Skip to main content

Ora che l’accordo tra Unione europea e Mercosur è a un passo dall’entrata in vigore, per le imprese italiane in cerca di nuovi sbocchi commerciali, possibilmente lontani dai rumori sordi e cupi dello Stretto di Hormuz è tempo di tessere le prime tele. Anche e non solo per questo Confindustria ha ospitato presso la propria sede il primo High-level meeting on Italy-Mercosur economic relations, un incontro con le principali organizzazioni industriali e con i rappresentanti dei Paesi Mercosur, a una settimana dell’entrata in vigore provvisoria del Trattato che lega a doppio filo il Vecchio continente al Sud America, il 1° maggio.

Padroni di casa, il presidente Emanuele Orsini e la vice presidente per l’Export, Barbara Cimmino, i quali hanno ricevuto i leader delle associazioni industriali Mercosur: Ricardo Alban, a capo della Confederação Nacional da Indústria do Brasil, Leonardo García, alla guida della Cámara de Industrias del Uruguay), Martin Rappallini, della Unión Industrial Argentina) e Carlos Insfran Micossi, numero due della Unión Industrial Paraguay. Al centro del confronto, la consapevolezza di dover rafforzare e rendere operativa la collaborazione con le associazioni industriali dei Paesi Mercosur. In tal senso Confindustria è pronta con un piano dedicato a consolidare il partenariato economico, sostenere la modernizzazione del Trattato e creare nuove opportunità per le imprese su entrambe le sponde. Le iniziative puntano a rafforzare competenze, filiere strategiche e strumenti digitali, con un approccio integrato che combina formazione, promozione industriale e intelligence sui mercati.

Anche e non solo per questo, dal 7 all’11 settembre, Confindustria guiderà una missione di Sistema in Argentina e Brasile, con tappe a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, per valorizzare le opportunità nei comparti più strategici: transizione energetica, infrastrutture, farmaceutica, macchinari, agri-tech e digitale. Inoltre, il 13 ottobre la Union Industrial Argentina organizzerà un Foro Pymes Italia–America Latina, pensato per favorire incontri diretti e iniziative congiunte tra imprese. Non c”è bisogno di soffermarsi più di tanto sulla posta in gioco rappresentata da un accordo arrivato dopo ben 25 anni di negoziati.

L’intesa, che poggia sull’eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni europee verso Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay entro 15 anni, prevede nello specifico l’abbattimento di dazi fino al 35% su prodotti alimentari e macchinari, del 20% sui veicoli e del 18% su prodotti chimici, plastica, gomma e strumenti ottici. È inoltre prevista la tutela dei principali prodotti alimentari italiani attraverso il riconoscimento di 57 indicazioni geografiche, pari a un sesto delle 344 europee. Le nuove condizioni commerciali sosterranno la crescita dell’export italiano, pari a 7,5 miliardi di euro nel 2025, consolidando il ruolo dell’Italia come secondo partner europeo dell’area dopo la Germania e confermando un saldo commerciale positivo di circa 600 milioni di euro.

E, cosa più importante, per l’industria europea l’eliminazione dei dazi comporterà risparmi annui stimati in circa 4 miliardi di euro. Per tutti questi motivi, con tale accordo l’Ue diventa il primo partner della regione latinoamericana per numero di intese commerciali e pone le basi per assicurare l’approvvigionamento di minerali critici, come litio e rame, favorendo la creazione di nuove catene del valore strategiche per lo sviluppo tecnologico europeo.

L’accordo Mercosur “non è solo uno scambio commerciale, ma la volontà di fare crescere, con le migliori tecnologie, la nostra area e la loro area, lavorare insieme proprio per far crescere i prodotti”, ha chiosato al termine dei lavori Orsini. Con loro “abbiamo cominciato a scrivere una roadmap delle cose da fare insieme, io credo che questa sia per l’Europa e per l’Italia un’ottima opportunità di interscambio”.

