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“È una persona simpatica, sto bene con lui, sono neutrale, ma se mettiamo in pratica questo modo di arrivare al potere, un uomo è sceso in piazza, guardò il cielo e si è dichiarato capo di Stato davanti a dio, va bene? No, sarebbe un caos in tutto il mondo”. Il presidente russo, Vladimir Putin, ha parlato di Juan Guaidó, il presidente ad interim del Venezuela, durante un evento del Foro Economico Internazionale di San Pietroburgo.

Secondo l’agenzia Reuters, il capo del Cremlino ha anche detto che i sostenitori di Guaidó “sono dei pazzi”: “Proviamo a scegliere in questo modo il presidente degli Stati Uniti o in qualsiasi altro posto, scegliamo il premier del Regno Unito così o il presidente della Francia, che succederebbe? […] Noi, in generale, siamo contro l’ingerenza negli affari interni di altri Paesi, consideriamo che questo provoca conseguenze molto gravi, per non dire tragiche. […] Si sa che il cammino verso l’inferno è lastricato da buone intenzioni”.

LA LINEA DI MOSCA E PECHINO

Russia e Cina continuano ad essere dalla parte di Maduro e respingono qualsiasi proposta di intervento militare in Venezuela. Dopo l’incontro al Cremlino, Vladimir Putin e Xi Jinping hanno parlato della crisi venezuelana. In una dichiarazione congiunta, hanno invitato tutte le parti coinvolte nel conflitto ad “appoggiare una soluzione pacifica per i problemi del Paese sudamericano, attraverso un dialogo politico inclusivo, opponendosi ad un intervento militare”.

“Seguiamo con attenzione i fatti in Venezuela – hanno spiegato – e chiamiamo tutti a rispettare la Carta delle Nazioni Unite, così come le norme di diritto internazionale e i rapporti tra gli Stati”. Putin e Jinping hanno anche dichiarato di continuare le consultazioni sull’America latina per rafforzare contatti e interazioni a favore di un approfondimento dei rapporti nella regione.

LA RISPOSTA DEL GRUPPO DI LIMA

I Paesi membri del Gruppo di Lima, cioè Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Honduras, Panama, Paraguay e Perù, hanno chiesto a Russia, Cina, Turchia e Cuba, di ritirare il loro sostegno al regime di Nicolás Maduro per facilitare una soluzione pacifica alla crisi in Venezuela. In un comunicato congiunto, i rappresentanti dei Paesi alleati al governo di Juan Guaidó hanno confermato l’impegno a favore dell’opposizione venezuelana e hanno inviato un messaggio diretto ai governi di Vladimir Putin e Xi Jinping.

Il Gruppo di Lima indica Maduro “come unico responsabile della situazione umanitaria sempre più grave del popolo venezuelano” e invita gli alleati di Maduro a cambiare idea a favore dello sviluppo e la stabilità della regione. I Paesi membri hanno espresso preoccupazione per l’aumento dell’esodo dei venezuelani (circa tre milioni dal 2015 secondo le Nazioni Unite) e hanno lamentato “una delle più gravi crisi umanitarie del mondo”, ora in corso in Venezuela.

Per il Gruppo, il processo di transizione venezuelano deve necessariamente cominciare con la convocazione di nuove elezioni presidenziali, libere, giuste e trasparenti. I primi 15 giorni di agosto è prevista a Lima una conferenza internazionale per analizzare le proposte a favore del ripristino della democrazia venezuelana, mentre il prossimo incontro del Gruppo di Lima sarà in Argentina, in una data ancora da definire.

Putin e Xi Jinping restano fedeli a Maduro. Ma il Gruppo di Lima pensa al Venezuela

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