Skip to main content

C’erano pochi dubbi che i maggiori quotidiani statunitensi fossero schierati con Hillary Clinton e, soprattutto, contro Donald Trump in queste elezioni. Washington Post, New York Times e Los Angeles Times non hanno mai fatto mistero della loro insofferenza per il candidato repubblicano, che li ha ricambiati con giudizi sprezzanti.

Adesso, è tempo di endorsement formali, come è nella tradizione di trasparenza dei media Usa, che, con i loro lettori, non fingono imparzialità, ma dichiarano con chi stanno. Dopo il Lat, il Nyt, sotto il titolo “Hillary Clinton presidente”, si schiera con la candidata democratica, dopo averla già appoggiata nelle primarie (fra i repubblicani, sosteneva il governatore dell’Ohio John Kasich).

“L’obiettivo è quello di persuadere coloro che esitano a votare per la Clinton o perché sono riluttanti a votare per un democratico, o per un altro Clinton, o per un candidato che in superficie non offre un cambiamento” afferma il board editoriale del New York Times, che definisce Trump il “peggiore candidato mai presentato da un partito nella storia moderna”.

“Passando attraverso la guerra e la recessione, gli americani nati dall’11 Settembre sono stati costretti a crescere rapidamente e meritano un presidente adulto, maturo. L’impegno che dura da una vita di Hillary Clinton a risolvere i problemi del mondo reale la qualifica a essere presidente”.

“Il nostro appoggio affonda le sue radici nel rispetto per la sua intelligenza, esperienza e coraggio” afferma il New York Times, sottolineando che “in un normale anno elettorale, avremmo confrontato i due candidati sui singoli temi. Ma questo non è un normale anno elettorale. Un confronto sarebbe un esercizio vuoto in una corsa in cui un candidato, Hillary Clinton, ha una storia al servizio del Paese e idee pragmatiche e l’altro, Donald Trump, non dice nulla di concreto su se stesso o sui suoi piani promettendo però la luna”.

“La campagna 2016 ha portato in superficie la disperazione e la rabbia dei poveri e della classe media americana, che ritiene che il governo abbia fatto poco per allentare il peso della recessione, del cambiamento tecnologico, della concorrenza straniera e della guerra. Nei suoi 40 anni di vita pubblica, Hillary Clinton ha studiato queste forze e valutato risposte a questi problemi” nota il Nyt. “Gli occasionali passi falsi di Clinton, insieme agli attacchi sulla sua credibilità, hanno distorto la percezione che si ha di lei. E’ uno dei politici più tenaci della sua generazione”.

DALLA CORPORATE AMERICA NON UN DOLLARO A TRUMP

Neanche uno degli amministratori delegati delle cento maggiori società americane ha contribuito alla campagna di Donald Trump: pubblicati dal Wall Street Journal, e aggiornati a fine agosto, i dati mostrano una netta inversione di tendenza rispetto al 2012, quando un terzo degli ad delle società di Fortune 100 avevano aiutato Mitt Romney, l’allora candidato repubblicano.

Il Wsj riferisce che, durante le primarie, 19 amministratori delegati hanno fatto donazioni ad altri candidati repubblicani, 89 ad su 100 non apprezzano nessuno dei due candidati, mentre 11 stanno con Hillary Clinton.

(post tratto dal blog di Giampiero Gramaglia)

Chi vota e chi no Hillary Clinton e Donald Trump

C’erano pochi dubbi che i maggiori quotidiani statunitensi fossero schierati con Hillary Clinton e, soprattutto, contro Donald Trump in queste elezioni. Washington Post, New York Times e Los Angeles Times non hanno mai fatto mistero della loro insofferenza per il candidato repubblicano, che li ha ricambiati con giudizi sprezzanti. Adesso, è tempo di endorsement formali, come è nella tradizione di…

Virginia Raggi

Cosa hanno lasciato alla città di Roma le passate Olimpiadi nella capitale

Di Serena Gana Cavallo

Vivo a Roma, e quella che un tempo mi sembrava essere una gran fortuna adesso mi pare una greve condanna. Ho visto, negli anni (certo non nell'ultimo quarto d'ora) la decadenza, l'abbrutimento, l'imbruttimento, di una città meravigliosa, i cui ultimi sprazzi di manutenzione e arricchimento infrastrutturale risalgono alla giunta Rutelli con un sottopasso a Castel sant'Angelo e con la soluzione…

