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“L’Italia, come presidente del G20 e Paese in stretto coordinamento con il G7, ha in programma di convocare una riunione ad hoc a livello di leader per promuovere una discussione approfondita tra i membri sull’Afghanistan”. L’ha dichiarato al G7 Esteri il ministro Luigi Di Maio sottolineando che il format del G20 consentirà di coordinare la nostra posizione con altri importanti partner quali Russia, Cina e Turchia.

Nelle ultime ore era filtrata da Palazzo Chigi l’idea di portare l’Afghanistan al centro dei lavori del G20 con una riunione straordinaria dei leader delle 20 grandi potenze prima del vertice in agenda a Roma a fine ottobre.

Sarà fondamentale la collaborazione tra l’Italia e il Regno Unito. Quest’ultimo è presidente del G7, che si riunirà la prossima settimana sullo stesso argomento. La riunione convocata da Londra potrà permettere ai Sette di presentarsi in maniera più compatta di quanto visto nei giorni scorsi (basti pensare alle tensioni tra il primo ministro britannico Boris Johnson e il presidente statunitense Joe Biden) all’appuntamento proposto da Roma, a cui potranno essere presenti anche Paesi come quelli aiutati da Di Maio ma anche Arabia Saudita e India senza i quali parlare di Afghanistan risulta un esercizio piuttosto sterile.

Dopo il colloquio con l’omologo britannico di ieri, il presidente del Consiglio Mario Draghi oggi ha avuto una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin per analizzare la situazione sul terreno in Afghanistan e le sue implicazioni regionali.

Nel corso del colloquio, ha fatto sapere Palazzo Chigi, sono stati discussi gli indirizzi che potranno informare l’azione della comunità internazionale nei diversi contesti diretta a ricostruire la stabilità dell’Afghanistan, a contrastare il terrorismo e i traffici illeciti e a difendere i diritti delle donne.

La telefonata Draghi-Putin arriva il giorno prima dell’arrivo di Angela Merkel a Mosca per il suo ultimo faccia a faccia con il presidente russo da cancelliera tedesca. Il che sembra confermare l’impressione di una nuova centralità italiana all’interno dell’Unione europea ma anche quello che l’Occidente (Europa e Nato) ha bisogno di interlocutori di mezzo con i Talebani.

E sull’asse Roma-Mosca c’è anche da segnalare il prossimo arrivo nella capitale italiana del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, atteso il 26 e il 27 agosto. “Sono previsti negoziati con il ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio e colloqui con il premier Mario Draghi”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “È previsto un approfondito scambio di opinioni sull’agenda internazionale e regionale, compresa l’interazione nel G20 e altri formati internazionali, le relazioni con l’Unione europea e la Nato, la situazione in Ucraina, Afghanistan, Libia, Siria e la situazione nel Mediterraneo”, ha aggiunto.

Pochi giorni prima, invece, il ministro Di Maio è atteso a Kiev, a distanza di poche settimane dalla visita di giugno, per partecipare alla conferenza della Piattaforma Crimea, summit internazionale per spingere la sensibilizzazione verso la necessità che la penisola torni all’Ucraina. L’evento si terrà in una data non casuale: infatti, il giorno successivo, il 24 agosto, l’Ucraina celebra i 30 anni dalla sua indipendenza.

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