Skip to main content

Davvero i signori dell’IA hanno capito che solo loro – e chi con loro lavora – possono evitare i possibili guai provocati dall’intelligenza artificiale stessa o da un suo uso distorto da parte di noi esseri umani?

Il dibattito di questi giorni lo farebbe pensare. In passato – ci tornerò più avanti – alcuni di loro avevano chiesto di essere regolati. Ora, passare da “fermateci” a “ci fermiamo”, passare dal voi al noi, è un cambio di postura interessante. Del resto, se davvero non c’è tempo da perdere, solo loro possono fermare il conto alla rovescia verso la catastrofe, perché solo chi sviluppa questi sistemi può intervenire prontamente ed efficacemente per impedirne gli effetti distorti.

Vedremo nelle prossime settimane se e quali fatti i signori dell’IA faranno seguire a questi giorni di appelli e di discussioni.

Nel frattempo, aggiungo due altri temi di riflessione. Primo. Possiamo lasciare solo nelle mani dei signori dell’IA, soggetti privati che perseguono legittimamente un interesse economico, decidere limiti, rischi accettabili e ampiezza di sviluppo di questa rivoluzionaria tecnologia? Questo compito non spetta forse alla politica?

Sarebbe auspicabile un intervento della politica, ma il tema impone un accordo solido e verificabile a livello globale. È possibile, sic stantibus rebus? L’AI Act dell’Europa è un tentativo basato proprio sul limitare i rischi, ma zoppica, tra rinvii ed esitazioni. In Cina c’è l’AI di Stato (stato scritto con la s maiuscola non a caso) e non vi è altro da aggiungere. Donald Trump finora (avverbio d’obbligo quando si parla dell’attuale presidente degli Stati Uniti) è per la deregolamentazione assoluta, in nome di quella che possiamo definire con un sorriso a mezza bocca “AI American first”.

Nel breve periodo, dunque, la competizione geopolitica non lascia molte speranze che la politica possa intervenire presto e bene.

Seconda questione. In un post Linkedin Giovanni Tridente ha ricostruito con precisione quello che lui chiama “il ciclo dell’allarmismo”. È dal marzo 2023 che, a turno, uno dei signori dell’IA periodicamente esce con una profezia allarmante, chiedendo di fermare o di rallentare la corsa dell’intelligenza artificiale, chiedendo alla politica di intervenire. Risultato? Qualche giorno di polemica e di dibattito e poi i signori dell’intelligenza artificiale tornano a rastrellare finanziamenti, a far progredire i modelli, a battersi gli uni contro gli altri.

Che questo modo di procedere sia parte della loro strategia di comunicazione è un sospetto legittimo. Come ho scritto nel mio libro “Non è colpa dell’algoritmo! Idee per usare bene la nostra libertà nell’era digitale” a proposito di questo loro periodico atteggiamento, il loro modo di comunicare ricalca quello usato da Trump: annunci e contro annunci, in una sequenza che ci lascia storditi.

Alla fine, allora, che fare? Tocca a noi – cittadini, professionisti, istituzioni culturali, media – costruire una consapevolezza diffusa, fatta di domande, verifiche, educazione, pressioni pubbliche e richieste di trasparenza.

Lo chiamo un lavoro di manutenzione civile. Dobbiamo sostenere chi, nelle università e nei centri di ricerca, nelle imprese italiane ed europee, nelle istituzioni scolastiche, accademiche e nel terzo settore lavora per rendere l’IA comprensibile e verificabile. Dobbiamo trasformare il ciclo dell’allarmismo, nel ciclo della consapevolezza e della responsabilità, ciascuno per quello che può fare, laddove si trova.

Come ricorda il Papa nella Magnifica Humanitas, “nessuno è senza responsabilità. Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e lì – non altrove – è chiamato a scegliere.”. Diamoci da fare.

