Skip to main content

La scelta di Giorgia Meloni di andare all’opposizione, opzione che evita alla democrazia del nostro Paese di restare orfana di una normale dialettica tra maggioranza e opposizione costruttiva e di governo, non deve essere confusa con una voglia nostalgica e fine a se stessa, pur presente in alcune sensibilità minoritarie della destra politica, di ritornare a fare opposizione dura e senza sconti, pur di non incidere nelle scelte impopolari che un governo di emergenza può assumere.

La destra, in questa fase storica, deve essere duplice garante sia dell’interesse nazionale, contro cessioni di sovranità nazionale, che di quello del Mezzogiorno, come da tradizione della destra a vocazione meridionale, per investire al Sud i miliardi del Recovery Fund anche per ricucire l’Italia, riducendo il gap tra Nord e Sud del Paese.

In poche ore dalla nascita del governo Draghi un deputato europeo, il capogruppo in Regione Basilicata e un deputato italiano hanno lasciato la Lega per aderire al progetto della destra di Meloni.

Non a caso, più la Lega si sposta verso il centro nel tentativo di occupare lo spazio politico della prima Forza Italia, quella liberale del 1994, aderendo in prospettiva in Europa al Ppe e abbandonando di fatto, come il voto a favore del Recovery Plan a Bruxelles ha già confermato, il gruppo delle destre estreme e non di governo, più Fdi legittimamente conquista lo spazio di una grande destra.

La Meloni non ha alcuna intenzione di isolarsi, nonostante contro di lei e contro la destra abbiano ripreso a suonare le campane a morto di chi, a Sinistra, vorrebbe nei suoi confronti una riedizione della conventio ad excludendum”, di cui per decenni fu vittima il Msi di Almirante, con lo scopo di dividere la destra dal Centro e vincere le elezioni.

Una convenzione come quella che si verificò dopo il fallimento del governo monocolore Dc di Tambroni nell’estate del 1960 (che ottenne la fiducia grazie ai voti determinanti del Msi) e che fu il pretesto per lanciare la formula del centro-sinistra, non esiste più dopo la trasformazione del Msi in An.

La moderna destra di governo è nata a Fiuggi con lo storico Congresso che portò alla nascita di Alleanza Nazionale, una destra democratica, europea non più emarginabile dal gioco della democrazia in cui chi vince governa e chi perde controlla, svolgendo il ruolo di opposizione seria, istituzionale, nell’interesse nazionale ed in grado di correggere gli errori di un governo.

In questo scenario, lungimirante si è rivelata la scelta di aderire, in tempi non sospetti, alla nobile famiglia europea dei conservatori, grazie al lavoro di relazioni di Raffale Fitto co-presidente dell’Ecr e Carlo Fidanza capodelegazione dei Fdi al Parlamento europeo, che ha successivamente portato la Meloni ad essere la prima italiana a guidare un partito a livello internazionale.

Tra i conservatori vi sono partiti, come quello polacco Diritto e Giustizia (Pis), al governo dei rispettivi Paesi ed altri che svolgono il ruolo di opposizioni responsabili.

Non va dimenticato che Alleanza Nazionale dal ‘99 al 2009, al governo in Italia, fu tra i promotori al Parlamento europeo di un gruppo conservatore, l’Uen, Unione per l’Europa delle Nazioni, proprio con i polacchi, gli irlandesi del Fianna Fail e i gollisti francesi, tutte forze di governo.

La Meloni rappresenta, quindi, una destra moderna e conservatrice erede, e in perfetta continuità storica e politica, della destra di governo ed europea voluta da Pinuccio Tatarella.

In questi due anni che ci separano dalle elezioni politiche la destra deve aprirsi il più possibile all’esterno, dialogando con tutte le categorie, per interpretarne istanze e bisogni post pandemia, svolgere un determinante ruolo culturale dotandosi di Fondazioni di riferimento, think thank, luoghi in cui elaborare programma di governo e selezionare attentamente la sua classe dirigente quando, finita l’emergenza, la Destra sarà nuovamente chiamata a ricoprire responsabilità di governo.

Una destra non solo mai più marginale, ma anche sempre alleabile come Giorgia Meloni ha più volte chiarito, non venendo mai meno all’insegnamento di Tatarella di dividere la “casa al 65% di italiani non di Sinistra”, come Pinuccio definiva il centrodestra di cui fu il padre politico.

