Skip to main content

È il “fuoco amico” che sta paralizzando il Pd. I fischi di Genova, gazzarra organizzata (che poteva essere stigmatizzata più efficacemente, mi spiace dirlo, dalle massime e dalla massima autorità dello Stato presenti), sono stati occasione per riproporre (specie su Repubblica), una lettura dei problemi del Pd, e un suggerimento per affrontarli, che lo sta, invece, portando nelle sabbie mobili dell’inconcludenza e della paralisi e dell’inutilità.

Oggi il Pd non è né di governo e né di lotta. È intimidito e carico di complessi. E si va perdendo nella pratica di Martina: il cilicio, la tattica suicida del “pentimento”, la illusione mortale di inseguire e copiare le stramberie pericolose dei populisti (per ultimo, le nazionalizzazioni) per mostrare di aver colto la “lezione” della sconfitta elettorale. Demenziale. Ma qual è la tesi da “fuoco amico” che sta uccidendo il Pd? L’ha illustrata su Repubblica, due giorni fa, la sociologa Nadia Urbinati. Subito abbracciata come spiegazione chiara, semplice e liberatoria da molti a sinistra. È la tesi secondo cui il Pd verrebbe contestato perché “partito senza popolo” ( in verita’ avrebbe, ufficialmente, meno voti solo dei 5 Stelle). Il Pd perde, secondo Urbinati, perché è il partito dell’establishment, del liguaggio della serietà, della competenza, del rigore. Questo conferirebbe, conclude la Urbinati, un’immagine di pesantezza, altezzosità e distacco dai “bisogni del popolo”. Che, invece, sarebbero efficacemente rappresentati dalla deriva populista. Ovviamente, fa capire la Urbinati, è con Renzi e gli anni di governo che il Pd avrebbe raggiunto il massimo di questa separazione e distacco dalle “ragioni” del popolo. Nei suoi libri, è una notevole scrittrice, la Urbinati sostiene queste tesi, “la sinistra perde perché ha ceduto al liberismo, pentitevi”, applicandole alla sinistra intera in Europa e negli Usa.

Non è niente di nuovo e originale: vecchia e stantia paccottiglia sociologica “estremista” e radical-chic, ritrita da decenni. Una sorta di cura omeopatica: curare le malattie della sinistra (l’ansia di alterità e antagonismo che la frenano ) con la radicalizzazione e il populismo. Demenziale. Intanto, però, questo “fuoco amico” (da sinistra) e queste tesi bizzarre e stravaganti stanno facendo evaporare il Pd. Martina, che lo dirige, è diventata la personificazione fisica (la barba non aiuta) di questa strategia del “pentimento”, della contrizione, del sacrificio, del cilicio: “dobbiamo umilmente farci di lato, andare ad imparare in periferia, ascoltare ogni protesta, considerare ogni rivendicazione populista (tranne che non venga dalla Lega di Salvini), per ritrovare il popolo”. Col piffero! Così lo perdi, del tutto e per sempre. È rinunciando a fronteggiare i populisti, è copiandoli e inseguendoli, con la radicalizzazione, il protestarismo, la protesta qualunquista che costoro, la dirigenza del Pd, si suicideranno definitivamente. È il contrario della tesi di Urbinati e degli “intellettuali amici”: la sinistra perde in Europa perché ha ceduto, da anni, all’argomentazione populista. Ha perso in serietà, credibilità di governo e difesa delle ambizioni europee (tutte cose, ormai, cedute all’esclusiva rappresentanza in Europa dei partiti moderati, popolari e liberali di centro).

La socialdemocrazia è morta, in Europa, perché ha ceduto al populismo financo prima che questo nascesse. Si è da tempo, culturalmente, arresa ai suoi miti: l’ambientalismo conservatore, l’antindustrialismo, l’illusione ridistributrice, invece che sviluppista, per combattere le diseguaglianze. Perdendo la sua identità di governo e di partito della crescita, dello sviluppo, del miglioramento sociale. Il Pd di Martina ha ceduto, armi e bagagli, a questa paccottiglia da “fuoco amico”. Il Pd sarebbe ancora, pur col 20%, tra le residue formazioni della socialdemocrazia europea con una consistenza. Ma si sta perdendo nel “pentimento”: balbetta motivi populisti e liquida, come infamante e indicibile, la sua stessa positiva e decorosa esperienza di governo, temi della “consensite” populista, disgregatrice e sfascista, illudendosi di beneficiare di un po’ del vento, della corrente. Invece di fare argine ad essa. Tra il pentimento pezzottato del Pd che insegue i 5 Stelle e il modello originario, il destino di Martina è l’ectoplasma.

