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Metano e idrogeno metteranno il turbo a Snam. La società per il trasporto del gas continua a puntare forte sulle scommesse del futuro, che portano il nome di transizione energetica. La prova è nella strategia del gruppo, aggiornata al 2024, illustrata questa mattina in videoconferenza dal ceo di Snam, Marco Alverà. Il punto di caduta dell’intero orizzonte Snam si chiama idrogeno.

NEL NOME DELL’IDROGENO

Il 50% degli investimenti previsti dal Snam nel piano 2020-2024, pari a 7,4 miliardi, sarà infatti dedicato all’infrastruttura hydrogen ready (sostituzioni e sviluppo degli asset con elevati standard). Inoltre gran parte degli investimenti previsti a piano sarà finalizzata alla decarbonizzazione per raggiungere l’obiettivo di neutralità carbonica al 2040 e cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica. Circa il 40% di questi impieghi è allineato ai criteri della tassonomia europea, in via di finalizzazione.

Più nel dettaglio, gli investimenti nell’infrastruttura legata all’idrogeno riguarderanno principalmente le sostituzioni per l’ammodernamento della rete per quasi 1.200 km. Sono inoltre previsti l’avvio della conversione di centrali di compressione in ibride gas/elettrico, e la realizzazione della pipeline virtuale in Sardegna e dei primi tratti di rete. Il piano di investimenti prevede anche nuovi allacciamenti legati alla transizione energetica (245 impianti di Cng/Lng e 50 di biometano), in forte aumento rispetto agli ultimi anni, e altre 100 connessioni alla rete.

La cifra della scommessa all’idrogeno di Snam, l’ha data lo stesso numero uno Alverà. Il quale, si aspetta sia incentivi alla produzione, con l’idrogeno verde, sia al consumo a prescindere dal colore. Lo ha spiegato in conferenza stampa sul Piano industriale 2020-24. “Mi aspetto incentivi alla produzione di idrogeno verde e ulteri per supportare la produzione di elettrolizzatori e mi aspetto anche degli incentivi per convertire chi oggi consuma carbone nelle acciaerie, come ad esempio in Germania. Nel fare questo la Germania non farà distinzione tra blu e verde dovrà incentivare la conversione da carbone e idrogeno e lo stesso farà la Gran Bretagna dove a livello di industria sarà incentivato idrogeno di qualsiasi colore. In Germania – ha spiegato Alverà – non hanno abbastanza idrogeno e dovranno importarlo dalla Russia e verde si spera da Italia”.

Parlando poi del memorandum con Fs sui treni ad idrogeno, Alverà ha spiegato come “con Ferrovie stiamo lavorando molto bene, abbiamo sottoscritto un protocollo e abbiamo proposto di inserirlo nel progetto Recovery fund. Penso avremo i primi treni in tre 4 anni funzionanti e sarebbe un primato. Siamo la prima azienda a fare accordi sia con chi ha la rete sia con chi fa i treni”.

OBIETTIVO METANO

Ma c’è altro oltre all’idrogeno. Per esempio, il piano di investimenti prevede anche nuovi allacciamenti legati alla transizione energetica, come i 50 impianti a biometano, in forte aumento rispetto agli ultimi anni, e altre 100 connessioni alla rete. Ad oggi, oltre il 70% dei tubi dei metanodotti sono pronti a trasportare idrogeno e sono stati definiti degli standard per l’acquisto di componenti esclusivamente hydrogen ready. Per quanto riguarda gli impianti di compressione, dopo la sperimentazione della prima turbina ibrida con idrogeno al volume del 10%, che verrà installata nel 2021 nella centrale di Istrana, sono in corso test per verificare la quantità massima di idrogeno che può essere immessa in turbine e compressori. Nello stoccaggio, sono stati avviati studi per valutarne la compatibilità con l’idrogeno (oggi tecnicamente possibile con miscele fino al 2%).

I TARGET 2024

Tornando al piano Snam, il target di riduzione delle emissioni di CO2 salgono a -50%, rispetto al precedente obiettivo di -40% su base anno 2016. Quasi la metà della riduzione complessiva delle emissioni deriverà dal progetto delle centrali dual fuel, mentre la quota restante sarà raggiunta grazie all’abbattimento delle emissioni di metano del 45% entro il 2025 (su base anno 2015), in linea con gli obiettivi Unep (Un Environment Programme), con cui è stato sottoscritto un protocollo.

Per Alverà oggi “si apre una nuova fase della storia di Snam, che nella sfida climatica è ben posizionata per avere un ruolo di abilitatore della transizione energetica, con una visione di lungo termine coerente con il proprio purpose e gli obiettivi europei. Snam sarà una delle prime società energetiche a raggiungere la neutralità carbonica nel 2040 e darà un ampio contributo alla decarbonizzazione del sistema attraverso lo sviluppo dei gas verdi e in particolare dell’idrogeno. Il riposizionamento dell’azienda avvenuto in questi ultimi anni e le azioni previste nel nuovo piano anche grazie alle competenze delle nostre persone e alla sempre maggiore digitalizzazione, ci mettono nella giusta condizione per cogliere le opportunità derivanti dalla transizione energetica”.

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