Verso il Mercosur. Missioni, investimenti e nuove filiere industriali per l’export italiano

In vista del primo maggio, giorno nel quale diventerà operativo l’accordo commerciale che apre all’industria europea lo sterminato mercato sudamericano, Confindustria incontra i principali rappresentanti degli imprenditori locali. In vista di una prima missione strategica a settembre

Dal Senato alla Giustizia. Balboni racconta i primi passi a via Arenula

Il senatore Alberto Balboni racconta la chiamata di Giorgia Meloni e l’assunzione dell’incarico di sottosegretario alla Giustizia in una fase delicata, dopo le dimissioni di Andrea Delmastro. Tra senso del dovere, continuità istituzionale e prime mosse a via Arenula, rivendica una lunga militanza politica come approdo naturale del nuovo ruolo

L’Italia deve trovare fondi per la difesa, ne va la sua stessa sopravvivenza. Scrive Sisci

Le questioni che assediano l’Italia sono solo all’apparenza economiche, in realtà sono di difesa, che oggi più che mai è una questione nazionale, di sopravvivenza banale del Paese, che deve essere affrontata senza artifizi propagandistici. Il commento di Francesco Sisci

Usa-Iran, la tregua dura ma i negoziati sono in stallo

Il fallimento dei colloqui di Islamabad riflette uno scontro strategico tra pressione economica e leva energetica, mentre la tregua resta fragile. Entrambe le parti puntano a negoziare da una posizione di forza, ma qualsiasi esito comporterà costi e un compromesso imperfetto

SpaceX sfida Nvidia? Musk e quella tentazione di produrre Gpu

Nei documenti di registrazione per la sua futura quotazione in Borsa, l’azienda spaziale ha inserito anche la realizzazione interna di unità di elaborazione grafica. Un mercato in cui la società di Jensen Huang vanta il predominio. Al momento è solo un’idea, da vedere quanto realizzabile. Nel caso, cambierebbe radicalmente le carte in gioco

Ecologismo, Procaccini indica la via dei conservatori: sacralità e pragmatismo

Secondo Procaccini l’Ue ha costruito un enorme mercato per le importazioni dalla Cina, spesso sostenuto da ingenti contributi pubblici, risultando determinante per l’affermazione della leadership tecnologica, economica, e militare di Pechino. Senza alcun beneficio per l’ambiente. Anzi. Il futuro? Il nucleare

L'incidente di Chihuahua pesa sui rapporti tra Messico e Usa. Ecco perché

La morte di due cittadini americani in un incidente stradale a Chihuahua fa scoprire un’operazione antidroga (non dichiarata) delle autorità statunitensi sul territorio messicano. La posizione della presidente Sheinbaum

Washington si interroga su come uscire dalla palude iraniana

Dal blitzkrieg, la guerra lampo, al conflitto senza orizzonti. Potrebbero essere necessari fino a sei mesi per liberare completamente lo stretto di Hormuz dalle mine disseminate sui fondali dall’Iran. Sminamento che difficilmente potrebbe essere avviato prima della fine del conflitto, mentre la Casa Bianca afferma che non esiste una tempistica precisa per la fine della guerra. L’opinione di Gianfranco D’Anna

Salari, ascensore sociale e meritocrazia. Ecco i temi da sbloccare per trattenere i talenti in Italia

Di Giovanni Marconi

Senza un cambiamento concreto su salari, mobilità sociale e merito, l’Italia rischia di continuare a formare competenze preziose che altri sistemi saranno pronti a valorizzare meglio e ad accogliere nei loro Paesi. Invertire la rotta è però possibile, ma dobbiamo costruire una nuova idea di Paese e la capacità di tradurla in azioni coerenti e durature nel tempo. L’analisi di Giovanni Marconi, coordinatore dei laboratori di soft skills dell’Executive Master in Relazioni istituzionali, lobby & human capital della Luiss Business School

Europa

Bene lo sblocco del prestito a Kyiv, ma serve una visione di lungo periodo. Il commento di Litra (Ecfr)

L’Unione europea sblocca un prestito da 90 miliardi all’Ucraina dopo il ritiro del veto ungherese legato all’oleodotto Druzhba. Una misura che garantisce respiro immediato a Kyiv, ma lascia aperto il nodo del sostegno di lungo periodo

×

Iscriviti alla newsletter