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Per recuperare terreno nei confronti dell’America, la Cina continua a portare avanti la sua strategia. Anche perché i risultati per ora sembrano darle ragione. Qwen3.8-Max è l’ultimo modello di intelligenza artificiale rilasciato da Alibaba, il più potente mai realizzato dall’azienda. Tempo di annunciarlo e le sue azioni sono subito salite del 7%. Il sistema è stato addestrato con 2.400 milioni di parametri, molto vicino all’altro connazionale Kimi K3 di Moonshot AI, rilasciato poche settimane fa. Tra tutti i modelli di AI che analizzano immagini e altro materiale visivo, è dietro solamente a una variante di Claude Fable 5. Insomma, siamo di fronte a un altro potenziale punto di svolta per l’industria tecnologica cinese. O meglio, è la conferma che la strada intrapresa potrebbe portare all’obiettivo.

La Cina non possiede tutte le armi per poter vincere la battaglia dell’AI con gli Stati Uniti. Seppur il divario tra le due superpotenze si sia notevolmente ridotto negli ultimi anni, tra Washington e Pechino rimane un gap ancora importante, soprattutto in termini di know-how. L’intento del Partito comunista potrebbe però non essere quello di superare i rivali. Per chi ha vissuto sempre a discapito delle decisioni altrui, vista la mancanza di strumenti, anche solo ottenere l’indipendenza sarebbe un successo enorme. L’autonomia tecnologica permetterebbe alla Cina di imporsi come alternativa realistica. Forse non di pari livello, ma resterebbe comunque un risultato di primo livello.

Certo è che i modelli cinesi costano ampiamente meno di quelli americani. E questo ha un peso non indifferente. Per la società Artificial Analysis, il modello di DeepSeek V-4 Flash è quello che ha succhiato meno risorse economiche rispetto ai rivali di tutto il mondo. Confrontato ad esempio con Claude Fable 5 di Anthropic, è costato oltre 100 volte in meno. Quando aveva fatto la sua comparsa sulla scena mondiale, la startup cinese aveva rivoluzionato il settore tecnologico dimostrando che per costruire modelli performanti non serve spendere le cifre della Silicon Valley.

Come Qwen3.8-Max e tanti altri, anche V-4 Flash ha un sistema open weight. La strategia di Pechino si basa proprio su questo: convincere gli sviluppatori a investire sui suoi prodotti accessibili a tutti. Farlo con sistemi chiusi come quelli delle Big Tech americane – da OpenAI, a Google, Microsoft e via dicendo – non garantirebbe infatti la stessa attrattività. Tutto fa parte della strategia pensata da Xi Jinping, che vede nei modelli aperti la leva per rendere la Cina un’alternativa credibile e affidabile dell’America.

Più economico e accessibile, così l'ultimo modello AI di Alibaba sfida Claude

I costi sono notevolmente più bassi. Le prestazioni si attestano su un livello simile, con la differenza che tutti possono accedervi. Attraverso i suoi modelli open weight, rilasciati a un ritmo costante, Pechino sta provando a diventare un’alternativa credibile al dominio tecnologico degli Stati Uniti

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