I signori dell’IA possono fermare l'IA? Ecco perché la risposta riguarda tutti noi. Scrive Palmieri

Di Antonio Palmieri

Dobbiamo trasformare il ciclo dell’allarmismo, nel ciclo della consapevolezza e della responsabilità, ciascuno per quello che può fare, laddove si trova. Come ricorda il Papa nella Magnifica Humanitas, “nessuno è senza responsabilità. Ognuno dispone di un proprio ambito di azione, e lì – non altrove – è chiamato a scegliere.”. Diamoci da fare. La riflessione di Antonio Palmieri, cofondatore e presidente della Fondazione Pensiero Solido

Più autonomia all'intelligence. La risposta europea alle nuove minacce

Dalla Germania ai Paesi Bassi, fino alla nascita del nuovo servizio d’intelligence estera svedese, diversi governi europei stanno ampliando strumenti e prerogative dei propri apparati. A spingere il cambiamento sono sabotaggi, cyberattacchi e spionaggio attribuiti soprattutto a Russia e Cina e non solo…

Emma Bonino al Cairo, una pagina da non dimenticare per i diritti delle donne

Di Emma serbo molti ricordi: il caratteraccio, i rimproveri duri, il confronto aperto, ma anche i complimenti e la stima. Spero che la sua esperienza in Egitto, proprio per la sua portata esemplare, occupi un posto centrale nelle future iniziative di studio e testimonianza dedicate alla sua straordinaria leadership politica. Il ricordo di Marco Mayer

L'affidabilità dell'AI richiede controlli indipendenti e regole comuni. Parla Quattrociocchi

Il professore ordinario presso l’Università Sapienza di Roma, dove dirige il Centro di Scienza dei Dati e Complessità per la Società (CDCS), commenta con Formiche.net il dibattito sull’AI: “Servono regole che separino chi genera da chi certifica, limiti tecnici sulle azioni che possono produrre conseguenze reali, accesso indipendente ai modelli e responsabilità umane chiaramente attribuite”

Helsinki si unisce alla deterrenza nucleare francese. Cos’è la dissuasion avancée 

La Finlandia ha aderito formalmente all’iniziativa di deterrenza nucleare avanzata lanciata da Macron. Dopo Germania, Svezia, Danimarca e Norvegia, anche Helsinki apre alla cooperazione con la Francia. Il modello francese, però, resta lontano dal nuclear sharing della Nato a cui aderisce anche l’Italia

Si può fare la pace cedendo il Donbass? La domanda di Fassino a Conte 

Nel botta e risposta tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein sull’Ucraina, Piero Fassino entra nel merito della frattura che attraversa il campo largo. Il vicepresidente della Commissione Difesa invita il centrosinistra a non confondere la ricerca della pace con la resa a Putin e avverte: senza una linea condivisa su Kiev, Europa e Nato, la coalizione rischia di arrivare al governo già divisa sui dossier decisivi

Nella sfida dell'AI con la Cina la forza dell'Europa resta la democrazia. Parla Scurria (FdI)

“Non dimentichiamo che il tema AI pone una questione etica e valoriale, cioè le democrazie che hanno a cuore i diritti umani, i diritti delle persone, la privacy individuale come potranno contrapporsi a sistemi che invece sono meno democratici? In Cina il rischio è che popoli e cittadini si troveranno a vivere tra poco in un altro tempo, oltre che in un altro spazio”. Intervista al vicecapogruppo di FdI al Senato, Marco Scurria

Guerre, energia e mercati. Cosa c’è sul tavolo dell’incontro Meloni-Costa

La mappa delle criticità in atto si allarga e oltre alla crisi energetica e alle guerre ci sono anche i nodi economici a Parigi e Londra, che hanno un impatto nell’agenda europea. Sullo sfondo le nuove norme per gestire l’intelligenza artificiale e i cyber attacchi. Il vertice di Palazzo Chigi per analizzare priorità e criticità

La Cina teme l'AI, ma vuole venderla a tutti. Report Bruegel

Pechino non ha nessuna intenzione di assistere impotente al primato delle macchine sull’uomo. Ma è un discorso che vale solo per sé stessa, il resto del mondo può tranquillamente essere invaso dai robot made in China. Anatomia di una politica industriale decisamente egoista

AI, l’avvertimento di Meloni. Difesa della persona con regole globali

Nell’intervento su La Stampa, Giorgia Meloni lega la necessità di regole globali sull’intelligenza artificiale a un rischio strategico: che le tutele proprie delle democrazie diventino un vincolo competitivo rispetto ai regimi autoritari. Una questione che riguarda non solo dati e modelli, ma il controllo dello stack tecnologico e la capacità di trasformare il vantaggio industriale in potere sugli standard globali

×

Iscriviti alla newsletter