Skip to main content

Che Tbilisi si stia riavvicinando in modo sempre netto a Mosca oramai suona quasi come un’ovvietà, soprattutto alla luce degli eventi registrati negli ultimi mesi. Ma la Russia non è l’unico Paese verso cui la Georgia si sta spostando sempre di più: durante gli ultimi anni lo Stato caucasico rafforzato in modo significativo le sue relazioni con la Repubblica Popolare Cinese, nonostante il partito attualmente al governo avesse in un primo momento mostrato una forte posizione anti-cinese (parallelamente a quanto aveva, d’altronde, fatto con Mosca). La firma nel 2023 di un accordo di partnership politico-economica di livello strategico mostra quanto le cose siano cambiate negli anni.

Nel 2017, la Georgia è diventata il primo Paese della regione a firmare un accordo di libero scambio con Pechino, entrato in vigore l’anno successivo, favorendo un’impennata nella registrazione di aziende cinesi nel paese. Anche gli investimenti cinesi hanno raggiunto cifre considerevoli: tra il 2013 e il 2024, Pechino ha investito circa 655 milioni di dollari in Georgia, una somma cinque volte superiore a quella registrata nel periodo 2003-2012. Il volume degli scambi commerciali tra i due paesi è quasi triplicato, passando dai 640 milioni di dollari del 2012 agli oltre 1,9 miliardi nel 2024. Questo trend ha avuto ripercussioni anche sul settore immobiliare, dove gli investitori cinesi (insieme a quelli russi e bielorussi) stanno mostrando un interesse sempre crescente.

Oltre alla dimensione economica, la partnership con la Cina ha assunto un’importante valenza politica, all’interno del lento (ma progressivo) sganciamento di Tbilisi dall’Occidente. La propaganda governativa ha enfatizzato i benefici della collaborazione con la Repubblica Popolare, presentandola come un partner affidabile e una potenziale alternativa all’Unione Europea. Il governo ha sfruttato i media pro-governativi per diffondere una narrativa positiva sulla Cina, descrivendola come una nazione con una grande civiltà, laboriosa e rispettosa della cultura georgiana. Un esempio significativo di questa strategia, come sottolinea Beka Chedia, è stato il video virale di un coro di bambini cinesi che cantavano una canzone georgiana, usato “per sottolineare il rispetto della Cina per la lingua e la cultura del paese, in contrapposizione alla presunta imposizione della lingua inglese da parte dell’Occidente”.

Il rafforzamento delle relazioni con Pechino ha però sollevato diverse perplessità, sia sul piano economico che su quello della sicurezza nazionale. Le aziende cinesi stanno svolgendo un ruolo chiave nella realizzazione di infrastrutture strategiche in Georgia, comprese le principali arterie stradali che collegano il paese; tuttavia, ci sono state critiche sulla qualità delle opere realizzate, come nel caso del tunnel di Rikoti, ritenuto da parte della popolazione locale “insicuro”. O ancora, l’acquisto di telecamere di sorveglianza cinesi da parte delle istituzioni georgiane che ha suscitato timori per possibili violazioni della privacy e rischi di cybersicurezza. In particolare, la Commissione Elettorale Centrale, spesso accusata di brogli elettorali, ha investito oltre 1,6 milioni di lari georgiani per l’acquisto di telecamere di sorveglianza cinesi, alimentando sospetti sul loro utilizzo per monitorare e intimidire gli elettori e i manifestanti.

Anche sul piano internazionale, l’affidabilità della Cina come alleato strategico della Georgia è stata messa in discussione, nonostante i proclami propagandistici dei leader. Pechino ad esempio continua ad astenersi dal votare alle Nazioni Unite sulla questione del ritorno dei rifugiati georgiani nelle regioni separatiste di Abkhazia e Ossezia del Sud, sostenute da Mosca, segnalando una volontà politica cinese di non voler entrare in aperto contrasto con la Russia su questa delicata questione come questa.

