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La ‘Catena’ di De Luca per portare i sindaci in Parlamento (e il centrodestra di nuovo al governo). Questa l’intenzione del movimento promosso dal sindaco di Taormina assieme alla lista Sindaci d’Italia, la cui convention è stata aperta a Roma dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, alla presenza dello stesso De Luca e di Laura Castelli, già viceministra dell’Economia e delle Finanze, e attuale presidente del partito Sud chiama Nord (oltre che vicesindaco di Messina).

Non un nuovo tentativo sudista o frammentario, ha spiegato la seconda carica dello Stato, ma la volontà di dialogare con i territori al fine di comporre un quadro nazionale. La Russa sgombra il campo dagli equivoci: “Conosco Cateno da anni, è una persona libera ed è con estrema libertà che ha deciso di approcciarsi a questa sfida: ovvero sostenere le nostre battaglie e farlo dal pulpito dei sindaci, i veri eroi di questi tempi”. Non è questa una risposta a Vannacci, aggiunge La Russa, dal momento che quando Cateno De Luca faceva il suo movimento, il generale era sconosciuto. Piuttosto, il tentativo di dare voce ai territori all’interno di una visione nazionale. E non mancano le prese di posizione da parte di De Luca nel merito dei dossier. Come quando il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina spiega che Meloni “si è trovata nella prima fase a gestire buffi e disastri del governo precedente”, o quando ricorda che grazie al nucleare il Meridione potrà diventare un hub energetico, o quando ammette di sentirsi spesso con la premier, a cui ha detto di essere pronto anche al voto anticipato.

C’è spazio anche per la polemica per così dire civica, quando De Luca definisce quello di Onorato “un partito di civici fatto in provetta”, mentre di contro la sua strategia non è finalizzata a creare una “correntina per qualche posto in Parlamento, ma a consentire ai sindaci di arrivare direttamente”. Ed è quella traccia seguita nei dibattiti tematici a cui hanno preso parte molteplici esponenti centristi, come Luigi Marattin segretario del partito Liberaldemocratico, Ettore Rosato vicesegretario di Azione, Domenico Carbone coordinatore nazionale Anci giovani e Marco Di Stefano responsabile enti locali di Noi Moderati.

Ad aprire la tre-giorni di congresso era stato in mattinata il ministro dell’energia Gilberto Pichetto Fratin, favorevole al contributo di Sud Chiama Nord al centrodestra perché “porta realismo alla coalizione”. In sala molti sindaci e anche molti volti territoriali, ovvero ex amministratori e soggetti che conoscono le dinamiche delle preferenze, come il sindaco di Scalea Mario Russo, il sindaco di Messina Federico Basile, il pugliese Ninni Borzillo.

Una rete di sindaci per contare in Parlamento. La scommessa di De Luca per il centrodestra

Il movimento Sud chiama Nord celebra a Roma la sua prima convention, aperta dal presidente del Senato La Russa: è la volontà di dialogare con i territori al fine di comporre un quadro nazionale. Il centrodestra potrà contare su quel bacino di preferenze

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