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Battuto di nuovo negli Stati Uniti il record di contagi giornalieri da coronavirus, mentre il divario nei sondaggi tra Donald Trump e Joe Biden s’assottiglia e cresce la confusione sul voto per posta. L’economia registra un’impennata nel terzo trimestre, dopo il crollo nel secondo.

Secondo la John’s Hopkins University, i contagi nell’Unione giovedì sono stati oltre 91 mila, quindi più degli 85 mila di venerdì scorso 23 ottobre. In totale, i casi dall’inizio della pandemia risultano quasi 8.946.000, ma il New York Times, che ha una sua contabilità, ha già segnalato il superamento dei nove milioni. I decessi registrati sono quasi 228.700.

Da una decina di giorni, i contagi avanzano a una media superiore ai 75 mila casi al giorno e sono in espansione in 42 dei 50 Stati, in molti casi a ritmo record. L’aggravarsi dell’epidemia negli Usa coincide con un peggioramento della situazione in Europa e nel Mondo intero: 45 milioni di casi e oltre 1.181.000 vittime.

L’epidemia è uno dei fattori, e probabilmente il principale, della corsa al voto anticipato: oltre 80 milioni di americani hanno già espresso il loro suffragio, di persona o per posta, facendo ipotizzare la più alta affluenza alle urne di sempre – siamo già al 58% del totale dei votanti nel 2016 -.

Lo US Elections Project, un progetto di ricerca dell’Università della Florida, traccia l’early voting e calcola che oltre 50 milioni dei voti già espressi sono postali. Sul computo dei quali persiste, però, una grande confusione: in alcuni Stati, come il Minnesota, dove ha ieri deciso una corte d’appello federale, saranno contati solo quelli pervenuti entro la chiusura dei seggi; in altri Stati varrà la data del timbro postale; in altri ancora, si attenderà l’arrivo delle schede un numero di giorni variabile, sempre che siano state postate entro il 3 novembre. Il guazzabuglio delle norme crea i presupposti per contestazioni e per una notte senza vincitore.

Lo US Elections Project calcola che circa 42 milioni di schede postali sui 92 milioni richiesti non sono ancora giunte a destinazione – potrebbero, però appartenere a persone che hanno poi deciso di votare di persona -. In 20 Stati dov’è disponibile l’affiliazione partitica, si sa che oltre 11 milioni di schede per posta sono state richieste da democratici, quasi 8 da repubblicani e circa 10 da elettori non affiliati.

Nelle scelte degli americani, oltre all’epidemia, pesa l’economia, che nel terzo trimestre ha fatto registrare una crescita record del 7,4% del Pil, dopo l’altrettanto record caduta del secondo – un tasso che, se mantenuto su scala annua, significherebbe il 33,1% -. Ma l’accelerazione potrebbe ora essere compromessa, nel quarto trimestre, dalla virulenza dell’epidemia.

I sondaggi danno riscontri altalenanti. La media fattane dal sito RealClearPolitics vede il vantaggio di Biden su Trump assottigliarsi a livello nazionale al 7,4% (dal 7,5%) e negli Stati in bilico al 3,2% (dal 3,6%). Però, in Florida, dove ieri per la prima volta Trump era davanti a Biden, un sondaggio Nbc / Marist dà Biden avanti a Trump di quattro punti, 51 a 47%; e un sondaggio di Telemundo lo dà avanti fra gli ispanici, 48 a 43%. Entrambi i candidati stanno spendendo molte energie in Florida, come in Pennsylvania e in Michigan.

Le chance di vittoria di Biden salgono all’89%, secondo FiveThirtyEight, società che fa capo al guru dei sondaggi Nate Silver, Trump ne ha invece il 10,5%. Ma il magnate presidente ostentava ieri sicurezza nei comizi; e la first lady Melania, che era con lui – per la prima volta in questa campagna -, a Tampa, in Florida, assicura che “un voto per Donald è un voto per un’America migliore”, denunciando “odio, negatività e paura” seminati dai media. La coppia presidenziale non indossava mascherine, come gran parte dei loro fan.

Trump e Biden erano quasi in contemporanea a Tampa: il presidente per l’ennesimo bagno di folla, il democratico in un evento formato drive-in per rispettare le misure anti-Covid.

La magia di Springsteen

Bruce Springsteen invita gli americani a sbarazzarsi di Trump e chiede una magia a Washington nell’Election Day il 3 novembre. “Tra solo pochi giorni – ha detto durante il suo show radiofonico in onda su SiriusXM – ci sbarazzeremo dei fannulloni … Pensavo fosse tutto un incubo, invece è così vero”.

Il rocker ha poi recitato una poesia di Elayne Griffin Bake intitolata ‘The Gray House’. “Non c’è arte in questa Casa Bianca. Non c’è letteratura, poesia, musica. Non ci sono animali domestici … non ci sono bambini … Non c’è un tempo in cui il presidente si toglie di dosso l’uniforme in abito blu e cravatta rossa e diventa umano”. È andato perso lo spirito dell’America. “Il 3 novembre sbarazziamoci di loro”, conclude Springsteen.

La gufata di Springsteen. Trump ha (di nuovo) le star contro

Si chiude un’altra settimana di sondaggi amari per Donald Trump, a pochi giorni dal voto. Per Joe Biden, come per la Clinton, c’è la fila di star, e scende in campo Bruce Springsteen. Resta la Trumpeconomics, ma i sondaggi parlano di una brusca frenata. Il punto di Giampiero Gramaglia

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