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Vincono gli esportatori americani, che per la prima volta hanno accesso senza dazi al vasto e redditizio mercato unico dell’Ue. E vincono i consumatori europei, che hanno un maggiore accesso ai beni industriali statunitensi, a prezzi più bassi. Questo il sunto dell’accordo siglato tra il presidente americano Donald Trump e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che solo accordo non è secondo Andrew Puzder, ambasciatore degli Stati Uniti presso l’Unione Europea. Bensì inaugura “una nuova era per i rapporti commerciali Usa-Ue incentrata sull’equilibrio, con nuove opportunità per gli esportatori statunitensi di rifornire clienti nell’Ue”.

Entrando nello specifico, dallo scorso luglio gli esportatori americani di beni industriali hanno avuto per la prima volta accesso senza dazi al vasto e redditizio mercato unico dell’Ue.

Di contro i clienti europei “hanno ora un maggiore accesso ai beni industriali statunitensi, con conseguenti risparmi sui costi per gli esportatori e maggiore competitività per i produttori europei. Vincono anche i consumatori Ue, con prezzi più bassi sui prodotti agricoli americani, tra cui etanolo, latticini, frutta secca (come mandorle e noci) e frutti di mare”.

Puzder definisce l’accordo buono ed equo, tramite il quale tutti prosperano con un doppio risultato: “esportazioni Usa aumentate, competitività europea rafforzata e una partnership transatlantica più forte e bilanciata”.

L’accordo commerciale si fonda su due capisaldi: il ripristino della stabilità all’interno dell’alleanza atlantica e la tutela del commercio e degli investimenti europei da un conflitto transatlantico dalle conseguenze imprevedibili.

Bruxelles ritiene che il partenariato Ue-Usa rappresenti la relazione bilaterale più importante al mondo in materia di commercio e investimenti. Alla luce di tali premesse, la Commissione offre agli esportatori del vecchio continente la possibilità di mantenere stabili i livelli degli scambi commerciali, con la prospettiva di una seppur lieve crescita, oltre che preservare un rapporto complessivamente equilibrato con il partner transatlantico.

Entrando nel merito dell’accordo, l’Ue elimina i dazi sulle importazioni di beni industriali statunitensi e migliora l’accesso al mercato per alcuni prodotti agroalimentari non sensibili. Al contempo le tariffe statunitensi sono state limitate al 15%, come tetto massimo e l’Ue ha potuto applicare alcuni meccanismi di salvaguardia nell’ambito dell’accordo. Il tutto mentre Bruxelles è impegnata a ricalibrare le sue relazioni economiche con Pechino, dopo il cosiddetto “bazooka commerciale”. A tal proposito la Commissione sta valutando un nuovo strumento per affrontare la sovraccapacità produttiva cinese e le pericolose dipendenze soprattutto dalle materie prime.

Non solo dazi e business: l’Unione Europea ha deciso di proseguire nella collaborazione con gli Stati Uniti, gli altri membri del G7 e i partner internazionali per mantenere la pressione sulla Repubblica Islamica, esprimendo il proprio sostegno a ulteriori pressioni economiche sull’Iran. In occasione della riunione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 ad Asheville, nella Carolina del Nord, i vertici dell’Ue hanno dichiarato di voler accogliere con favore “gli sforzi volti a costringere l’Iran a cessare le sue attività destabilizzanti e a impegnarsi in negoziati di pace in buona fede, anche attraverso ulteriori pressioni economiche come l’Operazione di Esclusione Economica guidata dagli Stati Uniti”. Per questa ragione l’Unione Europea ha offerto la propria disponibilità ad adottare ulteriori misure, se necessario.

Un accordo equo che fa prosperare tutti. Cosa c'è dietro l'intesa tra Usa e Ue

Per Washington l’intesa fra Donald Trump e Ursula von der Leyen segna una svolta nei rapporti economici transatlantici. L’ambasciatore Usa presso l’Ue Andrew Puzder ne evidenzia i benefici per esportatori e consumatori, mentre Bruxelles la inserisce in una più ampia strategia che guarda anche a Cina e Iran

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