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Era atteso, soprattutto dopo gli ultimi modelli rilasciati dalle aziende. E alla fine è arrivato. Donald Trump mette la sua firma sull’ordine esecutivo che regola l’intelligenza artificiale. Anzi la restringe. “Promuovere l’innovazione e la sicurezza dell’IA”: questo il titolo e l’obiettivo del documento. La pubblicazione è stata ancor più complessa del previsto. Ma il rilascio è uno snodo importante per il progresso tecnologico made in Usa.

Con l’ordine esecutivo la Casa Bianca intende anticipare eventuali rischi derivanti dagli strumenti di IA. Alle aziende viene dunque richiesto di collaborare con le agenzie federali per mettere al sicuro le infrastrutture critiche. Il governo potrà visionare quei modelli chiamati “di frontiera” 30 giorni prima che vengano rilasciati sul mercato. Gli strumenti dovranno rispondere a degli standard, pena la loro non conformità. Per mitigare e risolvere eventuali minacce, viene creato un “centro di coordinamento per la sicurezza informatica”. Come si legge nel testo del decreto presidenziale, “le capacità avanzate dell’intelligenza artificiale rendono la nostra nazione più forte, ma introducono anche nuove considerazioni in materia di sicurezza nazionale che richiedono un’azione coordinata tra i vari dipartimenti e agenzie”.

Tutto è però basato sulla disponibilità e sulla volontà delle aziende, per cui non ci sono obblighi ma raccomandazioni. Questo è un aspetto cruciale dell’intera vicenda. Che un ordine esecutivo di questa portata fosse nell’aria era chiaro. Ancor di più dopo il (non) rilascio di Mythos, il modello più potente di Anthropic, tale da poter creare inconsapevolmente dei problemi enormi per la sicurezza nazionale. Si pensava dunque che l’amministrazione repubblicana potesse stringere le maglie, andando contro il proprio approccio laissez-faire adottato fino a oggi. Invece è stato un cambiamento più graduale. Quando Trump ha ricevuto una prima versione sul suo tavolo, l’ha rifiutata perché troppo stringente. La paura era di soffocare il progresso tecnologico americano. Ritardando così di qualche settimana la firma.

L’ordine esecutivo riflette dunque “l’approccio di Trump, che consiste nel collaborare con l’industria per bilanciare innovazione e sicurezza, consolidando il continuo predominio globale degli Stati Uniti nell’intelligenza artificiale e nella sicurezza informatica”, afferma la portavoce della Casa Bianca, Liz Huston. A pressare il presidente è anche l’ala Maga, che gli chiedeva un passo del genere.

A remare contro sono stati soprattutto David Sacks, ex czar dell’intelligenza artificiale, oggi uomo-ponte tra Washington e la Silicon Valley, e Ryan Baasch, vicedirettore del Consiglio economico nazionale. Entrambi hanno spinto per rendere volontarie le nuove misure, togliendo così il vincolo dell’adesione obbligatoria. Anche Scott Bessent, segretario al Tesoro, e Susie Wiles, capo dello staff della Casa Bianca, spingevano per la volontarietà delle aziende. Sacks era preoccupato che troppe regole avrebbero alla fine favorito la Cina e, secondo Axios, è riuscito a ottenere la riduzione a 30 giorni per la pre-implementazione. Anche il capo del Pentagono Pete Hegseth vede Pechino come un pericolo. Ma al contrario di Sacks avrebbe preferito maggiori limiti per i modelli più problematici, perché altrimenti i cinesi potrebbero metterci le mani e avvantaggiarsene.

Per Chris Lehane, Chief Global Affairs di OpenAI, l’ordine esecutivo “rappresenta un importante passo avanti per la sicurezza nazionale, le infrastrutture critiche e le comunità in tutto il paese. Man mano che i sistemi di IA diventano più capaci, garantire che vengano sviluppati e distribuiti in sicurezza richiederà una stretta collaborazione tra governo e industria. La cybersecurity – aggiunge – può sembrare astratta, ma i bersagli sono spesso profondamente locali e centrali nella vita quotidiana delle persone: ospedali, scuole, servizi pubblici, istituzioni finanziarie, governi locali e i sistemi su cui le comunità fanno affidamento. Ecco perché è così importante che gli strumenti di IA difensiva più capaci finiscano prima nelle mani di difensori di fiducia”.

La stretta soft di Trump. Ecco l'ordine esecutivo sui modelli IA

Il presidente americano firma il documento tanto atteso per imporre dei limiti sugli strumenti tecnologici più problematici. Le aziende, su base volontaria, dovranno collaborare con le agenzie federali. I dissidi dentro al governo fanno comprendere l’importanza della misura. Per OpenAI “rappresenta un importante passo avanti per la sicurezza nazionale”

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