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L’Unione europea si sta preparando all’ingresso in vigore del Patto Migrazione e Asilo (previsto a giugno 2026) che supererà definitivamente il regolamento di Dublino III, segnando una svolta nell’approccio dell’Europa alle politiche migratorie. Costituiscono parte integrante del nuovo orientamento per la gestione dei flussi migratori, due regolamenti pubblicati oggi sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, che entreranno in vigore domani. Si tratta del regolamento UE 2026/463 che modifica l’applicazione del concetto di Paese terzo sicuro e del regolamento Ue 2026/464 che istituisce una lista europea di Paesi di origine sicuri (per questo secondo regolamento il relatore in Parlamento europeo era Alessandro Ciriani: importante riconoscimento assegnare a un italiano un rapporto così delicato).

Vediamo dunque quali sono i cambiamenti introdotti dal nuovo regolamento relativo al concetto di Paese terzo sicuro:

–  La domanda di protezione internazionale presentata da un migrante, non dovrà essere necessariamente essere esaminata dal Paese di primo ingresso, ma potrà essere esaminata anche da un Paese terzo dove il richiedente potrà ricevere la protezione nel rispetto dei diritti fondamentali;

–  Gli Stati Membri potranno respingere le domande di asilo che considerano inammissibili, quando il migrante avrebbe potuto chiedere la protezione in un Paese considerato sicuro anche se extra-Ue;

–  Gli Stati Membri dovrebbero mantenere la possibilità di applicare il concetto di Paese terzo sicuro: 1) ai richiedenti asilo che sono transitati per il territorio di un Paese terzo prima di entrare nella Ue, perché si suppone che una persona in cerca di protezione internazionale avrebbe potuto richiederla nel Paese sicuro per cui è transitata; 2) ai richiedenti che hanno un legame con un Paese terzo (legame che potrebbe essere di tipo familiare, linguistico, culturale); 3) ai richiedenti la cui domanda d’asilo potrebbe essere esaminata in un Paese terzo che ha accordi con l’Ue o con uno Stato Membro.

Il regolamento ribadisce anche che gli Stati Membri dovrebbero poter adottare tutte le misure necessarie per prevenire il rischio di fuga da parte dei richiedenti asilo a cui si applica il concetto di Paese terzo sicuro anche limitandone la libertà di circolazione o trattenendoli al fine di valutare l’ammissibilità delle domande. Inoltre la presentazione di un ricorso contro una decisione di inammissibilità da parte di un richiedente, non darà più il diritto automatico di rimanere nell’Ue per tutta la durata del ricorso.

Il regolamento Ue 2026/464 istituisce invece una lista europea di Paesi terzi sicuri, nella quale figurano tutti i Paesi candidati all’adesione alla Ue (come l’Albania), il Bangladesh, la Colombia, l’Egitto, l’India, il Marocco, la Tunisia, e anche il Kosovo quale potenziale candidato all’adesione all’Unione. Grazie al nuovo regolamento le domande di asilo verranno trattate in modo uniforme in tutti i Paesi europei, e come ha sempre sostenuto il Governo italiano si potranno considerare sicuri anche Paesi che, pur garantendo ai propri cittadini nel complesso la sicurezza, presentano alcune situazioni di criticità circoscritte. Un’altra importante novità è che potranno essere trattate in modo accelerato le domande provenienti da Paesi le cui percentuali di riconoscimento della protezione internazionale non superano la soglia del 20%. Le presenti normative presentano delle eccezioni nel caso di persone vulnerabili come i Minori non accompagnati.

Il cambio di passo dell’Unione europea sulle politiche migratorie e l’approvazione dei due regolamenti sono il frutto del lavoro di squadra del governo italiano che ha visto in prima linea il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha saputo riportare al centro dei tavoli europei le politiche migratorie, e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che in sede di Consigli GAI è riuscito a introdurre, discussione dopo discussione, le modifiche ai regolamenti in linea con le richieste italiane.

L'Ue cambia passo sulle politiche migratorie. Le novità

Due regolamenti pubblicati oggi sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, che entreranno in vigore domani, costituiscono parte integrante del nuovo orientamento dell’Unione europea per la gestione dei flussi migratori. Ecco cosa cambia

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