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L’Europa deve contare di più nella Nato, serve un salto di qualità verso la Difesa integrata. Parte da questa considerazione di fondo il ministro degli esteri Antonio Tajani durante il Question Time alla Camera, quando manca una settimana al vertice di Ankara.

“L’Italia vuole essere protagonista del percorso di rafforzamento del pilastro europeo della Difesa”, aggiunge, a rimarcare quali saranno i capisaldi delle politiche di Roma, ma anche di Bruxelles.

L’Alleanza Atlantica è e resterà il fondamento della nostra sicurezza comune, ma è lo scatto europeo che serve anche grazie a ‘Safe’, uno degli strumenti a disposizione anche dei Partner extra europei.

L’Italia in questo senso assicura ampia copertura politica in varie aree, come l’Africa subsahariana, il Corno d’Africa, i Balcani il Libano, il Mar Rosso. Per tutte queste ragioni al Vertice di Ankara il governo confermerà l’impegno sulla spesa militare, “un passo coraggioso e necessario per proteggere la nostra libertà e la sicurezza dei cittadini”.

Sulle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, Tajani aggiunge che “sono state non soltanto improvvide ma anche non corrispondenti al vero”, aggiungendo che “qualsiasi operazione militare che si è svolta in Iran anche da parte americana non era un’operazione nell’ambito della Nato, quindi e’ difficile che il segretario generale Rutte potesse sapere cosa è accaduto in Italia”.

Appare di tutta evidenza come gli alleati europei hanno raggiunto l’obiettivo di destinare il 2% del loro Pil alla difesa, inoltre hanno compiuto progressi concreti verso il nuovo obiettivo del 3,5% entro il 2035 grazie all’iniziativa ReArm Europe della Commissione europea e ai prestiti Safe per la difesa, togliendo in questo modo un argomenti a chi vorrebbe disaccoppiare Usa e Nato.

Ciononostante il presidente degli Stati Uniti ha minacciato di ritirare il suo Paese dall’alleanza e al contempo ha proceduto al ritiro di truppe e armi dall’Europa a causa della scarsa partecipazione degli alleati alla riapertura dello Stretto.

Ottimismo viene da Ankara, secondo cui la Nato si sta adattando a un panorama di sicurezza in continua evoluzione e gli Stati Uniti non intendono abbandonare l’alleanza, cosi’ come dichiarato a Reuters dal ministro della Difesa turco Yasar Guler.

Un altro passaggio nevralgico in questo senso tocca il ruolo della Turchia come Paese ospitante: mentre in passato ha spesso agito in modo indipendente all’interno della Nato, negli ultimi anni si è caratterizzata per un approccio più “europeo”.

Lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha descritto la Turchia come un alleato affidabile che si assume costantemente la responsabilità sul fianco sud-orientale della Nato e continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nell’alleanza.

Per questa ragione ha ricevuto l’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, alla presenza del ministro degli Esteri Hakan Fidan, del direttore della comunicazione Burhanettin Duran e dello speciale consigliere del presidente Akif Cagatay Kilic.

In Turchia oltre alla Kallas, sono presenti  il commissario europeo per l’allargamento Marta Kos e quello per gli affari interni e la migrazione Magnus Brunner.

 

Autonomia strategica e difesa: più Ue nella Nato. Il question time di Tajani

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