Guido Salerno Aletta, trump

Chi ha beneficiato di più e di meno della pompa monetaria delle banche centrali

Nel giro di pochi giorni sono stati pubblicati tre rapporti che fanno il punto sull’andamento dell’economia mondiale. Quello dell’Ocse rivede le stime di crescita di quasi tutti i Paesi, titolando:  “Allarme crescita mondiale: commercio debole e distorsioni finanziarie”. Il Trade and Development Report dell’Unctad, l’agenzia dell’Onu  che si occupa di commercio internazionale e di sviluppo,  definisce quello in corso come…

Vladimir Putin

Ecco le vere mire della Russia in Turchia

Malgrado la riservatezza, ovvia in questi casi, il progetto di Barack Obama per la Siria è stato reso noto da pochi giorni.  In primo luogo, la direttiva presidenziale segreta si pone l’obiettivo della conquista di Mosul entro la prima metà del prossimo dicembre; e le forze che libereranno la città saranno alcuni gruppi dei Corpi Speciali Usa oltre a cinque divisioni…

Perché io sto con Stefano Parisi. Parla Alessandro Cattaneo (Forza Italia)

"Stefano Parisi? E' una persona di valore, come dice chiaramente il suo curriculum. Berlusconi lo ha chiamato perché in grado di darci un valore aggiunto. Se posso dare un aiuto a lui e al centrodestra, non vedo perché non farlo". E' quello che l'ex sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, uno dei volti più giovani di Forza Italia, dice in una video-conversazione…

Come Alberto Mingardi ha riletto Spencer

Da qualche settimana è disponibile (www.liberilibri.it) una nuova edizione di "L'uomo contro lo Stato" di Herbert Spencer, curata e magistralmente introdotta da Alberto Mingardi, il direttore e animatore dell'Istituto Bruno Leoni. Questa non vuole essere una recensione: sarei troppo "fazioso" a favore del valore del testo in sé, e anche della rara sensibilità del curatore e prefatore, per come riesce…

Tutti i dettagli della stangata subita da Deutsche Bank

La recente richiesta del dipartimento di Giustizia americano alla Deutsche Bank di pagare una multa di 14 miliardi di dollari per chiudere il contenzioso negli Usa sulla frode dei mutui subprime, e dei relativi derivati finanziari, ha una rilevanza che va ben oltre la cifra stessa. Nel frattempo, sempre sulla stessa questione, quasi tutte le banche internazionali too big to…

Maurizio Belpietro

La Verità di Maurizio Belpietro e le verità del mercato editoriale

Accogliamo l’arrivo in edicola de La Verità con l’incoraggiamento dovuto a qualunque nuovo quotidiano, senza nascondere un filo di perplessità: a quale e quanta vita può ambire un giornale che si inserisce in un mercato asfittico, per usare un eufemismo (3,2 milioni di copie vendute nel 2014, Nando Pagnoncelli dixit)? Maurizio Belpietro, peraltro, ha imbarcato un’ottima ciurma di giornalisti, con…

savona

Come riconciliare Stato, democrazia e mercato

Ho accolto con un senso di sollievo l’articolo di Marta Dassù sull’esistenza di un "trilemma inconciliabile" tra globalizzazione, democrazia e Stato-nazione, un argomento che ho trattato in un quadro più ampio nel libro "Dalla fine del laissez-faire alla fine della liberal-democrazia" (Rubbettino 2016). Il lavoro, durato due anni, ha avuto una prima conclusione a Oxford, sotto la guida di Laurence…

Perché in Germania alcuni economisti sbuffano per la Merkeleconomics

Ormai ci si è talmente abituati a considerare la Germania il primo della classe, l’allievo modello, il secchione, da non chiedersi nemmeno più se le cose stanno poi veramente così. Le prestazioni economiche del paese sono, soprattutto se confrontate con il resto dell’Ue, invidiabili. Il tasso di disoccupazione è sceso al minimo storico del 4,2 per cento. La crescita economica…

×

Iscriviti alla newsletter