Canberra ha ordinato a un gruppo di azionisti riferibili a investitori cinesi di vendere le proprie partecipazioni nel gruppo Northern Minerals, impegnato in particolare in progetti per la produzione di disprosio e terbio utilizzati nei magneti. Mentre si fa sempre più robusta la tela di accordi con Giappone ed Europa
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Intelligence e università, a Palazzo Dante premiate le tesi sulla sicurezza nazionale
Sette giovani laureati, 98 candidature e 35 atenei coinvolti. Il Dis assegna i riconoscimenti della settima edizione del premio “Una tesi per la sicurezza nazionale”. Rizzi: “Un ponte tra istituzioni, università e interesse nazionale”
Un asse progressista tra Ue e Stati Uniti. La linea del Pd spiegata da Graziano
Il Pd apre una riflessione sugli Stati Uniti dopo il seminario al Nazareno, distinguendo tra America e stagione Trump e rilanciando multilateralismo e diplomazia. Al centro la proposta di rafforzare l’asse europeo e i rapporti con il mondo progressista americano, mentre arrivano critiche al governo Meloni per un approccio giudicato troppo vicino a Trump. Intervista a Stefano Graziano, parlamentare dem e tra i dirigenti che stanno seguendo più da vicino il dossier internazionale del partito
La doppia Ipo di DayOne e la partita cinese per il controllo dei dati
La controllata del più grande operatore cinese nel campo dei data center sta per lanciare un’Ipo simultanea sia a Wall Street, sia a Singapore, per raccogliere oltre cinque miliardi di dollari. Segno, inequivocabile, che Pechino sulla questione dati non ha intenzione di arretrare di un millimetro
Vi racconto il vizio dei “cattolici professionisti”. Scrive Merlo
Nel mondo cattolico italiano convivono visioni diverse: da un lato chi rivendica una presunta superiorità morale, dall’altro chi, come la tradizione della sinistra sociale Dc, ha sempre rifiutato queste logiche, valorizzando pluralismo, laicità e rispetto reciproco tra tutte le esperienze
E se i popolari ripartissero dalla testimonianza dei cristiani libanesi?
Giancarlo Chiapello riporta le parole di Rodolph Zgheib, vicepresidente EDS, European Democrat Students del Ppe, commissione esteri del Partito cristiano “Forze Libanesi”, in collegamento da Beirut durante il convegno “Dove vanno i cattolici?”. Uno stimolo volto a costruire quella visione euromediterranea a partire dell’amicizia italo-libanese
Manine cinesi. Così Weichai ha vinto la battaglia per Ferretti
Se oggi, più di ieri, il gruppo italiano degli yacht di lusso parla cinese è merito di tante piccole spintarelle arrivate da numerosi soggetti finanziari del Dragone rimasti nell’ombra ma improvvisamente spuntati fuori nelle ore decisive dell’assemblea. E che hanno fornito un contributo decisivo alla causa di Pechino. Ecco chi sono
Phisikk du role – Eurofestival: la grande bruttezza musicale. Ma che effetti speciali...
Stiamo esagerando? Certo, è una faccenda di gusti ma, in fondo, se si vuol dare un senso al riferimento europeo a cui è intestato il festival, si dovrebbe anche trarre un filo di continuità capace di far rispecchiare i popoli – quest’anno oltre che europei anche australiani – in un sound che porti un po’ più in alto il livello qualitativo. La rubrica di Pino Pisicchio
Quei droni a Cuba e l’asse con Teheran e Mosca. L’allarme Usa
Secondo indiscrezioni raccolte da Axios, l’intelligence americana monitora con crescente attenzione il programma cubano di droni militari e i contatti dell’Avana con Mosca e Teheran. Nessuna minaccia imminente, precisano fonti statunitensi, ma a Washington cresce il timore che l’isola possa trasformarsi in una piattaforma avanzata per pressioni ostili contro gli interessi e le infrastrutture americane
Modena, il modus operandi è quello jihadista. Ma l'attentatore non sapeva di copiarlo
L’attacco in via Emilia replica fedelmente il modello vehicle-ramming + arma da taglio sistematizzato dall’Isis. La patologia psichiatrica del responsabile non dissolve la questione: i “lupi solitari” non ricevono ordini, imitano un’estetica della violenza che il terrorismo ha reso disponibile come schema d’azione. L’analisi di Alberto Pagani, professore di terrorismo internazionale, Università di Bologna
















