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La batosta è stata presa. E che batosta. Ora però, imparata la lezione, si può diventare più forti e meglio organizzati. Per esempio, cominciando a produrre il vaccino in casa propria, grazie a un’industria farmaceutica punta di diamante del made in Italy. Il governo, per mezzo del ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ci sta lavorando da un pezzo, gomito a gomito con gli imprenditori del farmaco. Ed è un bene che sia così, come spiega a Formiche.net Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma nonché membro del Gruppo dei 20.

Andreoni partiamo dalla campagna vaccinale. Mezzo milione di vaccini al giorno è un traguardo raggiungibile o pura e semplice fantasia?

Credo che sia un obiettivo non solo auspicabile ma assolutamente realizzabile. Siamo arrivati a vaccinare oltre 200 mila persone al giorno, con un sistema non ancora organizzato al meglio. Dunque mezzo milione di somministrazioni al giorno, che ci consentirebbe di vaccinare 40/45 milioni di italiani, sarebbe il ritmo giusto per raggiungere l’immunità di gregge. Il punto, comunque, non è tanto la logistica, ma la disponibilità di vaccini.

Lei mette il dito nella piaga. Abbiamo rischiato più volte di ritrovarci a corto di sieri. Qualcosa avremo pur sbagliato…

Sui vaccini la questione riguarda più che altro l’Ue. Ma mi permetta di dire che ci sono stati una serie di possibili errori commessi finora. I quali riguardano soprattutto la strategia di contenimento del virus. I numeri sembrano indicare chiaramente che il sistema a colori ha funzionato poco e male, siamo ancora oggi al settimo posto nel mondo per numero di casi. Questi numeri dicono che il modello apertura-chiusura non ha funzionato granché.

Una parola che oggi evoca terrore, ma glielo chiedo ugualmente. Era meglio un secondo lockdown puro e duro?

Assolutamente sì. Ha dato molti più frutti il lockdown nazionale di tante aperture e chiusure a fisarmonica. L’epidemia, come in altri Paesi, è stata controllata meglio grazie a misure più rigide. Anzi, è stata messa sotto controllo. Una strategia finalizzata a mantenere numeri più bassi sarebbe stata meglio, abbiamo inseguito l’epidemia invece di dominarla, questo è stato l’errore. E i numeri sono impietosamente contro la gestione italiana dell’epidemia.

Forse la stagione dei lockdown è davvero finita. E lo stesso premier Draghi ha sottolineato la necessità di dare una speranza alla gente, anche attraverso graduali riaperture. Lei che ne pensa?

Queste riaperture sono indispensabili sotto l’aspetto più sociale e politico che sotto quello epidemico. Serve gradualità, perché lasciare libero il virus sarebbe un errore madornale. Dobbiamo gestire una vaccinazione di massa, che richiede grandi assembramenti. Non mantenere le restrizioni in presenza di una campagna vaccinale di tali dimensioni è molto ma molto pericoloso. E attenzione alle varianti, che si replicano. Non deve accadere che si generi una variante resistente alla vaccinazione, che ci farebbe tornare indietro di mesi.

Andreoni, è quasi certo che ogni anno dovremo tutti vaccinarci contro il Covid. A questo punto quanto è importante che l’Italia diventi autosufficiente nella produzione del vaccino, grazie alle sue industrie?

Fondamentale. In una visione futura dobbiamo pensare di attrezzarci, questo virus non ci abbandonerà più e per questo avere a disposizione sempre un vaccino, il proprio, è di vitale importanza. Diventare autonomi, produrcelo in casa è una missione che non possiamo e dobbiamo fallire. In questo modo potremo creare nella popolazione anche un certo grado di sicurezza, non avremo ogni anno una pandemia diversa.

Ci salveremo con il vaccino made in Italy. Parla l'infettivologo Andreoni (Simit)

L’infettivologo di Tor Vergata e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali: dovremo vaccinarci ogni anno perché il virus non ci abbandonerà, produrre il siero in casa è fondamentale per il futuro. Il modello a colori non ha funzionato, era meglio il lockdown puro e duro

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