Skip to main content

La crisi planetaria iniziata un anno fa è la più drammatica degli ultimi decenni e promette di portare grandi discontinuità. In Italia, poi, la pandemia è arrivata dopo un ventennio di lento e continuo declino, e questo ci mette di fronte a sfide di portata maggiore non solo rispetto ad altri Paesi ma anche rispetto alle tante difficoltà che il nostro Paese ha dovuto affrontare dal dopoguerra ad oggi.

È però anche vero che le vicende più significative della storia italiana sono quelle in cui abbiamo collettivamente fatto ricorso ai nostri migliori valori ed alle nostre migliori energie per uscire da situazioni che avevano colpito gravemente la società. Il rinascimento si sviluppa dopo la peste del 1300, il risorgimento nasce dal bisogno di riscatto da un lunghissimo sfruttamento straniero e il miracolo economico viene dopo la distruzione della seconda guerra mondiale.

Ma allora: quale strada dobbiamo imboccare, e come dobbiamo attrezzarci per percorrerla, se vogliamo sperare di guardare tra 10 o 20 anni al 2021 come anno della ripartenza?

La buona notizia – ora possiamo dirlo – è che la strada giusta l’abbiamo già imboccata e si chiama Europa. La socializzazione europea del Recovery Fund è una prima ed epocale decisione, che ci consente di investire in nuove direttrici di sviluppo, e che non dobbiamo sprecare. Ma sarà anche necessario rafforzare i legami e la sovranità europea in altri campi, per cogliere l’enorme potenziale di quello che può più concretamente diventare non solo il primo mercato economico mondiale ma anche un’unione che ci protegga a lungo, perché basata sui valori condivisi di democrazia, solidarietà e cultura.

Rimanere agganciati al treno europeo però non può bastare. Occorre che il nostro Paese compia delle scelte, discontinue e in alcuni casi coraggiose. E che si doti delle capacità per realizzarle. Ecco le tre scelte che mi sembrano più importanti.

Un primo insegnamento che anche questa pandemia ci ha messo sotto gli occhi e che non credo possiamo più ignorare è che dobbiamo rapidamente passare da un’economia basata sul consumo ad un’economia basata sulla valorizzazione delle risorse. Non mi riferisco solo alle risorse naturali, ma anche al potenziale umano, culturale e territoriale che il nostro paese ha in straordinaria abbondanza e diversità. Lo sviluppo della “digital and sharing economy” spinge velocemente verso la de-materializzazione e, in questo senso, ci viene incontro.

Una seconda scelta chiave consiste nel mettere i giovani e le donne al centro. Perché sono risorse essenziali per questa ripartenza, e semplicemente non possiamo più permetterci di essere il fanalino di coda in qualsiasi statistica internazionale che misuri il loro ruolo nella società.

La terza scelta riguarda il ruolo delle istituzioni e del settore pubblico. Per le salite impegnative servono buoni scarponi, gambe fresche e uno zaino leggero. Noi abbiamo bisogno di un buono “stato di diritto”, di un settore privato vitale e dinamico e di un settore pubblico leggero ed efficiente. E quindi di riforme istituzionali (le più importanti riguardano il rapporto stato-regioni, la giustizia ed il sistema elettorale) e di condizioni e stimoli affinché cittadini, imprese e non-profit possano far crescere l’economia e rafforzare il tessuto sociale. E di un settore pubblico e para-pubblico più snello, che non si sostituisca al mercato appesantendo il cammino.

Riusciremo a fare questa rivoluzione?

C’è infine un’altra domanda, che dovremmo farci ogni giorno: che tipo di leader vogliamo a capo delle nostre organizzazioni? Dalla politica al governo, dalle aziende alle scuole, dagli ospedali alle palestre.

Per rilanciare il Paese intorno alla sostenibilità, all’inclusione e alla valorizzazione di tutte le nostre forze, credo che il passaggio da una leadership di potere ad una leadership di servizio sia la scelta più importante che possiamo compiere.

