Skip to main content

C’è lo zampino di Mosca nella crisi energetica europea. È quanto sospetta un gruppo di 42 europarlamentari – che vanno dagli ambientalisti dei Verdi ai sovranisti di Id, passando per Ppe, S&D e Renew Europe -, firmatari di una lettera indirizzata a Bruxelles, in cui si chiede alla Commissione di investigare la possibile manipolazione del mercato da parte della controllata statale Gazprom.

Quella lettera, vista da Euractiv, specifica che Gazprom si sarebbe rifiutata di spedire più gas naturale “nonostante la capacità produttiva sufficiente”. I firmatari ipotizzano che il gigante industriale stia lasciando l’Europa a secco per spingere la Germania a inaugurare il gasdotto Nord Stream 2, appena completato ma ancora inattivo per ragioni burocratiche (tra cui l’inadeguatezza dell’infrastruttura secondo le normative europee).

Giusto venerdì scorso il capo di Gazprom Alexei Miller ha assicurato che la Russia sta adempiendo ai propri vincoli contrattuali ed è pronta a pompare più gas alla bisogna. Effettivamente Mosca sarebbe anche pronta a raddoppiare la fornitura di gas naturale – via Nord Stream 2, quando aprirà i battenti, un processo che potrebbe richiedere fino a quattro mesi.

In un’intervista a Formiche.net Massimo Nicolazzi, manager esperto nel settore degli idrocarburi (tra Eni e Lukoil), aveva parlato del comportamento del colosso dell’energia russo. “In un mercato che sta diventando abbastanza corto, o Gazprom sta smaltendo gli effetti di manutenzione straordinaria oppure, e sarebbe per me più preoccupante, ha deciso che in queste condizioni può difendere i prezzi più che difendere i volumi e quindi contribuire, senza allargare l’offerta, a tenere alto il prezzo di cessione anziché conquistare una maggiore quota di mercato”.

Intanto lo spettro della povertà energetica si staglia sull’inverno, a cui a detta dello stesso Miller l’Ue arriverà con 23 miliardi di metri cubi in meno rispetto ai livelli normali. “Certo, la situazione sta impattando i prezzi, e vediamo che quelli in Europa hanno battuto tutti i record possibili”, ha detto, aggiungendo che non si escludono ulteriori rialzi.

Il capo di Gazprom ha poi spiegato che nonostante i prezzi record in Europa, il mercato asiatico – che negli ultimi mesi ha divorato gas, complice la ripresa post-pandemica – rimane comunque più attraente. “Che la domanda asiatica continui ad assorbire in futuro tutto il [gas] disponibile è fuori discussione”, scriveva su queste colonne il presidente di Nomisma Energia, Davide Tabarelli.

L’aumento di domanda in Asia è uno dei fattori determinanti della crisi dei prezzi in Ue, come l’aumento dei costi del carbone (l’ultima spiaggia a cui non si può che far ricorso) unitamente al costo dei certificati di emissione sul mercato europeo. Venerdì la Commissione ha detto che si sarebbe interessato alla questione, ma non ha voluto fornire ulteriori dettagli. Alla stessa conferenza è stato detto che Bruxelles sta “monitorando” i prezzi del gas, cresciuti del 170% rispetto a inizio anno.

Tuttavia vale la pena sottolineare che le velleità verdi della Commissione, delineate nel piano Fit for 55 (e in discussione al Parlamento europeo) sono parzialmente responsabili dell’aumento vertiginoso dei prezzi. Un handicap auto imposto da cui l’Ue non trarrà giovamento economico fino all’implementazione di tasse di aggiustamento al confine, come la Cbam, operativa dal 2023 nella migliore delle ipotesi.

Lo stesso ministro della transizione ecologica Roberto Cingolani, ossia colui che per primo ha suonato l’allarme in Italia prevedendo un rialzo delle bollette del 40%, ha avvertito che la transizione ecologica “non deve avvenire né troppo lentamente, perché verremmo meno ai nostri impegni internazionali e all’urgenza di tutelare il pianeta, né tuttavia troppo in fretta, perché la transizione è un processo complesso che ha anche ricadute sul campo”.

