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Mille miliardi di dollari in due anni. È la cifra stimata dal ceo di Nvidia, Jensen Huang, fiducioso che la sua azienda possa ricavare nel prossimo biennio. “Il punto di svolta è arrivato”, aggiunge parlando dal palco della conferenza annuale per gli sviluppatori a San José. L’anno scorso aveva promesso 500 miliardi di dollari di ordini entro la fine dell’anno in corso, per cui le sue previsioni sono raddoppiate. Il motivo sta nell’enorme crescita nella domanda di potenza di calcolo, “aumentata di un milione di volte in due anni”. A guidare la crescita è l’inferenza, ovvero la capacità di far funzionare i modelli in tempo reale rispondendo alle esigenze degli utenti, un campo in cui la concorrenza è aumentata. L’addestramento dei modelli è ormai storia passata. Nvidia intende cavalcare il momento – e dominarlo – grazie all’investimento dello scorso dicembre, quando sono stati sborsati 17 miliardi di dollari per l’acquisto della licenza di Groq. Huang infatti ha presentato un nuovo processore e un sistema di intelligenza artificiale basato proprio sulla tecnologia della startup.

I chip Vera Rubin prodotti da Nvidia permetteranno di gestire la fase di “pre-riempimento”. Nel momento in cui l’utente avanza la sua richiesta, questa viene tradotta in token. La seconda fase è invece affidata ai semiconduttori di Groq, che si occuperanno di decodificare la richiesta ed elaborare un output. E quindi una risposta. “Stiamo vendendo moltissime Cpu (Central processing unit, ndr) standalone, questo diventerà sicuramente un business multimiliardario per noi”, assicura Huang che cerca di recuperare terreno. Al momento infatti è Intel a detenere la leadership. 

Nvidia intende accorciare questo divario nel più breve tempo possibile. Per farlo, ragiona sul lungo periodo. L’idea è di arrivare all’architettura Feynman entro il 2028, altamente più performante rispetto alle precedenti. Ciò detto, non sono state fornite indicazioni precise su quali tipo di chip si intendano includere. Gli agenti autonomi di intelligenza artificiale alimentati da NemoClaw, invece, serviranno ad aggiungere una maggiore sicurezza in termini di privacy nell’utilizzo del chatbot OpenClaw.

La startup non si ferma qui. “L’ultima frontiera, l’informatica nello spazio, sta arrivando”, afferma Huang prima della oconferenza. Sotto certi aspetti è già qui. I data center spaziali, per guadagnare spazio e risparmiare energia, non sono una questione di se ma di quando. Nvidia ha in mente una versione specifica, Space-1, che rappresenta la somma tra i suoi Cpu Vera e Gpu (Graphic processing unit) Rubin. “Con i nostri partner stiamo portando Nvidia oltre il nostro pianeta”.

Da vedere se basti. I suoi annunci non sembrano scaldare i cuori a Wall Street, dove la reazione è apparsa fredda. Nvidia però può fino a un certo punto, visto che la preoccupazione riguarda soprattutto le minaccia rappresentata dalla turbolenza internazionale e l’impatto negli investimenti tecnologici.

Il futuro è dell'inferenza. Nvidia annuncia "la svolta"

Durante la conferenza degli investitori il ceo Jensen Huang afferma che, nel prossimo biennio, stima ricavi per 1000 miliardi di dollari grazie all’inferenza. Una stima raddoppiata rispetto a un anno fa, giustificata dall’aumento della domanda. Ma a Wall Street gli annunci non scaldano il cuore per via delle crisi internazionali

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