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È il segno dei tempi, l’era del Fintech, arrivato nell’immaginario dell’uomo medio italiano dai tardi anni Ottanta – oggi cruciale – in un momento storico in cui a farla da padrone è il digitale, in qualsiasi settore, grazie alla nascita e allo sviluppo dei servizi fintech, utilizzati nel 2018 dal 25% della popolazione.

Alessio Boceda, cofounder di un blog sulle startup italiane “Specialisti del Web”, che ha pubblicato lo scorso 24 gennaio l’ebook “Il fintech in Italia?” (disponibile al seguente link) ha parlato con Formiche.net di questi temi.

Quali sono i numeri del Fintech in Italia?

Il termine FinTech, Finance e Technology, indica il punto di incontro tra strumenti finanziari e tecnologia, e, per esteso, il processo di innovazione che sta rivoluzionando l’attività bancaria, spingendola ad abbandonare i servizi tradizionali per offrirne di nuovi grazie all’apporto delle moderne tecnologie. Comunemente si pensa alla finanza come qualcosa di oscuro e misterioso, qualcosa che qualcuno non ben definito, controlla in una grigia torre d’avorio tra Milano, Londra o New York. La realtà è che tutto questo è solo in parte vero: da dieci anni a questa parte la finanza non è più solo un mistero ma sta diventando sempre più spesso una opportunità. È importante parlare di Fintech e diffondere anche nel nostro Paese una “cultura fintech” perché il mondo nel quale viviamo non ha più intenzione di aspettarci, ha aggiunto Fabrizio Villani, Head of Growth di Fintastico, partner del progetto.

Qual è l’obiettivo dell’ebook “Il Fintech in Italia?”

Sebbene rimanga indiscutibile l’importanza del FinTech sia per il settore bancario e finanziario che per i consumatori, tuttavia, le invenzioni della Finance Technology hanno presentato aspetti piuttosto discutibili e poco rassicuranti, ad esempio le criptovalute, attaccate dal Premio Nobel Joseph Stiglitz per la loro scarsa trasparenza. L’obiettivo principale dell’ebook, ha sottolineato Alessio Boceda, è pertanto, quello di fornire ai lettori informazioni precise sul panorama Fintech italiano e sui servizi Made in Italy disponibili, al fine di diffonderne una adeguata conoscenza, più che necessaria per accelerare l’adozione di questi servizi innovativi nel nostro Paese. Il Fintech, infatti, consente di migliorare la gestione delle finanze sia personali che aziendali attraverso soluzioni trasparenti. L’attenzione sulle innovazioni in ambito finanziario è alta, come dimostrano gli investimenti degli ultimi anni a livello globale. Nel 2010, 1,9 miliardi di dollari le somme dedicate dal comparto dei venture capital a questo tipo di realtà, nel 2017 questa cifra è salita al livello record di 27,5 miliardi di dollari.

Quali sono i player principali all’interno dell’ecosistema italiano?

Secondo i dati del Registro delle Imprese, in Italia sono presenti circa 8.900 startup innovative, 235 di queste a maggio 2017 erano categorizzabili come realtà operanti nel Fintech e nel 2016 si stima che abbiano raccolto circa 33,6 milioni di euro di investimenti, in crescita del 77% rispetto al 2015. Analizzando il focus delle startup italiane, il 21% di queste opera nell’ambito del Wealth & Asset Management. A queste seguono, per un 18%, le startup focalizzate sui pagamenti digitali e per il 14% le startup operanti nell’area dei prestiti. L’ebook, che ha goduto del supporto delle due principali associazioni Fintech in Italia, ItaliaFintech e Assofintech, vuole essere un vademecum immediato per scoprire il Fintech in Italia nel modo più chiaro possibile, in un momento di forte crescita dei servizi offerti e degli investimenti in startup Fintech. Il lavoro è stato supportato da 17 tra associazioni, organizzazioni, aziende e giovani sviluppatori che condividono gli obiettivi e il messaggio dell’ebook e contribuiscono alla sua diffusione all’interno del loro network, realtà quali Colazione a Wall Street, VGen e Bocconi Students for Fintech Evangelism.

Quali dati utili sono emersi per scoprire di più sul mondo Fintech?

Tra le oltre 40 startup menzionate nell’ebook, di cui alcune fondate nel 2017/2018, ci sono Chainside, un gateway di pagamento che abilita le aziende ad accettare pagamenti in Bitcoin; EasyTax Assistant – vincitrice del primo premio all’evento Heroes Meet in Maratea – che offre una app per aiutare i contribuenti nella gestione fiscale quotidiana; SplittyPay, che permette di “splittare” i pagamenti online tra più carte (utile, ad esempio, per acquistare vacanze tra amici). Non manca ovviamente una lista di scaleup da conoscere assolutamente, come ad esempio Moneyfarm, principale esempio italiano di robo-advisor, e Satispay, punto di riferimento per i pagamenti via smartphone. Infine, startup e scaleup straniere da conoscere in ambito Fintech, 27 in tutto, tra cui Circle, Revolut e N26. Alcuni di questi servizi hanno già raggiunto il mercato italiano mentre altri potrebbero farlo a breve. Tra le tendenze che emergeranno ancora di più nel 2019 c’è di sicuro l’Internet delle cose (IoT). In conclusione, innovazione e tecnologia non sono valori assoluti, ascrivibili a categorie nette come quelle di giusto e sbagliato, buono e cattivo, ma sono piuttosto strumenti, che possono e devono essere accordati, sottoposti a continua evoluzione.

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