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A poche ore dalla conclusione del conteggio delle elezioni in Israele, rimane un’unica certezza: nessun blocco vanta la maggioranza per formare il nuovo governo. Il Likud si conferma il primo partito con 30 dei 120 seggi della Knesset, seguito dal partito Yesh Atid con 17 seggi e dal partito ultraortodosso Shas, con 9 seggi.  Il partito di Benny Gantz Blu e bianco avrebbe 8 e il nazionalista Yamina, Giudaismo unito nella Torah, Yamina, Labour e Yisrael Beiteinu 7 seggi ciascuno.

L’ago della bilancia sembra rappresentato dal partito Yamina e da Ra’am, che insieme hanno ben 11 seggi, in grado di affidare a uno dei due blocchi la maggioranza. Tuttavia, le possibilità che Ra’am faccia parte di una coalizione con la destra religiosa è davvero difficile.

Sebbene il leader di Yamina, Naftali Bennett, non si sia schierato apertamente con nessuno, sta prendendo forza l’ipotesi di un sostegno a Netanyahu, in nome della stabilità politica di Israele.

Ad interferire nell’accordo molto probabilmente sarà il difficile rapporto di Bennett con la first lady israeliana, Sara Netanyahu.

La rivalità tra la moglie di Netanyahu con l’ex collaboratore del marito è così grande, che la donna avrebbe affidato ad un investigatore privato la ricerca di informazioni oscure sul politico e la moglie Gilat, accusandola di essere “laica e di sinistra”.

Il sito Haaretz riprende un report di Channel 12 News in cui è presentata una lettera scritta a mano da Sara Netanyahu prima delle elezioni israeliane del 2013, che rivela la sua richiesta scritta a mano di trovare informazioni dannose su Bennett e la sua famiglia. Inoltre, si chiede ai giornalisti di fare domande su queste informazioni.

“Lo stesso primo ministro aveva anche cercato di diffamare la famiglia Bennett nel 2013 in una serie di articoli su Walla […] si legge su Haaretz -. Walla ha pubblicato articoli negativi sui Bennett, incluso uno su Gilat Bennett che lavorava come chef in un ristorante non kosher”. All’epoca, Sara Netanyahu non si è trattenuta nell’accusare la moglie di Bennett di indossare jeans attillati, con il ventre scoperto, e di maneggiare in cucina i vietatissimi frutti di mare, gamberetti e maiale.

Ma Sara è andata oltre. Il Times of Israel sostiene che addirittura invitava i giornalisti a scrivere delle camere da letto di Bennett e Ayelet Shaked, la “bella donna” di cui voleva sapere tutto perché avrebbe lavorato con il primo ministro. “Bennett e Shaked hanno lavorato per Benjamin Netanyahu mentre era leader dell’opposizione dal 2006 al 2008, ma se ne sono andati dopo aver riferito di scontri con Sara”, conclude il Times of Israel.

Bennett è stato capo dello staff di Netanyahu mentre era il leader dell’opposizione. Dopo avere seguito la campagna elettorale del premier ha dato le dimissioni per una disputa con la signora Sara. Quando in un’intervista su Channel 10 gli è stato chiesto sul rapporto problematico con la first lady, ha risposto ironicamente che insieme hanno frequentato un corso di terrorismo.

Il carattere della moglie del premier israeliano è noto da tempo. Durante lo scandalo del conto di Netanyahu nel paradiso fiscale di Jersey, dipendenza della corona britannica, nel 2014, l’attenzione si è fermata sulle spese personali della moglie Sara, motivo di critiche e discussioni in Israele (qui l’articolo di Formiche.net).

Per la manutenzione delle tre case di Netanyahu, i contribuenti israeliani hanno speso 940mila dollari nel 2012. Soltanto la bolletta dell’acqua della casa a Cesarea, dove Netanyahu trascorre i fine settimana, è di 23mila dollari, mentre per i fiori si spendono 5.700 dollari e per le candele profumate 1.700 dollari.

Tra Bennett e Netanyahu c’è un terzo incomodo: la first lady Sara

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