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È questo il momento in cui il governo diventa davvero il Conte 2, perché o fa cose diverse e segna la svolta o davvero non ha molto senso continuare con gli occhi rivolti al passato. Lo dice a Formiche.net il capogruppo di ItaliaViva al Senato, Davide Faraone. Un’occasione, quella programmatica illustrata nella prima Assemblea Nazionale di IV andata in scena domenica scorsa a Cinecittà, che non può essere persa secondo l’esponente renziano, che traccia la rotta tanto per il Paese quanto per l’esecutivo.

Legge Bonafede e riformismo liberal-democratico: una sintesi è ancora possibile?

Noi stiamo facendo di tutto per dare la svolta riformista necessaria a questo governo che troviamo troppo schiacciato su posizioni ideologiche che non hanno più ragione di essere, sopratutto dopo le ultime regionali. E’ questo il momento in cui il governo diventa davvero il Conte 2, perché o fa cose diverse e segna la svolta o davvero non ha molto senso continuare con gli occhi rivolti al passato: lasciamo all’anno bellissimo i populismi e i sovranismi che lo hanno caratterizzato senza portare risultati, anzi, dando pessimi esiti e adesso andiamo avanti, voltiamo pagina. C’è bisogno di coraggio per mettere questa legislatura nelle condizioni di fare cose di buon senso ed è per questo che noi di Italia Viva, così come abbiamo fatto con le tasse in manovra, proseguiamo la nostra azione, portando dosi di riformismo liberale al governo: siamo nati per questo, per essere proposta, non protesta. La sintesi è dunque indispensabile per noi, per andare avanti: per questo ci siamo seduti al tavolo con le altre forze di maggioranza ed abbiamo detto, diamoci tempo, spostiamo di un anno la riforma della prescrizione e nel frattempo rivediamo l’impianto generale della giustizia.

Senza una nuova mediazione del premier Conte in vista del ddl e Costa e del Lodo Annibali, la giustizia può trasformarsi in occasione di crisi per la maggioranza?

La legislatura dura fino al 2023. È la riforma Bonafede che deve essere fermata. E non tanto perché lo dice Italia Viva, che ha proposto con il lodo Annibali una soluzione di mediazione assolutamente ragionevole, ma perché lo dicono avvocati e magistrati. Poi c’è la realtà dei fatti: in Senato il ministro non ha i numeri, deve comprenderlo.

Dal Pd giungono stimoli a Palazzo Chigi per sfumare le diverse sensibilità: quanto è probabile un accordo visto che l’impianto della legge Bonafede sulla prescrizione è netta?

Il Pd ha un problema di coerenza sulla prescrizione: il vicesegretario Orlando è stato il ministro della nostra riforma della giustizia. E va bene che hanno preso la sbandata per i grillini ma adesso devono recuperare i loro ideali. Basta appiattirsi sui 5 stelle.

Il politologo gesuita padre Sorge oggi richiama tutte le forze alla “buona politica”. Come farà il Governo in questo senso a risolvere dossier complessi come Ilva, Alitalia e Autostrade?

Appunto, con il buon senso e direi con il Buongoverno: la lezione di Bonaccini vale molto in questo contesto. Adesso il governo deve mettere la modalità Emilia Romagna: via le ideologie, spazio alle soluzioni. Se ci pensiamo vale per tutti i nodi di questo governo: dalla prescrizione alle concessioni autostradali, fino allo sbloccacantieri. Ciò che può costringere adesso l’azione di governo ai minimi termini sono solo i veti e le demagogie di turno. Tolte quelle, siamo liberi di agire ed affrontare i dossier più complessi.

Il 24 febbraio il ddl Costa potrebbe vedere convergere anche i vostri voti?

Non siamo noi che convergiamo su Costa ma è Forza Italia che si avvicina alla nostra proposta: lo abbiamo detto e lo ripetiamo. Non abbiamo bisogno di salvare le poltrone, solo di salvare lo stato di diritto. Ricordo che l’abolizione della prescrizione è figlia del governo Bonafede-Salvini.

Il bipolarismo Conte-Salvini post regionali è destinato a durare, oppure in entrambi gli schieramenti c’è chi spinge per altri due frontman?

Non vedo questo bipolarismo, non credo che Conte possa fare il federatore del centrosinistra, visto che è stato il premier che ha firmato i decreti sicurezza e avallato la disastrosa politica dei porti chiusi di Salvini. Così come ritengo che Salvini abbia evidenti problemi di leadership: va riconosciuta a Renzi la “mossa del cavallo” che in agosto ha ridimensionato le pericolose idee di Salvini riguardo alla presa del Paese con i pieni poteri, per trascinare l’Italia fuori dall’Europa. Quel disegno è sparito all’orizzonte grazie alla nostra intuizione: al di là dei leader degli schieramenti, che oggi ci sono e domani chissà, la dialettica malata sovranisti vs populisti va spezzata. Noi occuperemo lo spazio dei riformisti, quelli che hanno come orizzonte il sogno ma stanno con i piedi ben piantati per terra.

twitter@FDepalo

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