Skip to main content

La rivoluzione industriale del XXI secolo, con l’avvento dell’era digitale, ha modificato radicalmente il tessuto economico-sociale del nostro Paese.

Allo stesso tempo la pandemia da Covid-19 ha accelerato e consolidato la consapevolezza del valore strategico dell’Innovazione e dello sviluppo tecnologico, sia a livello pubblico che privato.

Proprio sulla base di tali premesse, l’Ue ha incentrato le scelte di politica comunitaria sui temi dell’innovazione, transizione ecologica e crescita occupazionale nel breve e lungo periodo, incentivando e orientando gli Stati membri ad adottare economie sostenibili e servizi digitali.

Perciò la ripresa e la rinascita del nostro Paese dipenderanno dalle scelte delle Istituzioni e, in particolare, di quelle che operano a stretto contatto con il cittadino: enti ed amministrazioni locali.

La Pa è pienamente in grado di diventare un acceleratore della crescita economica e sociale dell’Italia, un vero e proprio catalizzatore della ripresa: la ricerca continua di efficienza e d’innovazione, la semplicità e la speditezza dei servizi e delle relazioni dovranno però essere il fondamento della nuova politica italiana del futuro.

Questo processo di trasformazione e innovazione non può avvenire per caso, piuttosto per realizzarlo concretamente ed in maniera efficiente saranno necessarie traslare le competenze dell’innovation management all’interno degli enti pubblici, dando vita alla nuova figura del Public innovation manager.

Quest’ultimo, professionista “abilitatore di cambiamento”, sarà in grado di governare e guidare la trasformazione dell’ente pubblico, spronandolo a pensare ed agire in modo nuovo, facilitando l’individuazione continua di nuove opportunità che si concretizzano nel benessere economico e sociale per i cittadini e le imprese.

Molto dipenderà dalle esigenze dell’ente pubblico, ma il Public innovation manager sarà chiamato a svolgere il ruolo dello stratega: ricercatore di idee, esploratore dell’innovazione, responsabile Cip, sviluppatore organizzativo di progetti innovativi, etc.

In conclusione, il Public innovation manager, grazie a soft skills trasversali e alla propria visione strategica, contribuirà a portare a compimento il processo di trasformazione e transizione digitale degli enti pubblici centrali e locali. Il Pnrr è una grande occasione, le risorse vanno utilizzate in modo ottimale, perché l’obiettivo ultimo è creare valore pubblico.

Cosa serve agli enti locali? Il Public innovation manager, parola di D'Arcangelo

Di Davide D'Arcangelo

Il Public innovation manager, grazie a soft skills trasversali e alla propria visione strategica, può contribuire a portare a compimento il processo di trasformazione e transizione digitale degli enti pubblici centrali e locali. Il Pnrr è una grande occasione, le risorse vanno utilizzate in modo ottimale, perché l’obiettivo ultimo è creare valore pubblico. L’intervento di Davide D’Arcangelo, vicepresidente Impatta

Erdogan aggancia l'Ucraina. Droni, gas e puzzle con Putin

Su Kiev si profila un ulteriore terreno di scontro (o di incontro?) tra le strategie russe e le contromosse turche, nella consapevolezza che entrambi i soggetti in passato, proprio a causa della densità degli interessi in gioco, hanno dimostrato di saper usare acceleratore e freno

Un piano serio per rilanciare l'Italia dei piccoli comuni

Nella nuova finanziaria sono state inserite riduzioni delle imposte agli esercenti, per agevolare il turismo e contrastare lo spopolamento dei comuni, la maggior parte dei quali ha meno di 5000 abitanti. Le strade sono due: o si costruisce una strada politica ed economica specifica per queste realtà territoriali, o si decide che, in fondo, 5000 abitanti sono troppo pochi e allora i comuni si uniscono. Il commento di Stefano Monti, partner di Monti & Taft

Next

Transizione ecologica e digitale: pilastri per il rilancio dell'Italia

Le sfide dell’Italia sulla digitalizzazione e una svolta green della propria economia in cui porre le base per il rilancio e la ripresa del sistema economico e sociale a sostegno delle imprese e della pubblica amministrazione. Cosa aspettarsi per il futuro

Dal clima dipenderanno anche le strategie di difesa. Parola dei militari tedeschi

“Il cambiamento climatico rimodella gli ambienti geostrategici, operativi e tattici con implicazioni significative per la difesa”, ha detto Jörn Thießen, Co-Chair del German Institute for Defence and Strategic Studies di Amburgo in un workshop su clima e difesa tenuto da Arvea Marieni

Perché le proteste per la siccità possono portare Raisi verso il Jcpoa

L’Iran si trova davanti a un malcontento interno crescente: la crisi dell’acqua è un paradigma di come per la presidenza Raisi sia importante affrontare questi problemi e scegliere il pragmatismo sul dossier principale di politica estera, il Jcpoa – per ottenere fondi dall’eliminazione delle sanzioni Usa

Società civile e volontariato provati dalla pandemia. La riflessione di D'Ambrosio

La forza del nostro Paese è nella solidarietà, non solo come orizzonte etico generale, ma come attenzione quotidiana nel promuovere gli attori dell’attivismo civico (volontari e non), motivarli e formarli continuamente, sostenerli con apposite e sufficienti risorse. La riflessione sul Terzo settore e la situazione attuale di Rocco D’Ambrosio, presbitero della diocesi di Bari, ordinario di Filosofia Politica nella facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana di Roma

Tutti hanno le idee chiare su Taiwan. Tranne l’Ue

Bruxelles richiama Pechino per le violazioni dei diritti umani ma le diverse commissioni cercavano di avviare canali commerciali: un approccio che non ha funzionato nel passato e che oggi appare impensabile davanti alla stretta di Xi. L’analisi di Stefano Pelaggi, docente presso l’Università di Roma La Sapienza

Le zuffe tra partiti rischiano di bruciare l'ultima istituzione rispettata, il Quirinale

Esaurito il periodo dell’appeasement che favorì la scelta di Draghi, le forze politiche hanno ripreso a combattersi. Ma prima che sui nomi, che vengono gettati nell’arena per essere bruciati, bisognerebbe discutere di metodo per l’elezione del successore di Mattarella. Invece prevale l’ipocrisia di chi rinvia tutto a gennaio. Il mosaico di Fusi

Qual è l’obiettivo finale di Del Vecchio nella guerra per Generali?

Chi lo conosce racconta una visione quasi onirica: vuole lasciare un segno nella storia finanziaria italiana, spingendo a tutti i costi i dirigenti Generali verso una mega-operazione. Con Unicredit e Mediobanca? A manovrare tutto è il fidato Francesco Milleri, ma investitori e azionisti sono al buio sui suoi piani e sulla sua successione. Il caso Agnelli insegna

×

Iscriviti alla newsletter