Martina

Se il Pd rincorre i 5 Stelle si perderà definitivamente. Parola di Minopoli

È il “fuoco amico” che sta paralizzando il Pd. I fischi di Genova, gazzarra organizzata (che poteva essere stigmatizzata più efficacemente, mi spiace dirlo, dalle massime e dalla massima autorità dello Stato presenti), sono stati occasione per riproporre (specie su Repubblica), una lettura dei problemi del Pd, e un suggerimento per affrontarli, che lo sta, invece, portando nelle sabbie mobili dell’inconcludenza…

La scommessa sulla libertà di Angelo Scola. Il ritorno del cardinale al Meeting di Rimini

"La secolarizzazione è uno di quei concetti tomba in cui tutto ciò che si mette dentro finisce per ricevere un sapore di morte. Ma è finita: siamo nel tempo della post-secolarizzazione, cominciata con la negazione della possibilità che un uomo, quell'uomo di Nazareth, diede la Sua vita per noi, e che sia il simbolo dell'esistenza dell'umanità. E quindi l'idea della religione…

Il papa, la Chiesa e gli abusi. Parla don Fortunato Di Noto

“Negli ultimi dieci anni sono centinaia i sacerdoti italiani coinvolti nella pedofilia, con centinaia di vittime di abusi sessuali”. Lo rivela don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter (da 27 anni vigila sulla pedofilia, sugli abusi sui minori e sulla pedopornografia). È lui la persona giusta per commentare la Lettera al Popolo di Dio scritta da Papa Francesco sul tema…

isis

La minaccia Isis torna attiva. Ecco cosa ha detto al Baghdadi

Il capo dello Stato islamico, l'autoproclamato califfo Abu Bakr al Baghdadi, ha diffuso un audio messaggio, il primo dopo circa un anno e mezzo dal precedente, il 28 settembre del 2017. Quello che dice Baghdadi ha diverse sfumature, e come sempre accade con i gruppi terroristici, la simbolistica ha più valore dei contenuti. Che nel caso sono deboli: sostanzialmente il…

Ingerenze cinesi, perché il governo australiano ha colpito Huawei e Zte

Cina e Australia, lo scontro continua. Il governo di Canberra ha annunciato questo giovedì che l’azienda di telefonia cinese Huawei e il gigante delle telecomunicazioni Zte non potranno più vendere tecnologia 5G in Australia. La decisione è stata motivata per ragioni di sicurezza. Il governo federale ha infatti sottolineato il rischio che può comportare per l’intelligence nazionale il coinvolgimento nell’installazione…

libia, petrolio

Perché gli americani di Apache aumentano gli investimenti in Egitto

Un mese fa aveva firmato un accordo da 9 miliardi di dollari con il ministero del petrolio egiziano per esplorare e produrre petrolio e gas nel deserto occidentale del Paese. Oggi il colosso statunitense Apache annuncia l'aumento di un altro miliardo nel pacchetto complessivo dei suoi investimenti in Egitto. Il dopo-Zohr si arricchisce di strategie e consolidamenti. APACHE La firma…

Sindacati, scuola-lavoro, paritarie. Gli impegni del ministro Bussetti al Meeting di Rimini

A settembre incontrerà i sindacati per stabilire indicatori e obiettivi per la valutazione del personale scolastico, ai fini della corresponsione del bonus. Poi si cercherà di stringere le relazioni fra mondo del lavoro e istruzione tecnica e professionale. Infine, il tema della valorizzazione delle scuole paritarie, che "si avvicinano agli standard di quelle statali e nuovi concorsi ordinari". Fino a dare…

Con il ponte Morandi è crollata la fiducia dei cittadini. I casi di Bp e Torri Gemelle

Di Umberto Saccone

Ho visto in questi tristissimi giorni che hanno colpito Genova, i genovesi e l’Italia intera, il disorientamento della Società Autostrade nel comunicare correttamente quello che stava accadendo. Vi è stato un balbettare inquietante segno della mancanza di una struttura di vertice che sapesse parlare alla gente colpita, alla politica e all’intero Paese. La sconcertante vicenda mi porta ad un parallelo…

Un brindisi al nuovo successo per Vega, il lanciatore italiano

La missione del cacciatore dei venti dell’Agenzia spaziale europea (Esa) è iniziata con il dodicesimo successo di fila di Vega, il lanciatore made in Italy realizzato a Colleferro da Avio, società guidata da Giulio Ranzo. Alle 23:20 italiane, il piccolo vettore è partito dalla base spaziale di Kouoru, in Guyana francese, per portare poi correttamente in un’orbita di 320 chilometri…

Il nuovo Nord della cultura, in Cile

In un mondo che va alla rovescia, il Sud può diventare Nord. Il nuovo Nord. E' la scommessa della nuova corrente culturale cilena, fondata dalla poliedrica artista Teresa Chadwick, che in questi giorni inaugura a Santiago del Cile la sua manifestazione ufficiale. In un Paese dalla memoria ancora divisa e dall'alterno peso culturale sulla scena internazionale, la scommessa di "Neo…

×

Iscriviti alla newsletter