Così Pechino penetra in Georgia (senza irritare Mosca)

Negli ultimi anni la Georgia ha virato sempre più verso la Cina, con un aumento di investimenti, scambi commerciali e collaborazioni strategiche. Il governo cerca di equilibrare la pressione occidentale, ma il legame con Pechino solleva interrogativi sulla sovranità e sulle implicazioni geopolitiche

Quel filo rosso tra la crisi del 2008 e i dazi di Trump. L'analisi di Polillo

Trump punta sui dazi per riequilibrare i conti americani, ma la strategia rischia di aggravare la crisi economica. L’Europa e il resto del mondo osservano con preoccupazione. L’analisi di Gianfranco Polillo

L’Italia nomina l’ambasciatore Talò come inviato per Imec

Francesco Talò, ex consigliere diplomatico presso l’Ufficio del Primo Ministro, è il primo inviato speciale italiano per il Corridoio India-Medio Oriente-Europa (Imec). Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la decisione mercoledì, prima della sua visita ufficiale a Nuova Delhi la prossima settimana. Formentini (Lega): “L’Italia, con i suoi interessi nevralgici in quelle aree, deve esserne protagonista, e la nomina di Talò, a cui va un immenso in bocca al lupo, ci porta sulla strada giusta”

Per TikTok il tempo stringe. Donald Trump valuta le offerte sul tavolo

Sabato scade la proroga per evitare il bando dell’app cinese concessa dal presidente americano a inizio mandato. Oggi alla Casa Bianca ci sarà una riunione con tutto il team di sicurezza per capire chi potrebbe essere il miglior acquirente. Al momento i papabili rimangono Perplexity, Blackstone e, ultimo arrivato, l’investitore Andreessen Horowitz. Ma quello più avanti di tutti è Oracle, nonostante alcuni problemi

Cosa c’è in ProtectEU, la strategia Ue contro le nuove minacce

La Commissione europea punta a un “cambiamento culturale sulla sicurezza interna, con un approccio che coinvolga l’intera società: cittadini, imprese, ricercatori e società civile”. Tra i punti: nuovi strumenti contro la criminalità al servizio degli Stati ostili, potenziamento di Europol e Frontex e un hub per i cavi sottomarini

I guai di Marine Le Pen nascono da un’indagine Olaf del decennio scorso. L'opinione di Butticè

Nel clamore suscitato dalla condanna francese, prosegue sottotraccia la selezione del nuovo direttore generale dell’Ufficio europeo per la lotta alla frode (Olaf). In un momento di attacchi ibridi contro l’Ue e l’unità europea, il generale in congedo Alessandro Butticé, spiega il ruolo dell’Olaf – di cui è stato tra i pionieri e il primo portavoce – in questo caso giudiziario. Ma anche le ragioni del suo auspicio che il nuovo vertice possa provenire dalle fila della Guardia di Finanza italiana

A Roma i leader di Uk, Turchia e Usa. Ecco l’agenda Meloni secondo Coratella

Re Carlo, Erdogan e Vance attesi a Roma nei prossimi giorni. Secondo Teresa Coratella, vicedirettrice dell’ufficio romano dell’Ecfr, l’agenda internazionale della presidente Meloni appare chiaramente finalizzata a ritagliare per l’Italia un ruolo di rilievo e a mantenere nel pensiero strategico nazionale partner considerati essenziali per gli interessi economici e politici del Paese. “Tuttavia, quel che serve in questo momento di grave crisi politica e securitaria dell’Ue, è anche una strategia che guardi al lungo periodo, di cui a beneficiarne non sarà solo Bruxelles, ma Roma stessa”

Egitto e Piano Mattei sono strategici. Lo dice la Commissione europea

Dalla Commissione prestiti fino a 5 miliardi di euro per Il Cairo. Strasburgo approva un emendamento per sostenere l’Egitto in un quadro geopolitico tarato sul partenariato strategico dato da due iniziative come il Global Gateway e il piano Mattei per l’Africa. Un riconoscimento continentale all’iniziativa italiana, passato con i voti del centrodestra e Renew. Contrari Pd, Avs e M5S

Ventotene, il coraggio di Meloni e la debolezza culturale del centrodestra. L'opinione di Pedrizzi

Cosa resta e resterà e quale lezione se ne può trarre dalle dichiarazioni al Parlamento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, riguardo il Manifesto di Ventotene. L’opinione di Riccardo Pedrizzi

I dazi sui farmaci sono una sconfitta anche per gli Usa. Le parole di Cattani (Farmindustria)

L’allarme dell’industria farmaceutica italiana proprio mentre si attende una decisione da parte dell’amministrazione Trump

×

Iscriviti alla newsletter