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Repubblica della Macedonia del Nord. Si chiamerà così da oggi in poi l’ex Paese jugoslavo, dopo il raggiungimento dell’accordo tra Atene e Skopje sul nome. Una decisione che mette “fine a una disputa pluridecennale” tra i due Paesi, ha affermato il premier greco Alexis Tsipras, raccogliendo la conferma del governo macedone. In questo modo, come aveva sottolineato nelle ore precedenti alla riuscita positiva del negoziato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, Skopje tira dritto “sul sentiero per l’appartenenza alla Nato. E aiuterà a consolidare la pace e la stabilità nei Balcani occidentali”. La Grecia, infatti, aveva opposto il veto dieci anni fa all’ingresso della Macedonia nell’Alleanza Atlantica proprio a causa del contenzioso sulla denominazione dello Stato macedone. Atene riteneva, infatti, che il nome “Macedonia” implicasse delle ambizioni territoriali nei confronti della regione greca.

GLI USA APPLAUDONO

Tante le voci del mondo internazionale che si sono espresse per congratularsi con i due fautori della decisione risolutiva, Tsipras e Zaev. Il Dipartimento di Stato americano in primis, che nei giorni scorsi aveva ribadito il suo “costante sostegno” a favore dei negoziati con Grecia, plaude per quella che definisce per i due Paesi una soluzione “reciprocamente accettabile”. Washington definisce l’accordo “storico” perché migliorerà la sicurezza regionale e la prosperità di entrambi i paesi e, a questo proposito, l’inviato speciale delle Nazioni Unite, lo statunitense Matthew Nimetz ha ribadito: “Vorrei congratularmi con le parti per aver raggiunto con successo i colloqui e per aver superato le loro differenze”, sottolineando come l’accordo porterà a un periodo di “relazioni rafforzate tra i due paesi vicini e in particolare tra i loro popoli”. Non dimenticando di specificare che “incoraggiato dalla dedizione di entrambi i governi a portare benefici reciproci per tutti i loro i cittadini attraverso la creazione di un partenariato strategico come base per una cooperazione intensificata in tutti i settori”.

IL SOSTEGNO DELL’UE

Dall’Unione europea arrivano le parole del presidente del Consiglio Donald Tusk, che ha scritto su Twitter: “Tengo le dita incrociate. Grazie a voi l’impossibile sta diventando possibile”. Sono, poi, arrivati anche i complimenti dell’Alto rappresentante dell’Unione europea Federica Mogherini che ha affermato congiuntamente con il commissario Ue per l’Allargamento e la poltica eurpea di vicinato Johannes Hahn: “Ci congratuliamo di cuore con i primi ministri Alexis Tsipras e Zoran Zaev per la loro determinazione e leadership nel raggiungere questo storico accordo tra i loro paesi, che contribuisce alla trasformazione dell’intera regione dell’Europa sud-orientale”.

IN ITALIA

Dall’account Twitter della Farnesina arrivano, poi, le parole del neo ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi: “Accolgo con favore l’annuncio di Alexis Tzipras e Zoran Zaev sulla questione del nome” della Repubblica della Macedonia del Nord e “la loro leadership. Questo apre la strada alla soluzione di una lunga disputa tra i due Stati membri dell’Osce e al progresso della stabilita’ regionale all’interno di una forte prospettiva europea”.
Anche Paolo Alli, presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea della Nato ha twittato: “L’accordo sul nome della Macedonia mette fine a una disputa pluridecennale e rappresenta un passo fondamentale sia nei rapporti bilaterali che per l’integrazione euro-atlantica”.

VOCI CRITICHE

D’altra parte, comunque, non sono mancate neppure le voci critiche che mantengono, seppur in forma minore rispetto al passato, aperta la controversia. Si è svolto oggi, anche se è durato soltanto due minuti, l’incontro tra Zaev, il Presidente della Repubblica macedone Gjorgje Ivanov e il ministro degli esteri Nikola Dimitrov, per illustrare i termini dell’accordo. Ivanov, che aveva già espresso la sua contrarierà sulla questione, si è infatti alzato quasi subito dopo l’inizio dell’incontro ed è andato via. Un’attrito,dunque, che potrebbe portare difficoltà nel varo della legge. Zaev ieri in conferenza stampa aveva affermato che in autunno si terrà comunque un referendum popolare sui termini dell’accordo con Atene.

Il leader dell’opposizione conservatrice macedone Hristian Mickoski, a capo del partito Vmro-Dpmne, inoltre, ha criticato l’accordo sul nuovo nome del paese ex jugoslavo sostenendo che si tratta di una “capitolazione” di fronte ad Atene. “Con tale accordo si accettano tutte le posizioni della Grecia”, ha affermato Mickoski.

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