Insomma, occhio a non immolarsi sull’altare della decarbonizzazione, o a pagarne le conseguenze – letteralmente – saranno le fasce più fragili.

Crisi delle bollette, quanto c’entra la Russia?

La Russia ha gas naturale ma non lo manda. Si ipotizza un ricatto del Cremlino: via al Nord Stream 2, o vi teniamo a stecchetto. Così un gruppo di europarlamentari ha chiesto alla Commissione di investigare, mentre il prezzo del gas infrange i record in Ue e rincara il costo della transizione ecologica

Migranti, almeno un anno per l'accordo europeo

Per almeno un altro anno l’Italia non potrà contare su una reale collaborazione comunitaria sul fronte dell’immigrazione. Oggi Luciana Lamorgese, alla guida del ministero dell’Interno, si è confrontata di nuovo con Schinas, vicepresidente della Commissione europea, in un incontro al Viminale esattamente a un anno di distanza dalla presentazione del Patto Ue su migrazione e asilo

Giardino Lattes-Nirenstein, a Firenze un omaggio alla cultura e all'ebraismo

Fiamma Nirenstein ricorda i genitori, cui la città di Firenze ha dedicato un giardino, per ricordare il loro esempio straordinario di impegno politico, civile e culturale: “Ci hanno insegnato che una vita senza libri non ha senso”

L’Onu premia l’impegno di Leonardo per lo sviluppo sostenibile

A Leonardo è stato confermato per il secondo anno consecutivo il riconoscimento Global compact lead dell’Onu, assegnato alle società che si distinguono per l’impegno nella promozione dei principi del Global compact in materia di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030

Col green pass Draghi avanza, Meloni si ferma. I numeri di Risso

Il direttore scientifico di Ipsos, dati alla mano, spiega che l’introduzione dell’obbligatorietà della certificazione vaccinale sul posto di lavoro trova parecchio riscontro fra gli italiani. “Piace al 60% degli italiani, ma non discriminiamo i dubbiosi”. E la fiducia al governo si traduce politicamente con “il rallentamento della crescita di Fratelli d’Italia”

Bermuda e camicia. La riconciliazione casual del Golfo

Incontro a tre nel Mar Rosso: i leader di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar si vedono (in formato relax) per dare seguito con un’immagine al processo di distensione in atto nel Golfo

Storia del fallimento dei grandi giochi in Afghanistan

Giancarlo Elia Valori illustra perché l’Afghanistan ha vinto oggi come nel 1919, grazie alla abilità dei propri governanti che lo resero uno dei soli sei Stati asiatici indipendenti de facto (Giappone, Nepal, Thailandia e Yemen)

Lo Spazio per il futuro della Terra. Colao e Saccoccia aprono il G20

Vittorio Colao: “Vogliamo rafforzare la collaborazione con i partner per affrontare al meglio le sfide future”. Giorgio Saccoccia: “L’economia spaziale produce ricchezza e crea benessere diffuso”. Il nuovo delegato per lo Spazio e il presidente dell’Asi hanno aperto oggi a Roma il “G20 Space economy leaders meeting 2021”. Obiettivi e agenda per fare del settore un volàno della ripresa economica

Canada al voto. Trudeau alla prova del Covid

Con le elezioni anticipate, il premier canadese spera di raggiungere la maggioranza. Ma molto probabilmente ci sarà un pareggio tecnico tra il Partito Liberale e il Partito Conservatore. Quest’ultimo, con la candidatura di Erin O’Toole, ha saputo guadagnarsi il “voto di protesta” contro la gestione della pandemia

Un bavaglio tira l'altro. Tutti i brogli nelle elezioni russe

Brogli, trucchi, denunce incrociate. La Russia torna al voto per la Duma e si ripetono le solite scene. Dalle accuse contro il Partito comunista agli appelli di Navalny. Viaggio fra le urne che decidono il destino di Putin

×

Iscriviti alla newsletter