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Non vi sono ragioni ragionevoli e razionali per non usare il Mes. Lo dice a Formiche.net (e forse anche ad un pezzo della maggioranza di governo) l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, parlamentare del Pd, che spazza i dubbi sul rischio-Troika per l’Italia, all’indomani delle rassicurazioni sui vantaggi economici diffuse da parte del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco.

“Da dove arrivino le risorse è secondario, purché arrivino”, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza in commissione Sanità del Senato. Perché non c’è ancora una decisione sul Mes?

È una domanda che mi pongo tutti i giorni, in quanto non vi sono ragioni ragionevoli e razionali per non usare il Mes. Da tempo sono giunto alla conclusione che l’opposizione al Mes è puramente strumentale da parte di alcuni gruppi politici.

Come risponde a chi fa aleggiare il fantasma della Troika?

Rispondo a patto che mi si faccia vedere nei testi dei trattati o dei regolamenti anche solo qualcosa che alluda all’intervento della Troika. È un’eventualità assolutamente inesistente e nulla ha a che fare con la nuova struttura del Mes.

Sono sufficienti le rassicurazioni della Banca d’Italia circa i vantaggi economici?

Non devo essere convinto dalla Banca d’Italia, mi sono convinto da solo e da tempo.

A che punto è la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza? È legata al Recovery Fund?

Può dirlo il governo a che punto è. Sicuramente posso dire che sia la nota di aggiornamento al Def che il lavoro a valle del Recovery Fund sono due cose che vanno assieme e devono essere parte di un unico disegno complessivo.

L’Ue ha fatto la sua parte: tocca all’Italia ora mettere in campo progetti all’altezza? Siamo in ritardo?

È assolutamente il turno del Paese dimostrare di saper usare bene quelle risorse per affrontare problemi strutturali, resi ancora più urgenti dalla crisi sanitaria, che rallentano la crescita italiana.

Il rimbalzo del prossimo anno potrebbe non bastare a colmare il gap, lasciando sul terreno 3 punti percentuali di Pil? Come ovviare?

Si tratta di un punto molto delicato, perché il rimbalzo ci sarà anche se non so dire ancora di quanto. Il punto però non è tanto questo, quanto il passaggio relativo alla crescita generata dal semplice rimbalzo oppure dalle riforme. La crescita sarà sostenibile solo in questo secondo caso e rivelarsi duratura nel tempo.

Casse e fondi pensione preferiscono investire all’estero: in Italia solo il 4%. La preoccupa?

Osservo che il Recovery rappresenta una straordinaria occasione per rendere più attrattiva l’economia italiana. È vero che gli investitori stranieri ci guardano con sospetto, ma i margini di crescita relativi all’attrattività del nostro Paese sono molto grandi. Per questa ragione lo sforzo di politica economica deve essere diretto a far emergere tali potenzialità.

È quindi cessato il pericolo di sgambetto da parte dei cosiddetti Paesi frugali?

Lo vedremo dall’applicazione dei regolamenti. Ci sarà una fase nella quale ci potrà essere eventualmente il potere di veto temporaneo da parte di alcuni Paesi, ma si tratta di un meccanismo di controllo dei piani nazionali in seno al Consiglio europeo del tutto nuovo che andrà rodato.

twitter@FDepalo

Non c'è ragione per dire no al Mes e sul Recovery Fund... La versione di Padoan

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