Vi spiego la destra coraggiosa e di governo di Giorgia Meloni

È il momento di una destra non solo mai più marginale, ma anche sempre alleabile come Giorgia Meloni ha più volte chiarito, non venendo mai meno all’insegnamento di Tatarella di dividere la “casa al 65% di italiani non di Sinistra”, come Pinuccio definiva il centrodestra di cui fu il padre politico. L’intervento di Fabrizio Tatarella, vice presidente Fondazione Tatarella

Riforme e governance in mano al Tesoro. Il Recovery Plan parta da qui. Parla Bagella

L’economista ed ex preside della Facoltà di Economia di Tor Vergata: bravo Draghi a trasmettere la sensazione che possiamo farcela, sia ai mercati sia all’Europa. Ora in due mesi dobbiamo scrivere un Recovery Plan a base di riforme e investimenti che creino crescita anche oltre il 2026. Lo spread? Credito e debito costano meno, sfruttiamo il momento

Crescita, spesa e buona Pa. Il discorso di Draghi alla Corte dei Conti

Di Mario Draghi

L’intervento integrale del premier in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti

Climate and health: Draghi's multilateral agenda debuts at G7

Di Gabriele Carrer and Otto Lanzavecchia

Italy’s new PM Mario Draghi will join a G7 meeting called by his British counterpart. Vaccinations and health issues take centre stage, and the environment lingers at the horizon with the British-Italian led COP26 climate conference. Here’s why Italy should bet on both issues to regain stage centre

Giorgetti, Totti e quella trattenuta di D'Incà. L'esordio di Draghi in aula

Un vero tour-de-force l’esordio del premier Mario Draghi durante la fiducia a Camera e Senato. L’uomo venuto da Francoforte deve ancora prendere confidenza con riti e trucchi dei palazzi romani. Meno male che c’è Giorgetti a sussurrargli all’orecchio…

Il governo Draghi: sette fatti sorprendenti sull’Italia

Di Philipp Heimberger e Nikolaus Kowall

Gli italiani hanno fatto molti sacrifici in questi venti anni, eppure vengono descritti come irresponsabili e spendaccioni sui media internazionali. Due economisti austriaci raccontano i punti di forza del nostro Paese ed esortano gli altri Stati membri a sostenere il rilancio italiano, che è indispensabile affinché l’Unione Europea possa competere con Stati Uniti e Cina

Draghi, per le donne è l’ora della svolta

Nel più drammatico periodo di emergenza sanitaria ed economica mondiale, l’Italia e l’Europa salutano con ottimismo l’insediamento del presidente del Consiglio Mario Draghi. Il nuovo governo rappresenta per le donne una grande opportunità

La svolta green del governo, l’eredità in chiaroscuro dei 5 Stelle

Di Nunzio Ingiusto

In questi anni è mancato il coraggio della decisione che equivale alla responsabilità politica. Allo stesso modo, seguendo le linee programmatiche di Draghi, bisognerà trovare la forza per distinguere produzioni e filiere non più compatibili con scenari ecosostenibili non solo italiani, ma globali. L’Europa ha lanciato il Next Generation Ue ambientale, che guiderà le scelte dei prossimi mesi. Ma forse in Italia ci era già noto prima

Usa-Iran. Sarà l'Ue a sbloccare il dialogo?

Una mossa in avanti dell’Ue per promuovere la coreografia attorno ai dialoghi sul nucleare con l’Iran. Gli Stati Uniti pronti a negoziati usando la piattaforma diplomatica che già l’Europa aveva costruito nel corso delle trattative che hanno creato il Jcpoa, ricorda Annalisa Perteghella, Iran Desk dell’Ispi, a Formiche.net

Il coraggio di Jago scolpito nel marmo

Jago è un artista e imprenditore italiano. Lavora principalmente nella scultura e nella produzione video. Numerosi i riconoscimenti nazionali e internazionali. Oggi Jago vive e lavora a Napoli, spostandosi frequentemente tra USA, Cina e Italia. Cos'è per te l’arte?  L’arte cambia usi e costumi, anticipa i tempi. Può essere un mezzo per partecipare alle dinamiche sociali, per cambiare il punto…

×

Iscriviti alla newsletter