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Per l’Italia nessuna conseguenza dal blocco del gas in Qatar, semplicemente ne arriverà di più da un solido alleato che si chiama Algeria. Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, lo ha ribadito in occasione del bilaterale con il presidente algerino Tebboune. I due Paesi vantano già un ben rodata cooperazione grazie al Piano Mattei e la visita di oggi ad Algeri è preziosa per ribadirlo. Meloni dice di aver deciso di rafforzare una collaborazione “già solidissima, che coinvolge anche i nostri operatori, lavorando su nuovi fronti come lo shale gas e l’esplorazione offshore. Questo consentirà anche, in prospettiva, di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia”.

Se da un lato la contingenza rappresentata dalla crisi a Hormuz ha messo i Paesi europei dinanzi ad una nuova fase di difficoltà, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina, dall’altro l’Italia pare essere al sicuro sia grazie al Tap che in virtù proprio della florida collaborazione con l’Algeria. Un Paese con cui Roma vanta interessanti relazioni in settori nevralgici come industria, difesa, farmaceutica, trasporti, logistica, infrastrutture e innovazione digitale. Il premier annuncia la creazione di una Camera di Commercio Italia-Algeria, “uno strumento stabile per liberare il potenziale ancora inespresso delle nostre relazioni”, anche alla luce del”amicizia tra le due nazioni che “costituisce, soprattutto in un tempo come questo, in cui l’instabilità è crescente e le certezze diminuiscono, uno dei punti fermi sui quali si deve poter contare, un’amicizia antica, profonda”.

In questo senso il contributo delle aziende italiane è decisivo, dal momento che sono utilissime sia nella fornitura di beni e servizi, ma anche nell’attrazione di investimenti. Inoltre a Sidi Bel Abbes è in fase di realizzazione il centro di formazione professionale agricolo in nell’ambito del Piano Mattei per l’Africa, dedicato a Enrico Mattei, che vuole essere punta di diamante per la formazione agricola a livello continentale: “Siamo ormai entrati nella fase operativa, verrà annunciata a breve la selezione del direttore del centro, posizione per la quale abbiamo ottenuto circa 100 candidature”, ha affermato Meloni.

A queste latitudini il Piano Mattei fa rima anche con un altro progetto strategico, come il recupero di oltre 36 mila ettari di terreno desertico destinati alla produzione di cereali e legumi: “Il progetto, nonostante la burocrazia, procede in modo spedito, con la campagna di semina che nel 2026 passerà da 7 mila a 13 mila ettari di deserto messi a produzione”, ha assicurato la premier, che con il presidente dell’Algeria ha toccato anche la tematica migratoria. La priorità comune a Roma e Algeri è contrastare le reti criminali che trafficano esseri umani e che alimentano insicurezza nel Mediterraneo. “Voglio ringraziare il presidente e il suo governo perché, se in questi anni siamo riusciti a ridurre gli sbarchi illegali e le tragedie in mare, lo dobbiamo anche alla forte cooperazione con l’Algeria”.

C’è spazio anche per l’attualità della crisi mediorientale, con Meloni che parla di ottima notizia circa l’eventuale avvio di colloqui tra Stati Uniti e Iran, aggiungendo che l’Italia pronta a sostenere “ogni iniziativa che possa riportare stabilità nell’area”, anche utilizzando le proprie buone relazioni con i Paesi del Golfo.

Meloni fa il pieno di gas in Algeria. Tutti gli accordi con Tebboune

Sfruttando l’autostrada geopolitica del Piano Mattei, l’Italia non accuserà alcun problema. Meloni dice di aver deciso di rafforzare una collaborazione “già solidissima, che coinvolge anche i nostri operatori, lavorando su nuovi fronti come lo shale gas e l’esplorazione offshore. Questo consentirà anche, in prospettiva, di rafforzare il flusso di fornitura di gas dall’Algeria all’Italia”

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