Il comandante della Marina russa annuncia il primo vascello senza equipaggio Asw russo e l’istituzione di un reggimento di sistemi unmanned nella Flotta del Nord. Segnalando l’intenzione di Mosca di continuare a modernizzare il proprio dispositivo militare marittimo sulla base delle nuove realtà emerse in Ucraina
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Iran, i siti segreti della Cia e l'ombra di Mosca. Ecco la nuova fase della guerra dell'intelligence
L’episodio dei presunti attacchi contro siti riconducibili alla Cia rappresenta, indipendentemente dall’eventuale coinvolgimento russo, il simbolo di una trasformazione destinata a caratterizzare gli equilibri strategici dei prossimi decenni. Che l’Iran abbia agito grazie a un sostegno esterno oppure attraverso capacità sviluppate autonomamente, il messaggio strategico resta lo stesso: la competizione globale si sta spostando sempre più nel terreno invisibile dell’informazione. L’analisi di Antonio Teti, professore dell’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara
Se nel Medio Oriente di Trump Israele non è più il grande alleato
Nella visione trumpiana del mondo, che si applica anche al Medio Oriente, gli alleati non sono necessariamente duraturi. Gli alleati devono essere funzionali agli interessi nazionali. Sono alleati finché servono e per quanto servono. Agli Usa di Trump serve più l’Arabia Saudita di Mohammed bin Salman o l’Israele di Benjamin Netanyhu? Domanda che, oggi, a Gerusalemme, molti si stanno ponendo. Con un comprensibile filo di preoccupazione. L’analisi dell’ambasciatore Stefano Stefanini
Ogni robot (anche il più innocente) è in realtà un dispositivo dual-use
Il rilascio del modello cinese Kimi K3 e le mosse di Washington e Pechino stanno riportando al centro una domanda: chi controlla davvero i sistemi intelligenti? Dai modelli di IA ai robot connessi fino alle automobili software-defined, il punto non è soltanto cosa raccolgono, ma chi può impartire istruzioni e aggiornamenti. È su queste capacità che si stanno ridefinendo la sicurezza nazionale e la regolazione del mercato della robotica. La riflessione di Silvio Revelli, amministratore delegato di volta.ai
Perché l’Italia protegge la libertà di navigazione nel Mar Rosso. L'analisi di Caffio
Le navi italiane continueranno a pattugliare lo stretto di Bab el Mandeb, nonostante gli attacchi degli Houthi, ha detto il ministro Crosetto riaffermando un ruolo ineludibile del nostro Paese. Lo sforzo della Marina in scenari oltremare andrebbe considerato nella ripartizione delle risorse della Difesa. L’analisi dell’ammiraglio Fabio Caffio
Baby gang, imputabilità e due tifoserie. Perché guardare alle best practice internazionali
Il punto non è scegliere tra pugno duro e permissivismo, ma riconoscere che nei contesti che hanno ottenuto risultati concreti la sanzione penale è uno strumento tra altri, non l’unico né il primo, ed è affiancata sistematicamente da investimenti in prevenzione, comunità e giustizia riparativa. È esattamente la sintesi che manca al dibattito italiano, bloccato tra chi propone solo l’inasprimento normativo e chi si limita a denunciarne la cornice comunicativa. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva
Kyiv porta la guerra nel Caspio. E lo fa attaccando l'Iran
L’attacco di Kyiv nel Caspio segna la convergenza tra il fronte ucraino e le tensioni mediorientali. Zelensky rivendica il colpo alle rotte logistiche russo-iraniane e accusa Mosca di fornire intelligence all’Iran. Teheran denuncia un atto “ostile” e minaccia ritorsioni, mentre la Russia esprime solidarietà
L’Odissea Nolan e la leadership dell’Occidente nell’era dell’AI
Itaca non è soltanto il luogo del ritorno: è il criterio con cui giudichiamo il nostro viaggio, il momento in cui comprendiamo se il potere ci abbia resi più autorevoli o soltanto più forti, se il comando sia stato esercitato come dominio oppure come servizio. Il commento di Massimo Panizzi
Menenio Agrippa e la lezione dimenticata sull'immigrazione. Il racconto di Cazzola
Anche oggi sarebbe necessario l’intervento di un Menenio Agrippa, ma a parti invertite. Nel senso che dovrebbe spiegare a quella società signorile di massa che è l’Italia ad aver bisogno dell’apporto dell’immigrazione per evitare il collasso del paese e della sua economia. Il racconto di Giuliano Cazzola
Coltivare un sano realismo, alla scuola della “Magnifica humanitas”
Fra qualche settimana prenderà avvio la 47ma edizione del Meeting di Rimini che ospiterà più appuntamenti “alla scuola della Magnifica humanitas”. La riflessione di Francesco Nicotri
















