuroscienze, ambiente informativo e vulnerabilità sociali stanno ampliando gli strumenti con cui un avversario può interferire nei processi decisionali. Per la Nato la risposta passa da ricerca, resilienza e capacità di comprendere prima ancora che di reagire
Tor Bella Monaca riparte dai giovani. La Fondazione Guido Carli lancia i “18 desideri di legalità”
Diciotto studenti, diciotto lettere e una sfida: dare voce ai giovani di Tor Bella Monaca per immaginare un futuro più sicuro e inclusivo. Il progetto della Fondazione Guido Carli sarà presentato il 27 novembre a Montecitorio durante la convention dedicata al valore della reputazione e della leadership responsabile
Gli anticorpi dell'America e la lezione per i repubblicani. L'analisi di Alli
Affluenza quasi record, Congresso ai democratici, Texas compreso. Non un semplice referendum su Trump: il voto di medio termine fa emergere tendenze profonde e chiude, di fatto, una stagione. Ora tocca al Gop capirlo. E all’Europa non sbagliare le mosse. L’analisi di Paolo Alli, già presidente dell’Assemblea parlamentare della Nato
La Nato ha un’occasione da non sprecare contro la guerra ibrida russa nei Balcani. Ecco quale
Podgorica e Tirana denunciano le campagne informative russe e chiedono il sostegno della Nato. Con il Cremlino privato della sponda serba, l’Alleanza ha uno strumento già collaudato e un’occasione a basso costo per limitarne l’influenza nella regione (e dentro i suoi stessi confini)
La Space Force allarga il campo di battaglia fino alla Luna. Pronti per il 2029
Il Pentagono vuole capacità operative nello spazio tra Terra e Luna entro la fine del decennio. L’obiettivo, entro il 2029, è disporre di almeno cinque satelliti in orbita cislunare per stabilire un vasto perimetro di capacità, dalla navigazione autonoma alle comunicazioni. Ma la corsa con la Cina è serrata e la Space Force intende puntare sulle tecnologie commerciali piuttosto che su nuovi programmi di ricerca e sviluppo, se questo significa arrivare prima di Pechino

















