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Le elezioni locali in Germania di ieri dicono che i candidati dell’AfD sono passati al ballottaggio in tre grandi città della Renania settentrionale-Vestfalia. Tra due settimane si replica ma il 20% ottenuto alle politiche sembra solo un punto di partenza e non di arrivo per i nazionalisti che crescono. A Gelsenkirchen, roccaforte della Spd, il candidato dell’AfD Norbert Emmerich ha ottenuto il 29,8% dei voti al primo turno. Certamente la Cdu ha fatto il pieno negli altri comuni, ma queste urne raccontano di un ulteriore passo in avanti che l’ultradestra tedesca ha compiuto. Sullo sfondo restano i grandi temi della quotidianità teutonica, su tutti la possibilità che il governo Merz tagli 5 miliardi di euro ai servizi sociali, notizia che ha fatto storcere il naso a molti elettori.

I risultati

Exploit di Carsten Groß dell’AfD a Duisburg, dove ha centrato il secondo miglior risultato tra tutti i candidati con il 19,7%, arrivando secondo dietro al sindaco socialista Sören Link in carica dal 2012 con il 46,0%. A Gelsenkirchen, feudo Spd, il candidato dell’AfD Emmerich ha ottenuto il 29,8% dei voti al primo turno, secondo dietro la socialista Andrea Henze con il 37%. A Hagen AfD è seconda con Michael Eiche grazie al 21,2% dei voti, primo Dennis Rehbein della Cdu con il 25,1%. A Colonia il Verde Berivan Aymaz al 28% andrà al ballottaggio con il socialdemocratico Torsten Burmester al 21,3%. A Düsseldorf il sindaco centrista Stephan Keller ha ottenuto il 43,6% dei voti e andrà al ballottaggio con la verde Clara Gerlach. A Dortmund , terza città più grande del paese, sarà ballottaggio tra il sindaco socialista in carica Thomas Westphal e Alexander Omar Kalouti della Cdu. Anche a Essen, tra due settimane, i cittadini dovranno recarsi nuovamente alle urne. Il sindaco Thomas Kufen (Cdu) ha ottenuto il 42,3% dei voti, mentre la seconda classificata Julia Klewing della Spd ha ottenuto il 20,2%.

Cordone sanitario

In occasione del ballottaggio del prossimo 28 settembre, democristiani e socialisti hanno deciso di sostenersi a vicenda contro i candidati dell’AfD, come annunciato dal Ministro-Presidente Hendrik Wüst (Cdu) e dalla leader del partito distrettuale Spd Sarah Philipp su WDR. “Dove si trova la Cdu nel ballottaggio con l’AfD, per me, come socialdemocratica, è abbastanza chiaro che sosteniamo naturalmente la Cdu – ha detto Philipp – Deve anche essere molto chiaro cosa deve essere escluso, cosa semplicemente non è accettabile: e unire le forze con gli estremisti di destra è inaccettabile, né a livello locale né a nessun altro livello”. Ciò significa che, per quanto marginali al fini del governo federale, le urne locali di ieri hanno dato una scossa anche ai partiti tradizionali, pronti a correre ai ripari pur di non far vincere l’ultradestra e limitarne così la proiezione in ottica futura.

Le prospettive

In sostanza la Renania (da dove proviene Merz) dice che la Cdu è stabile, AfD triplica i voti mentre la Spd scende ancora e i verdi dimezzano le preferenze. Il primo grande test elettorale dopo le elezioni federali che hanno consacrato Friedrich Merz, racconta di un paese in evoluzione, soprattutto nei lander più delicati, che devono fare i conti con un possibile taglio ai servizi sociali e con la crisi industriale ancora irrisolta. “Questo risultato deve farci riflettere e non può farci dormire sonni tranquilli”, ha commentato il primo ministro della Renania settentrionale-Vestfalia Hendrik Wüst della Cdu. Il lander è in una situazione complicatissima, dal momento che la maggior parte dei sui comuni non sono riusciti a raggiungere il pareggio di bilancio entro il 2024. I numeri economici inoltre sono scoraggianti: a luglio scorso ben 3.190 aziende hanno presentato istanza di fallimento, con un più 17,2% rispetto al 2024 e nel solo mese di agosto i disoccupati sono stati circa 800.000.

In generale nel paese aumentano i prezzi all’ingrosso per prodotti basilari come caffè, latte e dolci e di pari passo si registra una tendenza all’insolvenza: secondo gli esperti dell’Istituto di Ricerca Economica di Halle (IWH) il numero di fallimenti aziendali in Germania è diminuito notevolmente ad agosto, ma restano comunque all’11% in più rispetto a un anno fa e al 51% in più rispetto alla media di agosto tra il 2016 e il 2019.

Crisi automotive

Capitolo auto: all’inaugurazione del Salone Internazionale dell’Automobile (IAA) di Monaco di Baviera, gli esperti del settore e gli esponenti politici si sono a lungo confrontati sulle sfide che il settore automobilistico tedesco deve affrontare. Il cancelliere Merz ha chiesto maggiore flessibilità nella regolamentazione in vista del 2025, sulla stessa lunghezza d’onda il premier bavarese Markus Söder che ha criticato questo divieto, definendo irrealistica una rapida riduzione delle emissioni di CO2. I numeri del settore restano impietosi: i posti di lavoro sono diminuiti del 6,7% su base annua. Ovvero 51.500 lavoratori sono stati licenziati in soli 13 mesi, un record negativo per l’industria automobilistica tedesca.

Così Cdu e Spd costruiscono il cordone sanitario contro AfD

Stabile la Cdu, AfD triplica i voti, disastro Spd e verdi. Il primo grande test elettorale dopo le elezioni federali che hanno consacrato Friedrich Merz, racconta di un Paese in evoluzione, soprattutto nei lander più delicati, che devono fare i conti con un possibile taglio ai servizi sociali e con la crisi industriale ancora irrisolta. Capitolo auto: 51.500 lavoratori licenziati in 13 mesi, un record negativo per l’industria automobilistica tedesca

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