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I rapporti nel Centrodestra, le frizioni e i riavvicinamenti con la Lega di Salvini e le prospettive del governo dopo le elezioni europee. Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera di Forza Italia, indica la strada da seguire in un giorno importante per il Parlamento e per le battaglie che da sempre hanno animato la parlamentare forzista, in cui è stato votato il Codice Rosso contro la violenza sulle donne.

Un bilancio sul voto in Basilicata.

È stato un risultato di grande importanza perché ha dimostrato che, anche nelle regioni rosse – e la Basilicata da questo punto di vista era un fortino di sinistra – il centrodestra unito rappresenta una concreta speranza di cambiamento. Un ruolo che l’elettorato non attribuisce più al Movimento 5 Stelle che alle elezioni politiche in quella stessa regione aveva ottenuto il 44,4%, una delle percentuali più alte d’Italia. Sono due segnali che, insieme, dicono che una nuova primavera è possibile: dopo Molise, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Sardegna, Trentino, abbiamo espugnato anche la Basilicata e superato – nel numero di regioni governate – il centrosinistra. Ora è un po’ più duro sostenere che l’opinione pubblica voglia il governo giallo-verde…

Forza Italia viene doppiata dalla Lega e stavolta in una regione del Sud. Non rischiate in questo modo di lasciare troppo campo, soprattutto al meridione dove Fi ha un radicamento ben differente da quello di Salvini?

Non siamo stati doppiati: questa è una lettura incompleta del voto lucano. Perché Forza Italia aveva a fianco le liste di Bardi e di Quagliariello, che non si rivolgevano certo all’elettorato di Lega o Fratelli d’Italia. Abbiamo contribuito anche nella fase della costruzione della coalizione, con la consueta generosità, alla vittoria, ma converrà con me sul fatto che chi ha votato per quelle liste, non è un elettore della Meloni o di Salvini. Quindi le percentuali non sono così distanti. E alle elezioni europee o politiche le liste civiche non ci sono.

Cosa serve a Fi per rilanciarsi?

Quello che in parte stiamo già facendo e che faremo ancora meglio nell’immediato futuro. Aprire il partito alla società civile, al rinnovamento – per il quale abbiamo già fatto molto se penso alla nostra pattuglia di parlamentari che è in larghissima parte al primo mandato, – accentuare la visibilità delle nostre battaglie per lo sviluppo, riaprire i cantieri per le grandi opere, abbattere le tasse che questo governo ha aumentato, rafforzare le politiche del lavoro, incentivare l’occupazione femminile, potenziare il welfare per l’infanzia. Non è facile perché questo governo mediaticamente copre quasi tutti gli spazi, fa maggioranza e opposizione. Ma gli italiani non hanno l’anello al naso e noi andiamo avanti certi di essere dalla parte giusta.

Ormai le Europee sono vicine, ma Salvini continua a dire che questo governo durerà altri 5 anni. Strategia o alla fine queste consultazioni europee serviranno anche per dare il colpo finale a questa alleanza Lega-M5S?

Sono convinta che quella di Salvini sia solo tattica: un governo di legislatura con il Movimento 5 Stelle porterebbe danni irreparabili all’economia italiana e su tanti altri piani. Salvini sa che, grazie alla determinazione che ha messo in campo sulla questione immigrazione e che gli riconosciamo, è ancora in luna di miele con gli elettori, ma sa anche che questo non durerà in eterno perché potrebbe subire il ‘contagio’ della perdita dei consensi del Movimento 5 Stelle, oltre che il giudizio negativo degli italiani sulle scelte di politica economica. Penso quindi che dopo le europee rivedrà questa posizione. Prima lo fa comunque e meglio è per il Paese.

Quella di Salvini è una forza più estremista di Fi su molti temi, nelle attuali condizioni non rischiate con la vostra presenza nella coalizione di centrodestra di dare alla Lega una patente di accettabilità per gli elettori moderati? Strategicamente non servirebbe mettere un punto di caduta per Salvini con un aut aut: se stare con M5S o con il Centrodestra?

La nostra presenza in coalizione, come dimostrano le elezioni regionali ma anche le politiche dello scorso anno, fa vincere il centrodestra. E questo proprio perché rappresentiamo una posizione su molti temi più equilibrata e ‘temperiamo’ quelli che lei chiama estremismi. Il buon governo dei comuni, delle province e delle regioni che governiamo insieme sta lì a dimostrarlo. Il problema è che a livello nazionale la Lega è alleata con la Casaleggio & Associati, un movimento che punta alla decrescita felice e si è già portato parecchio avanti con il lavoro. Solo che la decrescita non è affatto felice.

A proposito di decrescita, oggi Confindustria ha certificato che l’Italia non cresce. C’è da allarmarsi?

È ormai chiaro che la politica economica di questo governo ha compromesso il futuro del Paese: l’analisi del centro studi di Confindustria è obiettiva quanto impietosa. Crescita zero nel 2019 e appena allo 0,4 nel 2020. Questa è un’altra amara, ma puntuale conferma della inadeguatezza di questo governo e dello spettro della recessione che si allunga anche sul secondo semestre 2019, come già aveva ipotizzato ieri il Financial Times. Tutti i parametri sul rapporto debito-pil e deficit-pil saranno fuori controllo e sarà impossibile scongiurare una manovra che andrà a colpire i patrimoni degli italiani.

Alla Camera intanto state votando un provvedimento insieme su un tema che da sempre le va riconosciuto un profondo impegno: il Codice Rosso contro la violenza sulle donne. È anche un segnale politico?

È il segnale che la battaglia contro la violenza di genere non deve avere confini. Il testo originale sul cosiddetto codice rosso presentato dal Governo e dal ministro Bongiorno era poco incisivo, ma lo abbiamo migliorato con i nostri emendamenti e con l’assorbimento di contenuti di una proposta di legge che presentammo già nel luglio scorso. Il bicchiere, però, è solo mezzo pieno perché la maggioranza non è intenzionata ad accogliere le nostre proposte contro il sexting e il revenge porn, fenomeni purtroppo sempre più diffusi e di grande pericolosità. Ha prevalso la volontà di parte della maggioranza di rivendersi mediaticamente su questo argomento un’autonoma proposta di legge che non si sa quando e come verrà approvata. Ciò nonostante, voteremo il provvedimento perché si tratta di un passo avanti significativo per bloccare sul nascere la spirale della violenza.

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