Serve un nuovo modello di leadership. L'analisi di Mancini (Sorgenia)

Di Gianfilippo Mancini

È tempo, per il nostro Paese, di scelte in rottura con il passato per affrontare le nuove sfide che ci attendono. Scelte che abbiano al centro un’attenzione alle risorse, ai giovani e alle donne e un ripensamento del ruolo delle istituzioni. Il commento di Gianfilippo Mancini, ceo Sorgenia

Le proteste di Capitol Hill arrivano all'industria della Difesa. Ecco perché

Le polemiche dopo il 6 gennaio invadono anche il mondo dell’industria militare americana. I maggiori contractor figurano nella lista pubblicata da OpenSecrets sui donatori dei 147 repubblicani che hanno negato la vittoria di Biden. Northrop Grumman ha sospeso il sostegno a tutti i membri del Congresso, ma la fase è delicata

jake angeli parler congresso

Corna, censura e il futuro delle democrazie fondate sui social

Amazon ha bloccato i server di Parler, il social network preferito dai trumpiani, dopo l’assalto al Congresso. Hate speech e free speech non sono più questioni in mano ai giuristi o ai filosofi, ma ai giganti della Silicon Valley. Chi controlla il cloud può accendere o spegnere i siti che ritiene pericolosi, anche per evitare responsabilità civili e penali. Ma ora bisogna discutere della responsabilità politica

La minaccia è vera. Perché Fbi e Silicon Valley parlano all’unisono

Il caso di Capitol Hill insegna che c’è massima collaborazione istituzionale negli Stati Uniti. Le ultime mosse dei colossi della Silicon Valley trovano riscontri negli avvertimenti di Fbi e dipartimento di Giustizia sulla possibilità di nuovi scontri in vista del giuramento di Biden

Vaccino, AstraZeneca chiede l'ok all'Ema: atteso entro fine mese. Il video

Vaccino, AstraZeneca chiede l'ok all'Ema: atteso entro fine mese [embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=fxJX9vcJnoA[/embedyt] Roma, 12 gen. (askanews) - L'Ema, l'Agenzia europea del farmaco europea, ha ricevuto una richiesta formale di autorizzazione per il vaccino anti-Covid-19 sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford. Una decisione potrebbe arrivare entro il 29 gennaio. Si tratterebbe del terzo vaccino autorizzato nell'Unione europea dopo quelli Pfizer-BioNTech e…

Impeachment, 25° emendamento, interdizione. Dem (e non solo) contro Trump

Gli Usa si preparano all’Inauguration Day di Biden (Fbi in allerta). Si fa strada l’idea delll’interdizione a vita dai pubblici uffici per Trump al fine di evitare la sua candidata nel 2024. Scenario che piace ai dem ma anche al Gop

biden

Così (con Amanda Sloat) l'Nsc Usa guarderà all'Europa. Scrive De Maio (Brookings)

Di Giovanna De Maio

Il ritorno del Consiglio di Sicurezza Nazionale Usa in due portafogli, con un bureau dedicato esclusivamente agli affari europei, denota un cambio di passo strategico di Biden e Harris, scrive Giovanna De Maio, nonresident fellow Brookings. Ecco cosa cambia con la nomina di Amanda Sloat

Recovery, la proposta di Angi: investire il 15% su giovani e innovazione

Questa crisi si può trasformare in un’opportunità di rilancio per l’Italia, ponendo al centro dell’agenda il tema giovani e innovazione. I dati in questo momento per l’economia sono allarmanti, come dimostrano le previsioni di Goldman Sachs taglia le stime per l’economia europea. A causa del rafforzamento della pandemia Covid 19, Goldman Sachs rivede al ribasso le stime per l’economia dell’area…

Cina, sovranità europea o strategia comune Usa-Ue?

Perché, come dice Rachman (FT), l’accordo Ue-Cina è stato un “calcio sui denti” al nuovo presidente Usa, Joe Biden, e perché Washington e Bruxelles devono coordinare la strategia su Pechino

C'era una volta il Valore; non scorto, pur oggi c'è!

C’era una volta l’ossigeno, vitale e tanto, tanto da non fare prezzo; poi venne un Tizio che, fiutando l’affare, si associò ad uno con il capitale per organizzare il modo di metterlo nelle bombole per i malati d’aria; altri vennero assunti per fare quelle bombole. Il fatto fece rumore: quel tanto divenne quel poco che ci stava là dentro. Una…

×

Iscriviti alla newsletter