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Il Partito Comunista Cinese (Ccp) ha reso pubblico l’elenco dei delegati scelti per partecipare al Congresso che si terrà il 16 ottobre, una plenaria che avviene due volte ogni dieci anni, e ha confermato come il leader Xi Jinping sia saldamente il fulcro del partito e dello stato.

I 2.296 delegati che arrivano da tutto il Paese saranno chiamati a conferire a Xi un ruolo storico: dal 20° Congresso ne dovrà uscire con un terzo mandato che sottolineerà il suo marchio nella storia della Cina. I delegati devono ora essere approvati da un comitato per il Congresso. L’elenco, che comprende Xi e tutti i membri del Politburo, comprende anche scienziati, avvocati, operatori sanitari, stelle dello sport e personalità della cultura. Circa 620 delle 2.296 persone sono donne, mentre circa 260 provengono dalle minoranze etniche della nazione.

In un editoriale di lunedì, il Quotidiano del Popolo (il giornale del Ccp scritto per i cinesi) ha esortato i delegati ad allinearsi strettamente al “compagno Xi Jinping come nucleo” del partito. “Siamo fermamente convinti che sotto la forte guida del Comitato centrale, con il compagno Xi Jinping al centro, e grazie agli sforzi concertati di tutti i delegati, il 20° Congresso nazionale del PCC sarà un congresso di unità, vittoria e impegno”, scrive il quotidiano.

Il leader cinese non si è fatto vedere in pubblico da quando, all’inizio del mese, ha compiuto il suo primo viaggio all’estero in più di due anni, rompendo l’isolamento la bolla di sicurezza sanitaria che si è creato per tornare sulla scena mondiale in occasione del vertice della Shanghai Cooperation Organization. L’assenza di questi giorni è coerente con i requisiti “Zero Covid” della Cina, che prevedono che gli arrivi internazionali siano sottoposti a sette giorni di quarantena in albergo, seguiti da tre giorni di isolamento in casa.

L’annuncio pubblico della scelta dei delegati e i commenti che sono seguiti all’interno del media di stato hanno obliterato i rumors che si rincorrevano su tumulti interni alla leadership di Pechino. Secondo questi addirittura Xi sarebbe stato agli arresti domiciliari a causa di un golpe, e non in isolamento sanitario.

La ragione per cui hanno iniziato a circolare queste voci non è chiara, ma sembrano essere collegate ad attori operativi all’interno dei social media che diffondono disinformazione sul regime cinese. Resta che l’annuncio sui delegati al congresso sarebbe stato assolutamente improbabile se fosse stato in corso un colpo di Stato.

Tuttavia è possibile che escano altre voci del genere prima del Congresso, ma per comprendere se siano fondate o meno occorre verificare se si abbinano a cambiamenti evidenti tra la leadership, tra i delegati, nella propaganda o nella definizione delle priorità, che mettano in discussione la leadership o l’agenda di Xi.

Xi si appresta ad affrontare l’evento politico più importante della Cina dovendo far fronte a sfide crescenti sia all’interno che all’estero. A livello nazionale, le previsioni di crescita economica sono state ridotte a causa del peso sulla crescita della politica iper-protettiva riguardo alla pandemia che Xi stesso ha avallato. I problemi del mercato immobiliare, inoltre, hanno portato a un calo di 12 mesi dei prezzi degli immobili e a proteste tra i proprietari di case in difficoltà.

Sulla scena internazionale, la Cina sta affrontando le pressioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati per le violazioni dei diritti umani a Hong Kong e nello Xinjiang, nonché la crescente tensione sull’isola autogovernata di Taiwan, che il partito considera una provincia separatista. Nel frattempo, la dichiarazione di Xi di un’amicizia “senza limiti” con il presidente russo Vladimir Putin, settimane prima che Mosca invadesse l’Ucraina, ha messo sotto esame la posizione bellica della Cina, che ha avviato un complesso percorso per sganciare la sua immagine dalla Russia.

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