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Poche ore fa il ministro per gli Affari Europei e con delega al Pnrr, Raffaele Fitto, è volato a Bruxelles per presentare le modifiche del governo al Piano e scrivere la parola fine sulla terza rata, che per l’Italia vale 18,5 miliardi. E così, quasi in contemporanea con la visita del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in Cina e subito dopo la pausa estiva, Fitto ha messo piede a Palazzo Berlaymont per l’incontro con Celine Gauer, a capo della Task force europea sul Recovery.

Dopo una lunga attesa e un doppio intervento di modifiche la richiesta per la terza rata miliardi ha incassato nelle scorse settimane la luce verde della Commissione europea. Con il sì del Consiglio Ue atteso nei prossimi giorni il bonifico europeo dovrebbe dunque concretizzarsi. Allo stesso tempo Palazzo Berlaymont sta esaminando le modifiche apportate dal governo ai target relativi alla quarta rata (la cui richiesta sarebbe dovuta pervenire a fine giugno). Il via libera appare poco più di una formalità dato che governo e Bruxelles hanno lavorato assieme alle modifiche messe nero su bianco. A quel punto l’Italia farà ufficiale richiesta per la quarta rata, con l’obiettivo di incassare la tranche da 16,5 miliardi entro la fine dell’anno.

“Si lavora in maniera positiva”, ha chiarito lo stesso Fitto al termine dell’incontro, che come hanno confermato dalla stessa Commissione si è svolto “in modo costruttivo, anche per quanto riguarda la revisione globale del Pnrr, incluso il nuovo capitolo RePowerEe. Il lavoro sulla revisione continuerà nelle prossime settimane nel quadro della stretta collaborazione tra il governo italiano e la Commissione europea”. Non è tutto. “I servizi della Commissione hanno avuto oggi un incontro con il ministro Raffaele Fitto sul Pnrr italiano. Abbiamo incontri regolari di questo tipo con tutti gli Stati membri. L’incontro si è svolto in un clima positivo e costruttivo. Sono stati discussi i seguenti argomenti: la revisione del piano italiano, l’imminente quarta richiesta di pagamento e l’organizzazione del lavoro sul piano di ripresa in futuro”.

D’altronde, pur di assicurarsi i fondi pattuiti con l’Europa, il governo di Giorgia Meloni non se ne è certo stato con le mani in mano. Palazzo Chigi ha infatti apportato significative modifiche al piano che oggi prevede un totale di 144 progetti e riforme sui circa 349 previsti inizialmente. Una sforbiciata che, assieme alla sua integrazione col capitolo RepowerEu, taglia interventi per 15,89 miliardi, da quelli per l’efficientamento dei Comuni, fino al welfare, ai trasporti o per la riduzione del rischio idrogeologico.

Dal Forum Ambrosetti di Cernobbio, conclusosi domenica, Fitto ha comunque fatto capire di essere ottimista. “I dati che cominciano ad affluire sono positivi e confortanti, bisogna lavorare perché questi possano migliorare e la revisione del Piano è un elemento importante. Sul Pnrr abbiamo utilizzato i mesi che abbiamo alle spalle per definire una serie di aspetti collegati alla terza e alla quarta rata. Abbiamo definito un accordo con la Commissione europea che ha già approvato la nostra proposta di rivisitazione della terza rata e di modifica degli obiettivi della quarta. Questo comporterà la possibilità di ottenere i 35 miliardi di euro al termine delle verifiche con la Commissione europea entro quest’anno e mi sembra questo sia un passaggio già rilevante”.

Fitto a Bruxelles per il Pnrr. Come è andato il confronto con la Commissione Ue

Il ministro per gli Affari Europei ha fatto visita a Palazzo Berlaymont per incassare l’assegno da 18,5 miliardi già approvato e mettere in cassaforte quello da 16,5 previsto per fine anno, incontrando la sponda dell’Europa. Merito anche del restyling messo a punto dal governo Meloni

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