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Per venire incontro ai comuni e alle province che hanno subito danni ingenti a seguito della violenta ondata di maltempo delle scorse settimane, Cdp ha avviato la procedura per il differimento del pagamento delle rate in scadenza nell’esercizio 2023 dei mutui concessi dalla Cassa stessa agli enti locali interessati. “Un segnale importante, di concreta vicinanza all’Emilia-Romagna e ai territori piegati dal maltempo”. A dirlo è Paolo Calvano che, oltre a essere assessore regionale emiliano-romagnolo al Bilancio, è anche consigliere di amministrazione di Cdp.

Partiamo dall’inizio. Come nasce questa misura? 

Fin dai primissimi istanti dopo l’alluvione, come Regione prima di tutto, ci siamo messi in contatto e a disposizione dei territori colpiti per capire quali misure mettere in campo in maniera più urgente. A seguito del confronto con gli amministratori locali, abbiamo capito che il differimento del pagamento delle rate dei muti per gli enti territoriali sarebbe stato prioritario. Ed ecco che Cdp ha assunto questa decisione.

Un esempio virtuoso di come territori e governo centrale possano collaborare. 

Certo, il governo ha assunto una direzione corretta a seguito dell’input ricevuto dai territori. Sospendere i mutui (per tutto il 2023) per gli enti locali, in questo momento storico, assume una valenza importante anche per un’altra ragione. Non dover corrispondere due rate dei mutui permetterà infatti agli enti locali di poter liberare delle risorse da mettere in campo, sui territori, per far fronte in maniera celere alle esigenze di famiglie e imprese danneggiate. Una vera e propria boccata d’ossigeno per i bilanci dei comuni.

Un’immissione di liquidità?

Sì, attraverso questa misura compensiamo in qualche modo i mancati introiti che i Comuni subiranno a fronte del fatto che il governo ha previsto il blocco delle tasse comunali nei territori più colpiti.

Ora quali sono i prossimi passi che Regione e governo dovranno compiere per affrontare al meglio l’emergenza?

Per fronteggiare un’emergenza di questa portata, che per tanti versi assomiglia al sisma del 2012, serve il massimo dell’unità di intenti. Come Regione ci siamo messi, da subito, in una posizione di collaborazione con tutti i livelli di governo: dai piccoli comuni fino a Roma. Undici anni fa, adottando questo metodo di lavoro, siamo riusciti ad arrivare a una ricostruzione completa di tutto ciò che il sisma aveva distrutto. Quel modello di ricostruzione ha funzionato, ora spero che venga preso ad esempio.

Come immagina il ruolo di Cassa Depositi e Prestiti in questo contesto?

Cdp può essere senz’altro un soggetto di grande supporto in questa fase e in futuro, per la ricostruzione. Certo, anche questo dipenderà da quali decisioni assumerà palazzo Chigi. Tuttavia, nella fase post-sisma 2012, fu messo in campo un sistema di credito d’imposta che permise, agli imprenditori che avevano subito gravi danni, di riavere il 100% delle spese sostenute. In quel frangente, nell’applicazione di quel metodo virtuoso, Cdp svolse un ruolo fondamentale.

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