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I Servizi segreti italiani devono affilare le armi contro la competizione russa e cinese nello spazio. È l’indicazione che arriva dall’ultimo rapporto del Copasir, il comitato parlamentare di controllo dell’intelligence, sul “dominio spaziale come nuova frontiera di competizione geopolitica”.

L’intelligence, si legge nel documento dell’organo presieduto dal senatore di Fdi Adolfo Urso, “dovrebbe garantire un più elevato livello di tutela all’estero” sviluppando un approccio “maggiormente reattivo” e “in grado di fronteggiare forme sleali di concorrenza e di sostenere più efficacemente la nostra competitività nel settore aerospaziale”. Il rapporto chiude un’indagine conoscitiva che ha visto convocati a Palazzo San Macuto i principali player dell’industria aerospaziale italiana, i ministri dello Sviluppo economico e della Transizione digitale Giancarlo Giorgetti e Vittorio Colao, i capi delle agenzie dei Servizi.

Fra le righe c’è un monito netto: come a terra, anche nello Spazio la competizione con Russia e Cina non si gioca all’insegna del fair-play. Di qui le proposte del Copasir per affiancare a una strategia industriale un rafforzamento dei presidi di sicurezza delle operazioni italiane. A partire dal comparto degli 007. “Il Comitato, nel registrare e apprezzare i progressi del Comparto, sia in ambito organizzativo sia relativamente a nuove misure introdotte, tanto per l’intelligence di tipo economico quanto per quella aerospaziale – si legge nella relazione –coglie l’occasione per ribadire in questa sede l’esigenza che entrambi gli aspetti siano al centro della riforma della legge n. 124 del 2007 in modo che i miglioramenti richiamati siano messi a sistema”.

Dis, Aise e Aisi, rispettivamente l’agenzia di coordinamento e le due agenzie operative dei Servizi italiani, collaborano già con le autorità spaziali, ricorda il Copasir, e hanno stipulato convenzioni permanenti con l’Agenzia spaziale italiana (Asi) e il suo Organo centrale di sicurezza (Ocs). Ora serve un passo avanti, spiega il rapporto. Ad esempio sul fronte cibernetico, con l’esigenza di sviluppare “un programma per la messa in sicurezza degli assetti industriali” e di “standard di cybersicurezza” con l’obiettivo di “fornire componenti sia hardware che software con garanzie di sicurezza testate e certificate, anche tramite l’utilizzo tecnologie crittografiche resistenti al calcolo quantistico”. Da Giorgetti è a questo proposito arrivata l’indicazione di “sostenere le funzioni del Comando Operazioni Spaziali (COS)”, il Comando spaziale lanciato dalla Difesa nel giugno del 2020, per difenderlo da “potenziali interferenze o disturbi generati da attori non alleati o in competizione”.

Su un altro fronte, quello politico, l’organo bipartisan lamenta l’assenza di “un’autorità politica che disegni una precisa visione e tracci gli obiettivi da conseguire” e anche di “una cabina unica di regia di tipo permanente che sia in grado di modulare e tradurre in pratica indirizzi, strategie ed interventi sulla base delle diverse esigenze che si manifestano, evitando la moltiplicazione inutile di spazi decisionali”. Dall’agosto del 2021 il presidente del Consiglio Mario Draghi ha affidato la delega per lo Spazio a Colao, dopo che il sottosegretario Bruno Tabacci vi ha rinunciato all’inizio dello stesso mese.

A presidio delle aziende e della tecnologia italiana nel settore il Copasir individua invece due strumenti da mettere in campo. Il primo è il golden power, i poteri speciali di Palazzo Chigi estesi al settore aerospaziale dal “decreto Brexit” nell’aprile del 2019 dal governo Conte-bis. Uno strumento “funzionale a contrastare efficacemente interferenze ostili ed acquisizioni predatorie da parte di attori esterni”, si legge nel rapporto, che lancia in particolare un alert sulla “pericolosità di complesse partecipazioni societarie riconducibili a società governative cinesi, caratterizzate da modalità opache e dall’obiettivo di acquisire know how tecnologico e militare”. È il caso della vicenda Alpi Aviation, società friulana produttrice di droni, aeromobili e veicoli spaziali di cui il governo Draghi ha annullato la vendita alla società di Hong Kong Mars Information Technology.

Alla sicurezza difensiva del golden power, aggiunge poi il Copasir, va affiancata quella proattiva di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp). Per il comitato Via Goito può svolgere un ruolo chiave nell’ “assicurare un sostegno effettivo alla crescita delle arterie aziendali che innervano questa filiera produttiva, favorendo logiche di aggregazione che necessitano naturalmente di risorse ingenti” e “fungere da incubatore incentivando la raccolta di fondi privati”.

Servizi, Cdp e golden power. Lo scudo spaziale del Copasir

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